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APRI Associazione
per la ricerca sull’autismo Cimadori - APRI ODV ETS APRI è iscritta col n.1511 nell'elenco U.N.A.R. Paola Giovanardi, Prof. Elena Maestrini, Prof.

APRI è una Organizzazione di volontariato (Odv), iscritta col n.509 nel Registro del Volontariato dell'Emilia Romagna, facente parte degli enti del Terzo settore (ETS). degli enti legittimati ad agire in giudizio a tutela delle vittime di discriminazioni. APRI aderisce alla FISH ONLUS NAZIONALE come socio onorario e alla FISH Emilia Romagna come socio ordinario https://www.fishonlus.it/ . APRI è socio fondatore della FIA, Fondazione Italiana per l’Autismo https://www.fondazione-autismo.it/fondazione/ . APRI ha partecipato fin dal suo nascere alla Consulta nazionale delle malattie rare presso l’ISS http://www.cndmr-insieme.it/organigramma.php ed agli incontri con TELETHON. APRI aderisce alle iniziative di Autism Europe e da 35 anni il suo presidente fa parte del consiglio direttivo della federazione internazionale che riunisce 90 associazioni nazionali di differenti nazioni, soprattutto europee, e che le rappresenta presso il Consiglio d’Europa https://www.autismeurope.org/ . APRI ha per scopo principale la raccolta di fondi per finanziare ricerche sulle cause e le possibili terapie della sindrome autistica, che spesso si ritrova insieme alla sindrome dell’ipercinesia e disattenzione continua (ADHD), all’epilessia, all’X fragile, alla sindrome di Rett, di Down e a diverse altre patologie rare per le quali si conosce bene la causa genetica. Per la maggioranza dei casi di autismo la causa è ancora incerta, anche se la genetica sta facendo grandi passi per scoprire le combinazioni di geni che possono provocare le sindromi autistiche, la cui comparsa può essere favorita dalla presenza di cause organiche ambientali (epigenetica). L'epidemiologia esclude la causa psicogena ed orienta verso un’eziologia multifattoriale, con componenti genetiche, sia familiari che de novo. La caratteristica più rilevante è che provoca gravi disabilità mentali fin dall’infanzia che salvo qualche eccezione durano tutta la vita. Al momento attuale l’intervento psicopedagogico speciale indicato nella Linea guida n.21 del Ministero della Salute rappresenta la base di un efficace programma riabilitativo e di inserimento sociale: le strategie di provata efficacia sono quelle precoci intensive basate sull’analisi applicata del comportamento. Nell’insieme dei disabili mentali medio-gravi e gravi certificati si può stimare che in Italia il numero delle persone affette da sindrome autistica siano circa un terzo. Secondo l’ISTAT nella scuola primaria e secondaria inferiore gli allievi certificati con questa sindrome e con un sostegno scolastico sono circa l’uno per cento del totale e il loro numero è andato crescendo sempre più. Molti altri sono coloro che sono affetti dalla sindrome di Asperger, che viene ritenuta oggi come border line dell'autismo, che spesso non viene neppure riconosciuta in quanto questi bambini parlano e vanno bene a scuola. Allo stato attuale la ricerca scientifica è essenziale per la prevenzione e per trovare terapie innovative dell'autismo, in quanto le conoscenze in proposito sono molto limitate. Purtroppo i fondi messi a disposizione dagli enti pubblici e privati sono talmente scarsi da rendere appropriato il termine di “patologie orfane” per quelle che provocano queste sindromi. In particolare colpisce come a fronte di una spesa corrente pubblica enorme, stimabile in € 2,5 miliardi l’anno soltanto per i centomila soggetti certificati autistici, sia così scarso l’impegno nella ricerca da parte di quei ministeri che dai frutti della ricerca potrebbero risparmiare moltissime risorse. APRI tende a promuovere attività di ricerca, sopra tutto biologica, sollecitando l’impegno e la solidarietà dei cittadini: i grandi progressi che sono stati compiuti nel campo della rappresentazione per immagini dei disturbi cerebrali, della neurologia, della biologia molecolare e della genetica devono essere applicati anche a queste disabilità, che raggiungono il massimo della gravità. Nel corso dell’ultimo decennio APRI ha finanziato ed ha ottenuto un cofinanziamento dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna per diverse ricerche condotte da: Prof. Marina Marini, Prof. Antonia Parmeggiani, Prof.Antonio Persico, Dr.Paola Visconti. Queste ricerche hanno interessato diverse Università e centri di ricerca italiani. APRI, insieme a ANGSA, ha promosso la corretta informazione sull’autismo con la pubblicazione di vari opuscoli di divulgazione scientifica come “L’amico speciale” e “Obiettivo autismo”, e con la promozione e partecipazione a vari convegni, ultimo dei quali il CICAP di Padova nel 2019. Dagli anni ’80 APRI ha dovuto combattere insieme ad ANGSA contro i ciarlatani che spacciavano rimedi farmacologici privi di validazione scientifica, in particolare quelli pubblicizzati sotto la sigla DAN! (sconfiggi l’autismo oggi!), contro quelli che hanno importato in Italia la Comunicazione Facilitata (CF), contro gli psicanalisti lacaniani e psicodinamici imperanti da noi che sostenevano l’autismo fosse causato dalla madre frigorifero. APRI fornisce costantemente una bibliografia aggiornata ai medici, agli insegnanti e sopra tutto ai familiari tramite il sito www.autismo33.it e i suoi due forum ai quali ci si può iscrivere liberamente (autismo scuola e autismo biologia). APRI fa parte di Comitati consultivi misti dell’azienda sanitaria locale di Bologna e dell’Azienda Ospedaliera S.Orsola Malpighi e del Comitato Utenti Familiari e Operatori del DSM di Bologna. APRI ha intrapreso ricorsi giudiziari per difendere i diritti delle persone con disabilità cognitiva e comportamentale contro amministrazioni del SSN. Il Prof. Claudio Franceschi è il Presidente Onorario di APRI. Nel 2023 il consiglio direttivo APRI è composto da: Carlo Hanau, Presidente; Paolo Ferraresi, Tesoriere; Vilma Cavallazzi; Franca Pietri e Daniela Mariani Cerati (succeduta nella carica a Liana Baroni).

