22/05/2026
👉Tempi sempre più duri per i liberi professionisti che lavorano con la P.A.
La Camera dei deputati ha approvato in via definitiva in data 20/05/2026 il testo della legge di conversione del DL 27/03/2026, n. 38, in vigore dal 28/03/2026, recante “Disposizioni urgenti in materia fiscale ed economica” (cd. “Decreto Fiscale”), in attesa ora solo di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Una delle novità più importanti riguarda la soglia, oggi revisionata, dei 5.000 euro di debito per “bloccare” – a cura e a tutela della P.A. - il pagamento dei liberi professionisti suoi fornitori.
In sostanza, con il “Decreto fiscale” è stata introdotta una modifica al blocco dei pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni, di cui all’ art. 1 comma 725 della L. 199/2025 (legge di bilancio 2026), che prevede una disciplina specifica del “blocco dei pagamenti” delle Pubbliche Amministrazioni per i professionisti.
In base all’art. 48-bis comma 1-ter del DPR 602/73, le Amministrazioni Pubbliche e le società a prevalente partecipazione pubblica, prima di effettuare il pagamento di qualsiasi importo agli esercenti arti e professioni per l’attività professionale svolta (ciò, per gli avvocati, anche in favore di persone ammesse al patrocinio a spese dello Stato), verificano se i medesimi beneficiari siano inadempienti all’obbligo di versamento, derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento di qualunque ammontare.
In caso affermativo, il relativo pagamento da parte delle citate amministrazioni andrà in favore dell’agente della riscossione, fino al completamento del debito rimanente e del beneficiario, nel caso in cui le somme da corrispondere superino l’ammontare del debito.
Il nuovo istituto “compensativo”, che opererà dal 15 giugno 2026, avrebbe dovuto coinvolgere i professionisti a prescindere dall’entità del carico iscritto a ruolo, al contrario di quanto accade nella disciplina generale contenuta nell’art. 48-bis del DPR 602/73.
In base al nuovo art. 2-ter del DL 38/2026, il meccanismo del blocco si attiverà solamente nel caso in cui le cartelle di pagamento non onorate dal professionista siano di un importo complessivo pari almeno a 5.000 euro: in quel caso, la P.A. provvederà a versare direttamente all’agente della riscossione le somme a questi dovute e (solo) l’eventuale differenza al professionista moroso con il Fisco.
Questa novità è dovuta al fatto che l’assenza di una soglia minima di inadempienza aveva sollevato numerose critiche sulla norma precedente.
Valuteremo dunque in un prossimo e imminente futuro come la P.A. applicherà questa normativa.
Certamente possiamo però affermare già oggi che le “maglie del Fisco” italiano, indipendentemente dal Governo in carica, continuano a stringersi sempre di più nei confronti dei professionisti, a fronte di una situazione sempre più evidente di abbandono progressivo delle professioni liberali in Italia, dovuto a una molteplice serie di fattori di intervenuta complessità, dal “Decreto cd. Bersani” in poi, i cui effetti si vedono anche nei nuovi “accessi” alla professione, che sono in vertiginoso calo da diversi anni, a cominciare dagli architetti, seguiti dagli avvocati e dai dottori e ragionieri commercialisti.
*Avv. Andrea Montanari, presidente EUNOMIS
*Coordinatore Comitato giuridico- scientifico SIM - Società Italiana di Medicina - Unione Associazioni Sanitarie
*Presidente nazionale sindacato FenImprese