APRI

APRI Associazione
per la ricerca sull’autismo Cimadori - APRI ODV ETS APRI è iscritta col n.1511 nell'elenco U.N.A.R. Paola Giovanardi, Prof. Elena Maestrini, Prof.

APRI è una Organizzazione di volontariato (Odv), iscritta col n.509 nel Registro del Volontariato dell'Emilia Romagna, facente parte degli enti del Terzo settore (ETS). degli enti legittimati ad agire in giudizio a tutela delle vittime di discriminazioni. APRI aderisce alla FISH ONLUS NAZIONALE come socio onorario e alla FISH Emilia Romagna come socio ordinario https://www.fishonlus.it/ . APRI è

socio fondatore della FIA, Fondazione Italiana per l’Autismo https://www.fondazione-autismo.it/fondazione/ . APRI ha partecipato fin dal suo nascere alla Consulta nazionale delle malattie rare presso l’ISS http://www.cndmr-insieme.it/organigramma.php ed agli incontri con TELETHON. APRI aderisce alle iniziative di Autism Europe e da 35 anni il suo presidente fa parte del consiglio direttivo della federazione internazionale che riunisce 90 associazioni nazionali di differenti nazioni, soprattutto europee, e che le rappresenta presso il Consiglio d’Europa https://www.autismeurope.org/ . APRI ha per scopo principale la raccolta di fondi per finanziare ricerche sulle cause e le possibili terapie della sindrome autistica, che spesso si ritrova insieme alla sindrome dell’ipercinesia e disattenzione continua (ADHD), all’epilessia, all’X fragile, alla sindrome di Rett, di Down e a diverse altre patologie rare per le quali si conosce bene la causa genetica. Per la maggioranza dei casi di autismo la causa è ancora incerta, anche se la genetica sta facendo grandi passi per scoprire le combinazioni di geni che possono provocare le sindromi autistiche, la cui comparsa può essere favorita dalla presenza di cause organiche ambientali (epigenetica). L'epidemiologia esclude la causa psicogena ed orienta verso un’eziologia multifattoriale, con componenti genetiche, sia familiari che de novo. La caratteristica più rilevante è che provoca gravi disabilità mentali fin dall’infanzia che salvo qualche eccezione durano tutta la vita. Al momento attuale l’intervento psicopedagogico speciale indicato nella Linea guida n.21 del Ministero della Salute rappresenta la base di un efficace programma riabilitativo e di inserimento sociale: le strategie di provata efficacia sono quelle precoci intensive basate sull’analisi applicata del comportamento. Nell’insieme dei disabili mentali medio-gravi e gravi certificati si può stimare che in Italia il numero delle persone affette da sindrome autistica siano circa un terzo. Secondo l’ISTAT nella scuola primaria e secondaria inferiore gli allievi certificati con questa sindrome e con un sostegno scolastico sono circa l’uno per cento del totale e il loro numero è andato crescendo sempre più. Molti altri sono coloro che sono affetti dalla sindrome di Asperger, che viene ritenuta oggi come border line dell'autismo, che spesso non viene neppure riconosciuta in quanto questi bambini parlano e vanno bene a scuola. Allo stato attuale la ricerca scientifica è essenziale per la prevenzione e per trovare terapie innovative dell'autismo, in quanto le conoscenze in proposito sono molto limitate. Purtroppo i fondi messi a disposizione dagli enti pubblici e privati sono talmente scarsi da rendere appropriato il termine di “patologie orfane” per quelle che provocano queste sindromi. In particolare colpisce come a fronte di una spesa corrente pubblica enorme, stimabile in € 2,5 miliardi l’anno soltanto per i centomila soggetti certificati autistici, sia così scarso l’impegno nella ricerca da parte di quei ministeri che dai frutti della ricerca potrebbero risparmiare moltissime risorse. APRI tende a promuovere attività di ricerca, sopra tutto biologica, sollecitando l’impegno e la solidarietà dei cittadini: i grandi progressi che sono stati compiuti nel campo della rappresentazione per immagini dei disturbi cerebrali, della neurologia, della biologia molecolare e della genetica devono essere applicati anche a queste disabilità, che raggiungono il massimo della gravità. Nel corso dell’ultimo decennio APRI ha finanziato ed ha ottenuto un cofinanziamento dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna per diverse ricerche condotte da: Prof. Marina Marini, Prof. Antonia Parmeggiani, Prof.Antonio Persico, Dr.Paola Visconti. Queste ricerche hanno interessato diverse Università e centri di ricerca italiani. APRI, insieme a ANGSA, ha promosso la corretta informazione sull’autismo con la pubblicazione di vari opuscoli di divulgazione scientifica come “L’amico speciale” e “Obiettivo autismo”, e con la promozione e partecipazione a vari convegni, ultimo dei quali il CICAP di Padova nel 2019. Dagli anni ’80 APRI ha dovuto combattere insieme ad ANGSA contro i ciarlatani che spacciavano rimedi farmacologici privi di validazione scientifica, in particolare quelli pubblicizzati sotto la sigla DAN! (sconfiggi l’autismo oggi!), contro quelli che hanno importato in Italia la Comunicazione Facilitata (CF), contro gli psicanalisti lacaniani e psicodinamici imperanti da noi che sostenevano l’autismo fosse causato dalla madre frigorifero. APRI fornisce costantemente una bibliografia aggiornata ai medici, agli insegnanti e sopra tutto ai familiari tramite il sito www.autismo33.it e i suoi due forum ai quali ci si può iscrivere liberamente (autismo scuola e autismo biologia). APRI fa parte di Comitati consultivi misti dell’azienda sanitaria locale di Bologna e dell’Azienda Ospedaliera S.Orsola Malpighi e del Comitato Utenti Familiari e Operatori del DSM di Bologna. APRI ha intrapreso ricorsi giudiziari per difendere i diritti delle persone con disabilità cognitiva e comportamentale contro amministrazioni del SSN. Il Prof. Claudio Franceschi è il Presidente Onorario di APRI. Nel 2023 il consiglio direttivo APRI è composto da: Carlo Hanau, Presidente; Paolo Ferraresi, Tesoriere; Vilma Cavallazzi; Franca Pietri e Daniela Mariani Cerati (succeduta nella carica a Liana Baroni).

