Ogni giorno ci impegniamo perché Bambini e Ragazzi in difficoltà abbiano pari opportunità di crescere sereni, imparare e sentirsi amati. Quando avevo 21 anni morì la mia mamma che di anni ne aveva 47. Grande crisi mia personale, ma per mia fortuna avevo una gran fede. Non vi nascondo che più volte ho pensato al suicidio, ma pregavo e scacciavo il brutto pensiero. Il giorno del funerale è stato il
giorno più bello della mia vita. Ho sentito mia madre così vicino, così dentro di me come mai mi era accaduto. La chiesa gremita di gente e, per suo volere, fu una grande festa perché lei diceva "Siate allegri e sereni perché io vado dal Signore". Chitarre, organo, canzoni allegre, campane a festa, come penso dovrebbe essere ogni funerale cristiano. Quel giorno dissi "Signore, non so perché tu abbia voluto con te la mia mamma, ma un motivo c'è sicuramente. Se un giorno vorrai mostrarmelo ne sarò felice, altrimenti accetterò con serenità il tuo volere"
Seguirono sei mesi di silenzio, sei mesi in cui Dio forse volle mettermi alla prova, o forse voleva che smettessi di piangere, di chiedere ad altri conforto e trovassi la forza di reagire. Un giorno mi fece ascoltare un sacerdote, un missionario che parlava dell'Africa, delle sue ferite, dei bambini che morivano di fame e, preso dall'entusiasmo, decisi che sarei dovuto partire, ma attesi perché arrivava l'estate ed ero impegnato in gare di apnea. Arrivò settembre e "per caso" approdai al santuario mariano di Montenero, vicino a Livorno, la mia città. Un sacerdote fece una predica particolare, o meglio una "non predica": Siccome sono criticato per essere troppo lungo nelle mie omelie, invito quanti mi criticano a ve**re all'ambone a fare la propria predica. Un quarto d'ora di silenzio, ed alla fine disse "Ecco, questa è il mio messaggio di oggi: non criticate se non siete voi i primi a fare meglio"
Mi dissi "con questo pazzo ci devo andare a parlare"
Andai, mi presentai, raccontai la mia storia, e Don Luigi stette ad ascoltarmi per un'ora intera. Alla fine conclusi chiedendogli come avrei potuto fare per andare in Africa come missionario laico. Mi guardò e mi disse, da napoletano schietto quale era "Tu sì scém, c'è tanto fare qui"
Mi fidai, andai a parlare con Olimpia, considerata da tutti la Madre Teresa di Livorno, che mi portò presso una famiglia molto povera. Per tre giorni non toccai cibo e da quel momento la mia avventura cominciò, ed ancora oggi è la mia scelta di vita, la mia missione nella mia città, nella nostra Italia, per aiutare tanti bambini
Da quel giorno molti passi sono stati fatti: ci siamo fondati come Associazione denominata "Amici della Zizzi" dal soprannome della mia mamma, abbiamo accolto ed accuditi oltre 700 bambini e ragazzi maltrattati, di cui 54 in affidamento residenziale ospitandoli in casa mia. Dal gennaio 2016 abbiamo aperto una Casa Famiglia, denominata Millecolori a rappresentare le tante meravigliose diversità, per raddoppiare il numero di posti letto e poter aiutare tanti altri bambini. Sul chi siamo potete vedere il nostro sito www.zizzi.org ma se vorrete farmi domande in pubblico o in privato sono a disposizione di tutti