28/10/2026
LA MAQUINA DE LOS SUEÑOS – VOLONTARIATO – “I DOPPIAMENTE FOLLI”
Cari amici, in un mondo attanagliato dalle guerre e dalle paure, con paesi e società in crisi economica, lavorativa, d’insicurezza, dei diritti; nel mezzo di terribili temporali ed eventi climatici estremi, per l’impazzimento del clima e dei governanti; in un momento dove la logica (e i condizionamenti) vorrebbero un ripiegamento di ognuno verso l’individualismo …
Mi spiegate cosa spinge una persona verso il volontariato?
Questi giovani volontari de La Máquina de los Sueños devono essere pazzi!
Per non parlare degli over 70, quelli sì che sono da ricovero coatto nei reparti neurologici!!
Eppure, stanno li da quasi trent’anni, nell’insana e f***e pratica di fare qualcosa per gli altri.
E se si potesse trovare una diagnosi per ricoverare questi “doppiamente folli”, bisognerebbe tener conto che lo fanno senza avere dietro una spinta religiosa o una filiazione politica. Fanno volontariato spinti “soltanto” da sentimento di empatia e da un profondo senso di laica fratellanza. Una pazzia, ripeto …
Non dichiarazioni d’intenti. Non parole e promesse buttate al vento. Ma la capacità di catalizzare l’amore universale in semplici atti concreti inseriti in un impegno nel tempo.
E, per definire ancora meglio il “profilo” di questi “doppiamente folli” possiamo aggiungere un aspetto che li caratterizza fino in fondo: fanno quello che fanno con tanta Gioia !!
Non so se vi rendete conto, ma dovete sapere che oltretutto il loro impegno non viene facilitato da chi potrebbe farlo. Anzi, il più delle volte le loro azioni vengono scoraggiate se non direttamente o velatamente ostacolate …
E sì. Perché questi pazzi sono anche dei testardi, ‘testarde’ dovrei dire, perché che io sappia la maggior parte di questi folli sono soprattutto donne. “Las chicas”, come si autodefinisce il gruppo di fondatrici: “le ragazze” che oggi hanno tra i settanta e i novant’anni di giovane età …
Pericolose, queste “ragazzine”, perché oltre a essere “portatrici sane di utopia” sono dedite a propagare la loro sindrome alle giovani generazioni consolidando il rischio di contagio endemico fino all’infinito.
Così, molte delle innocenti bambine che abbiamo accolto e aiutato a studiare in questi trent’anni oggi partecipano attivamente e si fanno carico di nuove iniziative dentro l’associazione.
Perché Luz - ragazza beneficiaria del Progetto di adozioni a distanza - lavora come volontaria nella Ludoteca e si occupa dei più piccoli ogni volta che ce né bisogno?
Ma chi glielo fa fare a Milagros - che venne nella nostra struttura quando aveva due anni e oggi ha un Master in Comunicazione - di mettersi a organizzare spazi per “la terza età” dove questi “diversamente giovani” passano insieme dei pomeriggi scambiandosi racconti, conoscenze, leggendo e giocando insieme?
Cosa spinge Belen - anche lei accolta nel Programma di Adozioni a Distanza da piccolissima, sostenuta negli studi fino alla laurea in Psicologia, oggi psicoterapeuta - a partecipare nelle iniziative dell’Associazione?
Soprattutto: cosa spinge queste ultime due ad entrare nel Consiglio Direttivo dell’Associazione?
A questa pericolosa deriva si sommano anche le maestre della Scuola d’Infanzia che vedendo molti bambini arrivare il lunedì a scuola evidentemente affamati, insieme ai volontari hanno organizzato per il sabato pomeriggio giochi e letture ma soprattutto una tavolata con una sostanziosa merenda in modo di sopperire alla carenza alimentare nelle famiglie ed accorciare il fine settimana senza scuola. Vi rendete conto? : anche il personale della nostra Scuola D’Infanzia è complice e partecipe in questo vero e proprio complotto che mette a repentaglio l’indifferenza.
Non voglio infierire ma, immaginate se personaggi del genere avessero in mano decisioni di governo o se fossero a capo di istituzioni internazionali? Beh. Non voglio neanche immaginare i risultati.
Adesso, che vi ho descritto sommariamente la loro “pericolosità sociale” non posso evitare di notare come gran parte di questa nostra Umanità conti con il sostegno di una rete di migliaia di piccole associazioni che remano controcorrente e diffondono la pazzia del volontariato in ogni angolo del pianeta.
E io non fare a meno che ringraziarvi per il vostro “sostegno alla follia” e invitarvi a continuare a sostenerla perché anche voi evidentemente siete colpiti da questa “sindrome empatica”, da questa “f***e anomalia”; contagiati da questa gioia fuori logica.
Tutti “portatori sani” di questa strana utopia che sogna e intravvede un mondo migliore all’orizzonte.