Legambiente Livorno circolo "Luciano De Majo"

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Legambiente Livorno circolo "Luciano De Majo" Un ambientalismo rigoroso e scientifico, basato su fonti certe e su analisi dettagliate e ragionate

Dopo i sopralluoghi di ARPAT alle Secche della Meloria, Legambiente torna a chiedere maggiore attenzione agli impatti am...
15/10/2026

Dopo i sopralluoghi di ARPAT alle Secche della Meloria, Legambiente torna a chiedere maggiore attenzione agli impatti ambientali della Darsena Europa. Le praterie di Posidonia oceanica rappresentano un patrimonio di biodiversità fondamentale per il Mediterraneo, risulta fondamentale garantire monitoraggi continui, trasparenza dei dati e misure efficaci di prevenzione dei danni.
I recenti sopralluoghi effettuati da ARPAT, Regione Toscana e Ente Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli nell'Area Marina Protetta delle Secche della Meloria riportano al centro dell'attenzione il valore ecologico delle praterie di Posidonia oceanica e la necessità di garantirne la conservazione, anche alla luce dei lavori per la realizzazione della Darsena Europa nel porto di Livorno.
“La nostra associazione accoglie positivamente l'attenzione delle istituzioni e degli organismi tecnici verso questo ecosistema, ma ricordiamo come le criticità ambientali connesse alla nuova infrastruttura siano state sollevate da tempo, attraverso osservazioni tecniche, approfondimenti scientifici e comunicati pubblici,” dichiarano i Circoli Legambiente di Pisa e di Livorno.
Il sopralluogo dell'Osservatorio ambientale del porto di Livorno del 1° ottobre, effettuato a bordo del catamarano oceanografico Polaris di ARPAT, ha documentato la presenza di porzioni di prateria in buono stato di conservazione e di altre caratterizzate da una copertura più rada, confermando quanto emerso dal monitoraggio ante operam del 2026.
“Ribadiamo il concetto che la Posidonia oceanica non è una semplice pianta marina, ma uno degli ecosistemi più importanti e complessi del Mediterraneo,” aggiungono i Circoli Legambiente di Pisa e di Livorno. “Le sue praterie costituiscono habitat fondamentali per numerose specie, contribuiscono alla protezione delle coste dall'erosione e rappresentano importanti serbatoi di carbonio. La loro conservazione assume quindi un valore ancora maggiore in un contesto di crisi climatica e progressiva perdita di biodiversità marina. Inoltre, ribadiamo le preoccupazioni già espresse nel corso della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale della Darsena Europa, in particolare rispetto ai possibili effetti della movimentazione dei sedimenti, dell'aumento della torbidità delle acque e dei processi di sedimentazione sugli habitat marini delle Secche della Meloria e delle aree limitrofe.”
Monitorare diventa quindi indispensabile, ma non è sufficiente. Il monitoraggio deve rappresentare uno strumento di prevenzione e di gestione, non limitarsi a registrare eventuali alterazioni quando il danno si è già verificato. Occorre conoscere le condizioni iniziali degli ecosistemi, verificare gli effetti delle lavorazioni e prevedere interventi tempestivi qualora emergano criticità.
I Circoli Legambiente di Pisa e di Livorno lanciano un appello volto a dedicare attenzione anche agli interventi di trapianto della Posidonia previsti nell'ambito delle misure di compensazione ambientale. Il trapianto rimane un'operazione complessa, la cui riuscita dipende da numerosi fattori ecologici e ambientali. Non può quindi essere considerato automaticamente equivalente alla conservazione di una prateria naturale, sviluppatasi nel corso di tempi molto lunghi e caratterizzata da relazioni ecologiche difficilmente riproducibili.
L’associazione ambientalista continuerà a seguire con attenzione le attività dell'Osservatorio ambientale del porto di Livorno, chiedendo trasparenza, rigore scientifico e un confronto costante con gli enti di ricerca, le istituzioni e le associazioni ambientaliste. La sfida non è soltanto monitorare la Posidonia, ma garantire che questa straordinaria foresta sommersa possa continuare a svolgere le sue funzioni ecologiche anche per le generazioni future.