Vogliamo ringraziare le 29 persone che lo scorso anno hanno scelto di destinare il 5x1000 ad APRI, per un totale di 1.15...
29/05/2026

Vogliamo ringraziare le 29 persone che lo scorso anno hanno scelto di destinare il 5x1000 ad APRI, per un totale di 1.153 euro.

Si tratta di un contributo piccolo nei numeri, ma grande nel significato: un sostegno prezioso che ci permette di continuare il nostro lavoro, portato avanti esclusivamente su base volontaria.

Grazie a questo supporto, finanziamo ricerche scientifiche sulle cause e sulle possibili terapie della sindrome autistica, insieme alle nostre iniziative per la tutela dei diritti delle persone con autismo.

Anche quest’anno puoi fare la differenza:
✍firma per il 5x1000 ad APRI e inserisci il nostro
📌codice fiscale: 92027220372

Sostieni il nostro impegno per la ricerca e per i diritti!

Un grazie di cuore 💙 a chi l'ha già fatto e a chi sceglierà di farlo.

L’inclusione scolastica degli alunni con disabilità - Anno scolastico 2024-2025 Nell’anno scolastico (a.s.) 2024/2025 pr...
28/05/2026

L’inclusione scolastica degli alunni con disabilità - Anno scolastico 2024-2025

Nell’anno scolastico (a.s.) 2024/2025 prosegue l’aumento, osservato negli ultimi 10 anni, del numero di alunni con disabilità nelle scuole di ogni ordine e grado: il 4,8% degli iscritti (quota quasi raddoppiata in 10 anni), per un totale di 377mila studenti (+5% rispetto al precedente a.s.).

Parallelamente aumentano anche i docenti per il sostegno (+6%) e gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione (+7%).

Migliora la formazione degli insegnanti per il sostegno: in cinque anni la quota di docenti specializzati è passata dal 63% al 78%; restano 57mila docenti senza una formazione.

All’avvio dell’a.s. il 22% dei docenti per il sostegno non era stato ancora nominato e, a distanza di un mese, il 10% dei posti risultava ancora vacante.

Il 59,7% degli alunni con disabilità ha cambiato insegnante per il sostegno: il 50,4% nel passaggio dall’a.s. precedente, l’1,7% durante l’a.s. e il 7,4% in entrambi i casi.

Aumentano gli alunni con disabilità: +18mila rispetto all’a.s. precedente
Nell’anno scolastico 2024/2025 gli alunni con disabilità che frequentano le scuole di ogni ordine e grado sono quasi 377mila, circa 18mila in più rispetto all’anno precedente (+5%). Si conferma pertanto una crescita costante degli studenti con disabilità che, negli ultimi 10 anni, ha determinato, per tutti gli ordini scolastici, quasi un raddoppio della quota sul totale degli iscritti, passata dal 2,6% al 4,8%. L’incremento può essere spiegato da diversi fattori: una maggiore attenzione nel diagnosticare e certificare la condizione di disabilità tra i giovani, un aumento della domanda di assistenza da parte delle famiglie e una crescente sensibilità del sistema di istruzione ordinaria verso il tema dell’inclusione scolastica.

La distribuzione per ordine scolastico evidenzia una decisa concentrazione di alunni con disabilità nella scuola primaria e secondaria di primo grado, dove la quota raggiunge il 6% degli iscritti. Valori più contenuti si osservano nella scuola dell’infanzia (3,4%) e nella secondaria di secondo grado (3,7%).