Grazie, 4.000 volte grazie! 🎉Oggi la nostra pagina ha raggiunto un traguardo importante: 4.000 follower.Un numero che pe...
14/10/2026

Grazie, 4.000 volte grazie! 🎉

Oggi la nostra pagina ha raggiunto un traguardo importante: 4.000 follower.

Un numero che per noi rappresenta molto più di una semplice statistica. Significa 4.000 persone che condividono l'impegno per i diritti, l'inclusione, la dignità e la qualità della vita delle persone con autismo e delle loro famiglie.

Grazie a chi ci segue da anni, a chi è arrivato da poco, a chi legge, commenta, condivide e contribuisce ogni giorno a far crescere la nostra comunità.

Questo risultato ci dà ancora più motivazione per continuare a informare, sensibilizzare e portare avanti le battaglie che contano davvero.

4.000 grazie da parte di tutta APRI! 💙

Il percorso continua, insieme.

💙

Disabile, nessuno voleva operarla: curata a Fano. Il miracolo del progetto ‘Dama’Rifiutata per l’alto rischio, viene cur...
14/10/2026

Disabile, nessuno voleva operarla: curata a Fano. Il miracolo del progetto ‘Dama’

Rifiutata per l’alto rischio, viene curata a Fano. Il dottor Maviglia: “Anestesia totale ed équipe solida”

Aveva girato diversi ospedali, fino a Milano, prima di arrivare a Fano, che non è nemmeno lontano da casa sua. Nessun medico si assumeva la responsabilità di darle l’idoneità alla procedura chirurgica per un intervento odontoiatrico: per lei, 34 anni, disabilità importanti, il rischio era considerato troppo alto. Quel rischio, venerdì scorso, se l’è assunto l’équipe del progetto Dama dell’Ast 1, un progetto rivolto a persone fragili, con disabilità o disturbi dello spettro autistico, nato grazie all’impulso dell’ex direttore sanitario Edoardo Berselli e convintamente abbracciato dall’attuale dg Alberto Carelli. Un progetto che oggi è un punto di riferimento regionale con numeri di attività importanti: dal 2023 nell’ospedale di Fano sono state prese in carico 404 persone con 2655 prestazioni erogate, di cui 81 procedure o visite effettuate in sedazione farmacologica, 142 percorsi chirurgici di odontostomatologia e 184 percorsi di training.

Dottor Salvatore Maviglia, medico e anestesista dell’Ast Pu, referente del progetto Dama, perché era così complessa questa procedura chirurgica?

“Perché parliamo di una paziente con deficit neurologici. Una paziente che inoltre aveva avuto delle complicanze cardiache in seguito ad altri interventi precedenti. Per questo era stata costretta a spostarsi in diverse regioni, tra cui anche la Lombardia e il resto delle Marche, dove gli avevano sempre negato l’idoneità alla procedura chirurgica, ritenendola altamente rischiosa. Poi la madre ha sentito di questo nostro progetto Dama (Disabled advanced medical assistance, cioè Assistenza medica avanzata disabili, ndr) e ci ha contattato”.

E cosa vi ha portato ad assumervi il rischio?

“Abbiamo fatto una valutazione preoperatoria con tutta l’équipe: il dottor Salvatore Cuoco che è responsabile dell’Odontostomatologia dell’Ast che mi ha presentato il caso e poi la mia valutazione anestesiologica che ha dato esito positivo. Per altri casi interviene anche la Neuropsichiatria infantile con la dottoressa Chiara Tamburini”.

Perché è così complesso operare una paziente nelle sue condizioni?