Il circolo Legambiente di Livorno Luciano De Majo aderisce allo sciopero per il clima indetto dai Fridays For Future (ht...
10/10/2026

Il circolo Legambiente di Livorno Luciano De Majo aderisce allo sciopero per il clima indetto dai Fridays For Future (https://fridaysforfutureitalia.it/ ) per il 16 ottobre prossimo in tutta Italia.
Invitiamo tutti gli studenti a prendere coscienza della grave situazione di crisi globale in cui siamo immersi: crisi climatica, economica, sociale, culturale che sfocia nelle guerre e rischia di portare alla estinzione della nostra specie. Li invitiamo anche a mobilitarsi, a partire dal 16 ottobre, facendolo in modo autonomo, affermando la propria soggettività di giovani desiderosi di costruire una prospettiva di futuro sostenibile.
Invitiamo gli insegnanti a facilitare il percorso formativo degli studenti sui temi della sostenibilità, aiutandoli a crescere in modo consapevole della crisi globale, rendendoli capaci di leggere e capire come cambiare la realtà, cercando risposte concrete ed efficaci.
Invitiamo altresì cittadini, istituzioni e politici a prendere coscienza del problema climatico e della necessità di affrontare con coerenza e senza ambiguità la questione climatica, realizzando una transizione energetica che ci liberi dalla dipendenza dalle energie fossili, dai conflitti e dalle guerre che queste inducono, dal ritorno al nucleare, dai danni climatici, ambientali, economici e sociali, promuovendo allo stesso tempo giustizia, equità sociale e sostenibilità.
Legambiente condivide la piattaforma dei Fridays For Future e rilancia sulla necessità di affrontare le cause strutturali che generano la crisi climatica, cambiando il paradigma su cui si basa la società:
• dall’idea del controllo e del dominio: dell’uomo sulla donna, sugli altri uomini e sulla natura, a un tipo di società basato sul rispetto, sulla collaborazione e su un’idea di sviluppo sostenibile dalle persone e dall’ambiente,
• dalla crescita economica senza limiti, all’accettazione dei limiti fisici del nostro pianeta, alla necessità di contenere i flussi di materia ed energia, l’inquinamento, il progressivo esaurimento delle risorse non rinnovabili, contenendo il Climate Change entro limiti stabiliti dall’IPCC, dall’ONU e dalla UE.
• dall’aumento delle disuguaglianze planetarie e dentro ogni stato, all’accettazione dei limiti sociali allo sfruttamento e all’impoverimento delle condizioni di vita, promuovendo equità e giustizia,
• dall’uso di combustibili fossili e nucleari, alla scelta della transizione energetica green, fatta di fonti rinnovabili, efficienza e risparmio energetico, insieme alla revisione degli stili di vita e di consumo. La transizione energetica green è una grande opportunità locale e nazionale per sviluppare una economia sostenibile, limitare il climate change, abbattere il caro bollette, ridurre la dipendenza estera e allontanare la possibilità di guerre.
Come Legambiente Livorno ci rendiamo disponibili a incontrare il movimento degli studenti nelle modalità da loro scelte per aiutarli nel loro percorso di consapevolezza e di volontà di affrontare il cambiamento climatico e le sue cause strutturali.

𝑳𝑰𝑽𝑶𝑹𝑵𝑶, 𝑮𝑰𝑶𝑽𝑬𝑫𝑰̀ 8 𝑶𝑻𝑻𝑶𝑩𝑹𝑬  𝑴𝑼𝑺𝑬𝑶 𝑫𝑰 𝑺𝑻𝑶𝑹𝑰𝑨 𝑵𝑨𝑻𝑼𝑹𝑨𝑳𝑬 𝑨𝑺𝑺𝑬𝑴𝑩𝑳𝑬𝑨 𝑪𝑰𝑻𝑻𝑨𝑫𝑰𝑵𝑨 𝑰𝑵 𝑽𝑰𝑺𝑻𝑨 𝑫𝑬𝑳𝑳𝑨 𝑴𝑨𝑵𝑰𝑭𝑬𝑺𝑻𝑨𝒁𝑰𝑶𝑵𝑬 𝑵𝑨𝒁𝑰𝑶𝑵𝑨𝑳𝑬 𝑨 𝑹𝑶𝑴𝑨...
05/10/2026

𝑳𝑰𝑽𝑶𝑹𝑵𝑶, 𝑮𝑰𝑶𝑽𝑬𝑫𝑰̀ 8 𝑶𝑻𝑻𝑶𝑩𝑹𝑬
𝑴𝑼𝑺𝑬𝑶 𝑫𝑰 𝑺𝑻𝑶𝑹𝑰𝑨 𝑵𝑨𝑻𝑼𝑹𝑨𝑳𝑬 𝑨𝑺𝑺𝑬𝑴𝑩𝑳𝑬𝑨 𝑪𝑰𝑻𝑻𝑨𝑫𝑰𝑵𝑨 𝑰𝑵 𝑽𝑰𝑺𝑻𝑨 𝑫𝑬𝑳𝑳𝑨 𝑴𝑨𝑵𝑰𝑭𝑬𝑺𝑻𝑨𝒁𝑰𝑶𝑵𝑬 𝑵𝑨𝒁𝑰𝑶𝑵𝑨𝑳𝑬 𝑨 𝑹𝑶𝑴𝑨 𝑫𝑬𝑳𝑳𝑨 𝑽𝑰𝑨 𝑴𝑨𝑬𝑺𝑻𝑹𝑨

