25/10/2026
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LETTERA APERTA AL GENERALE DI BRIGATA LORENZO SABATINO COMANDANTE LA LEGIONE CARABINIERI CALABRIA✍️
Oggetto: Il caso del Carabiniere di Cosenza. Un appello alla Sua sensibilità umana e istituzionale
Signor Generale,
mi rivolgo direttamente a Lei perché ritengo che, oltre al ruolo che oggi ricopre, ci sia una ragione profondamente umana per cui questa vicenda meriti la Sua attenzione. Lei ha conosciuto personalmente il peso di una vicenda giudiziaria, proprio per questo, Generale, mi permetto di rivolgermi a Lei con una domanda diretta: chi più di Lei può comprendere quanto sia difficile affrontare una vicenda di questo genere e quanto possa pesare, sul piano umano e professionale, ovvero il rischio di essere identificati con accuse che non trovano conferma neppure nella giustizia. Oggi, a Cosenza, un Carabiniere si trova al centro di una vicenda drammatica. Un giovane è deceduto dopo essersi lanciato da una finestra durante un controllo dei militari dell’Arma. Una tragedia che merita rispetto, attenzione e piena chiarezza. Ma anche il collega coinvolto merita garanzie, dignità e tutela.
Secondo le informazioni in possesso, il militare non risulterebbe indagato dall’autorità giudiziaria e neppure con un procedimento disciplinare in atto. Eppure, ci viene riferito che non sarebbe più impiegato nei servizi di radiomobile, con una conseguente perdita delle indennità operative e pesanti ripercussioni sul bilancio familiare. Se questa situazione fosse confermata, sarebbe necessario comprenderne immediatamente le ragioni, verificando quale provvedimento sia stato adottato, su quali presupposti e con quali conseguenze per il collega.
Signor Generale, non Le chiediamo di ignorare le esigenze di servizio. Le chiediamo di assicurare che nessun Carabiniere venga lasciato solo e che una misura organizzativa non si trasformi, nei fatti, in una penalizzazione priva di adeguata motivazione.
Per questo, Generale, Le chiedo di intervenire affinché la posizione del militare venga riesaminata con urgenza, siano chiarite le ragioni del suo attuale impiego e siano adottati, ove ne ricorrano i presupposti, i provvedimenti necessari a ripristinare condizioni di servizio eque, nel rispetto delle garanzie individuali e delle esigenze operative.
Mi rivolgo o a Lei poiché ritengo che prima di ogni giudizio, siano rispettati i fatti, garanzie e dignità della persona. La Sua esperienza può rappresentare una ragione in più per ascoltare questo appello. Un Carabiniere non chiede privilegi. Chiede di poter lavorare, di essere valutato per ciò che è e di non vedere la propria famiglia gravata da conseguenze economiche che meritano una spiegazione chiara e tempestiva. L’Amministrazione deve fare la propria parte. E il sindacato ha il dovere di non voltarsi dall’altra parte.
Confido nella Sua sensibilità e nella Sua autorevolezza affinché questa vicenda riceva l’attenzione che merita.
Generale, le chiedo di attivarsi personalmente. Non accetti spiegazioni fraintese, accerti i fatti, chiarisca ogni dubbio e restituisca a questa vicenda la necessaria trasparenza. Un militare non può essere lasciato solo per effetto di informazioni sbagliate o di decisioni che nessuno si preoccupa di riesaminare.
Con rispetto istituzionale, ma con la determinazione di chi rappresenta i Carabinieri e non intende abbandonarli nei momenti più difficili.
Antonio Nicolosi
Segretario Generale
UNARMA – Associazione Sindacale Carabinieri