“Si tratta di pazienti non collaboranti che anche per un intervento odontoiatrico necessitano di anestesia totale, perché hanno difficoltà a stare fermi. Nessuna altro centro se la sentiva di procedere. Noi all’Ast ormai vediamo una tale quantità di casi e possiamo contare su un’équipe talmente solida che ci consente di non sottrarci a questo tipo di procedure”.

A chi si rivolge il progetto?

“Dama è un percorso sanitario dedicato ad adulti della provincia e minori di tutta la regione, con disturbi dello spettro autistico o con disabilità grave. E’ un progetto iniziato nel 2023. E io, che ero partito con un po’ di scetticismo, devo dire che mi sono innamorato di questi pazienti, perché i genitori hanno grosse difficoltà ad accedere a queste cure, perché spesso non vengono capiti, e poi anche perché mancavano dei percorsi specifici, a cominciare dall’accesso in Pronto soccorso fino alle cure delle varie specialità, per ognuna delle quali è stato ora individuato un collega medico nel caso servano valutazioni radiologiche, cardiologiche... Questo semplifica e accelera le procedure, ed è tanto per i pazienti ma anche per chi si prende cura di loro, a cominciare dai familiari. Per questo progetto sono stati assunti anche due educatori che ci danno una grossa mano”.

Dove opera, fisicamente, il progetto?

“A Fano, dove convergono pazienti da tutte le Marche perché siamo il centro di riferimento”.

E la liste d’attesa?

“Sono in effetti un po’ lunghe, per alcune specialistiche almeno tre mesi, perché inizialmente avevamo pochi casi e invece adesso l’attività è molto estesa: ogni mese facciamo diverse sale operatorie dedicate e facciamo anche molte visite preoperatorie, anche in sedazione. Abbiamo un ambulatorio dedicato all’interno della neuropsichiatria, una risonanza magnetica e sale operatorie dedicate. Così riusciamo a dare una risposta immediata e completa”

Ragazzo autistico precipitato dal terrazzo, madre chiede sia fatta chiarezzaLa tragedia ieri in un centro psichiatrico d...
14/10/2026

Ragazzo autistico precipitato dal terrazzo, madre chiede sia fatta chiarezza

La tragedia ieri in un centro psichiatrico di Monterusciello, a Pozzuoli

Chiede sia fatta chiarezza sulle circostanze che hanno portato alla morte del figlio, la madre di Roslan, il giovane autistico di 24 anni, deceduto dopo essere precipitato da una struttura di riabilitazione a Monterusciello, nel territorio di Pozzuoli, in provincia di Napoli.

La tragedia si è verificata ieri e sul corpo del ragazzo è stata disposta l' autopsia.

Al momento sembra che la triste vicenda sia riconducibile a un gesto volontario. "La madre del ragazzo autistico si chiede perché il figlio sia stato lasciato solo - spiega l' avvocato Sergio Pisani, che assiste la donna - visto che era seguito da terapisti personali durante il giorno e la notte". "Sarà necessario verificare le modalità di assistenza e sorveglianza e ricostruire la sequenza degli eventi", dice ancora l' avvocato Pisani che assiste la mamma di Roslan insieme con l'associazione 'La Battaglia di Andrea', da anni impegnata nella tutela dei diritti delle persone disabili. "L'obiettivo è ottenere risposte sulle circostanze della morte del giovane e fare in modo che gli elementi rilevanti siano adeguatamente approfonditi", continua Pisani che aggiunge: "restano da chiarire con particolare attenzione le circostanze dell'accaduto e le informazioni fornite dalla madre in merito all'organizzazione della sorveglianza".

da [autismo-biologia]: Ricerca sui denti da latteL’articolo “Heilbrun LP, Han I, Rodriguez A, Shay LA, Gimeno Ruiz de Po...
13/10/2026

da [autismo-biologia]: Ricerca sui denti da latte

L’articolo “Heilbrun LP, Han I, Rodriguez A, Shay LA, Gimeno Ruiz de Porras D.
A pilot autism case-control study of pesticides and plasticizers in shed baby teeth.
Neurotoxicol Teratol. 2026 Sep-Oct;117:107710. doi: 10.1016/j.ntt.2026.107710. Epub 2026 Aug 1. PMID: 42542255. “
👉https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0892036226001261?via%3Dihub

si inserisce nella ricerca di fattori ambientali che aumentano il rischio di autismo
vedi ad esempio il lavoro di cui al link
👉https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2022/03/11/plastiche-e-chimica-agiscono-sul-dna-e-causano-lautismo/6522306/

La novità di questa ricerca sta nel fatto di avere dosato un gran numero di sostanze note per la loro tossicità sul neurosviluppo, in particolare pesticidi e plasticizzanti, su denti da latte caduti in 38 bambini, di cui 22 con diagnosi di autismo e 16 neurotipici.