Giovedì 8 ottobre alle ore 17 presso il Museo di Storia Naturale del Mediterraneo di Livorno (via Roma 234) si terrà un’assemblea cittadina in vista della manifestazione nazionale “𝐋𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨. 𝐏𝐚𝐜𝐞. 𝐀𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞. 𝐖𝐞𝐥𝐟𝐚𝐫𝐞. 𝐂𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞. 𝐈𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐚 𝐌𝐚𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚” in programma a Roma sabato 17 ottobre.

L’assemblea cittadina è organizzata dalle realtà locali che aderiscono alla Via Maestra, rete promossa a livello nazionale da Cgil, Anpi, Arci, Legambiente e molte altre associazioni e organizzazioni della società civile per difendere e applicare i principi della Costituzione.

Il 17 ottobre la Via Maestra scenderà in piazza per la pace e contro il riarmo, per chiedere più salari e meno precarietà, un fisco davvero giusto, sanità e istruzioni pubbliche per tutte e tutti, un diverso Piano Casa che risponda alla domanda abitativa debole con offerta di alloggi pubblici e sociali, investimenti in una vera politica industriale, una transizione ecologica che crei buona occupazione, per il diritto di manifestare democraticamente e per difendere l’equilibrio tra i poteri, l’uguaglianza dei diritti e l’unità del Paese.

La cittadinanza è invitata a partecipare.

La Via Maestra

29/09/2026

𝐀𝐃𝐄𝐒𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐀𝐋𝐋𝐀 𝐌𝐀𝐍𝐈𝐅𝐄𝐒𝐓𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐈𝐍𝐃𝐄𝐓𝐓𝐀 𝐃𝐀 𝐂𝐆𝐈𝐋
𝐏𝐄𝐑 𝐈𝐋 𝟑 𝐎𝐓𝐓𝐎𝐁𝐑𝐄

Legambiente Livorno comunica la propria adesione alla manifestazione convocata dalla CGIL per sabato 3 ottobre, che ha per obiettivo quello di richiamare l’attenzione della comunità livornese sulla gravità della crisi occupazionale che si sta verificando nella nostra provincia.

Con l’adesione a questa manifestazione, Legambiente intende fornire solidarietà e vicinanza alle centinaia di famiglie che rischiano la perdita del posto di lavoro, ma anche fornire spunti di riflessione che aiutino la nostra comunità ad orientarsi verso nuove prospettive di sviluppo.

Il territorio della provincia di Livorno sarà teatro di trasformazioni molto significative: la Darsena, Europa, la Bioraffineria ENI, il polo siderurgico di Piombino, il progetto Hydrogen Valley Toscana.

Questi progetti hanno in comune un elemento fondamentale, quello di essere tutti fortemente energivori: il porto di Livorno, con l’elettrificazione delle banchine, l’operatività dei nuovi terminal, la
gestione dei container refrigeranti; la Bioraffineria ENI col necessario utilizzo di idrogeno la cui produzione è ad oggi prevista da metano, così come per l’idrogeno prodotto da Hydrogen Valley
Toscana; il polo siderurgico di Piombino, col forno elettrico.

Di fronte a tutte queste trasformazioni del nostro territorio, occorre essere consapevoli che ci troviamo di fronte ad un bivio: accettare
che esse procedano nel solco del modello di sviluppo tradizionale basato sul consumo di energie fossili, con conseguente aumento della produzione di gas climalteranti, costi energetici imprevedibilmente alti data la situazione geopolitica internazionale, aumento della dipendenza energetica; oppure concepire questo momento di evoluzione come l’occasione per modificare il
modello, candidandoci a diventare un Hub Energetico innovativo, in grado di sviluppare la filiera dell’idrogeno verde, di gestire i consumi energetici della portualità attraverso le rinnovabili come
avviene ormai da anni nei principali porti europei, così come per l’alimentazione dei forni elettrici dell’acciaieria. Le tecnologie sono mature, i costi delle rinnovabili sono ormai largamente competitivi, liberarsi dalla dipendenza energetica è sempre più urgente.

