Coordinamento CARE

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Coordinamento CARE Il Coordinamento CARE - Coordinamento delle Associazioni Familiari adottive e affidatarie in Rete - è la più grande realtà di famiglie accoglienti italiane.

28/10/2026

Ieri c'è stata una lunga requisitoria del PM durante il processo a Kaufmann per l'uccisione della compagna Anastasia e della figlia Andromeda di 14 mesi.

Nel chiedere l'ergastolo il PM ha fatto scorrere le immagini della bambina trovate sul telefono della madre.
Il PM ha ricordato che Kaufmann, cittadino americano, è stato fermato per strada dalle forze dell'ordine per essere identificato almeno tre volte, ogni volta allertate dai cittadini preoccupati per la bambina.

Il PM ha sottolineato che gli agenti non hanno fatto bene il loro lavoro e se avessero fatto quello che andava fatto, forse la bambina sarebbe ancora viva. Ha aggiunto che gli agenti si sono fatti manipolare da Kaufmann.

Il PM però non ha spiegato come si sono fatti manipolare.
All'alba di quel terribile omicidio su questa pagina l'ho spiegato io.

I BIAS CHE HANNO UCCISO ANDROMEDA

Non avevo ancora scritto nulla su questa tragica vicenda di cronaca seppure fin dall' inizio sembrasse un caso in cui le istituzioni sono arrivate troppo tardi.

Le ultime novità emerse grazie alla trasmissione TV Chi l'ha visto, invece, mi persuadono a mettere in chiaro cosa deve accaduto nel sistema di protezione (dalla polizia alla associazione di volontariato che offre la tenda) per aver fatto precipitare gli eventi. Perché la bimba, è ormai evidente, davvero poteva essere salvata se non fossero intervenuti i bias.
Bias che tutti abbiamo e che se non LI RICONOSCIAMO ci fanno prendere le decisioni sbagliate. A volte queste decisioni sbagliate hanno esiti tragici. È quindi fondamentale che i servizi di protezione dell'infanzia lavorino sui propri bias, dando per scontato la loro esistenza.

C'è un solo raggio di luce in questo buio che ha condotto Andromeda verso la morte. Molti cittadini hanno fatto la loro parte, hanno fatto segnalazioni, ci hanno messo la faccia. Purtroppo non sono stati presi abbastanza sul serio. Per questo motivo questa vicenda tragica impone una riflessione che vada oltre la cronaca e tocchi i meccanismi profondi della percezione sociale e istituzionale del pericolo.

Andromeda, infatti, è morta sotto gli occhi dello Stato. Non nel buio di una stanza nascosta, non nel silenzio complice di una famiglia violenta. È morta alla luce del sole, in strada, nel pieno di una capitale europea. La bimba è stata persino avvicinata da agenti di polizia. Ma non è stata salvata.

Accanto a lei c’era - sempre - un uomo bianco occidentale in evidente stato di alterazione mentale, disorientato, incoerente. Eppure, tutto è sembrato "abbastanza normale" da non meritare un intervento. Quell’uomo, infatti , più volte, in varie parti della città, nel centro di Roma, è stato ritenuto innocuo, nonostante le segnalazioni della cittadinanza e i segnali evidenti di instabilità.

La risposta non sta solo nelle mancanze individuali, ovviamente, ma in un insieme di bias cognitivi e culturali che agiscono in modo sistemico. Bias che, in questo caso, hanno avuto conseguenze fatali.

Vediamo quali.

👉🏾Il privilegio bianco

Kaufman era un uomo bianco, americano, apparentemente ben curato. Questa combinazione ha attivato inconsciamente negli agenti e nei passanti che non hanno avvertito il pericolo un set di aspettative positive: l’idea che fosse affidabile, non pericoloso, potenzialmente solo in difficoltà.

È il cosiddetto white privilege, che non si limita a offrire opportunità, ma produce una vera e propria sospensione del giudizio critico. La pelle bianca, in contesti occidentali, continua a funzionare come uno scudo simbolico, anche di fronte a comportamenti anomali.