I denti da latte agiscono come una vera e propria "scatola nera" biologica. Iniziano a formarsi intorno al quarto mese di gravidanza e continuano a crescere nella prima infanzia. Man mano che si sviluppano, i diversi strati del dente incorporano e "registrano" in modo permanente le sostanze chimiche, i nutrienti e i tossici a cui il bambino viene esposto attraverso la madre (in utero) o l'ambiente circostante (aria,
cibo, prodotti per la casa).

La ricerca ha evidenziato che il 95% dei pesticidi e plasticizzanti erano più alti nei casi di autismo rispetto ai controlli

Utilizzando tecniche avanzate di spettrometria di massa per catturare lo spettro più ampio possibile di esposizioni chimiche, i ricercatori hanno identificato una media di 300 sostanze chimiche per partecipante in entrambi i gruppi. Tuttavia, sono emerse differenze cruciali:
✅Concentrazioni più elevate nell'autismo: Delle 60 sostanze chimiche identificate in più della metà dei campioni, ben il 95% mostrava concentrazioni superiori nei denti dei bambini autistici. In particolare, 19 di queste sostanze presentavano livelli
significativamente più alti.
✅Presenza di tossici per lo sviluppo: Tra i composti maggiormente rilevati, 39 sono noti tossici per lo sviluppo o interferenti endocrini.
Sostanze di uso comune: Lo studio ha rilevato composti plastificanti
(come gli ftalati). Tali sostanze sono contenute in: biberon, tubi PEX (abbreviazione di polietilene reticolato) e materiali di contatto con il cibo.

Gli scienziati precisano che lo studio non dimostra un legame diretto di causa-effetto (ovvero che l'esposizione a queste sostanze provochi l'autismo). Evidenzia però due importanti ipotesi scientifiche:
1⃣Esposizione ambientale critica: Esiste una correlazione tra l'esposizione a determinati tossici durante le primissime fasi dello sviluppo fetale e infantile e la successiva diagnosi di autismo.
2⃣Differenze metaboliche: La forte concentrazione accumulata nei denti dei bambini autistici potrebbe indicare una loro minore capacità genetica o metabolica di disintossicarsi ed eliminare le sostanze nocive dall'organismo rispetto ai bambini normodotati.

Rispetto alle ricerche fatte su altri materiali biologici (urina e plasma) i denti hanno il vantaggio di dare un’idea dell’accumulo di sostanze tossiche a partire dal quarto mese dal concepimento. Questi dati che riguardano fattori ambientali, aggiuntivi rispetto alla suscettibilità individuale, spiegherebbero l’aumento di casi di autismo
degli ultimi anni e dovrebbero innescare comportamenti individuali e generali di prevenzione.

In un articolo divulgativo che dà un resoconto di questo lavoro vengono dati dei consigli per la popolazione in generale e per le donne in attesa e per i bambini piccoli in particolare

👉https://news.uthscsa.edu/ut-san-antonio-health-science-center-study-finds-elevated-levels-of-toxicants-in-teeth-of-children-with-autism/

Ecco alcuni dei consigli

Usa bicarbonato di sodio o aceto per le pulizie della casa. Non mescolarli perché l’uno annulla l’altro. Il bicarbonato puo’ essere usato per sfregare le superfici, rimuovere gli odori e pulire le superfici unte o macchiate.
L’aceto puo’ rimuovere depositi minerali e residui , pulire vetri e superfici non porose, decalcificare macchine da caffè e bollitori.

Scegli gli sticky traps (o trappole adesive/collanti; sono dispositivi ricoperti da una sostanza vischiosa o da una colla specifica, usati per catturare o monitorare la presenza di insetti o piccoli animali) invece degli spray, dei "bug bombs" (chiamate anche total release foggers o bombe insetticide; sono dispositivi aerosol monouso progettati per rilasciare automaticamente e ininterrottamente tutto il loro contenuto insetticida all'interno di uno spazio chiuso).

Scegli i contenitori di cibi e bevande di acciaio inossidabile o di vetro anziché di plastica.

Usa pentole di ghisa o di acciaio inossidabile anziché pentolame antiaderente.

Prepara più cibi cotti in casa con ingredienti freschi e limita cibi altamente processati.

Scegli i prodotti in schiuma (materiali realizzati intrappolando bolle di gas all'interno di una struttura solida o liquida per arredamento, imballaggio e abbigliamento) con la scritta “privo di ritardanti di fiamma”.

Scegli prodotti per la cura personale non profumati, meno tossici rispetto ai prodotti profumati

Daniela Mariani Cerati

L’INPS nega l’accompagnamento a un bimbo autistico: la famiglia pronta a un nuovo ricorsoL'INPS di Cassino nega di nuovo...
13/10/2026

L’INPS nega l’accompagnamento a un bimbo autistico: la famiglia pronta a un nuovo ricorso

L'INPS di Cassino nega di nuovo il rinnovo dell'indennità di accompagnamento: nel 2023 il giudice aveva ristabilito il diritto

Una decisione che desta particolare sgomento e riapre una ferita dolorosa per una famiglia di Fontechiari. La commissione medico-legale dell’INPS di Cassino, in sede di revisione, ha negato il rinnovo dell’indennità di accompagnamento a un bambino di 10 anni affetto da disturbo dello spettro autistico.

