Archeoclub L'Aquila

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Archeoclub L'Aquila Pagina ufficiale di Archeoclub L'Aquila! Archeoclub L’Aquila è tornato a nuova vita nel 2011 dopo un'interruzione delle attività seguita al sisma del 2009.

Le attività della sede sono riprese con una motivazione in più poiché il grande patrimonio costituito dal Centro Storico dell’Aquila e dai tanti Borghi del Contado colpiti dal sisma, dalle tante emergenze architettoniche e artistiche sparse nel territorio, ha necessità di essere salvato e ripristinato nel più ragionevole tempo possibile, e allo stesso tempo riavvicinato o avvicinato (per i più piccoli) alla cittadinanza mediante la conoscenza diretta dei luoghi. Il nostro primo impegno è volto attivamente a questo scopo con studi, approfondimenti, progettualità, partecipazione diretta ai dibattiti cittadini, coinvolgimento della cittadinanza nelle iniziative come contributo alla riaggregazione sociale della comunità. La nostra sede collabora anche con altre associazioni civiche aquilane in diversi settori come la difesa dell'ambiente naturale e del paesaggio, il decoro e la riqualificazione degli spazi urbani tra cui, di recente, l'adozione delle restaurate mura civiche in collaborazione con il Comune dell'Aquila. Archeoclub L'Aquila ricorda il prof. Gaetano Messineo, docente presso l'Università degli Studi dell'Aquila, e animatore della nostra sede fino al sisma del 2009.

🚶🏼‍♂️🚶🏼‍♀️ 《Il Cammino dell'Aquila》📣 AGGIORNAMENTO - RECUPERO 2ª giornata🗓 Come anticipato nelle scorse settimane, comun...
28/10/2026

🚶🏼‍♂️🚶🏼‍♀️ 《Il Cammino dell'Aquila》
📣 AGGIORNAMENTO - RECUPERO 2ª giornata
🗓 Come anticipato nelle scorse settimane, comunichiamo che la seconda giornata del Cammino,
precedentemente rinviata per condizioni meteo perturbate,
è stata RIPROGRAMMATA per sabato 31 ottobre 2026.
ℹ Per info e prenotazioni è a disposizione il nostro indirizzo di posta 📧 [email protected]
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🌐 https://archeoclublaquila.it/2-seconda-giornata-il-cammino-dellaquila-recupero/
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27/10/2026

(Immagine e testo: Mauro Rosati, 2026)
Arte, Storia, Tecnologia.
In: L'AQUILA: LA STORIA .
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《... Fra meteo e lancette... ai Quattro Cantoni - Quella storica stazione pubblica.
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🚶🏼‍♂️🚶🏼‍♀️Tornando a camminare sotto i Portici dei Quattro Cantoni, un ricordo accantonato e custodito nel 《cassetto》 è tornato immediatamente vivido, al primo sguardo, un elegante dettaglio che fin da bambino attirava la mia curiosità.
Con una differenza, però: oggi ho riaperto quel 《cassetto》 con uno sguardo più consapevole che mi ha fatto osservare e comprendere un curioso e interessante particolare storico.
Storia in senso ampio, Storia della Tecnologia e... Storia dell'Arte.
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🌡🕰 Un po' come oggi quando lungo le strade vediamo pannelli elettronici che segnano l'orario e la temperatura, così anche in passato, anzi più di oggi, gli orologi erano un vero e proprio servizio pubblico, considerando che gli orologi individuali non erano oggetti per tutti, e men che meno un termometro.
↪ A dirla tutta, anche oggi gli orologi pubblici funzionanti possono far comodo, sopratutto se non abbiamo a portata di mano orologi personali, inclusi quelli di smartphone e tablet.
👍 Quindi ben vengano gli storici orologi pubblici che vengono mantenuti o rimessi in funzione anche ai nostri giorni.
E ben vengano in più anche quelli nuovi.
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🌡🕰 In questo famoso orologio con termometro, posizionato sotto ai Portici ottocenteschi ai Quattro Cantoni, la nostra aquila civica raffigurata in basso fa pensare che sia stato collocato direttamente per iniziativa del Comune, e quindi come servizio pubblico a tutti gli effetti.
Con buona probabilità come stazione meteo per il rilevamento delle temperature giornaliere in determinati orari: gradi e orario immediatamente leggibili su di un unico pannello.

