APRI

APRI Associazione
per la ricerca sull’autismo Cimadori - APRI ODV ETS APRI è iscritta col n.1511 nell'elenco U.N.A.R. Paola Giovanardi, Prof. Elena Maestrini, Prof.

APRI è una Organizzazione di volontariato (Odv), iscritta col n.509 nel Registro del Volontariato dell'Emilia Romagna, facente parte degli enti del Terzo settore (ETS). degli enti legittimati ad agire in giudizio a tutela delle vittime di discriminazioni. APRI aderisce alla FISH ONLUS NAZIONALE come socio onorario e alla FISH Emilia Romagna come socio ordinario https://www.fishonlus.it/ . APRI è

socio fondatore della FIA, Fondazione Italiana per l’Autismo https://www.fondazione-autismo.it/fondazione/ . APRI ha partecipato fin dal suo nascere alla Consulta nazionale delle malattie rare presso l’ISS http://www.cndmr-insieme.it/organigramma.php ed agli incontri con TELETHON. APRI aderisce alle iniziative di Autism Europe e da 35 anni il suo presidente fa parte del consiglio direttivo della federazione internazionale che riunisce 90 associazioni nazionali di differenti nazioni, soprattutto europee, e che le rappresenta presso il Consiglio d’Europa https://www.autismeurope.org/ . APRI ha per scopo principale la raccolta di fondi per finanziare ricerche sulle cause e le possibili terapie della sindrome autistica, che spesso si ritrova insieme alla sindrome dell’ipercinesia e disattenzione continua (ADHD), all’epilessia, all’X fragile, alla sindrome di Rett, di Down e a diverse altre patologie rare per le quali si conosce bene la causa genetica. Per la maggioranza dei casi di autismo la causa è ancora incerta, anche se la genetica sta facendo grandi passi per scoprire le combinazioni di geni che possono provocare le sindromi autistiche, la cui comparsa può essere favorita dalla presenza di cause organiche ambientali (epigenetica). L'epidemiologia esclude la causa psicogena ed orienta verso un’eziologia multifattoriale, con componenti genetiche, sia familiari che de novo. La caratteristica più rilevante è che provoca gravi disabilità mentali fin dall’infanzia che salvo qualche eccezione durano tutta la vita. Al momento attuale l’intervento psicopedagogico speciale indicato nella Linea guida n.21 del Ministero della Salute rappresenta la base di un efficace programma riabilitativo e di inserimento sociale: le strategie di provata efficacia sono quelle precoci intensive basate sull’analisi applicata del comportamento. Nell’insieme dei disabili mentali medio-gravi e gravi certificati si può stimare che in Italia il numero delle persone affette da sindrome autistica siano circa un terzo. Secondo l’ISTAT nella scuola primaria e secondaria inferiore gli allievi certificati con questa sindrome e con un sostegno scolastico sono circa l’uno per cento del totale e il loro numero è andato crescendo sempre più. Molti altri sono coloro che sono affetti dalla sindrome di Asperger, che viene ritenuta oggi come border line dell'autismo, che spesso non viene neppure riconosciuta in quanto questi bambini parlano e vanno bene a scuola. Allo stato attuale la ricerca scientifica è essenziale per la prevenzione e per trovare terapie innovative dell'autismo, in quanto le conoscenze in proposito sono molto limitate. Purtroppo i fondi messi a disposizione dagli enti pubblici e privati sono talmente scarsi da rendere appropriato il termine di “patologie orfane” per quelle che provocano queste sindromi. In particolare colpisce come a fronte di una spesa corrente pubblica enorme, stimabile in € 2,5 miliardi l’anno soltanto per i centomila soggetti certificati autistici, sia così scarso l’impegno nella ricerca da parte di quei ministeri che dai frutti della ricerca potrebbero risparmiare moltissime risorse. APRI tende a promuovere attività di ricerca, sopra tutto biologica, sollecitando l’impegno e la solidarietà dei cittadini: i grandi progressi che sono stati compiuti nel campo della rappresentazione per immagini dei disturbi cerebrali, della neurologia, della biologia molecolare e della genetica devono essere applicati anche a queste disabilità, che raggiungono il massimo della gravità. Nel corso dell’ultimo decennio APRI ha finanziato ed ha ottenuto un cofinanziamento dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna per diverse ricerche condotte da: Prof. Marina Marini, Prof. Antonia Parmeggiani, Prof.Antonio Persico, Dr.Paola Visconti. Queste ricerche hanno interessato diverse Università e centri di ricerca italiani. APRI, insieme a ANGSA, ha promosso la corretta informazione sull’autismo con la pubblicazione di vari opuscoli di divulgazione scientifica come “L’amico speciale” e “Obiettivo autismo”, e con la promozione e partecipazione a vari convegni, ultimo dei quali il CICAP di Padova nel 2019. Dagli anni ’80 APRI ha dovuto combattere insieme ad ANGSA contro i ciarlatani che spacciavano rimedi farmacologici privi di validazione scientifica, in particolare quelli pubblicizzati sotto la sigla DAN! (sconfiggi l’autismo oggi!), contro quelli che hanno importato in Italia la Comunicazione Facilitata (CF), contro gli psicanalisti lacaniani e psicodinamici imperanti da noi che sostenevano l’autismo fosse causato dalla madre frigorifero. APRI fornisce costantemente una bibliografia aggiornata ai medici, agli insegnanti e sopra tutto ai familiari tramite il sito www.autismo33.it e i suoi due forum ai quali ci si può iscrivere liberamente (autismo scuola e autismo biologia). APRI fa parte di Comitati consultivi misti dell’azienda sanitaria locale di Bologna e dell’Azienda Ospedaliera S.Orsola Malpighi e del Comitato Utenti Familiari e Operatori del DSM di Bologna. APRI ha intrapreso ricorsi giudiziari per difendere i diritti delle persone con disabilità cognitiva e comportamentale contro amministrazioni del SSN. Il Prof. Claudio Franceschi è il Presidente Onorario di APRI. Nel 2023 il consiglio direttivo APRI è composto da: Carlo Hanau, Presidente; Paolo Ferraresi, Tesoriere; Vilma Cavallazzi; Franca Pietri e Daniela Mariani Cerati (succeduta nella carica a Liana Baroni).

