14/10/2026
Disabile, nessuno voleva operarla: curata a Fano. Il miracolo del progetto ‘Dama’
Rifiutata per l’alto rischio, viene curata a Fano. Il dottor Maviglia: “Anestesia totale ed équipe solida”
Aveva girato diversi ospedali, fino a Milano, prima di arrivare a Fano, che non è nemmeno lontano da casa sua. Nessun medico si assumeva la responsabilità di darle l’idoneità alla procedura chirurgica per un intervento odontoiatrico: per lei, 34 anni, disabilità importanti, il rischio era considerato troppo alto. Quel rischio, venerdì scorso, se l’è assunto l’équipe del progetto Dama dell’Ast 1, un progetto rivolto a persone fragili, con disabilità o disturbi dello spettro autistico, nato grazie all’impulso dell’ex direttore sanitario Edoardo Berselli e convintamente abbracciato dall’attuale dg Alberto Carelli. Un progetto che oggi è un punto di riferimento regionale con numeri di attività importanti: dal 2023 nell’ospedale di Fano sono state prese in carico 404 persone con 2655 prestazioni erogate, di cui 81 procedure o visite effettuate in sedazione farmacologica, 142 percorsi chirurgici di odontostomatologia e 184 percorsi di training.
Dottor Salvatore Maviglia, medico e anestesista dell’Ast Pu, referente del progetto Dama, perché era così complessa questa procedura chirurgica?
“Perché parliamo di una paziente con deficit neurologici. Una paziente che inoltre aveva avuto delle complicanze cardiache in seguito ad altri interventi precedenti. Per questo era stata costretta a spostarsi in diverse regioni, tra cui anche la Lombardia e il resto delle Marche, dove gli avevano sempre negato l’idoneità alla procedura chirurgica, ritenendola altamente rischiosa. Poi la madre ha sentito di questo nostro progetto Dama (Disabled advanced medical assistance, cioè Assistenza medica avanzata disabili, ndr) e ci ha contattato”.
E cosa vi ha portato ad assumervi il rischio?
“Abbiamo fatto una valutazione preoperatoria con tutta l’équipe: il dottor Salvatore Cuoco che è responsabile dell’Odontostomatologia dell’Ast che mi ha presentato il caso e poi la mia valutazione anestesiologica che ha dato esito positivo. Per altri casi interviene anche la Neuropsichiatria infantile con la dottoressa Chiara Tamburini”.
Perché è così complesso operare una paziente nelle sue condizioni?
“Si tratta di pazienti non collaboranti che anche per un intervento odontoiatrico necessitano di anestesia totale, perché hanno difficoltà a stare fermi. Nessuna altro centro se la sentiva di procedere. Noi all’Ast ormai vediamo una tale quantità di casi e possiamo contare su un’équipe talmente solida che ci consente di non sottrarci a questo tipo di procedure”.
A chi si rivolge il progetto?
“Dama è un percorso sanitario dedicato ad adulti della provincia e minori di tutta la regione, con disturbi dello spettro autistico o con disabilità grave. E’ un progetto iniziato nel 2023. E io, che ero partito con un po’ di scetticismo, devo dire che mi sono innamorato di questi pazienti, perché i genitori hanno grosse difficoltà ad accedere a queste cure, perché spesso non vengono capiti, e poi anche perché mancavano dei percorsi specifici, a cominciare dall’accesso in Pronto soccorso fino alle cure delle varie specialità, per ognuna delle quali è stato ora individuato un collega medico nel caso servano valutazioni radiologiche, cardiologiche... Questo semplifica e accelera le procedure, ed è tanto per i pazienti ma anche per chi si prende cura di loro, a cominciare dai familiari. Per questo progetto sono stati assunti anche due educatori che ci danno una grossa mano”.
Dove opera, fisicamente, il progetto?
“A Fano, dove convergono pazienti da tutte le Marche perché siamo il centro di riferimento”.
E la liste d’attesa?
“Sono in effetti un po’ lunghe, per alcune specialistiche almeno tre mesi, perché inizialmente avevamo pochi casi e invece adesso l’attività è molto estesa: ogni mese facciamo diverse sale operatorie dedicate e facciamo anche molte visite preoperatorie, anche in sedazione. Abbiamo un ambulatorio dedicato all’interno della neuropsichiatria, una risonanza magnetica e sale operatorie dedicate. Così riusciamo a dare una risposta immediata e completa”