Uiltec Calabria

Uiltec Calabria Pagina di informazione sindacale per iscritti e simpatizzanti della UILTEC Calabria

02/06/2026

IV Congresso Nazionale Uiltec presso Teatro Politeama di Catanzaro

29/05/2026

🔊Lettera aperta all’amministratore delegato Sorical su relazioni industriali🔊

Gentilissimo Amministratore Delegato,
le scriventi Segreterie Regionali, unitamente alla RSU aziendale, in relazione al confronto sindacale aperto, tanto a livello RSU quanto a livello di Segreterie Regionali intendono sottoporre alla Sua attenzione una serie di spunti di riflessione.
Il percorso di riforma del Servizio Idrico Regionale Calabrese – come abbiamo sempre sostenuto – rappresenta una sfida complessa che richiede il recupero in poco tempo del mancato impegno riformatore di decenni; anni in cui la parcellizzazione gestionale caratterizzata da gestioni in economia e solo qualche gestione parzialmente organizzata non ha consentito di programmare e mettere a terra gli investimenti necessari a garantire il servizio minimo ai cittadini Calabresi. Nella frammentazione del sistema idrico regionale, l’unico vero punto fermo, sia pure caratterizzato da un lungo stato di liquidazione, è stata la presenza del gestore all’ingrosso, Sorical.
Tale aspetto ha trovato, con la convinzione da parte nostra che fosse la scelta giusta, il giusto riconoscimento di Sorical, quando la stessa è stata individuata dopo il percorso di messa “in bonis”, quale soggetto gestore del SII con affidamento trentennale a partire da Ottobre 2022 da parte di Arrical, in applicazione della legge 10 del 20 Aprile 2022.
A valle del percorso amministrativo che ha finalizzato l’individuazione di Sorical, da subito le Organizzazioni Sindacali, si sono poste con la massima disponibilità e con un forte senso di responsabilità, anche a sostegno della messa a terra della riforma, a disposizione delle esigenze richieste sia dal Piano d’ambito che del cronoprogramma, soprattutto in tema di subentro nelle gestioni individuate, tra l’altro, anche nell’importante “Protocollo di tutela del personale delle gestioni esistenti” sottoscritto lo scorso 5 Aprile 2024 tra Regione Calabria, Arrical, Sorical, Confindustria e OO.SS.
In applicazione di quest’ultimo il sindacato, confederale e di categoria, insieme a Sorical hanno dato vita ad un lungo, serrato, intenso e – a nostro avviso - proficuo percorso negoziale che traguardasse sia gli obiettivi del Gestore Unico insieme a quella di tutela contrattuale di lavoratrici e lavoratori che sarebbero subentrati in Sorical. Gli accordi di trasferimento del personale, oltre a definire modalità e tempi, sono trasversalmente caratterizzati dall’impegno della Parti firmatarie (in particolare Sorical e OO.SS di categoria) ad effettuare una verifica degli effetti applicativi degli stessi, soprattutto in ordine alla classificazione del personale in relazione all’organizzazione del lavoro e alle mansioni effettivamente espletate.
Contestualmente, con convinto senso di responsabilità atto a traguardare una efficace integrazione tra la popolazione lavorativa storica di Sorical e quella proveniente da altri soggetti per effetto dei subentri, il sindacato ha rivendicato e chiesto al management societario la massima attenzione e valorizzazione del personale Sorical storico, segnato, nella maggior parte dei casi, da anni di inadeguata attenzione dovuta, principalmente, allo stato di liquidazione.
Dunque, il nuovo corso aziendale, con la nuova mission ha contribuito a generare un clima di generale ottimismo e rinnovata fiducia nel ruolo della propria azienda e delle opportunità di crescita aziendale, quindi anche professionale, dando vita di fatto ad una importante positiva aspettativa sia del ruolo che della gestione societaria e aziendale.
In tale contesto, di fronte ad una svolta di portata storica, non solo del servizio ai cittadini, ma soprattutto del ruolo di Sorical, il Sindacato, con forte senso di responsabilità, ha rivisto, ha maturato ed accresciuto, nell’unitarietà, il proprio ruolo mutandosi da approccio conflittuale ad approccio responsabile e pragmaticamente votato a traguardare gli obiettivi di integrazione del servizio idrico, pur non abdicando al giusto ruolo rivendicativo.
Nel frattempo, Sorical ha rafforzato prima e modificato poi il suo modello di governance secondo una impostazione di natura industriale della gestione aziendale e parallelamente ha provato a dotarsi di una struttura organizzativa capace di rispondere alle nuove esigenze della mission.
Lo sviluppo societario, caratterizzato dalla necessità di gestire importanti processi, investimenti pubblici, insieme all’esigenza di rendere Sorical un vero soggetto industriale capace di programmare investimenti, adottare modelli e strumenti di gestione all’avanguardia, richiede che vi sia la reale volontà di mettere in discussione processi e modelli strutturali di gestione operativa ancorati al passato quanto quelli che definiscono le relazioni industriali per trasformarli in processi innovativi, renderle efficienti ed efficaci e qualitativamente sostenibili in relazioni alle tempestive, considerevoli e costantemente mutevoli esigenze di lavoratrici e lavoratori; capaci, dunque, di produrre risposte efficaci e realmente esigibili e riconoscenti dell’apporto professionale, anche rispetto al gap maturato negli anni.
Ecco, l’obiettivo della presente missiva, è proprio quello di testimoniare da parte nostra in maniera chiara e determinata, che quest’ultimo salto da parte della Sorical, nonostante la dimostrazione fattiva del senso di responsabilità delle scriventi lungo tutto il complesso percorso rappresentato in premessa, non lo abbiamo ancora percepito e fatichiamo ad intravederlo anche nell’immediato futuro: sia nel metodo che nel merito. Nel metodo continuiamo ad assistere ad una gestione delle relazioni industriali dall’approccio informale, poco chiaro – a tratti confusionale – nei temi da trattare e da definire, cosi come a sprazzi ad un tentativo di ridimensionamento del ruolo sindacale al cospetto di lavoratrici e lavoratori, laddove lunghi ed intensi tavoli di trattativa, richiedono tempi biblici per la loro finalizzazione, condizione che implica l’incapacità e l’impossibilità di dare risposte alle istanze di lavoratrici e lavoratori, anche rispetto a trattamenti contrattualmente dovuti e garantiti. Non si tratta di dover necessariamente pretendere le risposte che il sindacato si attende, quanto piuttosto riconoscere, pur nel rispetto dei ruoli, la centralità delle relazioni industriali, specialmente in momenti di profondo cambiamento, quale strumento di reciproco governo di importanti processi di transizione, com’è quello che attraversa la fase storica di Sorical. Il metodo, dunque, acquisisce reale valore se capace di produrre soluzioni e risposte efficaci per lavoratrici e lavoratori. Ed è questo che da tempo, troppo a nostro avviso, sta mancando nel negoziato. In tal senso, il sindacato chiede e si attende una forte discontinuità.
Sono diversi i temi aperti e non ancora definiti, nonostante mesi di lavoro e trattative ed impegni assunti, messi in discussione dalle frequenti revisioni organizzative che l’azienda sta determinando pur non avendo definito e riconosciuto percorsi professionali precedenti: classificazione del personale, ma non solo. Valorizzazione e percorsi di crescita delle risorse interne, prima ancora di selezioni esterne. Fabbisogni reali di organico, carichi di lavoro, istituti contrattuali, gestione di dotazioni aziendali, salute e sicurezza sui posti di lavoro, capacità di problem solving alle richieste del personale. Strumenti innovativi e flessibili nella gestione dell’orario di lavoro e confronto da avviare su orari di lavoro, operativo e impiegatizio. Sistema di incentivazione per chi gestisce gli appalti pubblici. In poche righe: risposte concrete, non più rinviabili, per lavoratrici e lavoratori. Corroborate da relazioni industriali, rispettose dei ruoli, capaci di stare al passo coi tempi e con la responsabilità che la fase impone.
Il sindacato ha dimostrato fattivamente di agevolare il processo e di voler fare la propria parte; adesso è il momento che l’azienda con maturità e senso di responsabilità dimostri di voler fare la propria al fine anche di favorire la ricostituzione di un clima aziendale positivo e di fiducia.
A tal fine, le scriventi hanno presentato un piano di assemblee di lavoratori secondo un calendario che dovrà trovare l’azienda pronta a favorire la massima partecipazione di lavoratrici e lavoratori, dando adeguata dignità al momento assembleare.
Con la certezza che coglierà lo spirito costruttivo della presente Le porgiamo Distinti Saluti.