Sta a noi scegliere! Un simile modello di sviluppo apre inoltre alla possibilità di evolvere verso un cluster industriale verde, dedicato alla produzione, all’assemblaggio e alla manutenzione e gestione di impianti eolici, alla ricerca di nuove fonti rinnovabili non ancora mature, alla produzione e riciclo di pannelli solari, con evidenti ricadute occupazionali. Un tale progetto richiede una sinergia tra tutti gli attori del territorio, imprese, sindacati, associazioni di categoria e istituzioni.

Gli effetti della crisi climatica si fanno sempre più drammatici così come quelli connessi al decadimento del vecchio modello di
sviluppo e questo dovrebbe indurre tutti gli attori sociali e politici ad accelerare il necessario processo di trasformazione ecologica.

𝐆𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐞 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐜𝐥𝐢𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐯𝐨𝐧𝐨 𝐦𝐚𝐫𝐜𝐢𝐚𝐫𝐞
𝐚𝐬𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞!

𝐀𝐋𝐋𝐄𝐀𝐍𝐙𝐀 𝐂𝐋𝐈𝐌𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐏𝐄𝐑 𝐋𝐈𝐕𝐎𝐑𝐍𝐎La vicenda degli Orti di via Goito sta focalizzando l’attenzione di tutta la città. I sogg...
21/09/2026

𝐀𝐋𝐋𝐄𝐀𝐍𝐙𝐀 𝐂𝐋𝐈𝐌𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐏𝐄𝐑 𝐋𝐈𝐕𝐎𝐑𝐍𝐎
La vicenda degli Orti di via Goito sta focalizzando l’attenzione di tutta la città. I soggetti direttamente coinvolti esprimono sul destino dell’area posizioni differenti, polarizzate, determinando un conflitto il cui esito non è prevedibile che fa crescere le preoccupazioni per possibili derive pericolose.

La recente decisione del consiglio comunale di aprire un tavolo istituzionale di confronto sull’area di via Goito è senz’altro una buona notizia. Infatti dialogo e ascolto sono gli strumenti indispensabili per attivare l’intelligenza collettiva che permetta di trovare soluzioni condivise da tutti.

La strada giusta per risolvere un conflitto e trovare un’intesa è passare dalle posizioni agli interessi delle parti. Un interesse importante espresso da tutti gli attori di questa vicenda è quello di contribuire a ridurre gli effetti del cambiamento climatico, valorizzando l’area verde di via Goito.

Come circolo Legambiente di Livorno, mentre ci auguriamo che questo tavolo istituzionale di confronto produca i migliori risultati, cogliamo l’occasione per proporre a tutti gli attori interessati alla vicenda degli orti di via Goito, di ampliare la loro visione, il loro interesse espresso per limitare i danni del cambiamento climatico, spostando l’attenzione verso un’azione che migliori per tutta la città la difesa dalle ondate di calore e dall’inquinamento.

Per questo ci rivolgiamo alle forze politiche e sociali, associazioni, sindacati, industriali, cittadini, AC e comitato degli orti di via Goito, perché si allarghi lo sguardo a tutta la città, valutando quali interventi servano per renderla nel suo complesso più resiliente davanti ai cambiamenti climatici e all’inquinamento. Per ottenere questo risultato serve affrontare le cause strutturali che contribuiscono ad aumentare il disagio delle persone dovuto al cambiamento climatico, all’inquinamento dell’aria, ma anche all’aumento del costo dell’energia. Potrebbe diventare anche una grande opportunità di sviluppo sostenibile locale con vantaggi per tutta la collettività.

Senza togliere niente al grande valore di quei sei ettari per il quartiere in cui sono inseriti, allargare lo sguardo alla intera città ci obbliga a pensare in modo più complessivo, progettando una serie di interventi che prevedano una vera transizione energetica ed ecologica:
• salvaguarda ed estensione del verde in tutti i quartieri,
• fermare il consumo di suolo e recuperarne togliendo dove possibile l’impermeabilizzazione,
• costruire un piano energetico cittadino che affronti la questione climatica e l’esigenza della Transizione energetica ed ecologica della città.

Quindi se veramente tutte le parti in campo nella questione orti urbani di via Goito, comprese le forze politiche e sociali, sono realmente interessate a migliorare la qualità del clima cittadino, chiediamo loro di impegnarsi a realizzare una 𝑨𝑳𝑳𝑬𝑨𝑵𝒁𝑨 𝑪𝑳𝑰𝑴𝑨𝑻𝑰𝑪𝑨 𝑷𝑬𝑹 𝑳𝑰𝑽𝑶𝑹𝑵𝑶 che produca la transizione energetica ed ecologica necessaria a uscire da questa crisi climatica, ambientale, sociale ed economica.

