23/09/2026
📌 LA CONSULTA DELLA DISABILITÀ MUNICIPIO XI@: UNA STORIA DA RICORDARE
Ricordiamolo: quella del Municipio XI era la seconda Consulta sulla disabilità istituita a Roma, ed era operativa dal 1997.
Aveva un regolamento costruito con cura, che in tanti avevano provato a modificare con pochissimo successo, proprio perché riconosceva alla Consulta un ruolo indipendente dalla politica di governo.
Poi è arrivata l’amministrazione Lanzi.
Nonostante un impegno preso e sottoscritto con i cittadini con disabilità del nostro Municipio, venne portato in sordina in Consiglio un nuovo regolamento, rivelatosi fallimentare sotto diversi punti di vista e i cui problemi sono emersi, uno dopo l’altro, nella fase di attuazione.
A tal punto che lo stesso Consiglio municipale dovette successivamente intervenire sul proprio regolamento, per sanare una parte delle irregolarità che si erano verificate già nella fase di istituzione della nuova Consulta.
👉 Per i particolari basta scorrere questa pagina: abbiamo sempre raccontato i momenti salienti di questa assurda vicenda.
📍 Ricordiamo, ad esempio, la prima elezione convocata sotto Natale nella quale, per evitare di proclamare chi fosse stato effettivamente eletto presidente e assegnare invece la carica alla persona gradita a Lanzi, il Municipio arrivò a “smarrire” una delle nove schede consegnate dai componenti del direttivo aventi diritto al voto.
Poi arrivò una nuova convocazione, contestata perché non rispettosa del regolamento e rivolta al solo direttivo e non in seduta comune, con l’obiettivo di indirizzare l’elezione verso il presidente già individuato dall’amministrazione.
Infatti, a quella votazione si presentarono soltanto quattro aventi diritto al voto.
Da lì è iniziato un progressivo svuotamento di un organismo nato per rappresentare i cittadini con disabilità.
❗ Il risultato?
Assemblee con presenze sempre più sporadiche, ridotte a pochi partecipanti e, spesso, a numeri inferiori alle dita di una mano.
E soprattutto la cittadinanza con disabilità non ascoltata e lasciata senza voce.
quando più di due terzi degli iscritti all’assemblea hanno sottoscritto una lettera per chiedere la destituzione del presidente in carica, quella richiesta non è stata, a quanto abbiamo potuto verificare, minimamente presa in considerazione dal Municipio.
Al contrario, l’amministrazione ha continuato a considerare legittima quella carica, prolungandola senza scadenza, in attesa di una ipotetica approvazione di un nuovo regolamento.
Peccato che quel nuovo regolamento, a oggi, non sia mai stato redatto né presentato, nemmeno come proposta, da alcun componente del Consiglio del Municipio XI.
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❗ MA C’È UN ALTRO ASPETTO CHE NON POSSIAMO TACERE
A nome di una Consulta ormai ridotta, nei fatti, a una presenza fantasma, continuiamo a leggere lettere e comunicazioni firmate dal presidente, senza che venga mai esplicitato che quelle iniziative sono assunte a titolo personale e senza che risultino previamente condivise con gli iscritti alla Consulta.
Nulla passa dall’assemblea.
Nulla viene sottoposto agli iscritti.
Nulla viene discusso con coloro che quella Consulta dovrebbe rappresentare.
E allora la domanda è inevitabile:
❓ A chi sta parlando, oggi, il presidente della Consulta?
❓ E perché continua a firmare atti come se ne fosse legittimato?
Perché una cosa è rappresentare un organismo di partecipazione.
Un’altra è parlare in nome di quell’organismo senza che gli iscritti siano coinvolti o possano esprimersi.
Questo continuiamo a denunciare.
E lo abbiamo ripetutamente denunciato anche a Lanzi, che continua, a nostro avviso, a fare orecchie da mercante.
Perché la Consulta non è proprietà di chi ne ricopre la presidenza.
È uno strumento di partecipazione e rappresentanza dei cittadini con disabilità.
E se la partecipazione viene svuotata, se l’assemblea non viene coinvolta e se le comunicazioni continuano a partire a nome della Consulta senza un effettivo confronto con i suoi iscritti, allora non siamo più di fronte a un organismo realmente rappresentativo, ma a qualcosa che ne conserva soltanto il nome.
Questa è una parte della storia di questi quasi cinque anni.
E noi continueremo a ricordarla.
Perché la memoria, soprattutto quando riguarda i diritti delle persone con disabilità e gli strumenti attraverso cui devono poter essere rappresentate, non è un dettaglio.
È un dovere
PER CHI VOLESSE POSSIAMO DOCUMENTARE OGNI PASSAGGIO QUI NARRATO e molto altro!