Una valutazione che appare in netto contrasto con la natura stessa della condizione: dal disturbo dello spettro autistico, infatti, non si guarisce, trattandosi di una condizione del neurosviluppo permanente che accompagna l’individuo per tutta la vita.

Le motivazioni del verbale e le carenze della commissione

Nel verbale redatto dalla Commissione di Cassino si legge che “il bambino risponde in modo congruo”… a quesiti elementari quali “come ti chiami” e “quanti anni hai”. Tuttavia, il fatto che oggi il bambino sia in grado di pronunciare il proprio nome e di fornire risposte basilari, come per tutti gli altri progressi, è il frutto di anni di terapie estenuanti, per la maggior parte sostenute privatamente. Un percorso complesso che ha richiesto un impegno immenso, non solo economico, da parte dell’intera famiglia.

A sollevare forti dubbi sulla legittimità della decisione è anche la composizione della stessa commissione valutatrice. Tra i medici generici presenti non figurava infatti uno specialista in neuropsichiatria infantile, figura espressamente prevista dalle linee guida e dal Decreto Legislativo n. 62 del 3 maggio 2024. Senza competenze specialistiche, la commissione non avrebbe considerato il quadro clinico nella sua globalità, scambiando i progressi ottenuti con le terapie per una presunta “guarigione” o un ridimensionamento della disabilità.

Un sussidio inadeguato e un “amaro” precedente

Al posto dell’indennità di accompagnamento, all’alunno è stata riconosciuta la sola indennità di frequenza: una misura del tutto insufficiente a coprire i reali bisogni del bambino e che i genitori percepiscono come un’offesa e un’umiliazione. “Ci sentiamo costretti a elemosinare ciò che per nostro figlio è un diritto e una tutela fondamentale”, sfoga la madre.

Non si tratta purtroppo del primo episodio per la famiglia. L’INPS risulta “recidiva”: già nel 2023 l’istituto aveva negato il rinnovo del beneficio. In quell’occasione, la famiglia aveva presentato ricorso esibendo tutta la documentazione sanitaria, poi convalidata dal giudice che aveva confermato il diritto all’indennità di accompagnamento.

Verso un nuovo ricorso in autotutela

A distanza di poco tempo, la storia si ripete. La famiglia di Fontechiari si sta ora preparando ad affrontare un secondo ricorso in autotutela per far valere i diritti del figlio. Questa volta, però, con il peso di un profondo senso di sconforto, amarezza e demoralizzazione di fronte a un sistema burocratico che sembra ignorare le reali necessità dei soggetti più fragili.

Disabilità intellettiva, disturbi del neurosviluppo e complessità comportamentale: chi affianca la rete educativa e le f...
12/10/2026

Disabilità intellettiva, disturbi del neurosviluppo e complessità comportamentale: chi affianca la rete educativa e le famiglie?

«Se la riforma sulla disabilità e la costruzione del Progetto di Vita vogliono essere qualcosa di più di un adempimento burocratico, dobbiamo chiederci con trasparenza: chi affianca l’educatore professionale, l’operatore sociale, l’operatore socio assistenziale e la famiglia quando la complessità comportamentale della persona con disabilità intellettiva o con altri disturbi del neurosviluppo mette a dura prova la tenuta dei contesti di vita?»: è la domanda fondamentale del presente, importante approfondimento che presentiamo oggi

👉https://superando.it/2026/10/09/disabilita-intellettiva-disturbi-del-neurosviluppo-e-complessita-comportamentale-chi-affianca-la-rete-educativa-e-le-famiglie/?fbclid=IwY2xjawU1x-FleHRuA2FlbQIxMQBwZG9mAWJyaWQRMHVlbnVKWXF4c2NqeVZHRlZzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEe15CARUvpPsUGcee1jGpieGzHL7l3Dqwz-HmqYgONr0Ta-7OWIt8Zhs8-j5U_aem_Yqp27rIwPeMErFc8x7d1Xw

Terapia per una bambina autistica: deve pagare l’Asp. La battaglia vinta dai genitoriPer anni sono stati costretti a pag...
12/10/2026

Terapia per una bambina autistica: deve pagare l’Asp. La battaglia vinta dai genitori

Per anni sono stati costretti a pagare di tasca propria ma ora il tribunale ha dato loro ragione

Per sei anni hanno pagato di tasca propria le terapie ABA (Analisi comportamentale applicata) per la figlia: 600 euro al mese. Poi un anno di battaglia legale contro l'Asp di Palermo, avvisi e ricorsi. Pochi giorni fa è arrivata la decisione tanto attesa: il giudice ha accolto il ricorso dei genitori di una bambina di otto anni della città, autistica di livello 3 e non verbale, riconoscendo il suo diritto a un percorso terapeutico specifico. A seguire la famiglia è stata l’avvocata Giorgia Rulli, esperta nella tutela dei diritti delle persone con disabilità e già impegnata in cause analoghe in diverse regioni italiane.