Le forze politiche e sociali, l’Amministrazione Comunale, l’Autorità Portuale, ASA, gli industriali, i sindacati, le associazioni, il comitato degli orti di via Goito sono invitati a misurarsi con questo obbiettivo, costituendo un’ALLEANZA CLIMATICA PER LIVORNO che sappia concretamente realizzare gli obbiettivi di contenimento del disagio climatico e ambientale, insieme al rilancio economico della città.

Servirebbe un vero 𝑷𝑰𝑨𝑵𝑶 𝑷𝑬𝑹 𝑰𝑳 𝑪𝑳𝑰𝑴𝑨 a Livorno che dovrebbe prevedere:
o Un Hub energetico da Piombino a Livorno per alimentare anche l’industria,
o Efficientamento delle strutture pubbliche e private, anche promuovendo Comunità Energetiche,
o Razionalizzazione dei trasporti per ridurre le combustioni e spostarli dal privato al pubblico e all’uso di mezzi meno inquinanti…
o Diffusione di impianti FER in area portuale (solare termico e fotovoltaico ed eolico, onshore o offshore) per alimentare in modo sostenibile il cold ironing,
o Diffusione di impianti FER (solare termico e fotovoltaico) su strutture pubbliche e private,
o Realizzare Rifugi Climatici.

𝗛𝗨𝗕 𝗘𝗡𝗘𝗥𝗚𝗘𝗧𝗜𝗖𝗢
Si potrebbe pensare a costituire un HUB Energetico sulla fascia costiera che va dal porto di Livorno, passando dal polo chimico di Rosignano arrivando al Porto di Piombino ed il suo polo siderurgico. Questo HUB avrebbe l’obbiettivo di soddisfare la domanda energetica dei due porti e di una parte di industrie, anche per sviluppare e gestire la filiera dell’idrogeno verde, dagli impianti di elettrolisi alle celle a combustibile.
Un HUB energetico di questo tipo richiederebbe anche:
• l’implementazione di impianti fotovoltaici su tutte le coperture disponibili nel porto o sui terreni limitrofi.
• la realizzazione di studi di fattibilità e realizzazione di impianti onshore e offshore di eolico,
• la gestione e manutenzione degli impianti di cold ironing,
• l’utilizzo di mezzi pesanti alimentati con carburanti verdi,
• interventi di efficientamento energetico,
• investimenti in ricerca e sviluppo su tutte quelle forme di energia rinnovabile ancora non mature dal punto di vista commerciale.

𝑪𝑬𝑹 𝑳𝑨𝑩𝑹𝑶𝑵𝑰𝑪𝑨 𝑬 𝑺𝑶𝑳𝑰𝑫𝑨𝑳𝑬
𝐒𝐭𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐏𝐫𝐞𝐟𝐚𝐭𝐭𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐩𝐞𝐫 𝐮𝐧 𝐈𝐧𝐯𝐞𝐬𝐭𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐏𝐢𝐥𝐨𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝟏.𝟎𝟎𝟎.𝟎𝟎𝟎 €

1. Inquadramento Generale e Obiettivi
La presente relazione vuole valutare, anche se in maniera preliminare, l'impatto economico, sociale e ambientale di uno stanziamento iniziale pari a 1.000.000 € destinato alla solarizzazione massiva di una porzione delle coperture degli edifici pubblici (scuole, uffici, centri civici) già selezionati e censiti dal Comune di Livorno. L'intervento è concepito come il nucleo motore della nascente Comunità Energetica Rinnovabile (CER) Labronica e Solidale. Per massimizzare l'efficienza finanziaria e l'impatto di contrasto alla povertà energetica, il modello di gestione ipotizza un assetto semplificato dei flussi energetici pari a:
● 50% in Autoconsumo Diretto (riduzione immediata delle bollette elettriche dei complessi comunali ospitanti durante le ore diurne).
● 50% in Immissione e Condivisione Virtuale (energia ceduta alla rete e condivisa con i membri della CER, beneficiando degli incentivi del GSE e sostenendo i nuclei familiari vulnerabili).