Si confermano le marcate differenze di genere – 236 alunni ogni 100 alunne – in coerenza con le statistiche epidemiologiche che da tempo segnalano una maggiore diffusione tra i maschi dei disturbi del neurosviluppo, con particolare riferimento a quelli dello spettro autistico, dell’attenzione e del comportamento.

La disabilità intellettiva e i disturbi dello sviluppo psicologico sono le condizioni più diffuse (ciascuna coinvolge il 36% degli alunni con disabilità); seguono i disturbi dell’apprendimento e dell’attenzione (quasi un quinto degli studenti), meno frequenti sono la disabilità motoria (9%) e quella visiva o uditiva (circa 7%), con differenze poco rilevanti tra gli ordini scolastici.

Più di uno studente con disabilità su quattro presenta limitazioni nell’autonomia; nel dettaglio, la difficoltà più frequente riguarda la comunicazione, che interessa il 20% degli alunni, e l’uso dei servizi igienici, segnalato nel 17% dei casi, mentre le limitazioni negli spostamenti e nell’alimentazione sono segnalate rispettivamente nel 12% e nel 7% dei casi.

I bisogni degli studenti possono diventare più complessi in presenza di pluri-disabilità, condizione che riguarda il 37% degli alunni; in questo gruppo, la disabilità intellettiva coinvolge oltre la metà (52%) dei casi.

La quasi totalità degli alunni con disabilità (il 98%) è in possesso di una certificazione di disabilità o di invalidità che consente l’attivazione del sostegno scolastico. Una quota residuale di alunni (1,5%) usufruisce del sostegno didattico pur in assenza di una certificazione (si tratta prevalentemente di alunni in attesa di certificazione o con problematiche borderline a cui la scuola decide di dedicare una parte delle risorse disponibili) e per il restante 0,5% non si hanno informazioni.

Cresce il numero degli insegnanti per il sostegno
Gli insegnanti per il sostegno impiegati nelle scuole italiane sono oltre 261mila, di cui quasi 250mila nella scuola statale (fonte MIM) e più di 11mila nella scuola non statale. Rispetto all’anno precedente si registra un incremento complessivo pari al 6%.

A livello nazionale, il rapporto alunno-insegnante, che è pari a 1,4 nella scuola statale (fonte MIM) e a 1,8 nella scuola non statale, è migliore di quello previsto dalla Legge 244/2007 che raccomanda un rapporto di 2 alunni per ogni docente.

Ciascun alunno con disabilità fruisce mediamente di 15,8 ore settimanali di sostegno (erano 15,3 nell’anno scolastico 2021/2022): il valore è più elevato nella scuola dell’infanzia e nella primaria (rispettivamente 21,1 e 17,2 ore), mentre diminuisce nella scuola secondaria di primo e di secondo grado (13,6 ore). A livello territoriale si osserva un numero medio di ore più alto nelle scuole del Mezzogiorno (17,4) rispetto a quelle del Nord (14,3), nonostante proprio in tale ripartizione si registri la quota più elevata di famiglie che ritengono non adeguata l’assegnazione delle ore: i ricorsi al TAR coinvolgono il 5,3% delle famiglie, a fronte di una media nazionale pari al 3,8% e di una quota che nel Nord scende al 2,9%.

Aumenta la quota di insegnanti specializzati
Continua ad aumentare la presenza di docenti per il sostegno dotati di una formazione specifica: rispetto all’anno scolastico 2023/2024, la quota di insegnanti specializzati è salita dal 73% al 78%, consolidando una tendenza positiva già avviata a partire dall’anno scolastico 2019/2020, quando tale percentuale si attestava al 63%.

Resta una quota non trascurabile di personale privo di specializzazione: il 22%, circa 57mila docenti. Si tratta di insegnanti curricolari assegnati al sostegno per far fronte alla carenza di figure specializzate. Il fenomeno, seppure in progressiva riduzione, risulta ancora molto frequente nelle regioni del Nord, dove la quota si attesta al 32%, a fronte dell’11% nelle scuole del Mezzogiorno. Il ricorso a figure non specializzate è più diffuso nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole primarie (rispettivamente 27% e 28%) mentre si riduce sensibilmente nelle scuole secondarie di secondo grado (10%).

Nel Nord più di un docente su quattro convocato in ritardo
All’inizio dell’anno scolastico 2024/2025, oltre il 22% dei docenti per il sostegno non risultava ancora assegnato; a distanza di un mese dall’inizio delle lezioni la quota dei posti vacanti si attestava ancora al 10%. I ritardi caratterizzano soprattutto la scuola dell’infanzia e la primaria (dove la quota dei docenti non ancora assegnati all’inizio dell’anno sale rispettivamente a 27% e 25%) e sono più frequenti nelle scuole del Nord (26%) (Figura 1).

