ARCA Appennino Bolognese

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ARCA Appennino Bolognese GRUPPO DI RICERCA E VOLONTARIATO ARCA APPENNINO BOLOGNESE
cura del territorio ed aiuto ai bisognosi I fratelli Ruggieri.

IL GRUPPO A SVOLTO E INTRAPRESO LAVORI IN:
donazioni, studi, ricerche, archiviazioni, creazione di sentieri, pulizia di sentieri, manutenzione dei siti, pulizia del territorio, sculture in marmo di Bologna, raduni di mezzi d’ epoca, cura e ripristino di monumenti, creazione di monumenti, piccole opere pubbliche. musei, vie d’arrampicata, presentazione di libri, eventi di beneficenza, piste ciclabili, alberi da frutto, attività speleo-subacquee, installazioni di attrezzature per lo sport (torre arrampicata), guida turistica, ricerche e ritrovamenti di siti importanti, strutture per la promozione, serate di beneficenza, speleologia, teche espositive, progetti con le scuole, serate in radio. corsi serali, pranzi con la colletività, pellegrinaggi, promozione dei prodotti artigianali, promozione dei prodotti eno gastronomici, documentari, ambiente, energie rinnovabili, supporto alle piccole aziende, assistenza al sociale, censimenti, ricerce fotografiche e storiche, geo-localizzazioni, Ricerce sul passaggio e sosta nel valico appenninico di popolazioni e/o di personaggi illustri, piccole opere edili, piccole opere in ferro, vie ferrate. LAVORA E OPERA NEI SEGUENTI COMUNI:
Borgo Tossignano, Castelfiumenese, Camugnano, Castel d’Aiano, Castel del Rio, Castello di Serravalle, Castiglione dei Pepoli, San Benedetto val di Sambro, Lizzano in Belvedere, Porretta Terme, Castel di Casio, Fontanelico, Gaggio Montano, Granaglione, Grizzana Morandi, Loiano, Marzabotto, Monterenzio, Monghidoro, Monte San Pietro, Monteveglio, Monzuno, Pianoro, Sasso Marconi, Savigno, Vargato. GRUPPO DI RICERCA E DI VOLONTARIATO DI A.R.C.A.
400 SITI IMPORTANTI MAPPATI GPS - 150 AZIENDE AGRICOLE PRODUTRICI – 68 MINERALI E FOSSILI - RICERCHE E ARCHIVIAZIONI
In questi dieci anni abbiamo ricercato, fotografato, studiato, mappato e geo-localizzato circa 400 siti importanti e 68 prodotti artigianali enogastronomici dell' appennino bolognese:
Castelli, rovine, palazzi, borgate, case torri, siti naturalistici e paesaggistici (parchi e siti, le vette ed i passi, alberi monumentali, fiumi e le cascate); i siti della prima e della seconda guerra mondiale (musei, parchi, Cimiteri, monumenti, collezionisti, battaglie, rifugi), siti archeologici e musei di archeologia, santuari, le pievi, le chiese e gli oratori, rocce, minerali e fossili, sport e benessere; la flora, l‘ enogastronomia, mulini e i magli, l’arte e l’artigianato (artisti, fabbri, falegnami); le proloco e associazioni di volontariato. gli alberghi, gli agriturismi ed i B&B; le guide e gli istruttori certificate, i collezionisti ed i ricercatori, le acque (le fonti. i lavatoi ed i pozzi, I confini di imperi e di stati (confine romano della Galia Cisalpina, confine tra impero Longobardo ed Esarcato di Ravenna, confine tra stato della Chiesa ed il Gran Ducato di Toscana, confine della Contea di Pian del Voglio, confine di Castiglione dei Pepoli); le antiche strade di valico, (strade romane, strade medioevali, ponti medioevali); le grandi opere e le grandi infrastrutture, (ferrovie, dighe, acquedotti. Autostrade, centrale nucleare), le scuole ed i musei, gli armaioli (Acquafresca, Negroni, Ghini, Pozzi). CATALOGAZIONE DI 150 PICCOLE AZIENDE AGRICOLE PRODUTRICI DI 64 PRODOTTI ENO-GASTRONOMICI:
