17/07/2026
Restituire dignità.
Il Lagaccio ne è stato deprivato storicamente.
Eppure ci eravamo illusi nel 2016 di aver invertito questo destino.
C'era un sogno fondato sul superamento dei 'muri' d'isolamento urbanistici e sociali con la città e i quartieri limitrofi.
Simbolo di tutto ciò era la strada della morte (non ancora avvenuta) col suo semaforo a sensi alterni. Il semaforo non c'è più (è bastato un metro di sforzi) ma la strada è sempre là più pericolosa che mai.
Non ci sono lavori e non ci sono progetti, ma il coraggio di tagliare un servizio che tamponava questa latitanza amministrativa, quello c'è.
È emerso nel corso dell'incontro con l'assessore Robotti, ieri, per la navetta del Lagaccio.
Le solite frasi di circostanza. Vedremo, ci penseremo dopo l'estate.
Ma perché, per cosa? Ma cosa aspettiamo?
Bastava fare due cose semplici:
Non sparare sempre sulla croce rossa tagliando l'attuale servizio e decidere di convincersi del tutto, senza infingimenti, che l'interlocuzione coi cittadini (la partecipazione!) serve anche all'amministrazione per uscire con efficacia da problemi complessi.
Ma se l'interlocuzione avviene a posteriori diventa solo una simpatica chiacchierata rituale.
Forse, come Quartiere in Piazza, siamo visionari, vogliamo la luna, non il dito che la indica.