Ancora forte la discontinuità nel rapporto alunno insegnante
La discontinuità didattica si conferma una delle criticità più persistenti nel tempo. La decisa maggioranza (il 58%) degli studenti con disabilità ha cambiato insegnante per il sostegno rispetto all’anno scolastico precedente. Tale quota sale al 61% nelle scuole secondarie di primo grado e raggiunge il 70% nelle scuole dell’infanzia, senza significative differenze sul territorio e rispetto al passato.

Inoltre, una quota non trascurabile di alunni (9,4%) ha cambiato insegnante per il sostegno nel corso dello stesso anno scolastico, nel 7,6% di casi si tratta degli stessi studenti che avevano già subito il cambio rispetto all’anno scolastico precedente. Anche in questo caso si osserva un andamento stabile nel tempo.

Aumentano gli operatori specializzati
Sono poco più di 85mila gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione che affiancano gli insegnanti per il sostegno (+7% rispetto all’anno scolastico precedente): di questi, il 4,1% conosce la lingua italiana dei segni (LIS). Si tratta di operatori specializzati la cui presenza è finalizzata a migliorare la qualità dell’azione formativa, facilitando la comunicazione e l’interazione dello studente con disabilità e stimolando lo sviluppo delle sue abilità nelle diverse dimensioni dell’autonomia.

Essendo una figura retribuita dagli enti locali, la distribuzione sul territorio risente dell’ammontare delle risorse della spesa sociale dei Comuni allocata per finanziare questo tipo di servizio. Se a livello nazionale si registrano quattro alunni per assistente, nel Nord il rapporto sale a 4,5 e tra le regioni del Centro scende a 3,4 mentre, il Mezzogiorno è in linea con il valore nazionale registrando 4 alunni per assistente.

Le ore settimanali in cui gli alunni con disabilità godono della presenza di un assistente all’autonomia e alla comunicazione sono mediamente 9,2 e salgono a 11 in caso di gravi limitazioni dell’autonomia.

A supportare gli alunni con disabilità negli spostamenti e nella cura dell’igiene personale si sommano inoltre quasi 24mila assistenti igienico-personali.

18mila alunni non usufruiscono del supporto necessario per la loro autonomia
La domanda di assistenza non è totalmente soddisfatta: il 4,3% degli alunni con disabilità, pur avendone bisogno, non usufruisce del supporto da parte di un assistente all’autonomia e alla comunicazione. La quota di questi alunni sul totale è più elevata nelle regioni del Mezzogiorno, 4,9% – dove tale carenza spesso viene colmata con un aumento delle ore di sostegno – (nonostante le due figure professionali siano complementari e non sostitutive). Tra gli ordini scolastici il bisogno aumenta nella scuola dell’infanzia e diminuisce progressivamente negli ordini successivi (Figura 2).

Una quota residuale, ma non trascurabile, di alunni con disabilità l’1,2%, avrebbe invece bisogno di un assistente igienico personale.

Sommando entrambi i bisogni (in alcuni casi riferiti allo stesso alunno), gli studenti con disabilità che, pur avendone bisogno, non ricevono l’assistenza di una o di entrambe le figure professionali superano nel complesso i 18mila.

Ancora insufficienti le postazioni informatiche adattate
Disporre di strumenti tecnologici adeguati alle esigenze degli alunni contribuisce a ridurre le barriere alla partecipazione e a promuovere metodologie didattiche inclusive. Il 76% delle scuole primarie e secondarie dispone di postazioni informatiche adattate alle esigenze degli alunni con disabilità. Il dato non mostra apprezzabili differenze tra territori e ordini scolastici: la dotazione più elevata si registra nella scuola secondaria di primo grado (79%), mentre quella più bassa nella scuola primaria del Mezzogiorno (72%).

Sebbene questa strumentazione sia ampiamente diffusa, la dotazione complessiva non risulta sempre adeguata ai bisogni: il 48% delle scuole, pur avendo postazioni informatiche, segnala la necessità di disporre di dotazioni aggiuntive; a esse si aggiunge un ulteriore 17% rappresentato dalle scuole che segnalano la necessità perché totalmente prive di postazioni informatiche. In sintesi, il 65% delle scuole necessita di dotazioni aggiuntive, quota che sale al 75% nelle scuole del Mezzogiorno.

link al comunicato Istat - Istituto Nazionale di Statistica👉https://www.istat.it/comunicato-stampa/linclusione-scolastica-degli-alunni-con-disabilita-anno-scolastico-2024-2025/

“Nulla su di noi senza di noi” è diventato uno slogan centrale nell’advocacy sulla disabilità. Ma cosa significa davvero...
27/05/2026

“Nulla su di noi senza di noi” è diventato uno slogan centrale nell’advocacy sulla disabilità. Ma cosa significa davvero quando lo applichiamo all’autismo?

L’articolo “Nulla su di noi senza di noi – ma chi è questo ‘noi’?” propone una riflessione scomoda ma necessaria.

