15/06/2026
A tutti i dirigenti, ai seguaci, ai simpatizzanti di Meritocrazia Italia
di Walter Mauriello
Amiche e amici,
è troppo bello abbracciare il nuovo.
È troppo bello entrare nella casa nuova che stiamo costruendo, con le finestre aperte su un’Italia dove il valore conta più delle conoscenze.
È affascinante vedere un pensiero genuino, nato dal basso, diventare il pensiero di tutti. Perché quando un’idea è giusta, prima o poi trova la sua strada.
Noi siamo gli artigiani di una politica altruistica. Non sprechiamo tempo in contrasti a priori, non alziamo la voce senza ritegno e senza logica. Noi costruiamo. Mattone su mattone, proposta su proposta, risultato su risultato.
Le finalità del nostro progetto sono chiare e raggiungibili:
Rimettere il merito al centro della scuola e della pubblica amministrazione. Non è un’utopia: è applicare criteri di selezione, valutazione e progressione basati su competenza, responsabilità e risultati misurabili. Lo fanno già migliaia di dirigenti scolastici e amministrativi ogni giorno. Noi vogliamo che diventi la regola, non l’eccezione.
Valorizzare le professioni e l’impresa che producono valore reale. Meno rendite di posizione, più spazio a chi investe in formazione, innovazione e qualità del lavoro. Il Paese cresce se cresce chi sa fare.
Tagliare i lacci del nepotismo e del privilegio ereditario. Non contro le persone, ma contro un sistema che scoraggia chi parte senza protezioni. La Costituzione dice che i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge. Noi vogliamo che questo principio smetta di essere una frase scritta e diventi pratica quotidiana.
Restituire alla politica il senso del servizio. La politica non è un mestiere a vita, è un incarico temporaneo per servire la comunità. E il servizio si misura sui fatti, non sugli slogan.
Seguiamo il solco tracciato dai padri e dalle madri costituenti: uomini e donne di estrazione diversa che, nel 1946-47, misero da parte l’io per scrivere le norme di tutti. Non cercavano la vittoria di parte, cercavano un Paese che stesse in piedi. Noi facciamo lo stesso. Il nostro riferimento è quella lezione: confronto duro sulle idee, rispetto assoluto delle persone, obiettivo comune sopra ogni cosa.
Corriamo su questa strada. Facciamolo per noi, per il senso che vogliamo dare al nostro impegno. Arricchiamo la nostra missione di cose belle che dipendono solo da noi e non dall’inerzia o dal veto degli altri. Ogni dirigente scolastico che premiamo per i risultati, ogni giovane che entra in PA per concorso trasparente, ogni battaglia di buonsenso che vinciamo nei comuni e nelle regioni, è una stanza in più in quella casa nuova.
Apriamo l’orgoglio della nostra passione all’unica sfida che oggi vale la pena affrontare in politica: quella contro il niente che produce nulla. Contro il chiacchiericcio sterile, contro la logica del “no” a prescindere, contro chi confonde visibilità con valore.
L’obiettivo è raggiungibile perché non chiediamo rivoluzioni impossibili. Chiediamo che le regole esistenti vengano applicate, che i buoni esempi vengano replicati, che la competenza torni a contare più dell’appartenenza. Non è utopia. È amministrazione ordinaria fatta bene.
Proviamoci. Con umiltà, con garbo, con tanta costanza.
Senza umiltà non si ascolta. Senza garbo non si persuade. Senza costanza non si cambia nulla.
Il merito non è uno slogan. È un metodo. È la promessa che in Italia possa tornare a vincere chi studia, chi lavora, chi si assume responsabilità. E quella promessa dipende da noi, da quello che facciamo ogni giorno nei territori, nelle scuole, nelle sedi istituzionali, nelle piazze digitali.
Avanti, insieme. La strada è aperta e la meta è alla nostra portata.
Walter Mauriello
Presidente Nazionale
Movimento Meritocrazia Italia