La piccola si sottopone alla terapia ABA da quando aveva circa due anni. Le sedute si svolgono nel pomeriggio poiché frequenta la scuola ogni giorno per cinque ore, con un insegnante di sostegno, un supporto all'autonomia e alla comunicazione, e personale per l’assistenza igienico sanitaria. La qualità della frequenza scolastica è stata uno dei punti chiave della disputa. Infatti, l'Asp aveva proposto soluzioni terapeutiche da praticare durante l'orario scolastico, ma i genitori non hanno accettato. “La scuola è importante, nostra figlia la frequenta volentieri e non volevamo essere costretti a scegliere tra il diritto all'istruzione e il diritto alle terapie", spiegano.

Il giudice, sulla base dell’istruttoria e della consulenza tecnica, ha disposto che l’Asp predisponga un piano comprendente trattamento comportamentale ABA, logopedia integrata nel framework ABA e parent training strutturato. Il percorso prevede dieci ore settimanali di ABA. La pronuncia interviene anche sulle spese già sostenute. L’Asp, ricevuta la documentazione, dovrà proporre entro trenta giorni il pagamento delle fatture relative ai trattamenti effettuati prima della pubblicazione della sentenza.

Dopo l’accettazione, dovrà pagare entro venti giorni, oltre a interessi e rivalutazione. L'ABA è una tecnica utilizzata anche nell'autismo, poiché aiuta una persona a sviluppare comunicazione, autonomie e abilità utili nella vita quotidiana. Gli interventi per chi ha disturbi dello spettro autistico rientrano nell'assistenza che il servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire nell'ambito dei LEA (Livelli essenziali di assistenza), ma in pratica l'accesso non è uniforme e alcune famiglie devono ricorrere ai tribunali. Questa è la prima pronuncia locale del genere sull’ABA.

Adesso la speranza è che questa battaglia possa essere utile anche ad altri genitori. “Vorremmo che altre famiglie sapessero che possono far valere i diritti dei propri figli. Non dovrebbe essere la disponibilità economica dei genitori, né il luogo in cui una persona vive, a decidere quali possibilità terapeutiche possa avere”. Infatti, in Sicilia, per esempio a Trapani e Siracusa vengono segnalati percorsi nei quali il trattamento ABA è sostenuto dal servizio sanitario, mentre a Palermo questi genitori hanno dovuto intraprendere un contenzioso. Una vicenda partita dalla battaglia di una sola famiglia che pone una questione più ampia che abbiamo spesso denunciato: non si dovrebbe essere obbligati a rivolgersi a un giudice per rendere effettivo il diritto all’assistenza sanitaria.

Bimbi con disabilità maltrattati in una clinica di Como, il Tribunale: “Vanno subito trasferiti”Il Tribunale di Milano h...
12/10/2026

Bimbi con disabilità maltrattati in una clinica di Como, il Tribunale: “Vanno subito trasferiti”

Il Tribunale di Milano ha disposto il trasferimento entro il 28 ottobre di una bambina di 6 anni, affetta da una grave forma di autismo, che secondo la denuncia dei genitori avrebbe subito maltrattamenti nel centro di riabilitazione privato convenzionato "Villa Santa Maria" di Tavernerio (in provincia di Como). Il giudice è intervenuto con un provvedimento d'urgenza accogliendo la richiesta della madre della piccola e replicando la decisione presa alcuni giorni fa dal collega di Monza per un altro bambino anche lui presunta vittima di maltrattamenti.

La struttura di Tavernerio, un centro di Neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza, era già al centro di un'altra inchiesta della Procura di Como per maltrattamenti aggravati in concorso ai danni di 15 giovani. Il sostituto procuratore Massimo Astori ha chiesto il rinvio a giudizio per 13 operatori che, tra il 2018 e il 2021, prestavano servizio nella struttura e che ora non sono più in servizio.

Tuttavia, alla Procura di Como sono arrivate altre tre denunce da parte delle famiglie dei giovanissimi ospiti del centro di riabilitazione che riguardano il personale attuale. Gli episodi contestati risalirebbero a maggio, luglio e settembre.

I genitori di una bambina avevano notato un ematoma sullo zigomo sinistro della piccola. Gli operatori avevano parlato di uno scontro con un altro bambino durante un momento di gioco, ma secondo la famiglia il motivo potrebbe essere un altro, poiché la bimba ha difficoltà di comunicazione. Un altro bambino, di 4 anni, era sato trovato con un ematoma su una tempia e per lui il Tribunale di Monza ha ordinato il trasferimento d'urgenza in un'altra struttura. Infine, una bambina di 8 anni aveva lividi sul corpo e un dimagrimento anomalo.

