La Scuola per la Pace - Torino

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La Scuola per la Pace - Torino Rete di docenti, studentesse, studenti e società civile che agiscono per la pace e contro la guerra.

24/10/2026
19/10/2026

e le studentesche

Solidarietà  e sostegno a student3 e docenti delle scuole occupateDalle oltre quindici occupazioni che stanno dilagando ...
15/10/2026

Solidarietà e sostegno a student3 e docenti delle scuole occupate

Dalle oltre quindici occupazioni che stanno dilagando nelle scuole torinesi si leva una chiara
volontà di inversione di rotta: nella scuola si dovrebbero formare cittadine e cittadini critici,
consapevoli e responsabili, invece si prepara alla competizione e all'obbedienza per far accettare
un futuro di precarietà e guerra.
"Abbiamo ormai tutti compreso che chi può cambiare la realtà delle cose siamo noi", scrivono gli
studenti del Berti.
Al Gioberti riutano il modello della scuola caserma e si oppongono al genocidio in Palestina.
All'Einstein contestano il tetto del 30% agli stranieri.
La protesta si estende di scuola in scuola come un contagio sull'esempio del movimento
studentesco francese.
Si susseguono comunicati di studenti e di docenti solidali.
I DS emanano circolari punitive, come se la occupazione delle scuole fosse un problema di ordine
pubblico.
Alcune famiglie contestano i provvedimenti sanzionatori.
In questo contesto la Scuola per la pace esprime solidarietà alle e agli studenti, che, a partire
dalla critica alla loro condizione di apprendisti nella catena di montaggio del protto, mettono in
discussione ogni aspetto di una società diseguale e bellicista, dove il dissenso e il libero pensiero
sono repressi, dove anche un genocidio può essere silenziato, dove il razzismo permea il discorso
pubblico giungendo n dentro le scuole e dove il futuro appare già rubato dallo sfruttamento
indiscriminato dei viventi.

Oggi saremo in piazza ad accompagnare e sostenere le rivendicazioni di studentesse e studenti.

Noi chi siamo? 20.000 persone per libertà e giustizia in PalestinaSiamo stati sabato 10 ottobre a Torino alla manifestaz...
14/10/2026

Noi chi siamo? 20.000 persone per libertà e giustizia in Palestina

Siamo stati sabato 10 ottobre a Torino alla manifestazione per la Palestina, una manifestazione gigantesca, la più grande d'Italia. Una miriade di collettivi e gruppi, migliaia di giovani, adulti e anziani, tra cui decine di docenti e molte centinaia di studenti. Tutti per chiedere libertà e giustizia per la Palestina, dove continua un genocidio criminale e dove il capo del governo e un suo ministro sono stati condannati dalla Corte Penale Internazionale per crimini contro l'umanità.
Nelle scuole abbiamo maturato precise idee sulle politiche dello stato israeliano e sulla resistenza palestinese, idee derivate non solo dalla lettura critica dell'attualità, ma dallo studio della storia, della letteratura, dell'arte, dell'urbanistica, del cinema, dalle narrazioni di testimoni e abbiamo intrapreso iniziative culturali, politiche e azioni di solidarietà. Abbiamo capito e scelto da che parte stare.
Ma i giornali locali hanno deciso di raccontare la giornata di sabato dando l'unico spazio a brevi tensioni a inizio corteo e al tentativo di denigrare una nota attivista torinese, citata con nome e cognome, mentre le istanze politiche di 20.000 persone sono state oscurate. Perché non sono venuti al corteo a intervistare i manifestanti? Perché non si sono chiesti che cosa ha mosso quella marea colorata e vivace e l'hanno resa invisibile? Un giornalismo serio avrebbe potuto mettere in evidenza la grandissima varietà di composizione sociale e di orientamento politico di 20.000 persone accomunate e unite dalla volontà di non tacere, anzi di urlare che il genocidio e l'apartheid devono cessare.
Da tre anni i media mainstream criminalizzano il movimento a sostegno della Palestina tacendo le motivazioni profonde che lo animano e soffiando sul fuoco della criminalizzazione del dissenso.
Come docenti, studenti, cittadine e cittadini siamo davvero esasperati da un giornalismo che non ci riconosce, che non è riuscito a convincerci della sua narrazione fasulla sulla Palestina, che continua a delegittimare un grande movimento della società civile mettendo l'attenzione solo su eventuali episodi non consoni al perbenismo ipocrita dei sepolcri imbiancati che ci "governano".
Noi siamo resi sudditi invisibili.
Non chiedeteci poi perché non compriamo più giornali…

La Scuola per la pace, 14 ottobre 2026

Solidarietà e ringraziamenti ad Autistici/InventatiSiamo finalmente riusciti a ripristinare integralmente il blog di Scu...
30/09/2026