Lo spettro autistico è profondamente eterogeneo, eppure nel dibattito pubblico prevalgono spesso le voci più autonome, più visibili, più “articolate”.

Restano invece marginali le persone con bisogni di supporto elevati — e le loro famiglie.

Ne emerge un paradosso: un movimento nato per includere rischia, in alcuni contesti, di escludere proprio i più vulnerabili.

L’articolo affronta temi centrali:
👉 chi rappresenta davvero l’intero spettro?
👉 quale spazio per chi non può autorappresentarsi?
👉 come bilanciare identità e disabilità senza semplificazioni?

Una lettura che invita a superare slogan semplici per affrontare una realtà molto più complessa.

Leggi l'articolo 👉https://www.spazioasperger.it/nulla-su-di-noi-senza-di-noi-ma-chi-e-questo-noi/

Sostegno e Piano Educativo Individualizzato: risolto un annoso problema di conflitto giurisdizionaleTramite una recente ...
26/05/2026

Sostegno e Piano Educativo Individualizzato: risolto un annoso problema di conflitto giurisdizionale

Tramite una recente Sentenza, la Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha risolto un annoso problema di conflitto giurisdizionale tra TAR (Tribunali Amministrativi Regionali) e Tribunali Civili, riguardo ai ricorsi relativi all’attribuzione del numero di ore di sostegno. Si tratta di un pronunciamento importante perché potrà evitare a molte famiglie di promuovere dei ricorsi che vengano poi dichiarati irricevibili per difetto di giurisdizione, con aggravio di spese per le famiglie stesse

Questa Sentenza è importante perché ha eliminato un dubbio interpretativo, evitando così che molte famiglie promuovessero dei ricorsi dichiarati irricevibili per difetto di giurisdizione, con aggravio di spese per le stesse. In più c’è da tener presente che le Sentenze per discriminazione pronunciate dai Tribunali Civili danno il diritto, per espressa disposizione della Legge 67/06, non solo al risarcimento dei danni economici subiti e dimostrabili, ma anche a quello dei danni “non patrimoniali” consistenti nel semplice fatto della discriminazione.

È pertanto opportuno che questa decisione della Cassazione venga diffusa, specie tra le famiglie degli alunni e delle alunne con disabilità.

articolo completo al link 👉https://superando.it/2026/05/26/sostegno-e-piano-educativo-individualizzato-risolto-un-annoso-problema-di-conflitto-giurisdizionale/

si consiglia anche la lettura dell’articolo "Sostegno: le proposte del GLO valgono anche prima del PEI definitivo e decide il giudice ordinario. Intervengono le Sezioni Unite", pubblicato da «Orizzontescuola.it», scritto dai difensori dei ricorrenti
👉https://www.orizzontescuola.it/sostegno-le-proposte-del-glo-valgono-anche-prima-del-pei-definitivo-e-decide-il-giudice-ordinario-intervengono-le-sezioni-unite/

da [autismo-biologia]: Meccanismi biologici opposti alla base di una stessa diagnosiIl 15 maggio scorso è stato pubblica...
26/05/2026

da [autismo-biologia]: Meccanismi biologici opposti alla base di una stessa diagnosi

Il 15 maggio scorso è stato pubblicato il seguente articolo

Pagani, M., Zerbi, V., Gini, S. et al. Autism subtypes identified using cross-species functional connectivity analyses. Nat Neurosci (2026).
https://doi.org/10.1038/s41593-026-02287-z

Il lavoro è frutto di una collaborazione tra Italia, USA, Svizzera e Regno Unito.
Oltre alla collaborazione tra stati, è degna di nota la collaborazione tra chi si occupa di modelli animali e chi studia gli esseri umani.

Su 20 modelli animali e oltre 1.900 soggetti umani sono emersi due sottotipi biologicamente distinti: un cervello iperconnesso, associato ad alterazioni immunitarie, e un cervello ipoconnesso, legato a disfunzioni sinaptiche.
Persone con la stessa diagnosi, cervelli che funzionano in direzioni opposte.

Giulia Basso ha intervistato uno degli autori, Alessandro Gozzi.

https://www.innlifes.com/biotech/autismo-iit-rovereto-alessandro-gozzi/

Copio dal suo articolo quanto segue:

Questa variabilità non è un sottoprodotto di una tecnica sbagliata», dice Gozzi. «Ci sono persone che hanno un tipo di mappatura e persone che ne hanno una totalmente diversa». Tradurlo in applicazione clinica richiederà tempo, ma la direzione è tracciata. «Non sarà una sola scansione a definire il tipo di autismo, ma una griglia di misure incrociate – imaging, elettroencefalografia, analisi genetica -, come le analisi del sangue, che non leggono un parametro solo ma cinquanta. È la
strada della medicina di precisione, la stessa che ha trasformato il cancro da diagnosi unica a costellazione di sottotipi».
L’obiettivo, insomma, è identificare sottotipi biologicamente distinti dell’autismo, riuscire a “tipizzarlo” in maniera biologica o molecolare, così come si fa per esempio con il diabete, in modo da rendere possibile, in futuro, approcci di medicina di precisione per ciascun tipo di alterazione biologica. E per farlo è necessario trovare delle sottocategorie di persone che siano omogenee dal punto di vista dei meccanismi biologici alla base della loro diagnosi di autismo.
Perché anche l’autismo può essere suddiviso in sottotipi associati a una biologia diversa, e identificarle, spiega Gozzi, avrà ricadute su diagnosi e terapie.

