25/07/2026
COMUNICATO STAMPA DEL MOVIMENTO PER LA VITA DI BOLOGNA - ODV, 25 luglio 2026
Esprimiamo la nostra ferma opposizione all'approvazione di una legge che introduce il suicidio assistito nella nostra Regione Emilia Romagna
Riteniamo che una simile scelta rappresenti un cambiamento inaccettabile ed iniquo nel modo in cui lo Stato concepisce il proprio dovere nei confronti dei cittadini più fragili. Una società autenticamente solidale non dovrebbe offrire la morte come soluzione alla sofferenza, ma impegnarsi con determinazione a garantire cure, assistenza, vicinanza e speranza.
Le persone che affrontano una malattia grave o una condizione di estrema vulnerabilità hanno bisogno di sentirsi accolte, sostenute e accompagnate, non di percepire che la loro vita possa essere considerata meno degna di essere vissuta. Il rischio è che possano sentirsi un peso per i propri familiari o per la collettività e arrivare a scegliere la morte per senso di colpa o per mancanza di adeguato sostegno.
Abbiamo sempre ribadito che sarebbe necessario investire con decisione nelle cure palliative, nella terapia del dolore, nel sostegno psicologico, nell'assistenza domiciliare e nelle strutture dedicate ai malati e alle loro famiglie.
Nessuno dovrebbe essere lasciato solo davanti alla sofferenza.
Le leggi non hanno soltanto un valore giuridico: trasmettono anche un messaggio culturale. Approvare il suicidio assistito significa affermare che, in determinate circostanze, la morte può diventare una risposta accettabile ai problemi della vita. Noi crediamo invece che il compito delle istituzioni sia quello di tutelare ogni vita umana, senza eccezioni, e di rafforzare la cultura della cura, della solidarietà e della dignità.
Per queste ragioni, condanniamo fermamente questa legge che introduce il suicidio assistito .Il sistema sanitario e sociale dovrebbe avere il compito di accompagnare ogni persona con competenza, umanità e rispetto, senza mai rinunciare al valore della vita.
La forza di una società si misura da come protegge i suoi cittadini più deboli.