da [autismo-biologia]: Importante articolo su Science: da 100 geni mutati alla genesi dell'autismoE’ stato pubblicato il...
31/08/2026

da [autismo-biologia]: Importante articolo su Science: da 100 geni mutati alla genesi dell'autismo

E’ stato pubblicato il 27 agosto scorso sulla rivista Science l’articolo "Autism mutations rewire protein interaction networks to drive neurodevelopmental pathology".
👉 https://www.science.org/doi/10.1126/science.ady4523

I ricercatori dell’University of California San Francisco e del Quantitative Biosciences Institute hanno preso cento geni considerati ad alta confidenza per il disturbo dello spettro autistico, ne hanno esaminato le proteine e hanno cercato, sistematicamente, i loro contatti.

Il fine ultimo di questo genere di ricerche è identificare, partendo dai geni mutati, le vie neurali nelle quali detti geni sono coinvolti per poi trovare dei bersagli sui quali i farmaci possano agire.

Un resoconto di questo importante lavoro è stato pubblicato su Mondosanità e si puo’ leggere al link
👉 https://www.mondosanita.it/news/studi-e-ricerca/108648/autismo-la-piu-grande-mappa-molecolare-mai-costruita-cambia-il-modo-di-cercarne-le-cause.html

Buona lettura

Daniela Mariani Cerati

📢 Nuova importante vittoria per i diritti delle persone con autismo e delle loro famiglie Il TAR Lazio con la sentenza 1...
30/08/2026

📢 Nuova importante vittoria per i diritti delle persone con autismo e delle loro famiglie

Il TAR Lazio con la sentenza 14265/26 del 14.08.26 ha accolto il ricorso contro ASL Roma 3, riconoscendo le conseguenze dell'inerzia amministrativa che ha costretto una famiglia a sostenere privatamente i costi delle terapie ABA necessarie per il proprio figlio con autismo.

Due aspetti della sentenza meritano particolare attenzione:

✅ Condanna ASL Roma 3 a rimborsare le spese documentate già sostenute dai genitori per le terapie relative al trattamento riabilitativo del minore, riconoscendo che tali costi sono stati sostenuti a causa della mancata e tempestiva presa in carico da parte del servizio sanitario.

✅ Condanna ASL Roma 3 al pagamento delle spese di lite in favore dei ricorrenti, liquidate dal Tribunale in 2.000 euro oltre accessori di legge.

Un pronunciamento che rafforza la tutela del diritto alle cure e richiama le amministrazioni sanitarie al rispetto effettivo dei propri obblighi verso i minori con disturbo dello spettro autistico.