🌡 Il termometro in particolare attira la nostra attenzione per quelle due lettere 《R》 e 《C》che segnano due scale diverse per misurare la temperatura dell'aria:
la《C》 ci rammenta subito la scala Celsius (scala centigrada), oggi comunemente utilizzata in ampie parti del Mondo, talora affiancata alla 《F》di Fahrenheit, scala diffusa sopratutto nei Paesi che non adottano il sistema metrico decimale.
🔎 Qui sul nostro termometro pubblico, invece, vediamo quella lettera《R》che richiama la nostra attenzione.
📍 Si tratta della scala Réaumur, una scala 《ottantigrada》nata nel Settecento, molto diffusa nell'Ottocento (anche nei testi scritti dell'epoca) e impiegata almeno fino a inizio Novecento quando venne affiancata e poi sostituita dalla scala Celsius.
↪ La scala Réamur (dal nome dello scienziato suo ideatore vissuto tra '600 e '700) è un sistema di misura della temperatura dove ogni grado corrisponde ad 1.25 gradi Celsius, per cui l'intervallo compreso tra lo zero e la temperatura di ebollizione dell'acqua viene suddiviso in 80 parti uguali anziché in 100 parti come nella scala Celsius. La scala Réaumur nasce prima dell'impiego del mercurio nei termometri e il suo uso si diffuse soprattutto in alcuni campi della produzione industriale alimentare, come ad esempio la lavorazione del ben noto Parmigiano Reggiano.
🔎 Se osserviamo nel dettaglio il nostro termometro ci accorgiamo che, sia in alto, sia in basso, la numerazione si ferma a 40 gradi Réaumur perfettamente allineati ai 50 gradi Celsius. Non a caso, perché il rapporto di proporzione matematica fra gradi Celsius e Réaumur è rispettivamente proprio di 5:4, ossìa 1.25, e per questo a quei valori - e ai loro multipli - le due scale si allineano (oltre allo zero in comune ovviamente).
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Il buon gusto ...perché anche l'occhio vuole la sua parte.
In passato poi, industria, tecnologia ed eleganza andavano di pari passo.
🎨 Il gusto stilistico di questo nostro orologio-termometro cittadino ricorda le linee sinuose e leggere dell'Art Noveau (o stile Liberty) che abbraccia storicamente il periodo tra l'edificazione e l'apertura dei Portici del Convitto (a partire dal 1880 circa), quindi quella fase Ottocento-Novecento durante la quale iniziavano ad affermarsi maggiormente i gradi centigradi (scala Celsius) rispetto ai gradi ottantigradi Réaumur.
🔎 Interessante anche quella che sembrerebbe una presa d'aria, alla base del termometro, probabilmente proprio per rilevare in modo immediato la temperatura ambientale; una presa d'aria ornata da quel fiore a sei petali che fin da tempi storici lontani troviamo in tanti contesti pittorici, scultorei e architettonici, incluso il nostro Territorio.
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📖 🔎 Molte sono le curiosità e i dettagli su queste diverse scale termometriche, quindi, per chi fosse curioso, rimando a due suggerimenti sitografici di spunto, dove ritroviamo le scale storiche più diffuse nella misurazione delle temperature e le due semplici formule matematiche per il calcolo da Réaumur a Celsius e viceversa:

🌐 (scheda storica) https://catalogo.museogalileo.it/approfondimento/ScaleTermometriche.html

🌐 (formule di calcolo e scheda storica)
https://www.meteosvizzera.admin.ch/chi-siamo/meteosvizzera-blog/it/2023/09/scale-termometriche.html

(URL consultati in data 25/10/2026)

🦅
Buon approfondimento :)..e buona passeggiata ...》
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(Fonte testo: 🌐
https://pianetalaquila.blogspot.com/2026/10/fra-meteo-e-lancette-ai-quattro-cantoni.html?m=1 )
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24 ottobre 2026🌷 Come ormai da diversi anni anche questa volta ci siamo ritrovati a Civitaretenga dei Navelli (L'Aquila)...
26/10/2026

24 ottobre 2026
🌷 Come ormai da diversi anni anche questa volta ci siamo ritrovati a Civitaretenga dei Navelli (L'Aquila) per la 《Giornata nelle Terre dello Zafferano》, nel periodo della raccolta dell'《oro rosso》che tanta ricchezza ha donato alla nostra Città-Territorio nel corso della sua Storia, e che oggi rappresenta una delle nostre eccellenze per qualità.

