Fotografaredonna

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Fotografaredonna FOTOGRAFAREDONNA-APS è un’associazione culturale che riunisce fotografe professioniste, artiste ed appassionate dell’arte della fotografia.

FOTOGRAFAREDONNA è un’associazione culturale che riunisce fotografe professioniste, artiste ed appassionate dell’arte della fotografia e che si propone di promuovere la creatività femminile in campo fotografico mediante attività di formazione e produzione fotografica e di approfondire la conoscenza della produzione artistica di genere attraverso l’organizzazione di mostre e convegni. Un’esigenza sempre più sentita nell’ambito della fotografia, più che in altre arti, proprio per la sua peculiarità tecnica che, rappresentando in modo evidente la cultura tecnologica maschile, continua ancor oggi ad essere attraversata, trasmessa e permessa ad un pubblico prevalentemente maschile. FOTOGRAFAREDONNA è nata da un percorso sperimentale condotto da Marisa Ulcigrai, ideatrice e presidente dell’associazione, che intrecciando progetto didattico e ricerca artistica ha sviluppato, con un gruppo di donne di svariate personalità, competenze e professionalità, un progetto di ricerca sull’identità femminile attraverso l’immagine fotografica: un impegno attento all’interiorità e sensibile al sociale che vuol essere anche modello e punto di partenza per tutti i progetti futuri. Le attività e le finalità di FOTOGRAFAREDONNA sono ispirate infatti a principi di pari opportunità tra uomini e donne e rispettose dei diritti inviolabili della persona.

13/10/2026

Due mostre a Roma restituiscono la ricerca sul corpo, il genere e le tradizioni popolari condotta dalla fotografa napoletana a partire dagli anni sessanta. Leggi l'articolo di Giovanna D'Ascenzi. http://intern.az/1Ro8

Anche Fotografaredonna ha partecipato a DRAGA IN FESTARingraziamo gli organizzatori che ci hanno invitatoFoto: Nadia Sir...
13/10/2026

Anche Fotografaredonna ha partecipato a DRAGA IN FESTA
Ringraziamo gli organizzatori che ci hanno invitato
Foto: Nadia Sirca

Fotografaredonna, Marina Postogna, Nadia Sirca, Marisa Ulcigrai

29/09/2026

Lei è Gris Jordana, direttrice della fotografia catalana de “La bola negra”, il film di Javier Calvo e Javier Ambrossi che, a Cannes 2026, ha ricevuto il premio per la miglior regia.
Ispirato a un’opera incompiuta di Federico García Lorca e al testo teatrale “La piedra oscura” di Alberto Conejero, il film attraversa tre epoche, 1932, 1937 e 2017, raccontando le vite di tre uomini uniti dal desiderio e dal clima di repressione per chi era omosessuale.
Il titolo, “la bola negra”, rimanda a un sistema di esclusione sociale: una pallina nera usata per respingere qualcuno da un circolo o da una comunità. Nel film diventa metafora della marginalizzazione omosessuale, ma anche della trasmissione del dolore tra generazioni.
In un racconto così costruito su epoche diverse, il rischio era trasformare la fotografia in un esercizio illustrativo. Jordana invece ha affrontato il film cercando una continuità visiva.
La guerra civile sp****la, la repressione, il desiderio omosessuale, il rapporto con la memoria di Lorca e la distanza fra ciò che una società consente di vivere e ciò che costringe a nascondere. La fotografia non deve soltanto “ricostruire” il passato. Deve permettere allo spettatore di sentirne la presenza.
Il percorso di Gris Jordana racconta l’evoluzione di una generazione di direttrici della fotografia che ha conquistato uno spazio sempre maggiore nel cinema spagnolo.
Nata a Manlleu, in Catalogna, nel 1981, Jordana ha lavorato nel cinema, con Clara Roquet, Carla Simón.
E ha ottenuto già due candidature al Goya.
Il suo percorso è interessante perché cerca di rendere visibile l’invisibile: desideri repressi, amori cancellati, identità negate, memorie che sopravvivono nonostante la violenza della storia.
Ed è proprio qui che il lavoro di una direttrice della fotografia diventa qualcosa di più della costruzione di immagini: diventa strumento narrativo capace di dare forma e luce alla memoria.