Di Giacomo FasolaCorriere della Sera del 06 agosto 2026Doveva essere un wee­kend di relax in Sar­de­gna, si è tra­sfor­m...
07/08/2026

Di Giacomo Fasola
Corriere della Sera del 06 agosto 2026

Doveva essere un wee­kend di relax in Sar­de­gna, si è tra­sfor­mato in un incubo. E que­sto per­ché, sosten­gono Vale­ria e Mas­si­mi­liano, il pro­prie­ta­rio della casa affit­tata su Airbnb non voleva ospi­tare loro figlio, un ragaz­zino auti­stico. «A nem­meno 24 ore dal nostro arrivo ha can­cel­lato la pre­no­ta­zione e ci ha chie­sto di andar via», accusa la cop­pia, che si è rivolta a un legale e ha sporto denun­cia. Diversa la rico­stru­zione dell’host, D. G.: «Ho subìto insulti e minacce dalla signora, la vit­tima sono io», dice.

La disav­ven­tura ini­zia il 31 luglio, quando Vale­ria e Mas­si­mi­liano — con il figlio, la nonna 80enne e la sua badante — arri­vano in una strut­tura ricet­tiva nel Caglia­ri­tano. «Mio figlio ha 10 anni ed è nello spet­tro auti­stico. A volte can­tic­chia, fa versi e ha delle crisi», spiega la mamma. «Appena se n’è accorto, l’host è diven­tato ner­voso. Se rom­piamo qual­cosa la ripa­ghiamo, gli abbiamo detto, siamo assi­cu­rati». Il giorno dopo, la situa­zione si fa più tesa. «L’host ha notato che la zan­za­riera era stata chiusa male ed è salito a con­trol­lare. Poco dopo si è ripre­sen­tato con un altro ospite che lamen­tava di aver sen­tito rumori alle 5 di mat­tina. Gli abbiamo spie­gato che il bam­bino è auti­stico e che si era sola­mente alzato per andare in bagno, e lui a quel punto si è scu­sato».

Sem­bra finita lì, ma non per l’host che comu­nica agli ospiti di libe­rare l’appar­ta­mento: «Ho effet­tuato la can­cel­la­zione, chiedo gen­til­mente di lasciare l’allog­gio entro le 20 di oggi», scrive in un mes­sag­gio. «E dove pos­siamo andare l’1 ago­sto, con un ragaz­zino auti­stico e un’anziana?», si chiede la cop­pia, che decide di denun­ciare e rima­nere lì fino alla data pre­vi­sta. «È stato molto stres­sante, per noi e per il bimbo. Non ci era mai capi­tato che qual­cuno ci facesse pesare in que­sto modo la sua disa­bi­lità», chiude la mamma. La ver­sione dell’host coin­cide in parte con quella della cop­pia, se non per un det­ta­glio fon­da­men­tale: la pre­no­ta­zione sarebbe stata can­cel­lata, sostiene, in seguito agli insulti e alle minacce da parte della signora. «Mi sono pre­oc­cu­pato per­ché ho visto il ragaz­zino che, da solo sul ter­razzo, si aggrap­pava alla zan­za­riera. Ma quando ho pro­vato a spie­garmi la signora ha perso la testa: “Te la fac­cio chiu­dere que­sta strut­tura!”, ha urlato. Ho chie­sto loro di andar­sene per­ché temevo che la situa­zione dege­ne­rasse. Ma la sua disa­bi­lità non c’entra nulla con la mia deci­sione», dice.

Airbnb ha comu­ni­cato in una nota di aver avviato un’inda­gine interna: «Pren­diamo con estrema serietà tutte le segna­la­zioni di discri­mi­na­zione e, in con­for­mità con la nostra policy, adot­tiamo prov­ve­di­menti nei con­fronti di tutti gli utenti (sia host che guest) che risul­tino aver vio­lato la nostra poli­tica, inclusa l’esclu­sione dalla piat­ta­forma».