Albicocca Val Santerno di Imola, Asparago Verde di Altedo IGP, Castrato di Romagna, Ciliegia di Vignola IGP, Cipolla Tipica di Medicina, Frutti e frutti di bosco, Birra artigianale, Castagne e Marroni, Cereali, Confetture e marmellate, Cotechino Modena IGP, Marrone di Castel del Rio IGP, Melone tipico di San Matteo della Decima, Miele del crinale dell'appennino E/R, Cotechino IGP, Erbe officinali, Formaggi, Funghi e tartufi, Gran suino pesante Padano DOP, Lumache, Miele, Miele di erba medica della pianura, Mortadella Bologna IGP, Olio, Ortofrutta, Pane montanaro, Parmigiano Reggiano DOP, Pera dell'Emilia Romagna IGP, Pesca e Nettarina di Romagna IGP, Patate di Bologna DOP, Prosciutto di Modena DOP, Ripieno del tortellino di Bologna, Salamini Italiani alla Cacciatora DOP, Scalogno di Romagna IGP, Selvaggina bolognese, Squacquerone di Romagna, Suino di razza Mora Romagnola, Tartufo bianco dei Colli bolognesi, Ungulati da allevamento, Vitellone bianco dell'Appennino Centrale I.G.P., Zampone Modena IGP, Salamini Cacciatori Italiani IGP, Salumi, Trote e pesci da Fiume, Vitellone Bianco IGP, Zafferano, Zampone di Modena IGP, Zuccherino STG, Salmerino, Cosmetici, Saponi, Piante, Piantine, FioriVini DOC locali ( Barbera, Bianco, Cabernet Sauvignon, Charonay, Colli bolognesi DOC, Colli d'Imola DOC, Merlot, Negretto, Pignoletto Classico, Reno D.O.C., Maligia, Riesling Italico. CATALOGAZIONE DI 68 TIPI DI MINERALI E FOSSILI:
Septaria a nido d’ ape,Septaria,Cristallo in barite di Septaria,Cristalli di Barite e Calcite in Septaria,Gesso lenticolare e Calcite in Septaria,Calcite romboedrica dorata in Septaria,Gesso a ferro di lancia,Gesso Lenticolare,Gesso a coda di rondine,Rosa di Gesso con cristallo centrale,Geminato di Gesso,Aciculari di Gesso,Rosa lenticolare di Gesso,Cristalli di Gesso su Ocra,Gesso con incursioni di Zolfo,Gesso Aeroidrico,Quarzo Azzurro,Quarzo Tramoggia,Quarzo Tramoggia con incursioni,Quarzo aeroidro,Quarzi prismatici e bipiramidali su matrice,
Quarzo Bipiramidale Ialino,Quarzo Bipiramidale,Quaszo bipiramidale nero,Pirite del Dardegna,Nodulo di Pitire,Cristalli di Pirite,Pirite cubica,Spato,Calcite Scalenoedrica,Calcite romboedrica,Masserrella Globulare di Prehnite,Rame Nativo,Millerite,Ankerite,Ambra,Datilite,Concrezione calcitica a scodellata,Jamborite,Vaesite,Anatasio,Brookite,Cristallo di Zolfo,Agglomerato di cristalli di zolfo bituminoso
Rame (Creda),Concrezione travertinosa (Galleria di drenazzio ferrovia Direttissima Ca di Landino),Calcite (Covigliaio Firnzuola),Quarzo e Calcite (Castiglione dei Pepoli),Marmo Bolognese di Lagaro (Lagaro),Quarzo (Sparvo, Catiglione dei Pepoli),Quarzo (Roncobillaccio),Dolite (Sasso di Castro, Firenzuola), Calcite (Covigliaio, Firenzuola),Dolite (Passo della Futa),Calcite all’interno di una Lucina (Calcari a Lucina),Pirite (Baigno, Camugnano),Ambra (Albareta Grizzana M.),Barite nodulare (Suviana),Pirite in noduli (Pietra Mala, Firenzuola),Pirite (Pietra Mala, Firenzuola),Marcasite (Pietra Mala, Firenzuola),Pirite Nodulare (Moline del Cucco Grizzana M.),Marchesite (Grizzana M.)Pirite su Marna (Albareta, Grizzana Morandi),Spugne Marine, Denti di Squalo, Conchiglie Fossili, Aglomerati di Conchiglie ,Marmo Bolognese (Lagaro)

