Associazione Culturale Coro Fanny Hensel

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Associazione Culturale Coro Fanny Hensel Il Coro F***y Hensel, nato ufficialmente nel 2014, esiste dal 2005 come formazione cameristica femminile gemellata con il Gruppo vocale Concentus Clivi.

Dal 2016 il coro ha aperto la sezione maschile. Il Coro F***y Hensel è nato ufficialmente nel 2014 ma esiste dal 2005 come formazione cameristica femminile gemellata con il Gruppo vocale Concentus Clivi. Dal 2016 abbiamo aperto la sezione maschile ed esploriamo repertori che spaziano dalla monodia medievale alla Scuola Fiamminga, dal Rinascimento al Barocco, dal Classicismo al Romanticismo, oltre a comprendere brani del XX e XXI secolo. Il nostro scopo non è solo quello di diffondere la musica corale, ma è quello di riuscire a coinvolgere ed ispirare, attraverso l’esperienza della musica, ogni persona che incontriamo. Per questo motivo ci sforziamo sempre di offrire percorsi per il pubblico con particolare attenzione all’educazione all’ascolto e alla scoperta interattiva degli aspetti nascosti della musica che proponiamo. Il nostro direttore stabile è il Maestro Nikos Betti.

Con Armonie Svelate il coro propone due lezioni concerto. Vi aspettiamo il 4 novembre e il 2 dicembre 🎵🎶🎵
21/10/2026

Con Armonie Svelate il coro propone due lezioni concerto. Vi aspettiamo il 4 novembre e il 2 dicembre 🎵🎶🎵

🎶🎵Questa sera, 20.30 Chiesa parrocchiale di Malcesine, primo concerto del Coro F***y Hensel dopo la pausa estiva !🎵🎶    ...
26/09/2026

🎶🎵Questa sera, 20.30 Chiesa parrocchiale di Malcesine, primo concerto del Coro F***y Hensel dopo la pausa estiva !🎵🎶





24/09/2026

"Enrico Polo (violinista) è incantato da Venezia e io non lo sono meno di lui." (Toscanini in una lettera alla moglie, 1897).
Buona giornata!

Arriva l'autunno e riprendono i concerti... vi aspettiamo sabato a Malcesine!
22/09/2026

Arriva l'autunno e riprendono i concerti... vi aspettiamo sabato a Malcesine!

12/09/2026

12 settembre 1910: prima esecuzione a Monaco (Ausstelungshalle) della Sinfonia n. 8 in mi bemolle maggiore per soli, coro di fanciulli, due cori misti e orchestra detta "Sinfonia dei Mille" di Gustav Mahler. La prima esecuzione di questo colosso musicale con 8 solisti, coro di 850 elementi (comprendente un coro di 350 bambini), organo e l'orchestra allargata a 170 orchestrali del Konzertverein di Monaco diretti dal compositore stesso, ebbe luogo nella nuova sala da concerto nel Parco Esposizioni della città di Monaco. Fu un avvenimento senza precedenti e come nessun'altra delle première di Mahler. Bruno Walter, che era presente, ricorda che al termine dell'esecuzione e mentre il pubblico applaudiva entusiasticamente, Mahler si affrettava a risalire il palcoscenico sino al coro dei bambini e, procedendo lungo le singole file, stringeva ciascuna delle piccole mani protese verso di lui. Fu un simbolico atto di benvenuto alla gioventù. Fra gli innumerevoli amici ed ospiti illustri presenti (tra cui Thomas Mann) c'era anche la moglie del compositore, Alma Mahler, a cui l'opera era stata dedicata solo poche settimane prima. Essa racconta: "L'attesa di tutta Monaco e di quelli che erano venuti da fuori per assistere a questa première era enorme. Già la prova generale aveva estasiato tutti quanti. Ma all'esecuzione l'entusiasmo superò ogni limite. All'apparire di Mahler sul podio tutto il pubblico si alzò in piedi. Un perfetto silenzio. Fu l'omaggio più commovente che sia mai stato fatto a un artista. Io ero in un palco sul punto di svenire per l'emozione. In questa Sinfonia Mahler, assurto ad altezze sovrumane, soggioga masse immani e le trasforma in fonti di luce. Fu un'esperienza indescrivibile, come indescrivibile fu il successo che seguì: tutti si precipitarono verso Mahler. Dopo passammo una serata lieta e tranquilla durante la quale Mahler veniva acclamato e complimentato da tutti... Infine, restammo a conversare tra di noi...".