L’inclusione negata al centro estivoScrivo per segnalare una situazione che riguarda la mia famiglia, ma che temo non si...
07/08/2026

L’inclusione negata al centro estivo

Scrivo per segnalare una situazione che riguarda la mia famiglia, ma che temo non sia affatto isolata: l’accesso ai centri estivi per bambini con disabilità, in particolare con disturbo dello spettro autistico. Mio figlio, 6 anni, ha una diagnosi di autismo lieve, ad alto funzionamento: parla, ascolta, ha un quoziente intellettivo nella media, ed è completamente autonomo, anche in acqua. Nonostante questo, gli è stata negata più volte l’iscrizione al Centro Estivo di Gussago, gestito da una società affidataria per conto del Comune. La motivazione? La sola diagnosi, senza alcuna valutazione concreta delle sue reali capacità. Mi è stato detto che avrebbe potuto partecipare solo portando un proprio assistente personale, a totale carico economico della famiglia. Ho provato a risolvere la questione direttamente con il direttore della struttura, senza mai ricevere risposta. Mi sono rivolto all’assistente sociale del Comune, il quale mi ha detto che «non si può fare nulla». Ho quindi inviato una segnalazione formale via Pec al Comune, regolarmente protocollata, seguita da un sollecito, anch’esso rimasto senza riscontro nei tempi indicati. Quello che mi preme sottolineare non è solo il caso personale, ma un problema più ampio: una diagnosi di autismo viene spesso trattata come un’etichetta unica, come se descrivesse sempre la stessa condizione, la stessa necessità di assistenza, indipendentemente dal bambino che si ha davanti. Non è così. Lo spettro autistico comprende situazioni molto diverse tra loro, e l’art. 2 della Legge 1° marzo 2006, n. 67 vieta espressamente questo tipo di discriminazione indiretta: un diniego automatico, fondato sulla sola diagnosi e non su una valutazione individuale, che di fatto esclude chi sarebbe pienamente in grado di partecipare. Mi chiedo quante altre famiglie bresciane si trovino, ogni estate, davanti alla stessa porta chiusa, magari senza la forza o gli strumenti per insistere. Il rischio è che bambini pienamente in grado di partecipare alla vita sociale del proprio paese vengano lasciati a casa, non per un reale bisogno di tutela, ma per la comodità organizzativa di chi preferisce un rifiuto automatico a una valutazione caso per caso. Se ne parla tanto, di inclusione: nei convegni, nelle campagne, negli slogan. Ma nella pratica quotidiana, per troppe famiglie, il risultato è l’esatto contrario: un isolamento sempre più marcato, proprio nei momenti - come un centro estivo tra coetanei - in cui l’inclusione dovrebbe realizzarsi davvero. Scrivo nella speranza che questa segnalazione possa essere utile ad altre famiglie in situazioni simili, e magari sollecitare un’attenzione più concreta da parte delle istituzioni locali sui criteri di accesso ai centri estivi comunali o convenzionati.

Si trasferisce poco distante dal confine con Pescara, giovane autistico di Francavilla da un anno e mezzo senza terapieI...
06/08/2026

Si trasferisce poco distante dal confine con Pescara, giovane autistico di Francavilla da un anno e mezzo senza terapie

Il caso di Danilo denunciato da Autismo Abruzzo: benché viva a soli 6 chilometri dal centro diurno pescarese che ha già frequentato in passato con buoni risultati, la Asl di competenza gli prospetta soluzioni più lontane all'interno della stessa provincia

Un ragazzo autistico senza terapie da oltre un anno a causa di un ostacolo amministrativo. Arriva da Autismo Abruzzo la denuncia sul caso di un giovane residente a Francavilla al Mare, Danilo F.; dopo un cambio di residenza, la presa in carico del paziente è passata sotto la competenza della Asl Lanciano Vasto Chieti. “Da quel momento, però, il suo percorso terapeutico si è interrotto”, denuncia l'associazione. Danilo, dunque, non si vede garantito il diritto alla continuità delle cure.

“Gli specialisti - ricostruisce Autismo Abruzzo - hanno indicato per Danilo un preciso percorso: l’inserimento in un Centro Diurno per l’Autismo. Un servizio che, tuttavia, la Asl di Chieti non è attualmente in grado di garantire sul proprio territorio. Le alternative individuate, ovvero i centri di Lanciano e Vasto, non sono compatibili con le condizioni del ragazzo. La stessa consulenza tecnica d’ufficio disposta dal tribunale ha evidenziato come Danilo non sia assolutamente in grado di sostenere quotidianamente spostamenti di tale portata, che rischierebbero di compromettere seriamente il suo equilibrio psicofisico”.

L'associazione spiega che la Asl ha proposto di inserire il giovane nel centro psichiatrico dell’ex ospedale di Chieti, presentando questa opzione come una sorta di "sperimentazione".

