18/10/2026
SUL POLO YOUNG, IL COMUNE POTEVA CERCARE IL DIALOGO E I TIGLI SI POTEVANO SALVARE
Ma il Polo Young non doveva rispettare le tempistiche strettissime delle opere finanziate con i fondi del Pnrr? La cittadinanza ha scoperto dalla stampa che non è più così. In realtà, già da marzo 2025, i fondi sono diventati nazionali. Cambiata la linea di finanziamento, i lavori ora sono descritti addirittura come in stato avanzato, invece di essere in ritardo. Si poteva fare, allora: il Comune avrebbe potuto dedicare più tempo alla condivisione di un progetto di “rigenerazione” urbana che ha portato all’abbattimento di tigli centenari e alla cancellazione di uno spazio urbano che tante persone avevano a cuore. La città poteva essere coinvolta, si potevano evitare lo scontro e il ricorso al Tar. Non era vero che l’unico treno possibile per rigenerare l’area era quello del Pnrr. L’allora sindaco Alessandro Ciriani minacciava addirittura di chiedere i danni a chi osava opporsi, perché metteva a rischio i finanziamenti europei. È il commento, amaro, del circolo Legambiente “Fabiano Grizzo” di Pordenone che, accanto a cittadini e comitati, ha tentato in tutti i modi di evitare l’abbattimento degli alberi dell’ex fiera.
Nella memoria difensiva del Comune di Pordenone, relativamente al ricorso al Tar, si legge: “il progetto era inizialmente nato come Rigenerazione Urbana, con tempistiche totalmente diverse dalle attuali, che avrebbero consentito una maggior condivisione anche progettuale, maggiori margini di manovra rispetto alle scelte da adottare anche alla luce dei particolari che sono emersi solo nella fase di sviluppo della bozza progettuale. Quando è poi confluito nella linea di finanziamenti del Pnrr, per scelta del Governo dell’epoca, si sono imposti tempi che non hanno più consentito spazi di condivisione. E questa accelerazione non ha giovato, purtroppo, al dialogo e al confronto con la cittadinanza”. Con i fondi Pnrr si doveva correre il più possibile: si è alzato un muro intorno al cantiere e sono stati fatti sparire non solo i tigli, ma anche le ceppaie, a una velocità incredibile. Così nessuno ha potuto verificare l’età degli alberi, un patrimonio che Pordenone ha perso - scopriamo ora - senza una vera giustificazione.