Daniela Mariani Cerati

“Un tozzo di pane per farlo stare zitto”. Così il bimbo autistico veniva controllato dalle maestreSecondo le indagini, i...
25/05/2026

“Un tozzo di pane per farlo stare zitto”. Così il bimbo autistico veniva controllato dalle maestre

Secondo le indagini, il bambino veniva spinto, schiaffeggiato e rimproverato senza motivo. Le telecamere nascoste hanno documentato mesi di maltrattamenti nella scuola dell’infanzia comunale di Centocelle. Due maestre rischiano il processo

Spinte, urla, sculacciate e rimproveri. E un pezzo di pane usato come strumento di controllo:
«Glielo davano per farlo stare zitto, poi però non lo facevano mangiare». La vittima è un bambino di cinque anni affetto da un disturbo dello spettro autistico. Un bambino che avrebbe meritato attenzioni, cura e rispetto, ma che invece ha trovato tra le mura della sua scuola comunale dell'infanzia a Centocelle un luogo di paura e sopraffazione. Per questo, ora due maestre rischiano di finire a processo. L'accusa è di abuso dei mezzi di correzione per aver causato «una regressione e la perdita delle competenze acquisite dal bambino». Un bambino che andava a scuola per imparare e che invece aveva smesso di parlare. Ma non solo: «Quando rifiutava di mangiare il pranzo al primo tentativo, loro non riprovavano. Poi mi dicevano che aveva mangiato», racconta la madre, che dopo i primi sospetti decide di rivolgersi ai carabinieri della compagnia Casilina.

Le immagini provenienti dalle videocamere di sorveglianza hanno documentato numerosi episodi fra il settembre 2024 e il febbraio 2025. In un caso, una delle docenti avrebbe colpito il bambino con una manata sulla spalla mentre gattonava. Poi lo avrebbe redarguito: «Vattene al tuo posto, giù. Oggi non c'è… e posso fare quello che mi pare». Un giorno, invece, una delle maestre lo ha schiaffeggiato per farlo stare zitto, facendolo cadere dalla sedia.

Il bambino disponeva di un tablet — previsto come supporto per i suoi bisogni specifici — che le insegnanti non utilizzavano mai a fini didattici. Glielo mettevano in mano solo per farlo stare zitto. «In alternativa, gli consegnavano il cellulare o gli davano il pane».

A un anno di distanza dai fatti, le maestre sono state raggiunte dall'avviso di chiusura indagini. Una di loro, 68 anni, nel frattempo è andata in pensione. L'insegnante di sostegno, 58 anni, è stata distaccata. Resterà lontana dalla scuola fino a quando non sarà chiarita la vicenda.

Roma, urla e strattoni a bambino disabile: due insegnanti a rischio processoNotificato dai carabinieri l’avviso di concl...
25/05/2026

Roma, urla e strattoni a bambino disabile: due insegnanti a rischio processo

Notificato dai carabinieri l’avviso di conclusione delle indagini

Rischio processo per due insegnanti di una scuola primaria della Capitale. I carabinieri della stazione di Roma Centocelle hanno notificato nei giorni scorsi l'avviso di conclusione delle indagini preliminari da parte della procura di Roma nei confronti delle due insegnanti, una delle quali di sostegno, accusate in concorso di abuso di mezzi di correzione e di disciplina ai danni un bambino affetto da un disturbo dello spettro autistico.

Le intercettazioni audio-video

Il provvedimento nasce dall'attività investigativa dei carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Roma Casilina e della stazione di Roma Centocelle avviata dopo la denuncia presentata dalla madre del bambino. Anche attraverso le attività di intercettazione ambientale audio-video all'interno della scuola sono emerse condotte non adeguate alla gestione del minore da parte delle indagate che, dal settembre 2024 al febbraio 2025, in più circostanze, avrebbero fatto ricorso a urla, rimproveri, strattoni, lievi percosse. Secondo l’accusa, inoltre, non avrebbero utilizzato gli strumenti a disposizione per comunicare con il bambino, disattendendo così il piano educativo predisposto nell’interesse del minore.