SVOLTO RICERCHE SU:
LA FONTE DEL VADEMECUM
GLI ARMAIOLI BOLOGNESI
LE MURA DEL CREMLINO COPIATE DA PALARRO RE ENZO DI BOLOGNA
BOLOGNA CITTA D ACQUA
I MINERALI DELL'APPENNINO BOLOGNESE
I SASSI SCOLPITI DEL LIMENTRA
IL CALENDARIO GREGORIANO
UNIVERSITA PIU ANTICA E ANCORA FUNZIONANTE DEL MONDO
L'ORGANO PIU ANTICO E FUNZIONANTE DEL MONDO
LIBER PARADISUS
MARMO DI LAGARO
MONTE CATARELTO
MONTOVOLO
MUSICA DELL'APPENNINO BOLOGNESE
PERSONE FAMOSE E IMPORTANTI VISSUTE NEL BOLOGNESE
L'AEREO MILITARE ABBATTUTO ALLA FUTA
SETA NELL'APPENNINO BOLOGNESE
STAZIONE DI SAN BENEDETTO VAL DI SAMBRO DURANTE LA GUERRA
STORIA DEGLI ALPINI NELLA RITIRATA DELLA RUSSIA
SITI ARCHEOLOGICI NELL'APPENNINO
IL GELATO NATO IN APPENNINO
IL RINASCIMENTO NATO IN APPENNINO
LA PIU IMPORTANTE E PRECISA MERIDIANA
FRANKESTEIN” nato dagli studi del dottore bolognese Luigi Galvani
I FUOCHI D'ARTIFICIO BOLOGNESI, PIU BELLI DEL MONDO. I BOLOGNESI GINO E ANTONIO CANDORI LA DIVISIONE ACQUI E LA RESISTENZA
COSIMO GUARNIERI PARTIGIANO DI LOCOROTONDO
I GRAFFITI RUPESTRI NELL'APPENNINO BOLOGNESE
LE MARCOLFE, I VISI DI PIETRA IN APPENNINO BOLOGNESE
DON FORNASINI, MARTIRE DI MONTE SOLE
LE ROSE IBRIDATE A BOLOGNA GARISENDA, STELLA, GIOSUE CARDUCCI ECC. CON IL PATROCININO DI:
Regione Emilia Romagna Assemblea legislativa, Città metropolitana di Bologna, Unione dei comuni di Bologna, Comune di val Samoggia, Comune di Castel del Rio, ABC Appennino bene culturale, Tutta l'organizzazione e le ricerche di A.R.C.A. sono finanziate dall'area di servizio Aquila sas di Lagaro. ALLE INIZIATIVE DI VOLONTARIATO E DI RICERCA HANNO COLLABORATO:
circa 1400 simpatizzanti e 150 collaboratori tra: Curia e parrocchie, Regione Emilia-Romagna, Universita di Bologna, banche, sovrintendenza ai beni culturali, professori, ANA alpini, CAI, artisti, collezionisti, sindaci, assessori, professionisti, scrittori, ricercatori, sportivi, aziende agricole, imprenditori, collezionisti, commerciali, commercianti, artigiani, agriturismi, B&B, Az. agricole produttrici, benefattori, giornalisti, televisioni, associazioni, proloco, guide.

31/10/2026
Ricerca di Figura di Supporto Amministrativo e ContabileAssociazione ARCA Appennino BologneseChi siamoL'Associazione ARC...
31/10/2026

Ricerca di Figura di Supporto Amministrativo e Contabile

Associazione ARCA Appennino Bolognese

Chi siamo
L'Associazione ARCA Appennino Bolognese è un punto di riferimento attivo sul territorio per la valorizzazione del patrimonio storico, culturale e ambientale, la promozione della memoria e lo sviluppo sostenibile dell'Appennino. Tra i nostri progetti principali spiccano la mappatura e la promozione della Via Etrusca del Ferro, iniziative di diplomazia della memoria lungo la Linea Gotica e la creazione di reti di cooperazione culturale e comunitaria.