Solidarietà e ringraziamenti ad Autistici/Inventati

Siamo finalmente riusciti a ripristinare integralmente il blog di Scuola per la pace, cambiando account, dopo la chiusura dello storico dominio, libero e non mercificato, Autistici/Inventati, a seguito di una operazione autoritaria innescata, senza alcun preavviso, dal Dipartimento del Tesoro USA. Della vicenda hanno parlato molti organi di stampa, senza che però alcuna autorità italiana o europea abbia avuto la volontà o la possibilità di intervenire per proteggere la libertà digitale in Italia. In altri termini, ci siamo sentiti impotenti sudditi USA, colpiti senza alcuna ragione da una censura che, a nostro, parere, ha l'unica motivazione di silenziare le voci del dissenso online, con tutta evidenza accuratamente monitorate e perseguite a livello globale. Con noi, oltre 10.000 siti, blog, indirizzi email sono stati oscurati all'improvviso, una prevaricazione che, come ha scritto il Manifesto, assume il significato di una guerra ibrida e lancia un pericoloso allarme per la libertà di espressione in futuro. La chiusura di Autistici/Inventati ci priva di un riferimento importante, ma accogliamo il loro invito a non fermarci, a continuare la resistenza, a non perdere il sorriso, a restare umani.

Esprimiamo dunque la nostra forte solidarietà ad Autistici/Inventati e li ringraziamo per l'ospitalità di cui abbiamo usufruito per quattro anni e per aver predisposto la possibilità di recupero dei materiali presenti online.

Per approfondimenti: https://keepitfree.ai/it/announcements/cartella-stampa/

Un ponte tra   e  Domenica 13 settembre dalle ore 16 e 30 Bocciofila Vanchiglietta Rami Secchi Mostra di disegni del pro...
08/09/2026

Un ponte tra e

Domenica 13 settembre dalle ore 16 e 30 Bocciofila Vanchiglietta Rami Secchi

Mostra di disegni del progetto didattico e poi laboratori artistici e creativi, letture, racconti, poesie e una merenda condivisa.
Ancora una volta insieme per Gaza e la Palestina.

Vi aspettiamo!

La Scuola per la pace di Torino e Piemonte esprime la propria solidarietà alla docente dell'IIS "Santorre di Santarosa" ...
04/06/2026

La Scuola per la pace di Torino e Piemonte esprime la propria solidarietà alla docente dell'IIS "Santorre di Santarosa" di Torino che, intervenuta a sostegno delle studentesse e degli studenti nel tentativo di neutralizzare pacificamente l'ennesimo volantinaggio contro la cosiddetta "cultura maranza", è stata nelle ore immediatamente successive oggetto di una incredibile campagna di denigrazione mediatica.

Come in altre occasioni, la sezione "D'Annunzio" di Gioventù Nazionale è comparsa davanti a scuola scortata da 7 agenti della Digos, il cui ruolo in queste situazioni risulta incomprensibile, così come è opaca la modalità di invio degli agenti e poco trasparente la ragione della loro presenza.

I militanti di GN hanno ripreso ragazze e ragazzi (anche minorenni) senza il loro consenso e nell'editing del video hanno tagliato le parole della nostra collega, manipolandone l'intervento.

Il volantinaggio è stato fronteggiato a mani n**e, senza alcun momento di tensione imputabile a docente, studentesse e studenti, che si sono limitati a invocare la libertà della scuola dal fascismo e a rivendicare, oggi, 3 giugno 2026, con un mondo in fiamme e il giorno dopo la Festa della Repubblica, che la scuola è antifascista ab origine, nella sua intima natura democratica sgorgata dalla Resistenza.

La sola arma che docente, studentesse e studenti hanno brandito è stata la loro voce: i contenuti apertamente razzisti e discriminatori del volantino sono stati contestati cantando Bella ciao ed è questo il senso profondo delle parole della docente, che ha esortato ragazze e ragazzi a "respingere con le parole" i contenuti veicolati da GN.

Nelle ore immediatamente successive si è scatenata una vera e propria sh*tstorm contro la nostra collega, pubblicamente offesa in centinaia di commenti ai diversi post che sui social hanno rilanciato il video, che in poche ore è rimbalzato dai social alla stampa locale a quella nazionale, arrivando alle istituzioni e alla pubblica censura del comportamento di docente, ragazze e ragazzi da parte dell' europarlamentare di Fratelli d'Italia Giovanni Crosetto. Quest'ultimo non ha esitato a riproporre l' argomento più trito e ritrito che esista, quello del "fascismo degli antifascisti", arrivando a scomodare il povero Pierpaolo Pasolini.

In questo momento ci stringiamo alla docente e alle colleghe e colleghi a lei vicine/i e alle studentesse e studenti, che poco più di un mese fa hanno imparato dall'intensa testimonianza di Adelmo Cervi il significato vivo e vibrante delle parole
ORA E SEMPRE RESISTENZA

La scuola per la pace di Torino e Piemonte invita a votare NO al referendum costituzionale sulla giustiziaPerché andare ...
20/03/2026

La scuola per la pace di Torino e Piemonte invita a votare NO al referendum costituzionale sulla giustizia

Perché andare a votare e perché andare a votare NO se ci battiamo per la pace e contro le guerre?

Perché in questi tre anni di guerra e propaganda abbiamo fatto esperienza sulla nostra pelle, nelle nostre scuole, di che cosa significa perdere, giorno dopo giorno, libertà, diritti e democrazia.

