11/10/2026
Alda Merini conosceva il confine della Salute Mentale meglio di chiunque altro. Aveva vissuto dentro e fuori dai manicomi, aveva scritto di quella sofferenza con una lucidità rara — e con una bellezza che ancora fa male.
Noi la incontriamo ogni settimana, quella sofferenza. Non sempre ha un nome clinico. A volte è uno sguardo troppo stanco, una storia interrotta, un corpo che porta segni che vanno oltre la ferita visibile.
La salute mentale non è separata dal corpo che curiamo. È dentro ogni incontro, ogni ascolto, ogni presenza.
Oggi ricordiamo anche questo.
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