👉🏾 Status, cittadinanza

Non era solo il colore della pelle a proteggere Kaufman. Era anche il suo passaporto americano. Aveva un’aria vagamente istruita. Tutti elementi che contribuiscono a costruire un filtro di rispettabilità automatica, in netta contrapposizione a come verrebbero percepiti altri corpi marginalizzati. Un uomo rom, nero, povero, o semplicemente non occidentale, con una bambina accanto e in stato confusionale, avrebbe probabilmente subito un fermo o almeno un approfondimento. Kaufman invece era uno come noi, uno come quelli che decidono.

👉🏾Il bias di genere

Un uomo con una bambina è un padre e quindi gli si attribuisce un ruolo di guida, protezione, responsabilità. Non viene messa in discussione la sua legittimità accanto a un minore, fino a prova contraria. E la prova contraria, in questo caso, non è stata nemmeno cercata. Nessuno ha verificato se la bambina fosse davvero sua figlia. Nessuno ha chiesto documenti o riscontri. Quella bimba non è mai stata dichiarata, l'inizio di una scala di negazione dei suoi diritti. Bastava la parola dell’uomo. Chissà se una donna senza fissa dimora o straniera avrebbe ricevuto la stessa presunzione di innocenza. I padri, si sa, fanno le cose come possono e già portandola in braccio ci fa pensare che sia un buon padre.

👉🏾 L’effetto alone

Il comportamento di Kaufman era incoerente, le sue spiegazioni confuse, è stato visto ferito e barcollante. Eppure, tutto il contesto (la sua lingua, il suo tono, il suo abbigliamento) ha contribuito a costruire un alone positivo. È il cosiddetto "halo effect", per cui un tratto percepito come favorevole (per esempio, l’aspetto curato o la buona dizione) si estende a giudizi complessivi su una persona. La sua instabilità mentale è stata letta come eccentricità. Il disagio della bambina è stato interpretato come timidezza. Il pericolo è stato disinnescato dalla rassicurazione superficiale.

👉🏾Il bias di conferma

Una volta stabilita la narrazione che si trattasse solo di un padre un po’ in difficoltà, ma non pericoloso, tutti gli altri segnali sono stati filtrati per confermare quella versione.
Il bias di conferma, infatti, ci fa selezionare solo le informazioni che rafforzano l’idea che ci siamo già costruiti. In questo schema mentale, le contraddizioni non allarmano perché vengono ignorate o razionalizzate. È così che una bambina silenziosa, sporca, disidratata resta con chi la sta portando verso la morte. Non perché nessuno la veda, ma perché nessuno riesce a mettere in discussione l’interpretazione iniziale.

👉🏾 Effetto spettatore

Anche chi ha avuto dubbi, probabilmente, si è affidato all’idea che se nessuno è intervenuto, un motivo ci sarà. È il classico effetto spettatore, amplificato quando le istituzioni sono coinvolte. La polizia ha controllato, e quindi avrà valutato correttamente. L’apparente normalità della scena, confermata dall’autorità, ha bloccato ogni ulteriore azione. Ma la normalità non è neutra. Ci dobbiamo sempre ricordare che è costruita su pregiudizi, abitudini, stereotipi.

Insomma la piccola Andromeda non è morta solo per l’azione di un uomo. È morta per l’attivazione di bias profondi, strutturali, spesso invisibili, che guidano le nostre decisioni anche quando pensiamo di essere oggettivi. Bias che rendono invisibili i più vulnerabili.

Alla donna che ha chiamato la polizia e ha insistito perché Kaufman fosse fermato con quella bambina in braccio è stato detto che aveva un atteggiamento da stalker perché non si arrendeva alle risposte semplificate fornite dagli agenti. A lei il mio grazie, non deve essere facile adesso vivere con i sensi di colpa per non aver fatto di più. Hai fatto moltissimo. Hai scardinato tutti i bias per vedere una bambina per come stava davvero: in reale pericolo.