Ci hanno chiamati putiniani perché non aderiamo alla retorica dell’aggressore e dell’aggredito e ci opponiamo all’invio di armi all’Ucraina.

Hanno imposto nelle scuole, dopo il silenzio sull’Ucraina, il silenzio sul genocidio in Palestina. Per fare rispettare il silenzio, il ministro Valditara ha inviato gli ispettori nelle scuole colpevoli di ospitare la voce libera di Francesca Albanese.

Sempre Valditara ha imposto la regola assurda del contraddittorio, come se a scuola non ci fosse libertà di pensiero tra docenti e studenti, come se la scuola dovesse ridursi a un banale talk show, che forse è quello il modello di cultura che hanno nella testa.

Anche i corsi di formazione per gli insegnanti, sulla guerra e il genocidio in Palestina, sono stati censurati, se non erano di gradimento al ministero.

I libri di testo che non piacciono al ministero sono oggetto di censura. Gli editori sono intimiditi al fine di non lasciare emergere posizioni sulla storia contemporanea che critichino le scelte del governo. E’ questo il caso, noto e rilanciato dai media perché verteva sull’immigrazione, del manuale Trame del tempo.

I decreti sicurezza uno e due sono stati studiati per colpire le forme di protesta dei manifestanti che il governo ha individuato come bersaglio: lavoratori che occupano le strade, i senza casa che occupano immobili abbandonati, gli attivisti ambientali, gli studenti che in forma non violenta bloccano il traffico sulle strade oppure le stazioni e gli aereoporti.

Le situazioni che abbiamo citato sono tutte situazioni in cui direttamente o indirettamente alcuni di noi sono stati coinvolti.

La storia insegna e solo chi non vuole vedere rimane indifferente. E’ chiaro che adesso è venuto il momento dei magistrati. Bisogna impedire le inchieste scomode, che sono quelle contro il governo, la sua maggioranza e in generale chi in Parlamento baratta diritti in cambio di favori e non vuole essere disturbato da nessuno. Non vuole essere contestato dalle manifestazioni dal basso e non vuole subire controlli di legalità dall’alto.

La via intrapresa contro la Costituzione sulla guerra (l’articolo 11 è infatti stato dimenticato) ci porta a smantellare altri pezzi della Costituzione. Al centro del mirino oggi c’è la separazione dei poteri, c’è la subordinazione della magistratura alla politica.

Difendere la pace significa difendere la Costituzione, quella scritta da Terracini e da Calamandrei non quella sfregiata da Meloni e Nordio.

Votiamo convinti per tutelare la nostra libertà, votiamo convinti perché nella lotta contro la guerra la costituzione democratica e antifascista va preservata e difesa.

La disobbedienza civile delle/gli studenti contro le guerreAl Liceo Einstein, nell’intervallo, sono state bruciate in co...
20/03/2026

La disobbedienza civile delle/gli studenti contro le guerre

Al Liceo Einstein, nell’intervallo, sono state bruciate in cortile le bandiere di USA e Israele.
Secondo la legge è un reato, lo sappiamo.
Dunque le/gli studenti hanno scelto di compiere un atto di disobbedienza civile che non comporta alcuna violenza, alcun danno verso persone o cose, ma che ha una forte valenza simbolica e politica.
Usa e Israele hanno scatenato una guerra illegale contro l’Iran e il Libano che sta incendiando il Medio Oriente e creando una crisi energetica senza precedenti: chi potrebbe negarlo?
Usa e Israele hanno annientato il diritto internazionale che a scuola si insegna insieme con la Costituzione per formare cittadine/i consapevoli. Chi potrebbe negarlo?
Il gesto di bruciarne le bandiere significa che le guerre e i genocidi di coloro che si credono i re del mondo non appartengono a loro, significa ripudiare la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti (art. 11 della Costituzione).
Lo slogan “Noi non ci arruoliamo” a sua volta significa una scelta consapevole per la pace e la giustizia sociale, secondo i valori che a scuola cerchiamo di insegnare.
Mentre il mondo adulto affoga nelle sue contraddizioni e ipocrisie, mentre i potenti della terra stanno conducendo l’intero pianeta sull’orlo della distruzione, la disobbedienza civile delle/gli studenti è dunque un atto di responsabilità e di coraggio, un richiamo alla ragione contro la follia della guerra, come proclamava instancabilmente Erasmo da Rotterdam.
Ai giovani che mostrano di sapere da che parte stare va dunque la nostra solidarietà di docenti pacifisti e antimilitaristi perché il loro ripudio della follia della guerra e dei genocidi, il loro rifiuto di essere complici di politiche di morte e di distruzione sono anche i nostri e il loro aperto gesto di disobbedienza civile ravviva in noi la speranza che la nuova generazione saprà lottare per fermare le guerre e per costruire un mondo più giusto.

 , venerdi 13 marzo, ore 18.Volere la luna via Trivero 16
08/03/2026

, venerdi 13 marzo, ore 18.
Volere la luna via Trivero 16

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