📍 Parliamo dello Zafferano dell'Aquila, proprio quello menzionato anche dal simpatico topolino-cuoco Remy nel notissimo film Disney 《Ratatouille》. 🐭

🌄 La giornata è iniziata tra i campi con la raccolta del prezioso fiore di 《crocus sativus》, raccolta che richiede un gesto delicato e paziente affinché il fiore conservi la sua integrità, un lavoro che da sempre si svolge nelle prime ore del mattino, prima che il fiore si schiuda con l'avanzare del giorno.
🖼 Con l'occasione anche la possibilità di godere del paesaggio agrario dell'Altopiano di Navelli-Civitaretenga, costellato di borghi, di castelli con antiche torri d'avvistamento, di chiese tratturali, di campi coltivati, in quelle suggestive atmosfere autunnali fatte di foschie mattutine che si diradano, dei primi raggi del sole che inondano le terre dove da secoli innumerevoli generazioni si sono cimentate in questo 《rituale》 annuale.

🏠🏡⛪ Dopo la raccolta, tutti su verso il borgo di Civitaretenga, dove si è svolto il lavoro di 《mondatura》, di separazione dei preziosi filamenti rossi dal fiore, nella splendida cornice del chiostro dell'ex convento di Sant'Antonio da Padova, luogo per noi ormai familiare ma sempre desiderato in questa tradizione annuale, fra le antiche colonne con le loro arcate e gli affreschi, antichi come il 《rito》 della raccolta in tutte le sue diverse fasi: un 《rito》 che affonda le radici secoli addietro, proprio come questo chiostro che trasuda di Storia e di storie, dove ogni dettaglio è una voce narrante che ha qualcosa da raccontarci.

↪ Un grazie a tutti i Soci che anche quest'anno non si sono fatti attendere per questo appuntamento, con un ringraziamento particolare ai nostri soci del luogo Maura Iannucci e Massimiliano D'Innocenzo che con il consueto impegno e la consueta ospitalità si sono adoperati affinché tutto fosse organizzato nei dettagli e si svolgesse al meglio.
↪ Grazie alla nostra socia Maria Domenica Santacroce per le belle foto che potete ammirare in questo post, scatti che scrivono efficacemente in sintesi il diario di questa bella mattinata.
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24/10/2026

(Immagine e testo: Mauro Rosati)
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✍《L'Aquila - In una lunetta la storia di una chiesa》

《... 🚩 L'Aquila, chiesa di San Vito alla Rivera (San Vito di Tornimparte intra moenia), nel Quarto di San Giovanni: particolare.
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Quante volte passiamo sotto la lunetta di un portale entrando e uscendo da una chiesa, quante volte vi passiamo davanti camminando per strada. Spesso però non le osserviamo o magari dedichiamo loro uno sguardo distratto: eppure, in quella manciata di metri quadrati dipinti o scolpiti a rilievo, troviamo già il senso di un edificio ecclesiale, la sua storia, in tutto o in parte.

Nella nostra Città dell'Aquila un esempio fra i tanti lo abbiamo a Borgo Rivera, più precisamente presso la chiesa di San Vito, fondazione dei tornimpartesi prospettante sulla piazza omonima, con il titolo della chiesa extra moenia di Rocca San Vito, oggi Colle San Vito.
Per la sua ubicazione presso Borgo Rivera, nel Quarto di San Giovanni, di fronte alle "99 Cannelle" (Fontana della Rivera), la chiesa è nota più spesso come San Vito alla Rivera (o "della Rivera").

❗ C'è però ancora un'altra denominazione, oggi dimenticata, che lega questa chiesa a un importante storico Istituto laicale tutt'oggi attivo in tutto il Mondo: l'Ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio (O.H. - Ordo Hospitalarius Sancti Ioannis de Deo) comunemente più noto come 《Fatebenefratelli》 (anche 《Fate Bene Fratelli》, o《Buoni Fratelli》, o 《Bonfratelli》).

