09/10/2026
Ieri un violento nubifragio ha colpito Napoli, in particolare l’area nord.
Una giornata di pioggia intensa ci ricorda che il nostro sistema climatico è in disequilibrio: dopo il caldo record dell’estate, facciamo sempre più spesso i conti con i rischi di allagamento, che dipendono sia dalla quantità di acqua che cade/velocità, ma anche da come è fatta la città.
Una città ad elevata densità di consumo di suolo, assorbe meno acqua e ne fa scorrere di più in superficie. Per questo, accanto alla manutenzione del sistema di drenaggio (i tanto discussi tombini intasati!), serve attuare strategie di adattamento urbano.
Una soluzione a cui molte città guardano è la Sponge City, non la città di Spongebob, ma una città spugna che aumenta la capacità di assorbire, trattenere e rallentare l’acqua, attraverso suolo permeabile, alberi, aree verdi, rain gardens, tetti verdi e sistemi di raccolta dell’acqua piovana.
Sembra un’utopia, eppure succede dove c’è volontà politica, inclusione della comunità, competenza tecnica e la visione di un futuro vivibile. JAMME!
📍 Fonte della mappa: Radar-DPC – Dipartimento della Protezione Civile, Surface Rainfall Total delle ultime 24h