28/10/2026

Il 14 novembre parte il Ciclo di incontri PRIMI PASSI DAL DESIDERIO ALLA CONSAPEVOLEZZA organizzato dalla Sezione di Roma per chi pensa di adottare un bambino o sta alle prime fasi dell'iter preadottivo. Sono 4 incontri tenuti da volontari e operatori che si svolgono in 4 sabato tra novembre e febbraio. E' richiesta la partecipazione. Se sei interessato/a, compila entro il 31 ottobre questa form: https://forms.gle/jxyc4HAHfbGnfynB8
Trovi altre info a questo link: https://genitorisidiventa.org/evento/primo-incontro-primi-passi/
Ti aspettiamo!

ISCRIZIONI CHIUSE!Abbiamo raggiunto la capienza massima della sala per il nostro convegno internazionale “Valorizzare le...
27/10/2026

ISCRIZIONI CHIUSE!

Abbiamo raggiunto la capienza massima della sala per il nostro convegno internazionale “Valorizzare legami, generare futuro. Reti e associazioni familiari nei sistemi di tutela dell’infanzia in Europa”, in programma a Roma il 7 novembre.

È un risultato che ci rende particolarmente felici e che testimonia il grande interesse per un confronto europeo sui sistemi di tutela dell’infanzia, sul ruolo delle reti di associazioni familiari e sulla necessità di preparare all’accoglienza e accompagnare nel tempo bambini, ragazzi e famiglie.

Grazie a tutte le persone, alle associazioni e alle realtà che hanno scelto di partecipare.

Il 7 novembre saremo insieme, con le reti associative di Italia, Francia e Spagna e con i tanti protagonisti dei sistemi di tutela, per condividere esperienze, interrogativi e prospettive per il futuro.

Le iscrizioni sono ufficialmente chiuse, ma il confronto è appena cominciato.

Ci vediamo a Roma!

IL CARE SPIEGA – QUALIFICARE L’AFFIDO FAMILIARELA SCUOLA È UNA RISORSA PER L’AFFIDOPer i bambini e le bambine, i ragazzi...
26/10/2026

IL CARE SPIEGA – QUALIFICARE L’AFFIDO FAMILIARE

LA SCUOLA È UNA RISORSA PER L’AFFIDO

Per i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze che vivono fuori dalla famiglia di origine, la scuola può rappresentare uno spazio di resilienza, un luogo in cui ricostruire la fiducia negli adulti, sperimentare relazioni significative e trovare nuove opportunità di crescita.

Ma perché questo accada, la scuola deve essere preparata ad accogliere storie personali complesse, spesso segnate da esperienze traumatiche e cambiamenti improvvisi.

A questo tema QualifiCARE l’affido familiare – Aggiornamenti 2026 dedica un approfondimento specifico, ripercorrendo anche il lavoro che ha portato, nel 2017, alla definizione delle Linee guida per il diritto allo studio delle alunne e degli alunni fuori dalla famiglia di origine, alla cui elaborazione ha contribuito il Coordinamento CARE.

Le Linee guida contengono indicazioni concrete che possono fare una differenza significativa nella vita scolastica:

- La possibilità di iscriversi e trasferirsi anche durante l'anno scolastico, con procedure adeguate alle situazioni di accoglienza.

- L'attenzione ai tempi di inserimento, prevedendo, in situazioni particolari, la possibilità di posticipare l'inizio della frequenza.

- La scelta della classe considerando la storia personale e i bisogni dell'alunno o dell'alunna.

- La personalizzazione della didattica e la valorizzazione delle risorse relazionali della classe.

- La presenza di docenti referenti formati e la collaborazione tra scuola, famiglie affidatarie e servizi.

Un principio è fondamentale: la scuola deve riconoscere i bisogni e le storie personali di ogni alunno e alunna, costruendo le condizioni per una piena partecipazione.

Eppure, a distanza di anni dalla pubblicazione delle Linee guida, manca ancora un monitoraggio sistematico della loro attuazione. La formazione degli insegnanti resta disomogenea e spesso affidata all'iniziativa dell'associazionismo familiare.