Relax room, contenimenti e chat tra operatori: sette ore di udienza al processo "Per Mano"Ascoltati in tribunale a Cuneo...
22/05/2026

Relax room, contenimenti e chat tra operatori: sette ore di udienza al processo "Per Mano"

Ascoltati in tribunale a Cuneo due infermieri, un’educatrice e un'oss. Al centro del dibattimento la gestione delle crisi degli ospiti, la “stanza blu” e la chat interna denominata “Il Puttano”

Relax room, somministrazione di cibo e terapie, contenimenti e gestione degli ospiti. Sono questi alcuni dei temi al centro dell’udienza celebratasi oggi, giovedì 21 maggio, al tribunale di Cuneo, nel processo che riguarda presunti maltrattamenti avvenuti tra il 2014 e il 2019 nella cooperativa sociale Per Mano, in via Savona a Cuneo, che ospitava persone affette da disturbi dello spettro autistico.

Il procedimento vede imputati dodici operatori della cooperativa, tra cui infermieri, operatori sociosanitari, un educatore, una psicologa, oltre alla direttrice e alla coordinatrice della struttura, accusate dalla procura di condotte omissive. Venticinque le parti civili tra ospiti e consorzi.

Nel corso dell’udienza sono stati ascoltati due infermieri, un’educatrice, un’operatrice socio sanitaria e un luogotenente della Guardia di Finanza. Le deposizioni si sono concentrate soprattutto sulle modalità di gestione delle crisi comportamentali degli ospiti, sull’utilizzo della cosiddetta “relax room”, sulla somministrazione delle terapie e sull’organizzazione interna della struttura.

Tra i testimoni ascoltati un infermiere che ha lavorato nella struttura tra il 2016 e il 2017. Rispondendo alle domande della Procura, il testimone ha riferito di non avere mai assistito direttamente a episodi di violenza fisica nei confronti degli ospiti, pur ricordando situazioni di contenimento durante momenti di agitazione o autolesionismo dei degenti.

Ha inoltre parlato della presenza di lividi e segni sui pazienti, circostanze che, ha spiegato, venivano annotate nelle schede traumi e talvolta discusse anche all’interno di una chat di gruppo tra operatori denominata “Il Puttano”.

Secondo quanto emerso in aula, la chat sarebbe stata utilizzata dagli operatori per scambiarsi informazioni di lavoro. Alcuni testimoni hanno riferito di aver visto nella conversazione immagini di pazienti con escoriazioni o lividi, senza però conoscerne la provenienza.

Nel corso dell’udienza si è parlato anche della “stanza blu”, una stanza videosorvegliata utilizzata durante le crisi comportamentali degli ospiti. Diversi testimoni hanno descritto il ricorso a tecniche di contenimento fisico nei casi ritenuti più complessi, precisando però di non avere mai assistito a violenze sugli ospiti.

Un’educatrice, impiegata nella struttura tra il 2018 e il 2019, ha riferito di non avere mai assistito a episodi di maltrattamento. La teste ha descritto le attività quotidiane organizzate per gli ospiti, tra laboratori cognitivi, passeggiate e attività sportive, spiegando che la relax room veniva utilizzata per brevi periodi nei momenti di agitazione.

Diversa, invece, la deposizione dell’operatrice socio sanitaria che ha lavorato nella cooperativa dal 2009 al 2014. La donna ha riferito di avere assistito ad alcuni episodi ritenuti anomali nella gestione degli ospiti, parlando anche di modalità di contenimento fisico utilizzate durante alcune crisi comportamentali. Il periodo lavorativo della teste, tuttavia, riguarda in parte anni precedenti rispetto a quelli contestati nell’imputazione.

Sentito, infine, anche un luogotenente della Guardia di Finanza che si occupò delle acquisizioni informatiche effettuate nel 2019, nel corso delle indagini.

La prossima udienza è stata fissata per il 18 giugno.

Autismo, cambia tutto: terapie Aba gratuite e stop alle lunghe attese per centinaia di famiglieNasce un albo aperto di s...
22/05/2026

Autismo, cambia tutto: terapie Aba gratuite e stop alle lunghe attese per centinaia di famiglie

Nasce un albo aperto di specialisti e strutture qualificate: l’Azienda sanitaria acquisterà direttamente le prestazioni per i bambini già in carico. “Nessuna famiglia deve sentirsi sola”

Ridurre le liste d’attesa, garantire interventi tempestivi e alleggerire il peso economico che grava su tante famiglie. È questo l’obiettivo del nuovo progetto annunciato dall’Asp di Messina per i bambini e i ragazzi con disturbo dello spettro autistico, nell’ambito dell’attuazione del Programma regionale per l’Autismo.

L’Azienda sanitaria provinciale istituirà infatti un albo aperto e senza scadenza rivolto a strutture specializzate ed esperti esterni qualificati nei trattamenti Aba e Aba-Based. Attraverso questo strumento l’Asp potrà acquistare direttamente le prestazioni terapeutiche destinate ai piccoli pazienti già seguiti dalle strutture specialistiche aziendali.