La RSU Sorical Spa

Le segreterie regionali
Filctem Cgil
Femca Cisl
Uiltec Uil

19/05/2026
18/05/2026
18/05/2026

‼️AGGIORNAMENTO IMPORTANTE‼️

Per motivi di ordine pubblico, la manifestazione di martedì 19 maggio a Catanzaro è anticipata di un'ora.

IL CONCENTRAMENTO È FISSATO ALLE ORE 15 IN PIAZZA MATTEOTTI

18/05/2026

❗️ Se la commissione di garanzia sul diritto allo sciopero inserisce arbitrariamente la logistica nell’ambito dei servizi pubblici essenziali, vuol dire, allora, che si intende ridurre quel diritto e che quella commissione è sì di garanzia, ma non dello sciopero, bensì del ministro Salvini che quel diritto lo vuole bloccare.

Il ministro Salvini legga le sentenze della magistratura che lo invitano a non toccare il diritto di sciopero. Quando la politica dice che gli scioperi sono troppi, io sarei anche disponibile a discutere di tale questione, alla luce del fatto però che ci sono 10-15 sindacati che ogni mese di gennaio già programmano gli scioperi per l’intero anno.

📢 Noi chiediamo che le procedure sui tempi di raffreddamento siano certe e, soprattutto, che la stessa pressione che la politica fa su di noi venga esercitata anche sulle controparti che non rinnovano i contratti o vengono meno agli accordi sottoscritti.

