Comitato per la Palestina - Pordenone

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Comitato per la Palestina - Pordenone Siamo un collettivo apartitico e indipendente, unito dalla volontà irrinunciabile di stare al fianco del popolo palestinese.

Lo facciamo attraverso iniziative di solidarietà, mediante flash mob, manifestazioni e iniziative culturali.

LE LINEE ROSSE DI EISENKOT. E I DIRITTI DEI PALESTINESI?Ai palestinesi viene chiesto continuamente di superare un esame:...
01/11/2026

LE LINEE ROSSE DI EISENKOT. E I DIRITTI DEI PALESTINESI?

Ai palestinesi viene chiesto continuamente di superare un esame: condannare, prendere le distanze, dimostrare di essere interlocutori accettabili. Persino quando sono cittadini di Israele, il riconoscimento del loro ruolo politico sembra dipendere dalla disponibilità ad accettare condizioni decise da altri.

Eisenkot chiede ai partiti arabi di riconoscere Hamas come organizzazione terroristica e sostenerne la distruzione. Una condizione che solleva una domanda precisa: che cosa significa, concretamente, “distruzione”? Quali limiti vengono posti all’azione militare? Quali garanzie vengono offerte alla popolazione civile di Gaza?

Condannare gli attacchi contro i civili non può significare concedere un’autorizzazione a colpire un’intera popolazione. Nessun obiettivo militare può giustificare la punizione collettiva. La vita dei palestinesi non può diventare il prezzo di un accordo elettorale.

Fermare Netanyahu, Ben-Gvir e Smotrich è un obiettivo politico che non può chiedere ai palestinesi di rinunciare alla propria voce. Un’alleanza che pretende il loro sostegno deve ascoltare anche le loro richieste: protezione dei civili, fine della guerra, uguaglianza, libertà e fine dell’occupazione.

Le linee rosse devono valere anche quando a essere uccisi sono i palestinesi. Devono difendere un bambino di Gaza, una famiglia minacciata dai coloni, una comunità costretta ad abbandonare la propria terra.

La credibilità di un’alternativa politica si misura anche da questo: dalla capacità di riconoscere ai palestinesi diritti che non dipendano dalla convenienza di una maggioranza.

La libertà palestinese non è una concessione elettorale. È un diritto.

🇵🇸 NOVEMBRE PER LA PALESTINA: PORDENONE SI MOBILITALa solidarietà vive nella partecipazione, nella cultura e nelle piazz...
31/10/2026

🇵🇸 NOVEMBRE PER LA PALESTINA: PORDENONE SI MOBILITA

La solidarietà vive nella partecipazione, nella cultura e nelle piazze. A novembre il Comitato per la Palestina di Pordenone promuove tre appuntamenti per dare spazio alle voci palestinesi, incontrarsi e sostenere la lotta per la libertà, la giustizia e l’autodeterminazione.

🔴 VENERDÌ 6 NOVEMBRE · ORE 20.00
HeART OF GAZA – SARANNO LE FARFALLE

Un dialogo fra Mohammed Timraz ed Enrico Frattaroli, tra i disegni dei bambini di Gaza e la video-opera “Saranno le farfalle”. L’arte diventa testimonianza, custodisce la memoria e porta davanti ai nostri occhi le vite e i desideri dei bambini.

📍 Sala conferenze Teresina Degan – Biblioteca Civica, Piazza XX Settembre 11, Pordenone.

🔴 VENERDÌ 13 NOVEMBRE · ORE 20.00
LIBERTÀ PER MARWAN BARGHOUTI

Una serata dedicata a Marwan Barghouti e alla libertà dei prigionieri palestinesi, con la proiezione di spezzoni del film “Tomorrow’s Freedom”. Con Nara Ronchetti e don Giorgio Scatto e gli interventi di Luisa Morgantini e Mona Abu Amara.

La libertà dei prigionieri deve tornare al centro dell’attenzione e della mobilitazione internazionale.

📍 Sala conferenze Teresina Degan – Biblioteca Civica, Piazza XX Settembre 11, Pordenone.