Una misura che punta soprattutto ad accorciare i tempi di accesso alle cure e a ridurre le attese per l’inserimento nei centri diurni, offrendo alle famiglie una risposta più rapida in una fase delicata dello sviluppo dei figli.

L’iniziativa introduce anche un elemento considerato centrale dall’Asp: la libertà di scelta. Saranno infatti i genitori a poter individuare, all’interno dell’albo, il professionista o la struttura ritenuti più adatti al percorso terapeutico definito dal Dipartimento di Salute Mentale.

Per garantire qualità, trasparenza e imparzialità nelle procedure, è stata istituita una commissione di valutazione composta da specialisti della salute mentale, della Neuropsichiatria infantile e del Servizio di Psicologia, con la presenza anche di un funzionario esperto esterno.

Il progetto nasce anche dalla consapevolezza delle difficoltà affrontate quotidianamente dalle famiglie, spesso costrette a confrontarsi con tempi incompatibili con le esigenze terapeutiche dei bambini oppure con percorsi privati dai costi elevati.

"Questa iniziativa è l’ennesima dimostrazione dell’attenzione concreta che la Direzione strategica riserva al tema dell’autismo", afferma Giuseppe Rao, direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asp di Messina. "Ci muoviamo in continuità con il lavoro già avviato un anno fa con l’apertura del quarto Centro diurno nella provincia. Vogliamo che nessuna famiglia si senta sola".

L’albo sarà aggiornato ogni tre mesi, così da consentire nuove adesioni e ampliare progressivamente l’offerta terapeutica disponibile sul territorio.

"È per me un grande piacere estendere all’Asp di Messina il modello virtuoso già avviato alla guida del Dsm di Enna", aggiunge il direttore generale dell’Asp Giuseppe Cuccì. "Ritengo prioritario profondere il massimo impegno per raggiungere gli obiettivi di questo progetto, mettendo sempre al centro la tutela della persona attraverso strategie sinergiche e condivise".

"Maltrattata dalla prof di sostegno". Chiesto il risarcimento al MinisteroLa famiglia dell’allieva dodicenne vuole 270mi...
22/05/2026

"Maltrattata dalla prof di sostegno". Chiesto il risarcimento al Ministero

La famiglia dell’allieva dodicenne vuole 270mila euro di danni dal dicastero dell’Istruzione

L'insegnante di sostegno è accusata di aver maltrattato una dodicenne con disabilità e i genitori chiedono al ministero dell’Istruzione 270mila euro di risarcimento danni. La vicenda è già nota perché qualche mese fa l’insegnante è stata rinviata a giudizio e a luglio scatterà il processo al Tribunale di Spoleto che la vede imputata per i reati di maltrattamenti nei confronti della studentessa affetta da autismo infantile, perché nei suoi confronti avrebbe tenuto reiterate condotte minacciose, denigratorie e violente. Secondo l’accusa l’indagata, difesa dall’avvocato Alberto Maria Onori, avrebbe allontanato la vittima dal resto dei compagni di classe, l’avrebbe tenuta in solitudine in una stanza a lei dedicata e si sarebbe di fatto disinteressata della giovanissima, che sarebbe stata anche schiaffeggiata. Ora però al procedimento penale si affianca quello civile e oltre al ministero è stata citata anche la stessa insegnante. I genitori della studentessa, assisiti dall’avvocato Antonio Francescani, hanno preferito non costituirsi parte civile nel procedimento penale, ma nella citazione a giudizio il legale, supportato da una serie di perizie dello psichiatra Silvio D’Alessandro, ritiene che in seguito alla vicenda avvenuta tra gennaio e febbraio 2025 la dodicenne abbia subito un "danno psichico evolutivo, relazionale e comportamentale da aggravamento", che avrebbe danneggiato il suo "percorso di crescita, della stabilità del funzionamento adattivo e della fiducia nelle relazioni educative". A pagare le conseguenze della vicenda sarebbero anche i genitori della piccola alle prese con "una sindrome ansiosa con tonalità depressive" e con una "grave sofferenza morale". La citazione in giudizio del ministero e della stessa insegnante dinnanzi al tribunale civile di Perugia arriva dopo una richiesta diretta di risarcimento danni rimasta inevasa. L’avvocato Francescani chiede anche l’interrogatorio formale dell’insegnante e l’ammissione di alcuni testimoni per chiarire una serie di circostanze. Tra questi ci sono altri insegnati, alcuni genitori dei compagni di scuola della giovane vittima, ma anche la sindaca del borgo umbro che ospita la scuola. A condurre l’indagine che ha poi portato al procedimento penale sono stati i carabinieri di Spoleto e a supportare la tesi dell’accusa ci sarebbero anche alcuni video.

Indirizzo

Via Paradiso, 7
Bologna
40122

Sito Web

http://www.autismo33.it/

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