- Facciamo quindi una necessaria premessa su quest'ordine ospedaliero.
L'Ordine nacque dall'iniziativa di San Giovanni di Dio (1495-1550), libraio e tipografo portoghese, al secolo João Cidade Duarte che, dopo un percorso di penitenza e conversione iniziato a Granada nel 1538, decise di dedicare il resto della sua vita all'assistenza e alla cura degli infermi operando nella città sp****la.
Nel 1547 il primo nucleo del futuro ordine ricevette un primo riconoscimento non ufficiale dal vescovo di Granada che suggerì a Giovanni di aggiungere la qualifica "di Dio" al suo nome da laico, e d'indossare un abito che lo rendesse più distinguibile.
Dal suo operato a Granada, ove fondò la congregazione e dove morì l'08/03/1550, ebbe origine la melagrana che tutt'oggi, stilizzata, compare nello stemma dell'Ordine: la melagrana è infatti il simbolo proprio della Città di Granada.
Nel 1586 papa Sisto V (regnante 1585-1590) elevò la congregazione a Ordine.
Intanto, già dopo la sua morte, i discepoli di Giovanni di Dio iniziarono a diffondere il loro operato fondando 《hospitali》 , con specifica vocazione medica, in Europa e in altri continenti. In Italia l'operato dei Fatebenefratelli prese avvio a Napoli nel 1572 con la fondazione dell'Ospedale di Santa Maria della Vittoria a Chiaia, borgo della Città partenopea; l'attività napoletana proseguì poi con la fondazione dell'Ospedale di Santa Maria della Pace in Via dei Tribunali, il decumano maggiore del cuore greco-romano della Città di Napoli.
Le fondazioni ospedialiere dei Fatebenefratelli non si limitavano all'assistenza sanitaria bensì anche all'apprendimento e all'insegnamento della medicina e della chirurgia.
Giovanni di Dio venne beatificato il 21/09/1630 (regnante papa Urbano VIII Barberini),
e canonizzato il 16/10/1690 (regnante papa Alessandro VIII Ottoboni).

L'Ordine dei Fatebenefratelli è oggi presente in Italia con due Province:
Provincia Romana al Centro-Sud e Isole (Provincia religiosa di San Pietro),
e Provincia Lombardo-Veneta nel Settentrione (Provincia religiosa di Sant'Ambrogio).
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Veniamo ora alla chiesa di San Vito alla Rivera, nata come parrocchiale di Tornimparte dentro le Mura, e vediamo come si collega ai Fatebenefratelli.
È proprio la lunetta dipinta sul portale di San Vito che ci indirizza alla presenza dell'Ordine ospedaliero dei Fatebenefratelli nella nostra Città.
In questo senso ci vengono in supporto anche le piante storiche dell'Aquila, di cui parleremo più avanti in questo post.

- La lunetta di San Vito.
Essendo il portale visibilmente più antico rispetto al dipinto della lunetta, vi sono buone probabilità che in essa vi fosse almeno un precedente affresco.
Alla fine del Cinquecento una missione di Ospedalieri del Fatebenefratelli giunse a L'Aquila, costruendovi, o ampliandovi, un 《hospitale》proprio presso San Vito.
E proprio la lunetta del portale ce lo conferma indirettamente.
Nella lunetta dipinta di San Vito (v. immagine in alto) vediamo raffigurato a destra un uomo con un saio tenente un crocifisso nella mano sinistra, con un cartiglio in alto dove leggiamo 《B(EATVS) IOANNES D[E DEO]》(=Beato Giovanni di Dio); il titolo di "Beato" e non ancora di "Santo" farebbe inquadrare cronologicamente il dipinto al Seicento, e più specificamente al periodo compreso fra il 1630 (beatificazione) e il 1690 (canonizzazione).
Al centro del dipinto una Madonna con Bambino coronata da regina con scettro gigliato è indicata da un cartiglio come 《S(ANTA) MARIA DELLA SANITÀ》ossia della salute, evidenziando la chiesa come parte del complesso ospitaliero-sanitario fondato dall'Ordine dei Fatebenefratelli. La chiesa conservò il titolo di San Vito, per cui Santa Maria della Sanità indicherebbe l'intitolazione dell'ospedale contiguo.
A sinistra vediamo invece la figura di un santo martire, anch'egli con una croce nella mano sinistra, identificato da un cartiglio come San Vito (《S(ANCTUS) VITVS》), a sottolineare le origini e il titolo della chiesa fondata dai castellani di Tornimparte-Rocca San Vito che s'insediarono in quell'area nel Quarto di San Giovanni nella Città dell'Aquila, ad esclusione di Castiglione che invece aveva il suo locale più a monte, intorno all'odierna Via Castiglione.
Particolarmente apprezzabili la fattura della corona sul capo della Madonna, i colori delle vesti, l'uccellino portato dal Bambino Gesù, elemento iconografico che richiama generalmente la Passione di Cristo e con buona probabilità anche la leggenda di un pettirosso che si avvicinò a Gesù crocifisso togliendo una spina dalla sua corona e macchiandosi appunto il petto con il rosso del sangue di Cristo.
Interessante anche un dettaglio più linguistico: 《Madonna della Sanità》, uno fra i molti titoli della devozione mariana, è scritto in lingua volgare, a differenza del latino utilizzato invece nei cartigli laterali di San Vito e di San Giovanni di Dio.

