31/10/2026
Tra la luce dei ceri e il profumo d’acqua di rose.
I primi giorni di novembre portano con sé un silenzio luminoso. Mentre l'Italia si raccoglie per Ognissanti e la Commemorazione dei Defunti, tra Occidente e Oriente si svela un ponte spirituale inaspettato.
Sapevate che la profonda cura per la memoria che viviamo in questi giorni ha una meravigliosa risonanza nella cultura iraniana?
Là dove in Italia accendiamo lumini e deponiamo fiori, in Iran le pietre tombali vengono accarezzate con puro Golab (acqua di rose), per lenire il dolore del distacco. Il lutto privato diventa un abbraccio comunitario attraverso il Kheyrat (la carità): le famiglie preparano l’Halva un dolce di zafferano e acqua di rose e la offrono ai passanti. Il ricordo di chi non c’è più diventa così nutrimento per i vivi e preghiera di luce per l’anima.
È una visione luminosa del passaggio, magistralmente cantata dal grande mistico persiano Rumi (Molana), che ci ha lasciato in eredità questi versi immortali:
"Quando vedrai il mio corpo deposto nella tomba, non dire 'Addio', perché la tomba è solo un velo che nasconde il raduno del Paradiso."