18/08/2026
⚠️ Piazza Libertà, a Trieste, non può diventare terreno di intimidazione, razzismo e violenza politica.
Gli attacchi più beceri contro le persone migranti e contro chi ogni giorno presta loro assistenza tornano periodicamente, assumendo forme diverse. Questa volta è Forza Nuova ad annunciare per venerdì 21 agosto una cosiddetta “passeggiata della sicurezza” per le strade di Trieste.
Non è la prima iniziativa di questo tipo. Da tempo persone e associazioni che cercano di garantire un minimo di accoglienza a chi arriva dalla rotta balcanica vengono indicate come un problema, attaccate e intimidite. Tutto questo mentre le istituzioni che dovrebbero gestire un fenomeno strutturale e garantire servizi adeguati continuano a lasciare centinaia di persone a vivere per strada o nei magazzini del Porto Vecchio.
❌ È un meccanismo che conosciamo bene: si lascia che una situazione di degrado si trascini, poi si trasformi in disagio e ostilità verso chi è più vulnerabile e verso chi cerca di aiutare. Una strategia che alimenta divisioni e razzismo anziché affrontare e risolvere i problemi.
Il clima che si respira a Trieste (e non solo) è preoccupante anche sui social, dove circolano quotidianamente insulti razzisti, offese e minacce contro le persone migranti, i volontari e, in particolare, chi opera con Linea d’Ombra. La quantità e la reiterazione di questi contenuti hanno ormai superato da tempo i confini del legittimo dissenso, contribuendo a creare un clima intimidatorio che non può essere sottovalutato.
📣 Per questo la rete solidale dei Fornelli Resistenti ha scritto al Prefetto di Trieste, chiedendo di valutare con la massima attenzione l’opportunità di permettere una manifestazione di questo tipo e di intervenire preventivamente perché siano tutelate le persone e l’ordine pubblico.
L’appello può essere letto e sottoscritto al link nel primo commento 👇
🫂 Come Patto per l’Autonomia e Adesso Trieste esprimiamo piena solidarietà alle persone migranti, ai volontari e alle volontarie che ogni giorno garantiscono assistenza dove le istituzioni non riescono a farlo e invitiamo la cittadinanza a sottoscrivere l’appello.
La sicurezza delle persone e degli spazi pubblici è responsabilità dello Stato. Non può essere delegata a gruppi politici che decidono autonomamente di pattugliare le nostre strade.
Da parte nostra continueremo a lavorare in Consiglio regionale e comunale per chiedere che all’emergenza dell’accoglienza venga finalmente data una risposta istituzionale, dignitosa e strutturale.