Come dicevamo: in una lunetta la storia di una chiesa!
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- San Vito nelle piante storiche dell'Aquila.
Per concludere vediamo come viene menzionata la chiesa di San Vito alla Rivera dalle principali piante storiche della Città dell'Aquila.

• 1575 - Prima pianta di Geronimo Pico Fonticulano:
《San Vito》, come chiesa parrocchiale (al n. 42 della legenda).

• 1581/1600 - Seconda pianta del Fonticulano, incisa e pubblicata postuma nel 1600 da Jacopo (o "Giacomo") Lauro:
《S. Vito, Hospitale e Confraternita》(al n. 50 della legenda);
l'《hospitale》 al quale si fa riferimento potrebbe essere stata una struttura di ospitalità, non solo medica, esistente nel complesso di San Vito, considerata la sua vicinanza a Porta Rivera, e quindi a uno dei principali accessi alla Città dell'Aquila, attraversata certamente dai viandanti, nonché dagli ortolani della Rivera. E proprio alla Confraternita degli Ortolani ( 《Arte del Fogliame》) potrebbe far riferimento la Confraternita di cui ci parla la pianta cittadina in questione, oppure alla precedente presenza della Confraternita dello Spirito Santo.

• 1622 - Pianta dell'Aquila disegnata da Scipione Antonelli e incisa da Jacopo (o "Giacomo") Lauro:
《S. Vito, Collegiata》 (al n. 65 della legenda). Non si fa riferimento all'Hospitale dei Fatebenefratelli però è rilevante che la chiesa, da parrocchia qual era nel 1575, sia diventata Collegiata.

• 1704 - Pianta dell'Aquila di Pierre Mortier, descrivente la città antecedentemente al terremoto del 1703, ristampa della pianta del 1680 (Johannes Blaeu - Pierre Mortier), a sua volta ispirata a quella di Fonticulano-Lauro del 1581/1600:
《S. Vito, Hospitale di buoni fratelli》(al n. 50 della legenda); qui troviamo esplicito riferimento all'Ospedale dei Buoni Fratelli, ossia l'Ordine ospedaliero dei Fatebenefratelli.

• 1753 - Pianta dell'Aquila incisa da Antonio Vandi su indicazioni di Carlo Franchi:
《San Vito, Spedale dei Buonfratelli, già parrocchia di Tornimparte》(al n. 6 della legenda), nel locale di Tornimparte.

• 1826 - Pianta dell'Aquila con i suoi acquedotti, di Baldassarre Catalani:
《S. Vito, Spedale dei Buon Fratelli, già Parrocchia di Tornimparte》 (al n. 66 della legenda).