“Una proposta che riteniamo inaccettabile”, tuonano i rappresentanti dell'associazione. “L’autismo - spiegano - non può essere gestito attraverso interventi improvvisati o soluzioni di emergenza. Richiede percorsi strutturati, ambienti adeguati e personale con competenze specifiche. La deliberazione di giunta regionale n. 360/2019 stabilisce con chiarezza i requisiti organizzativi, strutturali e professionali dei centri ambulatoriali e dei centri diurni dedicati ai disturbi dello spettro autistico, individuando anche le figure necessarie per garantire interventi appropriati e qualificati”.

“Inserire Danilo in un contesto privo delle caratteristiche previste per l'autismo e addirittura come unico utente - aggiungono - significherebbe esporlo al rischio concreto di una ulteriore regressione e compromettere il delicato equilibrio costruito con anni di lavoro terapeutico”.

Per l'associazione Autismo Abruzzo, la soluzione sarebbe proseguire sul solco di quanto fatto finora: in passato, Danilo ha frequentato in passato il Centro Diurno della Fondazione Oltre le Parole, che si trova a Pescara - dunque in una provincia e sotto la competenza di un'azienda sanitaria diversa da quella del comune di residenza del giovane, ma a soli 6 chilometri dalla sua abitazione - ottenendo risultati significativi sotto il profilo delle autonomie, della serenità e della qualità della vita.

“È un ambiente che conosce. È un'équipe che conosce lui. È una struttura accreditata. E il costo per la Asl Chieti sarebbe sostanzialmente equivalente a quello sostenuto per qualsiasi altro centro diurno accreditato”, è il calcolo dell'associazione.

“L’unico ostacolo rimasto è un confine amministrativo tra due aziende sanitarie. È inaccettabile che nel 2026 una persona con autismo rimanga senza cure perché due Asl non riescono a superare una barriera burocratica”, lamenta Autismo Abruzzo. “I diritti delle persone con autismo non possono fermarsi davanti a un confine tracciato su una cartina”.

Autismo Abruzzo rivolge quindi un appello urgente al direttore generale della Asl Chieti e alla Regione Abruzzo, affinché venga immediatamente autorizzata la presa in carico di Danilo presso la Fondazione Oltre le Parole, garantendogli la continuità terapeutica alla quale ha pieno diritto.

“Ogni giorno di ulteriore attesa è un giorno sottratto alle sue possibilità di crescita, di autonomia e di benessere. Su questa vicenda non servono altri tavoli, altre promesse o altre sperimentazioni. Serve una scelta chiara: garantire a Danilo il diritto alla cura e alla continuità terapeutica che gli spetta”, conclude l'associazione.

Maltrattamenti a disabili, chiuso centro Anffas di Modica: 2 arrestiDue persone agli arresti domiciliari, cinque operato...
04/08/2026

Maltrattamenti a disabili, chiuso centro Anffas di Modica: 2 arresti

Due persone agli arresti domiciliari, cinque operatori sospesi dall’attività e tredici indagati nell’inchiesta della Procura di Ragusa su presunti maltrattamenti ai danni di persone con disabilità ospitate nel centro diurno Anffas di Modica, che è stato chiuso.

Ai domiciliari sono finiti il presidente dell’Anffas di Modica, garante della struttura, e un operatore. Per altri cinque il gip ha disposto il divieto di esercitare la professione e di prestare assistenza a soggetti fragili, mentre sei operatori sono indagati senza misure cautelari.

Le accuse, a vario titolo, sono di maltrattamenti e di esercizio abusivo della professione infermieristica. Secondo i pm, due degli indagati avrebbero posto in essere direttamente le condotte violente, mentre agli altri viene contestato di non essere intervenuti né di avere denunciato quanto avveniva. Contestata inoltre la somministrazione di farmaci da parte di personale non abilitato, in assenza di infermieri.

L’indagine, condotta dai carabinieri del Nas di Ragusa con il supporto della Compagnia di Modica, è nata da un’ispezione ordinaria che aveva evidenziato alcune irregolarità. Gli episodi contestati risalgono al periodo compreso tra dicembre 2025 e febbraio 2026. I provvedimenti cautelari sono stati eseguiti ieri su disposizione del gip di Ragusa.