2. Scheda Riepilogativa dell'Investimento (Fase Pilota: 1 M€)

● Budget Investito (CAPEX) 1.000.000 € (comprensivo di progettazione, installazione e allaccio)
● Potenza Totale Installata ~770 kWp (stimando un costo chiavi in mano per la PA di ~1.300 €/kWp)
● Produzione Energetica Annua 1.039.500 kWh / anno (basato su una producibilità locale di 1.350 kWh/kWp)
● Quota Autoconsumo Diretto (50%) 519.750 kWh / anno
● Quota Immissione e Condivisione (50%) 519.750 kWh / anno

Impatto Ambientale (Valori Annui)
● Emissioni di CO₂ Evitate all'Anno: 260 tonnellate di CO₂ / anno (calcolato su mix elettrico standard italiano).
● Equivalenza in Alberi Piantati: Equivale all'azione di assorbimento biologico di un bosco maturo di ~26.000 alberi (o a circa 26 ettari di foresta urbana ad alto fusto).

Impatto Sociale e di Comunità
● Famiglie Sostenute contro la Povertà Energetica: ~300-350 nuclei familiari livornesi inseriti nella CER Solidale, che beneficeranno dell'abbattimento della spesa energetica o di contributi monetari diretti derivanti dagli incentivi.

3. Analisi Economico-Finanziaria e Ritorno sull'Investimento (ROI)
I flussi economici positivi annuali per le casse del Comune e per la Comunità Energetica vengono stimati applicando valori prudenziali di mercato per le tariffe PA e i meccanismi GSE:
1. Risparmio Diretto in Bolletta (Autoconsumo 50%): ~519.750 kWh × 0,22 €/kWh = 114.345 €/anno
2. Ricavi da Vendita in Rete (Immissione 50%): ~519.750 kWh × 0,08 €/kWh (Prezzo Minimo Garantito) = 41.580 €/anno
3. Incentivo CER per Energia Condivisa (50%): ~519.750 kWh × 0,11 €/kWh (Tariffa incentivo + valorizzazione) = 57.172 €/anno
● BENEFICIO ECONOMICO TOTALE ANNUO (Lordo): ~213.000 € / anno

⏱️ Tempo di Ritorno (Payback Period)
Considerando una quota prudenziale del 5% del beneficio annuo destinata alle spese di manutenzione ordinaria ed esercizio (O&M), il beneficio netto costante si attesta a circa 202.000 €/anno.
● Ritorno dell'investimento iniziale (1 M€): Avviene in meno di 5 anni (~4,9 anni).

4. Proiezione Economica nei Successivi 20 Anni di Vita Utile
Superata la fase di ammortamento (primi 5 anni), l'infrastruttura solare di proprietà comunale continuerà a produrre energia pulita per i successivi 20 anni di ciclo vita garantito dei pannelli, generando un flusso finanziario pulito a beneficio esclusivo dell'Ente e della cittadinanza:
● Flusso Finanziario Netto Cumulato (Anni 6-25): ~4.040.000 € liquidi immessi nel circuito locale.
● Rendimento Totale dell'Operazione: Al termine dei 20 anni successivi al rientro, l'investimento iniziale da 1 milione di euro si sarà trasformato in oltre 4 milioni di euro di valore reale, ripartiti tra risparmi strutturali sulle bollette delle scuole comunali e risorse monetarie distribuite alle famiglie vulnerabili di Livorno.

NOTA BENE: questi calcoli, molto cautelativi, non tengono di conto dell’effetto inflazionistico dei costi dell’energia che potrebbero migliorare sensibilmente il tempo di ritorno dell’investimento. I numeri inoltre, seppur da soli molto interessanti, non riescono ad evidenziare un altro ENORME beneficio: con questo tipo di investimento un’amministrazione pubblica otterrebbe anche il risultato di “ASSICURARE” la città, e le casse del comune, contro i rischi degli aumenti dei costi energetici che scattano in maniera repentina in funzione di tensioni a livello geo-politico che avrebbero una ripercussione molto più attenuata su chi si autopoduce una buona parte dell’energia di cui ha bisogno.

Appello per una Rivoluzione per il Clima e la SostenibilitàCaldo insopportabile, soffrono cittadini, specie i più fragil...
12/08/2026