• 1935 - Pianta dell'Aquila dell'ing. Tito Nanni:
《S. Vito》(quadrante n. 40 del reticolo cartografico), non vi è riferimento all'Ospedale dei Buoni Fratelli né al ruolo di ex parrocchiale di Tornimparte; intanto, nel 1866 anche l'Ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio, ossìa Fatebenefratelli, era stato soggetto alle soppressioni degli Ordini religiosi a seguito delle Leggi Eversive del Regno d'Italia. ...》.
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(Fonte testo: 🌐
https://pianetalaquila.blogspot.com/2026/10/laquila-in-una-lunetta-la-storia-di-una.html?m=1 )
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Nuovo appuntamento a cura degli amici dell'associazione "99 Castelli".Prenotazioni aperte fino a domani, sabato ottobre ...
23/10/2026

Nuovo appuntamento a cura degli amici dell'associazione "99 Castelli".
Prenotazioni aperte fino a domani, sabato ottobre 2026, incluso.
Dettagli e contattti sono specificati nel post allegato.
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🚶🏼‍♂️🚶🏼‍♀️ 《CAMMINATA AL CASTELLO DI RASCINO》, escursione a cura dell'associazione 99 Castelli .

🚩 Appuntamento presso il parcheggio della COOP di Sassa (L'Aquila) per la registrazione preliminare dei partecipanti, a seguire partenza per la Piana di Rascino;
🗓 domenica 25 ottobre 2026 - ore 08.15.

N.B. È richiesta prenotazione obbligatoria entro sabato 24 ottobre 2026.
ℹ Dettagli e contatti sono disponibili nella locandina allegata e al seguente comunicato degli organizzatori:

《... 🍂 𝐂𝐨𝐧 𝐥’𝐚𝐮𝐭𝐮𝐧𝐧𝐨 𝐬𝐢 𝐫𝐢𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐢𝐥 𝐠𝐫𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐨 𝟗𝟗 𝐂𝐚𝐬𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢!
​E questa volta ce ne andiamo fuori regione a scoprire uno dei nostri 99...𝐢𝐥 𝐂𝐚𝐬𝐭𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐑𝐚𝐬𝐜𝐢𝐧𝐨!

​𝐍𝐨𝐧 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞𝐭𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐠𝐧𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐃𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚 𝟐𝟓 𝐎𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞...stiano organizzando una fantastica camminata immersa nei colori autunnali che ci porterà prima al suggestivo Laghetto di Cornino e poi ai resti del Castello di Rascino, da cui potremo godere di una vista spettacolare sull'omonimo lago!

​📍 𝐈𝐍𝐂𝐎𝐍𝐓𝐑𝐎 𝐄 𝐏𝐑𝐎𝐆𝐑𝐀𝐌𝐌𝐀
Ore 08:15 ( dormiremo un'ora in piú ):
•Appuntamento presso il parcheggio della COOP di Sassa.
•Registrazione e partenza in auto verso la Piana di Rascino (circa 1h di viaggio, strada tutta curve)

Ore 13:00:
Rientro previsto alle auto.

​🥾 𝐍𝐎𝐓𝐄 𝐓𝐄𝐂𝐍𝐈𝐂𝐇𝐄
Percorso: 8 km Dislivello: 200m Difficoltà: Semplice su carrareccie e mulattiere

Equipaggiamento: Calzature da montagna, abbigliamento a strati, antivento/antipioggia, bacchette, acqua e piccola merenda.

🐕 𝐀𝐌𝐈𝐂𝐈 𝐀 𝐐𝐔𝐀𝐓𝐓𝐑𝐎 𝐙𝐀𝐌𝐏𝐄
Benvenute le razze non pericolose al guinzaglio.
Nota: possibile presenza di cani da pascolo.

​𝐂𝐎𝐍𝐓𝐑𝐈𝐁𝐔𝐓𝐎 𝐀𝐓𝐓𝐈𝐕𝐈𝐓𝐀' da saldare in loco, include assicurazione infortuni e tesseramento giirnaliero:
• Soci 99 Castelli: Incluso
• Giornaliero: 8€
• Archeoclub / Q. S.Pietro: 5€
• Bambini sotto gli 8 anni: Gratuito (iscrizione/tesseramento obbligatorio)

​⚠️ 𝐏𝐑𝐄𝐍𝐎𝐓𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐎𝐁𝐁𝐋𝐈𝐆𝐀𝐓𝐎𝐑𝐈𝐀 𝐄𝐍𝐓𝐑𝐎 𝐈𝐋 𝟐𝟒 𝐎𝐓𝐓𝐎𝐁𝐑𝐄 𝟐𝟎𝟐𝟔
🌐 Web: www.99castelli.it/attività
📞 Telefono: +39 340 2894567

​Vi aspettiamo!
🖤💚 ...》.
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Appuntamento oggi con i nostri amici dell'associazione Panta Rei - L'Aquila.___________________
23/10/2026

Appuntamento oggi con i nostri amici dell'associazione Panta Rei - L'Aquila.
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👉 《LE CINQUE FERITE DELL'ANIMA》, dalla ferita alla guarigione;
relatrici Chiara Mastrantonio, psicoterapeuta, e Alessandra Lopardi, avvocato e psicologa.
Appuntamento a cura di PANTA REI Associazione di Promozione Sociale .