🔴 SABATO 21 NOVEMBRE · ORE 18.00
INSIEME PER LA PALESTINA
Presidio di solidarietà

Torniamo in piazza per chiedere protezione per i civili, aiuti umanitari senza ostacoli, la fine degli sfollamenti forzati e la libertà per tutti i prigionieri palestinesi. Per sostenere il diritto del popolo palestinese a vivere libero nella propria terra.

📍 Piazzetta Cavour, Pordenone.

Porta una bandiera, accendi una luce. Facciamo sentire la nostra presenza: nelle sale, nelle strade, nelle piazze.

🇵🇸 L’ultimo giorno di occupazione sarà il primo giorno di pace.

Comitato per la Palestina di Pordenone

VORREI CHE I BAMBINI NON MORISSERO«Vorrei che i bambini non morissero.»Leggo queste parole e penso ai bambini della mia ...
31/10/2026

VORREI CHE I BAMBINI NON MORISSERO

«Vorrei che i bambini non morissero.»

Leggo queste parole e penso ai bambini della mia terra. Penso a cosa dovrebbe essere la loro giornata: svegliarsi, andare a scuola, incontrare gli amici, tornare a casa. Avere qualcuno che chiede com’è andata, un letto dove dormire, la certezza di ritrovare la propria famiglia al mattino.

Per i bambini palestinesi anche queste cose sono diventate un desiderio. E noi continuiamo a dover chiedere ciò che dovrebbe essere garantito a ogni essere umano: lasciateli vivere.

Nell’immagine dei bambini che tornano e raccontano «Giocavamo con le stelle» c’è il desiderio di ogni genitore: riabbracciarli, sentirli parlare, saperli al sicuro.

È per questo che continuiamo a scendere in piazza, a parlare della Palestina, a chiedere la fine dei bombardamenti e dell’occupazione. Vogliamo che i nostri bambini crescano liberi nella loro terra. Che possano diventare adulti, custodire ricordi felici e raccontarli ai propri figli.

Vogliamo vederli tornare a casa.

🇵🇸 INSIEME PER LA PALESTINA
📅 Sabato 21 novembre, ore 18.00
📍 Piazzetta Cavour – Pordenone

Portiamo in piazza le nostre voci e le bandiere palestinesi. Per i bambini, per la libertà, per la giustizia.

Comitato per la Palestina di Pordenone
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31/10/2026

30 ottobre SCIOPERO generale

Secondo i risultati riportati da L’Indipendente, le due liste arabe hanno conquistato 19 seggi, mentre nessuno dei due p...
30/10/2026

Secondo i risultati riportati da L’Indipendente, le due liste arabe hanno conquistato 19 seggi, mentre nessuno dei due principali schieramenti israeliani raggiunge la maggioranza. Un risultato che mette al centro il peso politico dei cittadini palestinesi di Israele.

Ed ecco il punto: perché la loro partecipazione dovrebbe essere raccontata come un pericolo? Perché quando i palestinesi esercitano un diritto, qualcuno grida al «terremoto»?

I palestinesi non sono ospiti nella propria terra. Non devono chiedere permesso per organizzarsi, votare, rivendicare uguaglianza e decidere del proprio futuro. Il loro voto vale quanto quello di ogni altro cittadino. Chi lo considera una minaccia rivela quanto sia disposto ad accettare davvero la democrazia.

Ma la nostra prospettiva va oltre i seggi e le alleanze parlamentari. Un cambiamento si misura dalla fine dell’occupazione, dalle case che non vengono più demolite, dai diritti riconosciuti, dalla libertà conquistata. Si misura nella vita del popolo palestinese.
Palestine Libera 🇵🇸

29/10/2026
29/10/2026

COMUNICATO PER LO SCIOPERO DEL 30 OTTOBRE

ODV Salaam Ragazzi dell’Olivo Comitato di Trieste

aderisce allo sciopero generale indetto da USB il 30 ottobre e fa proprie le motivazioni espresse nel comunicato sindacale.

Considera lo sciopero, che unisce e coinvolge cittadini e lavoratori in Europa e nel mondo, una tappa importante,

sul piano internazionale per

1) fermare il genocidio perpetrato dallo “stato sionista” verso il popolo della Palestina;

2) contrastare la lunga serie delle guerre di nuovo colonialismo.