Appello per una Rivoluzione per il Clima e la Sostenibilità
Caldo insopportabile, soffrono cittadini, specie i più fragili, lavoratori, imprese, animali, piante, agricoltura e soffre la natura tutta siccità, incendi, desertificazione, bombe d’acqua e grandine, fiumi quasi in secca, scioglimento dei ghiacciai. Il paesaggio toscano che tutti vorremmo difendere è già avviato verso una profonda trasformazione, sotto l’attaccato di aumento delle temperature, ondate di calore, siccità più frequenti, stress idrico di cipressi, oliveti e colture, con possibile avanzata di specie più termofile e xerofile e regressione delle specie più esigenti in acqua.
Nel contempo si continuano a leggere su stampa e social interventi di singoli o di associazioni che focalizzano solo su aspetti particolari della crisi che viviamo, chiedendo azioni, interventi e talvolta contributi pubblici che risolvano dei loro problemi particolari. Si tratta della richiesta di “soluzioni sintomatiche”, a singoli disagi che non vengono messi in relazione con l’insieme di tutti gli aspetti della crisi.
Agire solo su alcuni “sintomi“ può attenuare sul momento quei disagi, ma nello stesso tempo si creano ritardi che rimandano le azioni che potrebbero tempestivamente affrontare le “cause fondamentali”, quelle che generano i problemi. Questi tipi di azione, parziali e particolari, fanno sì che i problemi di fondo si acuiscano e diventino sempre più gravi e più difficili da risolvere.
Così vediamo che alcune associazioni degli agricoltori toscani non si chiedono perché ci sono 40 gradi in Toscana da maggio a settembre, non prevedono nemmeno cosa succederà se i paesi del Nord Europa, a causa dei cambiamenti climatici in corso, diventeranno produttori di vino. Non si domandano perché nel Veneto stanno già facendo la raccolta delle mele e che fine faranno le splendide colline con la monocoltura vitivinicola, se non si interverrà tempestivamente sulla riduzione delle emissioni climalteranti!
Assistiamo ad un negazionismo climatico di fatto ed alla crescente egemonia di tutta la destra planetaria, legata e sovvenzionatrice delle multinazionali del fossile.
A questi attacchi fanno eco, magari inconsapevolmente, tutti coloro che agitano grandi critiche alle rinnovabili, la più comune riguarda la questione del paesaggio. Noi di Legambiente concordiamo sulla importanza fondamentale della difesa del paesaggio, ma pensiamo che lo si debba fare in modo attivo, allargando lo sguardo, vedendo tutte le minacce che lo riguardano: siccità, incendi, bombe d’acqua e grandine, dissesto idrogeologico e perdita di biodiversità. Poi certo bisogna scegliere le localizzazioni migliori degli impianti, evitando siti di elevato valore paesaggistico quando esistono alternative.
Inoltre occorre attivare per questo una programmazione attenta a livello nazionale e regionale, fino a quello locale, che sappia coinvolgere le comunità locali nella assunzione di responsabilità nella definizione e nel perseguimento degli obbiettivi fondamentali alla vita di tutti, cioè nel dare risposte concrete per nel favorire la sostenibilità.
La transizione energetica è necessaria, indispensabile, ma non basta …. Serve anche un cambio degli stili di vita e di consumo, chiudere i cicli di materia, aumentare efficienza e risparmio energetico, rispettare i limiti fisici del Pianeta, riducendo i flussi di materia ed energia, come proposto dagli economisti Georgescu Roegen, Erman Daly in modo da riportare il sistema nello “spazio sicuro” ben visibile nello schema della ciambella elaborato da Kate Raworth.
Noi pensiamo che la rivoluzione scientifica e tecnologica che stiamo vivendo siano una grande opportunità per affrontare gli effetti drammatici della gravissima crisi attuale, ma per riuscire ad utilizzare a pieno questa opportunità dovremo realizzare una vera rivoluzione culturale.
Una rivoluzione culturale che ci permetta di affrontare il problema del clima e dello sviluppo sostenibile che dobbiamo instaurare. Per questo invitiamo tutti ad allargare lo sguardo, inquadrando la propria visione particolare in una più vasta che consenta una ricognizione più saggia della situazione complessiva.
Occorre infatti favorire il perseguimento di soluzioni fondamentali che sappiano affrontare tutti i fattori che influenzano e determinano la crisi attuale: climatica, ambientale (aumento degli inquinamenti, danni alla salute umana e dei morti), energetica (dipendenza dalle importazioni di energie fossili), economica (bollette energetiche in crescita per cittadini e imprese), sociale e delle relazioni internazionali (guerre e conflitti per il controllo delle risorse).
Industriali, imprenditori, agricoltori, sindacati, lavoratori, cittadini, associazioni, amministrazioni pubbliche… devono trovarsi per affrontare insieme la crisi globale, partendo dalla emergenza climatica e dalle sue cause. Per questo servirà utilizzare una visione sistemica che aiuti a vedere con chiarezza tutte le connessioni di questa emergenza con le altre questioni che scottano, prima di tutte quella energetica.
L’obbiettivo deve essere per tutti la sostenibilità ambientale, economica e sociale… e solo all’interno di questo obbiettivo si possono trovare soluzioni efficaci, fondamentali, anche tutte le attese particolari.
Un esempio locale: a livello della costa tirrenica, da Piombino a Livorno, occorre pensare a costituire un hub energetico che sappia integrare le richieste di una acciaieria green, di una chimica che sappia produrre e utilizzare l’idrogeno per realizzare nuovi combustibili sintetici per i trasporti e per l’accumulo di energia, potendo così conservare l’eccesso di produzione delle fonti rinnovabili in modo da renderne programmabile l’utilizzo.
Un progetto di questo tipo porterebbe alcuni indubbi vantaggi:
• riduzione dell’inquinamento e delle emissioni climalteranti,
• riduzione dei costi energetici per imprese portuali e industriali e cittadini,
• maggiore autonomia energetica territoriale,
• rafforzamento delle filiere di acciaio, chimica, impiantistica e servizi marittimi,
• posizionamento strategico di impianti solari ed eolici nelle aree portuali industriali, sul modello di Rotterdam e Antwerp-Bruges, con aumento della competitività dei porti,
• creazione di nuova occupazione qualificata e stabile e aumentata sostenibilità ambientale, economica e sociale.