Per il Coordinamento CARE, qualificare l'affidamento familiare significa anche garantire che la scuola sia parte integrante del progetto di tutela, capace di accompagnare i percorsi dei bambini e dei ragazzi e contribuire concretamente al loro benessere.

Una scuola preparata ad accogliere le storie più complesse è una scuola migliore per tutti e tutte.

Leggi l'approfondimento «Affido e scuola» in QualifiCARE l’affido familiare – Aggiornamenti 2026:

https://coordinamentocare.org/affido/webinar-qualificare-affido-familiare-2026/

25/10/2026
24/10/2026

💚🧡APPELLO URGENTISSIMO PER LA PICCOLA GRANDE MAVI🧡💚

𝗥𝗶𝘃𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗮 𝗳𝗮𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲 𝗔𝗳𝗳𝗶𝗱𝗮𝘁𝗮𝗿𝗶𝗲 (𝗙𝗼𝗿𝗺𝗮𝘁𝗲 𝗗𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗘𝗻𝘁𝗶 𝗖𝗼𝗺𝗽𝗲𝘁𝗲𝗻𝘁𝗶) 𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝗧𝗼𝘀𝗰𝗮𝗻𝗮 𝗻𝗲𝗶 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗣𝗿𝗮𝘁𝗼, 𝗙𝗶𝗿𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗲 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗶𝗻𝗰𝗶𝗮.
​
Cerchiamo una famiglia (con o senza figli), una coppia o una persona single che possa offrire accoglienza, calore e protezione a una ragazzina di 12 anni.
Mavi ​finora ha dovuto prendersi cura della propria famiglia, a cui è molto legata, sviluppando una grande maturità, ma anche un profondo affaticamento.
Per lei è giunto il momento di ritrovare la serenità, la spensieratezza e il tempo per sé, potendosi finalmente affidare ad adulti pronti ad affiancarla, guidarla e sostenerla nel suo percorso di crescita.
​
I servizi sociali per lei cercano una realtà familiare con una buona capacità d'ascolto, paziente ed empatica, capace di rispettare i suoi tempi e di aiutarla a "sgravarsi" dai troppi compiti che ha sempre portato sulle spalle.
𝗠𝗮𝘃𝗶 𝗵𝗮 𝗶𝗹 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗱 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗮.

Se vuoi renderti disponibile o chiedere maggiori informazioni scrivi a [email protected] oppure scrivi su WhatsApp ai numeri 3381635001; 333 809 9852

_L' Associazione Gefyra svolge la funzione di PONTE fra le famiglie accoglienti e i Servizi Sociali che hanno in carico le minori e sottolinea che spetta solitamente a quest' ultimi la valutazione e l' abbinamento delle risorse ai bambini e ragazzi._

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23/10/2026

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ADOLESCENZA E GENITORIALITÀ: IL CONFLITTO, L’ESPLORAZIONE, LA RICERCA DI SÉ

Perché durante l’adolescenza i figli sembrano prendere le distanze? Come possiamo accompagnarli mentre cercano la propria autonomia? E come distinguere le sperimentazioni, anche rischiose, dai segnali di un disagio che richiede attenzione?

Torniamo su questi temi attraverso un articolo che riprende e rielabora il dialogo con Valeria Palano, psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, realizzato nel 2022 nell’ambito dei nostri “Dialoghi sull’adolescenza”.

Parliamo di conflitti, ritiro sociale, rapporto con il corpo, costruzione dell’identità e ruolo dei genitori.

A completare l’articolo, una postilla che, a quattro anni di distanza, apre ulteriori interrogativi sulle esperienze degli adolescenti di oggi.

📖 Leggi l’articolo:
https://associazionegenitoriche.org/adolescenza-genitorialita-conflitto-identita/

All’interno trovi anche il video integrale dell’incontro.

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22/10/2026

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Indirizzo

C/o Centri Di Servizio Per Il Volontariato Del Lazio CESV-SPES Via Liberiana 17
Rome
00184

Orario di apertura

Lunedì 11:00 - 15:00
Martedì 11:00 - 15:00
Mercoledì 11:00 - 15:00
Giovedì 11:00 - 15:00
Venerdì 11:00 - 15:00

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