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QUORE Associazione Associazione culturale per la promozione del benessere nei vari contesti di vita

27/10/2026
28/09/2026

Palma per la miglior regia lo scorso maggio a Cannes (ex aequo con Los Javis), il nuovo film dell’autore di «Ida» (premio Oscar) e «Cold War» arriva nelle sale italiane il 16 ottobre per Mubi. Su «la Lettura» in edicola solo oggi, l’intervista di Stefania Ulivi https://tinyurl.com/vh7bj9ss

25/09/2026

(✏Chiara Bidoli) Commenta Elena Bozzola a capo della Commissione digitale della Società Italiana di Pediatria (Sip). Le evidenze scientifiche mostrano che i pericoli di un’esposizione prolungata e precoce agli schermi (smartphone, tablet, videogiochi, social media, piattaforme digitali) nella prima infanzia, fascia 0-6 anni, genera effetti in diversi campi, tra cui soprattutto quello cognitivo e linguistico, con conseguenze su sonno, vista, peso e comportamenti, che diventano più aggressivi e impulsivi

Leggi l'articolo completo al link in bio

21/09/2026

E però a scuola – e in Italia! – sono quasi inesistenti o cenerentole la musica, l’arte, la poesia, e tutto quel patrimonio che educherebbe a conoscere l’animo umano, a sfiorarne i suoi abissi tenendo però la luce negli occhi se possibile, insomma tutto quel patrimonio che nei millenni ha condotto le persone a fare i conti con se stesse, con i sentimenti, con la profondità e con la banalità del male, con le passioni e la loro bellezza ma anche i loro possibili deliri. Come pensate di educare affettivamente dei giovani? con dei discorsini? con delle regolette? O sarebbe meglio avere adulti disposti – a viso e cuore aperto – a viaggiare con i ragazzi nei meandri dell’anima, degli affetti, delle passioni?

Continua a leggere la riflessione del poeta Davide Rondoni sulla necessità per i giovani di trovare adulti capaci di accompagnarli, attraverso arte e poesia, nei territori dell’animo umano
https://buff.ly/jl6qS8d

18/09/2026

Niente profili sui social media al di sotto dei 13 anni e “mini-account” con paletti precisi fino ai 15. L’annuncio è arrivato ieri da Strasburgo, dove la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha anticipato i punti fondamentali dell’Eu Kids Act, sostenendo: “Siamo noi a decidere le regole, non le Big Tech”.

Nel dibattito continuano però a restare inevase alcune domande su un problema che è sistemico e dal quale non possono essere spostati pesi e responsabilità.

👉 Ne scrive Duccio Facchini nel suo ultimo editoriale di settembre: https://altreconomia.it/i-social-sono-disegnati-per-far-male-ai-minori-ma-il-divieto-gira-intorno-al-problema-sistemico/

22/08/2026

Le parole che riceviamo, ascoltiamo e pronunciamo diventano, nel tempo, la trama della nostra vita. E alcune di quelle ricevute da bambini continuano ad accompagnarci anche da adulti.

21/08/2026

Ci avete mai fatto caso? 👀
Stessa età, stessa taglia, ma vestiti completamente diversi. Per i bambini pantaloncini più lunghi e comodi, per le bambine sempre più spesso short cortissimi, capi aderenti e persino costumi imbottiti. Basta fare un giro nei negozi di abbigliamento per rendersene conto: così la moda spinge verso l'ipersessualizzazione precoce.

Perché l’estetica adulta entra così presto nel loro abbigliamento?
Prima di essere “alla moda”, devono poter correre, giocare, sporcarsi e muoversi liberamente. Perché, prima di tutto, sono bambine. E ce ne stiamo dimenticando.

Ne parliamo qui: https://www.greenme.it/lifestyle/sai-cosa-compri/pantaloncini-inguinali-e-costumi-imbottiti-quando-la-moda-dimentica-che-sono-bambine/

19/08/2026

Quando il cervello si abitua a ricevere stimoli continui, veloci e sempre nuovi, restare su qualcosa che richiede più tempo può diventare più faticoso, soprattutto se appena c’è un momento vuoto arriva il telefono.

Si annoia dopo due minuti (e due minuti sono già tanti) e prende subito il telefono, aspetta qualcosa e prende il telefono, non sa cosa fare e prende il telefono, ha cinque minuti liberi e prende il telefono. Il problema non è soltanto quanto tempo passa davanti allo schermo, conta anche quante volte durante la giornata il cervello viene riportato dentro quella continua accelerazione fatta di cambi rapidi, novità e risposte immediate.

A forza di riempire ogni spazio con uno stimolo, può diventare sempre più difficile restare su qualcosa che non cambia continuamente, ascoltare fino alla fine, leggere, aspettare, seguire una conversazione lunga o semplicemente continuare quello che si sta facendo senza avere bisogno di qualcosa di nuovo.

L’iperstimolazione non gli sta “rubando” soltanto tempo, può togliere spazio anche a tutte quelle esperienze che aiutano il cervello a funzionare con tempi diversi, compreso il movimento, che soprattutto in questo periodo può diventare una delle alternative più importanti al passare continuamente da uno stimolo all’altro.

Questo non significa togliere il telefono e lasciare un vuoto, significa ricreare movimento, attività, esperienze reali e momenti in cui il cervello non riceve continuamente qualcosa di nuovo.

Prima di pensare “eh, ma loro sono adolescenti”, possiamo anche guardarci un attimo: fila, ascensore, attesa, cinque minuti liberi… quante volte la nostra mano va automaticamente al telefono? Il fatto di essere adulti non rende questo funzionamento improvvisamente innocuo.

Nella newsletter di AdoleScienza entriamo nel funzionamento del cervello degli adolescenti e nell’impatto di telefono, social e iperstimolazione, per capire cosa accade, perché accade e soprattutto come fare nella vita quotidiana.

Indirizzo

Via Monaldo Calari, 2
Bologna
40122

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