06/08/2026

🌊 Domenica 9 agosto: "Adotta una Cala" torna alla Cala del Leone!

Dopo il grande cuore mostrato a giugno/luglio, il progetto promosso da AAMPS/RetiAmbiente e Comune di Livorno fa di nuovo tappa in una delle nostre calette più belle.

Un gesto semplice, un impatto enorme: portare via i rifiuti, lasciare solo il mare.

Non serve essere esperti, basta la voglia di prendersi cura di un pezzo di costa che è di tutti. Vieni anche tu domenica 9 agosto alla Cala del Leone: ogni sacco raccolto è un passo verso una costa più pulita, dal Boccale a Quercianella.

📍 Cala del Leone
📅 Domenica 9 agosto
🤝 Con Legambiente, Sons of The Ocean, Mare Vivo, Plastic Free, Mister Green

Il mare non si pulisce da solo.

Nuova illuminazione pubblica di viale Mameli: fare tutto il possibile per evitare il taglio degli alberiLIVORNO – Garant...
04/08/2026

Nuova illuminazione pubblica di viale Mameli: fare tutto il possibile per evitare il taglio degli alberi
LIVORNO – Garantire strade illuminate e sicure è un dovere nei confronti dei cittadini, ma non può e non deve avvenire a spese del patrimonio arboreo della città. Apprezziamo quindi che il sindaco Salvetti abbia sospeso i lavori di abbattimento di alcuni alberi lungo viale Mameli per far spazio ai nuovi pali della luce, e deciso inoltre di procedere a mettere a disposizione dei cittadini tutta la documentazione e a far effettuare un’ulteriore verifica tecnica dagli uffici competenti.
Negli ultimi anni Livorno, come molte altre città medie italiane, sta affrontando eventi meteo estremi e ondate di calore estivo sempre più intense. Gli alberi di alto fusto lungo i viali cittadini non svolgono una semplice funzione estetica: rappresentano una difesa naturale essenziale per:
• Mitigare l'effetto "isola di calore" durante le estati più calde.
• Filtrare le polveri sottili e l'inquinamento prodotto dal traffico veicolare.
• Tutelare la biodiversità urbana e garantire il benessere psicofisico della popolazione.
La sostituzione o il potenziamento dei punti luce è un’opera necessaria di ammodernamento, ma la tecnologia e le moderne tecniche di ingegneria e progettazione del verde offrono numerose alternative al taglio netto degli alberi maturi. Soluzioni come l’impiego di bracci orientabili, l’installazione di punti luce ad altezze differenziate (al di sotto della chioma), l'uso di ottiche mirate a LED o il riposizionamento dei pali consentono quasi sempre di conciliare visibilità e tutela della vegetazione.
"Riteniamo che l'abbattimento debba rimanere l'estrema ratio, riservato unicamente a casi di acclarata e documentata pericolosità statica delle piante", dichiara il Circolo Legambiente "L. de Majo". "Sacrificare alberi sani in nome dell'efficienza illuminotecnica è un corto circuito logico ed ecologico. Chiediamo all'amministrazione e ai tecnici competenti di vagliare le opzioni progettuali alternative. Qualora poi l'abbattimento si rendesse inevitabile per reali e comprovate ragioni di sicurezza, proponiamo che venga garantita la piantumazione di almeno 3 nuovi giovani alberi per ogni albero tagliato. Legambiente Livorno rinnova la propria disponibilità a un dialogo costruttivo con il Comune di Livorno, affinché la modernizzazione della città vada di pari passo con la transizione ecologica e la tutela del verde urbano.

Indirizzo

Livorno
57100

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