Come riportato da Il Giorno, su richiesta dell'avvocata Cristina Biella il Tribunale di Milano ha disposto il provvedimento d'urgenza di trasferimento di una delle due bambine presunte vittime di maltrattamenti. Entro il 28 ottobre, i servizi sociali dovranno trovare un'altra "struttura", come una comunità o "famiglie professionali", in grado di accogliere la piccola in tempi rapidi.

da [autismo-biologia] Dal libro sulle linee guida in età evolutiva, a cura di Arduino e Valeri, il contributo di Serenel...
07/10/2026

da [autismo-biologia] Dal libro sulle linee guida in età evolutiva, a cura di Arduino e Valeri, il contributo di Serenella Grittani

La Dottoressa Serenella Grittani fa parte del panel di esperti della “Linea guida sulla diagnosi e sul trattamento di adulti con disturbo dello spettro autistico. Ottobre 2025”⤵
https://www.iss.it/documents/20126/8968214/Linea_Guida_ASD_adulti_agg2025.pdf/cd6edd99-cbf6-9cda-1ae7-a920e532f947?t=1761730254454

Nel volume di recente pubblicazione “Linee guida per l'autismo in età evolutiva. Dalle Raccomandazioni ai percorsi diagnostici terapeutici, assistenziali e educativi” a cura di Giuseppe Maurizio Arduino e Giovanni Valeri, Edizioni Erickson, Trento, 2026, ha scritto il capitolo 5: Equilibrio tra esperienza clinica e rigore scientifico nella presa in carico del neuropsichiatra dell’infanzia e dell’adolescenza
https://www.erickson.it/it/linee-guida-per-l-autismo-in-eta-evolutiva?backup_gclid=CjwKCAjw25fWBhAVEiwAMopNjnfn1wHnD37ArhWgnYGM66ktLfE0If2Qtm-LPL4rHGrGAMedeLjtfxoCtgsQAvD_BwE&utm_source=google&utm_medium=cpc&utm_campaign=SE%20%7C%20Prodotti%20%7C%20Dynamic%20Tutto%20Sito%20%7C%20No%20brand&utm_id=6468446851&gad_source=1&gad_campaignid=6468446851&gbraid=0AAAAAD7HadY8VxYzUek1RDuBXK4kwGQzv&gclid=CjwKCAjw25fWBhAVEiwAMopNjnfn1wHnD37ArhWgnYGM66ktLfE0If2Qtm-LPL4rHGrGAMedeLjtfxoCtgsQAvD_BwE

Serenella Grittani dà un contributo alla spiegazione della linea guida per l’autismo in età evolutiva, e ne ha ben diritto, dal momento che la sua carriera è iniziata nel 1999 come neuropsichiatra infantile, per allargare poi il suo impegno anche all’età adulta, tanto che ora è responsabile della struttura interdipartimentale denominata “Disturbi dello Spettro Autistico nell’arco della vita”.

Le sue considerazioni sugli psicofarmaci nei bambini e adolescenti con autismo derivano pertanto dalla letteratura scientifica e dalla sua esperienza trentennale e sono in perfetto accordo con quanto più volte è stato ribadito in questa lista di discussione.

Scrive infatti:
“Propongo gli ambiti di occupazione della figura medica specializzata: diagnosi iniziale, diagnosi in comorbidità anche in fasi successive, decisione su quali approfondimenti eziologici condurre, integrazione dei loro risultati alla prassi operativa, supervisione degli interventi messi a punto, impostazione di un eventuale trattamento farmacologico”

Faccio notare che davanti alle parole “trattamento farmacologico” pone l’aggettivo “eventuale” e che il trattamento farmacologico, che è solo eventuale, è messo alla fine, dopo le mansioni attribuite alla figura medica specializzata.

“il medico, insieme allo psicologo, puo’ riconoscere e diagnosticare le condizioni psichiatriche/psicopatologiche che si associano alle diverse fasi dello sviluppo solo se ha una conoscenza approfondita delle stesse nella popolazione neurotipica, se conosce bene il disturbo dello spettro autistico e se conosce bene la persona con autismo nel suo stile di funzionamento di base”

E’ stato più volte ribadito in questa lista che è necessario concentrare la prescrizione di psicofarmaci alle persone con autismo su pochi psichiatri, in modo che questi si facciano un’esperienza specifica negli ambiti descritti così bene dalla Grittani. Tutto questo è favorito dalla creazione di un centro per lo spettro autistico che comprende l’arco intero della vita.