Crescono gli alunni con autismo nelle scuole italiane: APRI chiede il rinnovo urgente del Protocollo tra Istruzione e Sa...
04/08/2026

Crescono gli alunni con autismo nelle scuole italiane: APRI chiede il rinnovo urgente del Protocollo tra Istruzione e Salute

Aumentano gli alunni con disabilità nelle scuole italiane e, in particolare, cresce il numero degli studenti nello spettro autistico. È quanto emerge dall’ultimo rapporto Istat sull’inclusione scolastica relativo all’anno scolastico 2024/2025, pubblicato il 27 maggio.

Secondo l’Associazione APRI (Associazione per la Ricerca sull’Autismo Cimadori), il dato conferma una tendenza ormai consolidata che richiede risposte sempre più attenzione da parte delle istituzioni. Nonostante i progressi registrati negli ultimi anni, permangono infatti diverse criticità legate alla continuità educativa, alla formazione degli operatori e al coordinamento tra sistema scolastico e sanitario.

La richiesta: rinnovare il Protocollo tra Ministero dell’Istruzione e Ministero della Salute

Alla luce dei dati emersi dal rapporto Istat, APRI sollecita il rinnovo del Protocollo d’Intesa tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e il Ministero della Salute, scaduto il 17 gennaio 2025.
L’associazione ritiene che il rafforzamento della collaborazione tra scuola e sanità rappresenti uno strumento fondamentale per garantire interventi più efficaci e una reale inclusione degli studenti con autismo e con altre disabilità.

Le criticità evidenziate

Tra gli aspetti segnalati dall’associazione figurano la necessità di assicurare una maggiore continuità nei percorsi educativi, il potenziamento della formazione del personale scolastico e un coordinamento più strutturato tra le diverse figure professionali coinvolte nel percorso degli studenti.
Si tratta di elementi considerati essenziali per migliorare la qualità dell’inclusione scolastica e rispondere adeguatamente ai bisogni di una popolazione studentesca in costante crescita.

Le proposte di APRI

L’associazione ricorda di aver elaborato nel tempo una serie di proposte basate sulla normativa vigente, sugli atti parlamentari e sulle evidenze scientifiche disponibili. Molte di queste misure, secondo APRI, potrebbero essere attuate senza particolari oneri aggiuntivi per la finanza pubblica.
L’obiettivo è garantire diritti effettivi, qualità degli interventi e percorsi di inclusione sempre più adeguati alle esigenze degli alunni con autismo e delle loro famiglie.

I dati Istat confermano una sfida sempre più centrale

L’aumento degli studenti con disturbo dello spettro autistico rende sempre più centrale il tema dell’inclusione scolastica. I dati dell’Istat evidenziano la necessità di un sistema capace di accompagnare questa crescita attraverso strumenti organizzativi, professionali e istituzionali adeguati, rafforzando la collaborazione tra scuola, famiglie e servizi sanitari.

�https://informareunh.it/wp-content/uploads/APRI-scuola-dati-ISTAT-crescita-alunni-autismo-2026-06-09.pdf

In Italia il tema dell’inclusione scolastica continua a rappresentare uno dei terreni più sensibili del dibattito, un am...
04/08/2026

In Italia il tema dell’inclusione scolastica continua a rappresentare uno dei terreni più sensibili del dibattito, un ambito in cui si intrecciano politiche educative, progressi clinici e diagnostici, cambiamenti sociali. Negli ultimi anni la scuola è diventata uno dei principali osservatori della condizione infantile e adolescenziale, registra trasformazioni che riguardano la disponibilità di risorse, la capacità di riconoscere e descrivere con precisione le diverse forme di vulnerabilità. In questo scenario, i dati statistici raccontano l’evoluzione di una società che prova a rispondere ai bisogni cercando di garantire a ogni studente un percorso educativo adeguato e sostenibile.

Dall'analisi dei Report ISTAT sull’inclusione scolastica emerge un dato che merita attenzione: il numero degli studenti con disabilità certificata continua a crescere in modo rilevante. Nell’ultimo anno scolastico analizzato si registrano 377 mila casi, pari a 18 mila in più rispetto all’anno precedente, con un incremento del 5% e un valore che, nell’arco di dieci anni, risulta quasi raddoppiato. È un fenomeno che gli analisti dell’Istituto Nazionale di Statistica attribuiscono in larga misura a una maggiore accuratezza diagnostica, resa possibile dall’impiego di strumenti raffinati come la scala Vineland e la classificazione DSM-5 elaborata dagli psichiatri americani.