✋🏼 Lo sciopero è un diritto costituzionale e non crea il problema, ma lo denuncia. E questo tema può essere affrontato anche in coerenza con le proposte che stiamo facendo sul terreno della rappresentanza.

Dobbiamo arrivare all'applicazione erga omnes dei contratti firmati delle organizzazioni comparativamente maggiormente rappresentative, cioè di quei contratti che pagano di più e che danno più tutele: ecco perché bisogna mettere a punto un sistema che misuri la rappresentanza.

🔵 Il tema è in discussione con Cgil, Cisl, Confindustria, Confcommercio e con le altre associazioni datoriali, noi siamo pronti. I numeri della rappresentanza sono già chiari, ad esempio, nel pubblico impiego e nei settori metalmeccanici e chimici dove si sta attuando una sperimentazione.

Chiediamo che quei dati siano resi pubblici e, soprattutto, che si possa votare ovunque, in tutti i luoghi di lavoro: il diritto ad eleggere il proprio rappresentante sindacale è un esercizio di democrazia che rivendichiamo con forza e che va riconosciuto.

📑 Consideriamo il decreto lavoro una scelta politica importante, l’espressione di un cambio di atteggiamento da parte del governo, in controtendenza con comportamenti del recente passato, di cui prendo atto e che rivendichiamo come risposta a una nostra richiesta per contrastare i contratti pirata.

Certo, questi ultimi non spariranno dalla sera alla mattina: ma, si sa, le rivoluzioni non si sono mai fatte in un solo giorno. Così come è altrettanto ovvio che quel provvedimento debba essere migliorato su alcuni aspetti, a cominciare dall’affermazione del principio di retroattività: i rinnovi dei contratti devono partire dalla loro data di scadenza.

➡️ Lo ha ribadito il segretario generale PierPaolo Bombardieri, a conclusione del congresso nazionale della Uiltrasporti a Roma.

18/05/2026

‼ Noi siamo un sindacato libero, non siamo classificabili, siamo liberi. Nessuno ci tirava la giacca quando facevamo gli scioperi contro il governo, nessuno è in grado di tirarcela oggi quando otteniamo un risultato dal governo. Quando facevamo gli scioperi con la Cgil, ci dicevano che eravamo comunisti, ora ci dicono che siamo diventati di destra: la verità è che siamo liberi.

💸 Ribadisco la nostra posizione: c’è qualche esponente del PD, ultimamente Cecilia Guerra, che continua a chiederci cosa pensiamo del salario minimo. Glielo abbiamo spiegato e abbiamo detto che non siamo contrari, anche perché quella direttiva abbiamo contribuito a costruirla proprio noi, ma tra il salario minimo e il contratto preferiamo quest’ultimo.
Noi abbiamo affermato il principio del salario dignitoso, quello cioè derivante dai contratti firmati dalle organizzazioni comparativamente maggiormente rappresentative: il governo ha accettato questa nostra richiesta ed è un risultato positivo che noi rivendichiamo.

👷 Inaccettabile che si continui a morire sui cantieri: zero morti sul lavoro resta il nostro unico obiettivo, perché se non c’è il rispetto della vita, è inutile parlare di qualsiasi altra cosa.
Un aiuto molto importante può giungere dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Tutti, però, devono assumersi le proprie responsabilità: la politica, le istituzioni locali, le imprese, cominciando dall’eliminazione degli appalti al massimo ribasso.

Occorre, poi, impegnarsi per combattere il fenomeno dei contratti in dumping e dello sfruttamento, in particolare degli immigrati, che spesso vengono utilizzati sui cantieri in nero. Servono progetti condivisi di inclusione e di formazione, fino a giungere alla loro regolarizzazione.

🏭 Per noi l’Ilva è chiusa. È chiaro che è una provocazione, perché la nostra industria manifatturiera non può fare a meno dell’acciaio. Rivendicare l’intervento pubblico va bene, ma se per lunghi anni non ha funzionato, allora dobbiamo porci un obiettivo chiaro: discutere e capire come bonifichiamo e come programmiamo un nuovo insediamento produttivo salvaguardando l’occupazione e pacificandoci con quel territorio.

Lo ha detto il segretario generale della Uil, PierPaolo Bombardieri, concludendo il congresso della Feneal Uil a Taranto.

PierPaolo Bombardieri

14/05/2026

Le vittime lavoravano nelle costruzioni. Il sindacato chiede la riapertura del tavolo tecnico alla Regione e una riforma profonda di appalti, formazione e

14/05/2026

🚨 BigMama si unisce a .

Perché nel 2026 continuare a morire di lavoro è qualcosa di inaccettabile. Non sono fatalità, non sono numeri: sono vite, sogni, famiglie.

Alzare la voce serve a questo: trasformare l’indignazione in cambiamento. Il lavoro deve dare futuro, non toglierlo. 💛

Indirizzo

Piazza G. Matteotti, 6
Catanzaro
88100

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