Sul piano interno per

a) ba***re le politiche di servilismo politico di chi comanda e ribaltare la deriva morale, economica, sociale e culturale di cui l’Italia di conseguenza soffre;

b) rovesciare le logiche economiche alla base del progressivo impoverimento di milioni di lavoratori e famiglie sulle cui spalle gravano consorterie padronali che ostentano indegno e vergognoso arricchimento;

c) ba***re le politiche che limitano l’espressione pubblica del libero pensiero e minacciano le libertà personali.

ODV Salaam Ragazzi dell’Olivo Comitato di Trieste chiama le cittadine e i cittadini ad unire la loro voce a quella delle città portuali di Genova, Ravenna, Livorno, Civitavecchia, Ancona, Salerno, Bari, Brindisi, Gioia Tauro, Catania e Cagliari.

A Trieste: Concentramento ore 9 Varco 4 Punto Franco Nuovo - Trieste e corteo per Piazza Libertà

ODV Salaam Ragazzi dell’Olivo Comitato di Trieste

Trieste 27 ottobre 2026

29/10/2026

VERGOGNOSA È LEI, PRESIDENTE.

Vergognoso è il suo disprezzo per i cittadini nelle piazze e per lo Stato di diritto. Vergognoso è il suo attacco alla magistratura e alla Costituzione.

Yousef Siher è il capro espiatorio perfetto per un governo che fugge dalle proprie responsabilità. Lo accusate di incitare le piazze, ma la rabbia nasce dalle vostre scelte politiche che ci impoveriscono per sostenere guerre e massacri in mezzo mondo. I decreti sicurezza e i nuovi reati che vi inventate per reprimere il dissenso non cancellano le ragioni di chi chiede un cambiamento.

I costi dell’energia non sono una calamità naturale: sono il prezzo che paghiamo a causa delle politiche genocidarie, suprematiste e belliciste dei vostri alleati in Israele e Stati Uniti, ai quali il governo Meloni si inchina.

L’Italia ne ha abbastanza, e lo dice nelle piazze. Potete continuare ad intimidirci e minacciarci. Noi continueremo a protestare e continuerete a sentirci, ovunque sia necessario: PALESTINA LIBERA! 🇵🇸✊

CHE RUOLO HANNO LE ELEZIONI IN UNO STATO GENOCIDA?Che valore ha una scheda elettorale se il potere che ne deriva continu...
28/10/2026

CHE RUOLO HANNO LE ELEZIONI IN UNO STATO GENOCIDA?

Che valore ha una scheda elettorale se il potere che ne deriva continua a negare a un altro popolo libertà, dignità e autodeterminazione? È questa la domanda politica e morale che poniamo davanti alla devastazione di Gaza e all’occupazione della Palestina.

Le elezioni non assolvono un governo dalle sue responsabilità. Nessuna maggioranza può legittimare il genocidio, la punizione collettiva o l’espulsione di una popolazione dalla propria terra. I diritti umani non sono sottoposti al consenso delle urne.

La partecipazione elettorale dei cittadini palestinesi di Israele non cancella le discriminazioni documentate da Amnesty International. E non rappresenta i palestinesi della Cisgiordania occupata, sottoposti al potere militare israeliano senza poter eleggere il governo che lo esercita. Sono condizioni diverse, che non possono essere nascoste dietro la stessa parola: democrazia.

Per questo non basta chiedersi chi vincerà le elezioni israeliane. Occorre chiedere quali politiche cambieranno, quali responsabilità saranno accertate e quando finirà la negazione dei diritti del popolo palestinese.

La nostra richiesta è chiara: fermare la distruzione di Gaza, porre fine all’occupazione, smantellare l’apartheid e garantire libertà e autodeterminazione alla Palestina.

Alle istituzioni italiane ed europee chiediamo atti concreti: sospensione delle forniture militari, sanzioni contro i responsabili delle violazioni e sostegno alla giustizia internazionale.

A noi spetta continuare a mobilitarci: nelle piazze, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, attraverso informazione, solidarietà e boicottaggio nonviolento.

La vita del popolo palestinese non può restare appesa alle promesse di una campagna elettorale. La sua libertà è un diritto da riconoscere, adesso.

NESSUNA DEMOCRAZIA SENZA PARI DIRITTI.
LIBERTÀ PER LA PALESTINA.

Indirizzo

Pordenone
33170

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