“Gli strumenti introdotti inizialmente per supportare l’INPS nella valutazione dell’assegno di accompagnamento per i bambini con autismo infantile – ha precisato Carlo Hanau, presidente APRI, Associazione Cimadori per la ricerca sull’autismo - hanno permesso di superare limiti evidenti delle precedenti modalità di valutazione. Il riferimento alle autonomie nelle attività quotidiane dei pari età, infatti, non era sufficiente a rappresentare la gravità della condizione: anche i coetanei normodotati necessitano di supporto per mangiare, fare il bagno, camminare o utilizzare i mezzi pubblici. La nuova prospettiva diagnostica consente invece di cogliere con maggiore precisione le difficoltà specifiche, evitando sottostime che in passato potevano incidere sulla qualità dell’assistenza e dei percorsi educativi”.

Accanto all'accuratezza diagnostica, molti operatori segnalano l’impressione di assistere a un aumento reale della disabilità, in particolare di quella complessa (più disabilità nella stessa persona) una percezione che si intreccia con l’evoluzione dei bisogni clinici e sociali delle nuove generazioni. ISTAT, nei resoconti, analizza nel dettaglio le diverse problematiche sottoposte a valutazione: cecità, ipovisione, sordità profonda, ipoacusia, disabilità motoria, disturbo specifico dell’apprendimento, disturbo del linguaggio, disturbo dello sviluppo psicologico, disabilità intellettiva, disturbo dell’attenzione e del comportamento, disturbo affettivo relazionale, malattie metaboliche e altre forme di disabilità.

Gli specialisti, rileggendo i dati, sottolineano alcuni elementi significativi. Colpisce la forte riduzione della disabilità intellettiva (che passa da 40,3 a 35,5) evidenziando un trend che si discosta da quello delle altre categorie. Parallelamente, il disturbo dello sviluppo psicologico – che nelle tabelle sintetizza la definizione estesa Disturbo evolutivo globale dello sviluppo psicologico, categoria F84 – mostra un incremento da 34,8 a 35,9, pari a 135 mila casi, collocandosi così al valore più elevato. All’interno di questa categoria rientrano condizioni molto diverse tra loro: F84.0 Autismo infantile, F84.1 Autismo atipico, F84.2 Sindrome di Rett, F84.3 Sindrome disintegrativa dell’infanzia, F84.4 Sindrome iperattiva associata a ritardo mentale e movimenti stereotipati, F84.5 Sindrome di Asperger. Proprio quest’ultima, secondo il professor Hanau, mostra «una crescita particolarmente rapida», segno di una maggiore capacità di intercettare profili clinici che in passato potevano sfuggire alla diagnosi.

Il disturbo dell’attenzione e del comportamento (ADHD) registra un aumento da 17,5 a 19,0, confermando una tendenza già osservata negli ultimi anni. Il disturbo affettivo relazionale, invece, diminuisce da 10,3 a 9,1, mentre le malattie metaboliche – oggi rinominate Patologie (metaboliche o altre) che richiedono controlli e/o cure periodiche – scendono da 4,0 a 3,3. Un dato inatteso riguarda la categoria Altro tipo di disabilità, che passa da 0,6 a 2,9: un incremento sorprendente, poiché questa voce rappresenta spesso difficoltà classificatorie e nelle rilevazioni precedenti risultava in diminuzione.

Restano pressoché stabili le condizioni sensoriali e motorie: la cecità è ferma a 0,7; l’ipovisione passa da 2,6 a 2,5; la sordità profonda o grave da 0,9 a 1,3; l’ipoacusia da 2,5 a 2,4; la disabilità motoria da 2,5 a 2,4. Anche le categorie legate ai disturbi dell’apprendimento e del linguaggio mostrano variazioni minime: il disturbo specifico dell’apprendimento passa da 18,2 a 18, mentre il disturbo del linguaggio sale da 15,7 a 16,7. È importante ricordare, come sottolinea il Report, che la gran parte dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) non viene certificata come disabilità dal medico e dunque non rientra in questo quadro statistico.