Per continuare a crescere e gestire al meglio le nostre attività, la rendicontazione dei progetti e i rapporti amministrativi, stiamo cercando una risorsa giovane, motivata e dinamica che voglia affiancarci nella gestione quotidiana.

Il ruolo e le mansioni
La risorsa inserita si occuperà di supportare la presidenza e la segreteria nella gestione della parte burocratica, amministrativa e contabile dell'associazione, in particolare:
Tenuta della contabilità ordinaria: gestione della prima nota, supporto nella registrazione delle entrate/uscite e controllo dei documenti contabili.
Gestione amministrativa dei progetti: supporto nella rendicontazione di bandi, contributi e finanziamenti (inclusi quelli regionali e ministeriali).
Adempimenti burocratici: gestione dei rapporti con enti pubblici, fornitori e partner, e archiviazione digitale e cartacea della documentazione.
Segreteria operativa: supporto nell'organizzazione di riunioni, eventi e nella corrispondenza ufficiale.

Cosa cerchiamo
Profilo giovane e dinamico: preferibilmente con formazione in ambito economico, amministrativo, giuridico o gestionale.

Competenze informatiche: ottima padronanza del pacchetto Office (Excel in particolare), della posta elettronica e dei sistemi di archiviazione digitale.

Precisione e affidabilità: spiccate doti organizzative, attenzione ai dettagli e rispetto delle scadenze.

Spirito di appartenenza e sensibilità territoriale: condivisione dei valori di tutela, promozione e sviluppo dell'Appennino Bolognese portati avanti da ARCA.

Cosa offriamo
Opportunità di crescita formativa e professionale all'interno di un'associazione radicata, attiva a livello istituzionale e in forte espansione.

Contesto di lavoro stimolante, a contatto con reti associative, enti pubblici e partner culturali di rilievo.

Modalità di collaborazione e compenso da concordare in base alle effettive competenze e alla disponibilità oraria.

Come candidarsi
Gli interessati possono inviare il proprio Curriculum Vitae accompagnato da una breve lettera di presentazione all'indirizzo email: [email protected], oppure contattarci al numero +39 320 1793002.

MONTOVOLO (GRIZZANA MORANDI)Nuovo giro di ricerca in Appennino! 🌲🏔️Il ricercatore Fabrizio ci invia queste splendide imm...
24/10/2026

MONTOVOLO (GRIZZANA MORANDI)
Nuovo giro di ricerca in Appennino! 🌲🏔️
Il ricercatore Fabrizio ci invia queste splendide immagini di un paesaggio davvero meraviglioso e, per certi aspetti, quasi lunare.
Il Monte Montovolo rappresenta uno dei rilievi più importanti e suggestivi di tutto il nostro Appennino bolognese. Fin dall'antichità è stato un luogo intensamente frequentato e vissuto: una vera e propria montagna sacra, punto di riferimento spirituale, storico e culturale che da secoli domina e custodisce le nostre valli.
Tra pareti di pietra, boschi secolari e panorami che sembrano sospesi nel tempo, Montovolo continua a rivelare la sua magia e il suo fascino intatto.
Un sentito ringraziamento a chi, con passione e spirito di ricerca, continua a percorrere i nostri sentieri per documentare, tutelare e condividere la bellezza inestimabile del nostro territorio! ✨📸

RITROVAMENTO IN APPENNINO (PREDIERA DI SPARVO) – CASTIGLIONE DEI PEPOLIUn eccezionale ritrovamento in Appennino, effettu...
24/10/2026

