07/10/2026
7 OTTOBRE 1943 — PER NON DIMENTICARE
Ottantatré anni fa, il 7 ottobre 1943, a Roma, oltre 2.000 Carabinieri furono rastrellati, disarmati e deportati dai nazisti nei campi di prigionia e di concentramento in Germania, Austria e Polonia.
Le SS circondarono le principali caserme della Capitale e, con un’operazione organizzata con l’appoggio delle autorità della Repubblica Sociale Italiana, catturarono uomini che avevano scelto di non piegarsi al nuovo ordine nazifascista. Furono caricati sui treni e deportati lontano da casa. Nei l***r conobbero la fame, il freddo, le malattie, i maltrattamenti e la brutalità della macchina concentrazionaria nazista. Alcuni furono uccisi, molti non fecero più ritorno.
Ricordare il 7 ottobre significa dunque ricordare le vittime della dittatura fascista e dell’occupazione nazista, ma anche riaffermare, oggi, il valore della libertà, della democrazia e della dignità umana.
A quei Carabinieri che morirono nei l***r, che non tornarono alle loro famiglie, va il nostro pensiero.
Il loro nome è memoria. La loro sofferenza è memoria. La loro morte è memoria.
E una pietra d’inciampo ci ricorda, ogni giorno, che la storia non deve essere soltanto studiata: deve farci inciampare la coscienza, perché nessuno dimentichi dove possono condurre il fascismo, il nazismo, la dittatura e l’odio.
Mai più fascismo. Mai più nazismo. Per la libertà. Per la democrazia. Per la memoria.