28/09/2026
22/09/2026

Elle s'appelait Dora Maar.⠀

Née le 22 novembre 1907 à Paris, sous le nom Henriette Théodora Markovitch. Enfance en Argentine, retour à Paris à treize ans, et une ambition précise : faire de l'image un métier.⠀

Elle se forme à l'Union centrale des arts décoratifs, à l'École de photographie, à l'académie Julian, dans l'atelier d'André Lhote — où elle croise un certain Henri Cartier-Bresson. Vers 1930, elle ouvre un atelier rue Campagne-Première. Elle adopte un pseudonyme pour travailler : Dora Maar. Portrait, nu, mode, publicité, photographie surréaliste. Elle signe le manifeste surréaliste en 1935. Fin de cette même année, Jean Renoir l'engage comme photographe de plateau sur Le Crime de Monsieur Lange.⠀

En janvier 1936, Paul Éluard lui présente Pablo Picasso au café des Deux-Magots.⠀

Elle a vingt-huit ans. Elle est au sommet.⠀

En mai 1937, Picasso commence Guernica dans son atelier de la rue des Grands-Augustins. C'est elle qui photographie les états successifs de la toile — coup par coup, session par session. Les clichés partent chez Christian Zervos, directeur des Cahiers d'art, et sont publiés dans des revues internationales. Sans ses photographies, personne n'aurait vu Guernica naître.⠀

En 1943, Picasso la quitte pour Françoise Gilot — sans avoir rompu avec Marie-Thérèse Walter.⠀

La rupture provoque une dépression nerveuse. Elle est internée à l'hôpital Sainte-Anne. On lui administre des électrochocs. Éluard et Picasso obtiennent son transfert chez Jacques Lacan.⠀

Picasso lui achète une maison à Ménerbes, dans le Vaucluse. Elle s'y retire. Elle peint, seule, pendant des décennies. Ses toiles ne sont jamais exposées de son vivant.⠀

Elle meurt le 16 juillet 1997 à l'Hôtel-Dieu. Elle est inhumée au cimetière communal de Clamart.⠀

Ce n'est qu'en 1998, à la vente de sa succession, que l'ampleur de son œuvre est révélée. En 2019 — vingt-deux ans après sa mort — le Centre Pompidou organise sa première grande rétrospective. Il conserve dans ses collections 1 850 négatifs et 270 contacts de ses photographies.⠀

Son nom évoque encore d'abord le tableau que Picasso a fait d'elle. Pas les siens.⠀

La mémoire ne se transmet pas toute seule.⠀

Elle s'appelait Dora Maar.

WOMEN ROCKIN IN A FREE WORLD. Al Rock Camp una giornata contro la violenza sulle donne.
21/09/2026

WOMEN ROCKIN IN A FREE WORLD. Al Rock Camp una giornata contro la violenza sulle donne.

Al ROCK CAMP FESTIVAL, inaugurato ufficialmente il 4 settembre, abbiamo esposto anche la nostra mostra ROCK E/E’ DONNA. ...
16/09/2026

Al ROCK CAMP FESTIVAL, inaugurato ufficialmente il 4 settembre, abbiamo esposto anche la nostra mostra ROCK E/E’ DONNA. Grazie all’associazione ROCK OUT - x project che ci ha invitato e a tutte le persone che l’hanno visitata e grazie anche per tutte le immagini che ci avete inviato e continuate a mandarci. Un inaspettato riscontro che non immaginavamo e che naturalmente ci ha fatto molto piacere.

📷 Marina Postogna, Nadia Sirca, Marisa Ulcigrai

La nostra foto del mese di settembre  del calendario ROCK E'/E DONNA. Barbara Stefani, visual artist cantante presso Lad...
12/09/2026

La nostra foto del mese di settembre del calendario ROCK E'/E DONNA. Barbara Stefani, visual artist cantante presso Lady B.
Qui ripresa durante un concerto da Hamerica's a Trieste.

Foto: Marina Postogna

Indirizzo

Trieste
34100

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