20/06/2026
NO alla partecipazione di israele agli europei di baseball under 18
Il manifesto di Ronchi a sostegno della Palestina - venerdì 26 giugno assemblea pubblica nella sala del consiglio comunale del Municipio di Piazza Unità a Ronchi alle ore 18.00
Nessuna terra franca per i complici di un genocidio: Israele fuori da Ronchi e dal Friuli Venezia Giulia!
Ronchi dei Legionari non è un luogo qualunque. È una città Medaglia d'Argento al Merito Civile, che ambisce anche a quella d'oro, un territorio che porta la coscienza storica dell'antifascismo, della Resistenza e della lotta contro l'oppressione scolpita nelle sue pietre, nelle sue piazze e nel sangue dei suoi cittadini. Questa terra, che ha pagato un prezzo immenso per la libertà e l'autodeterminazione dei popoli, si trova oggi costretta a subire un insulto intollerabile: ospitare il Campionato Europeo di Baseball Under 18 con la partecipazione ufficiale della nazionale dello Stato d'Israele. Non può e non deve esserci spazio per la retorica ipocrita dell'“inclusività” o della "neutralità dello sport" quando sul campo scendono i rappresentanti di uno Stato che sta compiendo un sistematico genocidio, un'epurazione etnica e un regime di apartheid contro il popolo palestinese. Per quello che ci riguarda la neutralità di fronte all'oppressione è, nei fatti, complicità con l'oppressore. La narrazione dell'inclusività e del fair play crolla indiscutibilmente di fronte ai dati devastanti che provengono dalla Striscia di Gaza e dalla Cisgiordania occupata. A ciò si aggiunge l'emissione di ordini di arresto contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e l’allora ministro della Difesa Yoav Gallant ed altri sono in fase di emissione per i crimini di guerra compiuti da Israele contro i palestinesi. Lo sport non può lavare il sangue di una popolazione stremata da decenni di occupazione coloniale e, oggi, da un'aggressione militare senza precedenti. Rimanendo all'interno del diamante del baseball e della comunità sportiva complessiva, ricordiamo che la furia dell'esercito israeliano a Gaza ha sterminato decine di migliaia di civili, tra cui oltre 800 sportivi, atleti e dirigenti. Tra loro ci sono compagni di squadra, sogni spezzati e promesse dell'atletica e del baseball palestinese, come:
· Mustafa Ahmad Abd Tafesh, orgoglio della Nazionale palestinese.
· Ashraf Awad Murad, direttore della Federazione Palestinese di Baseball e Softball (PFBS).
· Mohannad Khalil Mahmoud Ayoub, giovanissimo talento dell'Hilal Sports Club.
· Ahmad Ali Ahmad Al-Gharbawi, atleta di soli 17 anni.
· Basant Khaled Zuhdi Joudeh Ahmad, promessa dello sport strappata alla vita.
Insieme a loro, ogni singolo impianto sportivo, stadio, palestra e campo di allenamento a Gaza è stato sistematicamente rasato al suolo dalle bombe israeliane o trasformato in campo di detenzione e tortura temporaneo. Israele ha distrutto il diritto allo sport, al gioco e alla vita di un'intera generazione. Per questo, il silenzio delle nostre istituzioni e delle federazioni sportive locali e nazionali non è un'opzione accettabile. Isolare Israele dalle competizioni internazionali — siano esse culturali, accademiche o sportive — non costituisce una scelta punitiva arbitraria verso i singoli atleti, ma un atto dovuto di sanzione politica e di pressione diplomatica contro la distruzione totale della vita e del tessuto sociale in Palestina.
Così come storicamente il boicottaggio sportivo internazionale è stato uno strumento fondamentale per scardinare il regime di apartheid in Sudafrica, oggi l'esclusione delle delegazioni ufficiali israeliane è l'unico segnale concreto per dire che il mondo non accetta la normalizzazione dell'orrore. Invitare una nazionale che rappresenta volendo o non volendo lo Stato d'Israele significa sdoganare la propaganda di un governo criminale e permettergli di usare lo sport come paravento diplomatico. Abbiamo per soprattutto per queste ragioni deciso di mobilitarci per gridare forte, uniti e determinati, che chi rappresenta l'apartheid, il colonialismo di insediamento e il massacro deliberato di civili non è gradito nella nostra terra. Il comitato promotore lancia un percorso di lotta permanente sul territorio regionale e invita tutta la cittadinanza, i movimenti sociali, i sindacati e le realtà studentesche a convergere verso i prossimi appuntamenti cruciali.
Il cuore pulsante della nostra mobilitazione partirà venerdì 26 giugno con assemblea pubblica nella sala del consiglio comunale del Municipio di Piazza Unità a Ronchi alle ore 18.00 per ascoltare le testimonianze dirette e i contributi di attivisti, cooperanti e sportivi che subiscono quotidianamente il giogo dell'occupazione militare approfondire il contesto geopolitico attuale, smontando la propaganda mainstream e svelando le radici storiche della pulizia etnica in corso, per approfondire l'efficacia e l'applicazione radicale delle campagne di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) come strumento nonviolento ma drastico di pressione economica, culturale e sportiva. Nonchè per organizzare collettivamente le azioni di piazza e i presidi che contesteranno la presenza della nazionale israeliana per tutta la durata del torneo europeo.
Comitato promotore a sostegno della Palestina