“I disturbi psicopatologici in comorbidità e i comportamenti problema sono gli unici target del trattamento farmacologico……….non esistono attualmente farmaci efficaci sui sintomi core; l’opzione terapeutica farmacologica va presa in considerazione solo quando i sintomi aggiuntivi determinano un impatto funzionale importante e quando altri approcci (Psico-educativi, comportamentali, di sostegno alle abilità socio-comunicative ecc.) non sono risultati efficaci…….si indica…….di
eseguire uno stretto monitoraggio, valutando sempre la sospensione dei farmaci…”

Faccio ancora notare la piena sintonia tra quanto detto dalla Grittani e quanto più volte abbiamo ribadito su questa lista di discussione.

Quello che meraviglia è il fatto che nelle diverse edizioni della linea guida per i minori sia stata scritta prima e ribadita poi la raccomandazione “Il Panel della Linea Guida sulla diagnosi e trattamento del disturbo dello spettro autistico suggerisce di usare i D2 bloccanti in bambini e adolescenti con disturbo dello spettro autistico” presente ancora a pagina 40 dell’edizione del 2025⤵
https://www.iss.it/documents/20126/8977108/Linea+Guida+ASD_bambini+e+adolescenti_agg+2025.pdf/ed7bcf00-dfd9-c37c-5323-b7a9d9c85727?t=1761730062127

Daniela Mariani Cerati

Inchiesta Anffas Modica, chiuse le indaginiTra gli atti depositati anche un video che evidenzierebbe in maniera inequivo...
07/10/2026

Inchiesta Anffas Modica, chiuse le indagini

Tra gli atti depositati anche un video che evidenzierebbe in maniera inequivocabile i reati contestati

La Procura della Repubblica di Ragusa ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nell’ambito dell’inchiesta sull’Anffas di Modica, che ha portato alla chiusura del centro diurno e all’applicazione di provvedimenti restrittivi.

Tra gli atti ora depositati a disposizione delle difese – un collegio che annovera, tra gli altri, gli avvocati Giovanni Favaccio, Alessio Malvaso, Loredana Calabrese, Mario Pluchino, Giuseppe Palumbo e Marina Giudice – spicca un video che documenterebbe in modo inequivocabile i gravi reati contestati agli indagati, offrendo un riscontro visivo drammatico alle accuse formulate dagli inquirenti.

L’indagine, condotta dai Carabinieri del N.A.S. di Ragusa insieme ai colleghi del Comando Provinciale, ha svelato una gestione fondata su vessazioni sistematiche, percosse, gravi carenze igienico-sanitarie e somministrazione abusiva di farmaci nei confronti di persone particolarmente vulnerabili, tra cui disabili psichici e soggetti con disturbi dello spettro autistico.

Il solido quadro indiziario raccolto durante l’attività investigativa aveva già spinto il G.I.P. del Tribunale di Ragusa, su richiesta della Procura, a emettere un’ordinanza di misure cautelari – eseguita tra le province di Ragusa e Catania – nei confronti di sette soggetti in servizio presso la struttura: due misure agli arresti domiciliari e cinque misure interdittive consistenti nel divieto temporaneo, della durata di un anno, di svolgere attività lavorative o di volontariato con soggetti fragili.

Tra i destinatari dei provvedimenti figurano il presidente dell’associazione del terzo settore, oltre a volontari e operatori del servizio civile universale, chiamati a rispondere, a vario titolo, dei reati di maltrattamenti aggravati ed esercizio abusivo della professione infermieristica.

L’inchiesta era scattata in seguito ai controlli disposti a livello nazionale dal Ministero della Salute e dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, finalizzati al monitoraggio dei centri di cura dedicati all’autismo. A far scattare l’allarme era stata proprio un’ispezione iniziale, che aveva fatto immediatamente emergere pesanti criticità organizzative all’interno della struttura modicana.

Successivamente, grazie a intercettazioni ambientali e telefoniche, servizi di osservazione e pedinamenti, i militari del NAS hanno potuto tracciare il quadro di un clima quotidiano di intimidazione e violenza subito dagli ospiti. Dalle immagini e dai riscontri investigativi emergerebbero episodi in cui i pazienti sarebbero stati regolarmente sottoposti a schiaffi, pugni, calci, spinte, urla e minacce, costretti in un perdurante stato di profonda sofferenza psicologica.

Le indagini hanno, inoltre, permesso di accertare l’esercizio abusivo della professione infermieristica, evidenziando come personale del tutto non qualificato somministrasse farmaci agli ospiti in modo arbitrario e senza alcuna autorizzazione sanitaria.

Tra le situazioni più allarmanti documentate dagli investigatori figura, infine, il grave stato di degrado igienico della struttura, culminato nel ritrovamento di roditori all’interno di sacchi di iuta contenenti generi alimentari – in particolare dolciumi – che erano destinati agli ospiti in occasione delle festività dell’Epifania.

Con la chiusura della fase investigativa, gli indagati, assistiti dai rispettivi legali, avranno ora facoltà di presentare memorie, produrre documenti o chiedere di essere interrogati prima che la Procura proceda con le eventuali richieste di rinvio a giudizio.

Indirizzo

Via Paradiso, 7
Bologna
40122

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