Nell’ultimo periodo analizzato nel dettaglio (anno scolastico 2024-2025), all’aumento del 5% degli alunni con disabilità ha corrisposto un incremento del 7% degli Educatori AEC ASACOM. Gli insegnanti di sostegno sono cresciuti del 6% e la percentuale di quelli specializzati è salita dal 63% al 78%. Permangono tuttavia le difficoltà legate al ritardo nelle nomine degli insegnanti (22%), imposto da un sistema di graduatorie complesso, nonché dalla discontinuità nella relazione educativa con l’alunno, legata anche al massiccio esodo verso le cattedre curricolari, non appena si apre uno spiraglio per accedere all’insegnamento della materia nella quale il docente si è realmente formato. Alle criticità nella continuità educativa si sommano la qualità della formazione degli operatori e le incertezze nel coordinamento tra scuola e sanità. Per questo APRI richiama la necessità di rinnovare il Protocollo d’Intesa tra Ministero dell’Istruzione e del Merito e Ministero della Salute, scaduto il 17 gennaio 2025. Non si tratta di nuove richieste, ma dell’attuazione di misure necessarie a garantire diritti effettivi, qualità degli interventi e inclusione reale per gli alunni con autismo e con disabilità.

Nel complesso, ISTAT restituisce un’immagine articolata della condizione scolastica degli alunni con disabilità in Italia: da un lato l’aumento delle risorse e degli strumenti dedicati all’inclusione, dall’altro una crescita delle diagnosi che riflette sia una maggiore precisione clinica sia l’evoluzione dei bisogni reali. È un quadro delineato che invita a considerare la scuola come un osservatorio privilegiato della salute e dello sviluppo dei bambini e degli adolescenti, e che richiama l’importanza di politiche educative capaci di sostenere percorsi personalizzati, continui e realmente inclusivi.

: Autismo e scuola: i dati ISTAT confermano una crescita strutturale dei bisogni. Urgente il rinnovo del Protocollo MIM–Salute
�https://informareunh.it/wp-content/uploads/APRI-scuola-dati-ISTAT-crescita-alunni-autismo-2026-06-09.pdf

📘 Nuova scheda AIPD sul Progetto di VitaL'Avv. Salvatore Nocera ha predisposto una nuova scheda di approfondimento dedic...
30/07/2026

📘 Nuova scheda AIPD sul Progetto di Vita

L'Avv. Salvatore Nocera ha predisposto una nuova scheda di approfondimento dedicata al Progetto di Vita Individuale, Personalizzato e Partecipato, introdotto dal D.Lgs. 62/2024. La scheda illustra in modo chiaro i nuovi diritti delle persone con disabilità, il percorso di valutazione e il ruolo di famiglia, scuola, servizi sociali e sanitari nella costruzione di un progetto realmente centrato sulla persona.

Una lettura utile per famiglie, operatori e associazioni che vogliono comprendere le opportunità offerte dalla riforma.

🔗 Leggi la scheda: Il nuovo Progetto per la Vita Indipendente
👉 https://www.aipd.it/site/scheda-scuola/710-il-nuovo-progetto-per-la-vita-indipendente/

da [autismo-scuola]: intervista a Luca UrbinatiAl link⤵https://www.vocedellascuola.it/vulnerabilita-sociale-sicurezza-pe...
30/07/2026

da [autismo-scuola]: intervista a Luca Urbinati

Al link⤵

https://www.vocedellascuola.it/vulnerabilita-sociale-sicurezza-personale-e-autodeterminazione-negli-studenti-autistici-il-ruolo-della-scuola

c’è una lunga intervista a Luca Urbinati, psicologo che da anni si dedica all’educazione di persone autistiche di ogni età.
In questa intervista si focalizza sul ruolo, importantissimo e insostituibile, della scuola della quale dice, tra le altre cose,

“Se da un lato la scuola è chiamata a garantire ambienti inclusivi e sicuri, dall'altro ha la responsabilità di promuovere competenze che consentano agli studenti di partecipare in modo sempre più autonomo alla vita sociale. ….
La scuola, in questo senso, è un luogo privilegiato per costruire esperienze relazionali positive e sviluppare competenze utili lungo tutto il percorso di vita…..
La scuola può ridurre i rischi offrendo occasioni strutturate e reali per apprendere competenze sociali, favorendo relazioni positive con i pari e creando ambienti nei quali sia possibile esercitare gradualmente abilità come la richiesta di aiuto, il riconoscimento del disagio e la gestione di situazioni sociali complesse”

L’articolo è lungo e complesso e va letto e meditato. Buona lettura

Daniela Mariani Cerati

Indirizzo

Via Paradiso, 7
Bologna
40122

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando APRI pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'organizzazione

Invia un messaggio a APRI:

Scelte rapide

Condividi