🚩 L'Aquila, Palazzetto de' Nobili, piazza Santa Margherita (Quarto di San Pietro);
🗓 oggi, venerdì 23 ottobre 2026 - ore 18.00.

🔎ℹ Info e dettagli sono disponibili nella locandina allegata.
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🚩 Civitaretenga dei Navelli (L'Aquila)🗓 Sabato 24 ottobre 2026👉 Anche quest'anno la nostra Sede organizza la Giornata ne...
22/10/2026

🚩 Civitaretenga dei Navelli (L'Aquila)
🗓 Sabato 24 ottobre 2026

👉 Anche quest'anno la nostra Sede organizza la Giornata nelle Terre dello Zafferano per i Soci Archeoclub che volessero sperimentare il lavoro di raccolta dei fiori (crocus sativus) e successiva pulitura per estrarne i filamenti da cui si ricava l'essenza.

👉 Un ringraziamento particolare ai Soci Maura Iannucci e Massimiliano D'Innocenzo per il loro fondamentale interessamento organizzativo.

↪ La Giornata Archeoclub rientra nell'ambito più ampio del calendario d'iniziative 《Coltura e/è Cultura》, edizione 2026, programma di appuntamenti che accompagna le settimane della raccolta.

ℹ Info: [email protected]
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👉 《COLTURA È CULTURA》, edizione 2026;
calendario di appuntamenti in occasione dell'annuale raccolta dello zafferano, che si svolge come di consueto in queste settimane.
↪ Su richiesta sono previste anche specifiche attività didattiche.

🚩 Civitaretenga - L'Aquila - Navelli;
🗓 da sabato 24 ottobre a domenica 09 novembre 2026.

🔎ℹ Programma integrale e dettagli sono disponibili nella locandina allegata.
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20/10/2026

🚶🏼‍♂️🚶🏼‍♀️《Il Cammino dell'Aquila》 - 4ª giornata

🎥 🎬 🎞 Riceviamo e pubblichiamo volentieri questo breve video-racconto della 4ª giornata del Cammino, che abbiamo recuperato domenica 18 ottobre 2026.
📸 Immagini della prima tappa, da Filetto ad Onna, che abbiamo percorso al mattino.
Ringraziamo il signor Enrico Barigellli, autore di questa pagina di diario multimediale.
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🗓 👉 Appuntamento n. 10 con la Storia della nostra Città-Territorio e seconda delle quattro tappe nel Novecento aquilano!...
19/10/2026

🗓 👉 Appuntamento n. 10 con la Storia della nostra Città-Territorio e seconda delle quattro tappe nel Novecento aquilano!

Come ogni lunedì precedente agli incontri, si aprono oggi le prenotazioni valide per partecipare.

❓Quale sarà il tema e chi il narratore di questo decimo racconto? E dove e quando ci vedremo?
❗Scopriamolo insieme, come sempre, sulla nostra pagina: 🌐
https://archeoclublaquila.it/10-appuntamento-archeoclub-laquila-per-laquila-capitale-italiana-della-cultura/
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Con il nono "traguardo volante" della conferenza dello scorso 27 settembre, siamo entrati nel Novecento e abbiamo iniziato la "volata" conclusiva dei nostri incontri che da qui a dicembre 2026 ci condurranno al nostro presente attraverso le narrazioni che proseguiranno lungo il filo conduttore del X...

Indirizzo

Via Fortebraccio, 14/Quarto Di Santa Maria (sede Operativa)
L'Aquila
67100

Orario di apertura

Lunedì 17:30 - 19:30
Mercoledì 17:30 - 19:30
Giovedì 17:30 - 19:30
Venerdì 17:30 - 19:30

Telefono

3402522184

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