"Non ho mai scritto nulla di simile, nel contenuto e nello stile è qualcosa di completamente diverso dagli altri miei lavori, ed è certamente la cosa più grande che ho fatto, Forse non ho mai lavorato sotto l'impulso di una tale costrizione, è stata come una visione fulminea: improvvisamente tutto stava davanti ai miei occhi e mi è bastato porlo su carta, come se mi fosse stato dettato... Questa Ottava Sinfonia presenta caratteri particolari già per i! fatto che unisce due testi poetici in lingue diverse, la prima parte è un inno latino e la seconda parte niente meno che la scena conclusiva del secondo Faust. Si meraviglia? Già da tempo desideravo comporre questa scena degli anacoreti e la chiusa con la Mater gloriosa, e in modo diverso da ciò che hanno fatto tutti gli altri, che le hanno musicate in modo così dolciastro e debole; ma proprio ora non ci avevo più pensato. Per caso mi è recentemente capitato fra le mani un vecchio libro, e l'ho aperto sull'inno Venì, creator spiritus, e d'un tratto tutto mi sta davanti: non solo il primo tema, ma l'intero primo tempo, e come risposta non potevo trovare nulla di più bello che le parole di Goethe nella scena degli anacoreti! Ma anche nella forma l'Ottava è qualcosa di completamente nuovo: può immaginare una Sinfonia cantata dall'inizio alla fine? Finora ho usato la parola e la voce umana sempre solo per spiegare, come fattore espressivo sintetico, per dire con la concisa precisione possibile soltanto alla paroia ciò che in termini puramente sinfonici si sarebbe dovuto esprimere solo con enorme ampiezza. Ma qui la voce umana è al tempo stesso uno strumento; tutto il primo tempo è impostato in forma rigorosamente sinfonica eppure è completamente cantato. Tuttavia è proprio strano che nessuno finora abbia pensato a questa idea - è l'uovo di Colombo: la Sinfonia in sé, in cui lo strumento più bello che esista è portato a compiere il suo destino - e non solo come suono, perché la voce umana è anche portatrice del pensiero poetico". Gustav Mahler, 1906 (da una testimonianza riportata da Richard Spechtnel 1914 e citata nella prefazione all'edizione critica Universal Edition, 1976).

12/09/2026

Facciamo un piccolo esperimento... Predisponiamoci mentalmente oppure proviamo a farlo con il nostro dispositivo digitale: un pc, tablet oppure uno smartphone... Stiamo aprendo la nostra applicazione di streaming musicale preferita. Cosa vediamo in copertina? Probabilmente una sfilza di brani di genere vario e playlist dai titoli evocativi come “Musica per concentrarsi”, “Caffè del mattino”, “Malinconia autunnale”. La musica, oggi più che mai, sembra essere diventata la colonna sonora e lo sfondo emotivo delle nostre attività quotidiane.

Nulla di strano, direte voi. Eppure, se potessimo fare una seduta spiritica e invitare a parlarne, magari oggi nel giorno del suo compleanno, Theodor Adorno, il severissimo filosofo della Scuola di Francoforte, credo si metterebbe le mani nei capelli.
Adorno, che a metà del Novecento scriveva saggi complessi su come la società capitalista stesse trasformando l'arte in merce, aveva elaborato una famosa classifica dei "tipi di ascoltatore". E se guardiamo a come i social media e gli algoritmi hanno stravolto il nostro rapporto con le sette note, specialmente con la musica colta, le sue intuizioni sembrano scritte stamattina.

Per verificare il reale impatto dell'innovazione sul nostro modo di fruire la musica (in genere ... e la colta, particolare), allora possiamo tentare un viaggio tra la filosofia del Novecento e i trend dei social per capire che fine ha fatto il nostro modo di ascoltare.

Dal vinile al "Background automatico"

Cominciamo con il dire che per Adorno esisteva un ascoltatore ideale: l'esperto. Era colui che, spartito alla mano (o quasi), riusciva a seguire la logica tecnica e la struttura di una sinfonia di Beethoven o di un pezzo atonale di Schönberg. Un ascolto attivo, che richiedeva sforzo, attenzione e tempo.

All'estremo opposto c'era l'utilizzatore dell'industria culturale: il consumatore passivo che accendeva la radio per distrarsi dopo il lavoro, cercando melodie facili e ripetitive per non pensare. Adorno definiva questo fenomeno "ascolto regressivo".

Se saltiamo in avanti fino a oggi, dobbiamo chiederci: cosa ha fatto lo streaming a questa classifica? Ha democratizzato la musica, certo, ma ha anche istituzionalizzato l'ascoltatore passivo. Quando ascoltiamo una playlist "Lo-Fi Beats" o "Classical Focus" mentre lavoriamo o studiamo, stiamo riducendo la musica a un elemento d'arredo sonoro. La musica colta stessa viene spesso ridotta a un tranquillante, privata della sua complessità e della sua capacità di scuoterci.

puoi continuare a leggere l'articolo sul nostro blog
MIMAB MusicArt&Culture

al link https://mimabartecultura.blogspot.com/2026/09/le-piattaforme-digitali-i-social-e-il.html

10/09/2026

Due appuntamenti tra musica da camera e patrimonio storico: il Doré Quartet a Cavalese e l’Ainola Quartet a Lavis . La Fondazione Filarmonica Trento rinnova la propria partecipazione a Musica con Vista, il festival nazionale promosso dal Comitato Amur che porta la musica da camera nei giardini, n...

10/09/2026
10/09/2026

Indirizzo

Trento

Orario di apertura

20:45 - 22:30

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