RITROVAMENTO IN APPENNINO (PREDIERA DI SPARVO) – CASTIGLIONE DEI PEPOLI
Un eccezionale ritrovamento in Appennino, effettuato dal ricercatore Davide Pazzaglia del Museo dei Sudafricani di Castiglione dei Pepoli, riporta alla luce una nuova e affascinante testimonianza del nostro passato.
A Prediera di Sparvo è stata trovata una forma di calcina in Appennino veramente ancora integra e tenuta molto bene.
Restano ancora aperti gli interrogativi sulla sua esatta funzione: potrebbe essere stata utilizzata per la produzione della calce o, persino, per la lavorazione del ferro in Appennino sfruttando le naturali correnti d'aria del territorio.
Questo ritrovamento testimonia una volta di più il valore storico che l'Appennino possiede nelle sue valli. Purtroppo, molti di questi siti sono ancora oggi in totale stato di abbandono o del tutto sconosciuti.
Ringraziamo tantissimo i ricercatori che si occupano quotidianamente di scoprire, studiare, dare risalto e curare questo patrimonio storico inestimabile. 🌲🏛️✨

Gilberto B.
Fornace. Per fare la calce idrata. Si riempiva di pietra calcarea. Tutto intorno come una torre. Con muro circolare messo li ha secco lasciando solo un foro al centro. Poi di sotto da un camino laterale si buttava legna. Il fuoco 🔥 cuoceva la pietra. Tramite il foro Di solito erano alte 5 metri per 140 di diametro. La temperatura raggiungeva 900 gradi. Il fuoco doveva essere alimentato per sette giorni. Sia di notte che di giorno. Poi si copriva sia l entrata in basso che il foro in alto per altri sette giorni. Poi si sfornava. E la calce era pronta per essere poi bagnata con acqua e farci le case. La parte migliore invece andava al molino per essere macinata. Si raffinava poi poteva essere adoperata per imbiancare. Disinfettare le stalle o curare le piante. Cento ql di pietra. Richiedevano cento ql di legna. E il prodotto finito la calce. Rimaneva la metà. 50 ql

APPENNINO BOLOGNESE.ZONA RECLUTAMENTO ALPINIGLI ARTIGLIERI ALPINI ERANO GLI UOMINI PIU FORTI DELL' ESERCITO ITALIANOGLI ...
22/10/2026

APPENNINO BOLOGNESE.
ZONA RECLUTAMENTO ALPINI
GLI ARTIGLIERI ALPINI ERANO
GLI UOMINI PIU FORTI DELL' ESERCITO ITALIANO

GLI ALPINI HANNO FATTO STORIA, ANCORA OGGI SERVONO IL TERRITORIO E I BISOGNOSI, GRANDISSIMI UOMINI E GRANDISSIMI SOLDATI DI PACE.

Per portare sulle vette (anche oltre i 3000 metri) i pezzi d'artiglieria pesante come gli Obici, utilizzavano i muli finche potevano, dopo toccava a loro, agli artiglieri Alpini arrivare sulla vetta, molti dei quali venivano reclutati nel nel nostro appennino.

I PESI DEI VARI PEZZI DELL'OBICE 105/14 (PESO TOT 1 400 Kg)
Blocco di culatta Kg. 143
Slitta Kg. 122
Canna, tubo Kg. 119
ruote Kg. 65 x 2
Scudi Kg 60 x 2

DIPLOMAZIA DELLA MEMORIACAMPOLO (GRIZZANA MORANDI)Ristorante "Dall'Anna" a CampoloOggi siamo andati a trovare l'amico To...
20/10/2026

DIPLOMAZIA DELLA MEMORIA
CAMPOLO (GRIZZANA MORANDI)
Ristorante "Dall'Anna" a Campolo
Oggi siamo andati a trovare l'amico Tony, grandissimo imprenditore del nostro Appennino e punto di riferimento nel settore dei prodotti agroalimentari ed enogastronomici d'eccellenza.
È stato un incontro prezioso per confrontarci sui nostri progetti:
La Via del Ferro Etrusca, l'antico itinerario che passa proprio sopra il Monte Montovolo, a pochi passi dal suo ristorante.
La Diplomazia della Memoria, con cui lavoriamo per costruire ponti concreti e cooperazioni tra le aziende eccellenti del nostro territorio e diverse nazioni nel mondo.
La volontà di fare rete e collaborare è fortissima, sia da parte degli imprenditori locali sia da parte delle diverse ambasciate e rappresentanze internazionali.
In un momento storico delicato come quello attuale, in cui tutti gli Stati osservano con grande preoccupazione il verificarsi di crisi internazionali e la tendenza a creare divisioni anziché unioni, crediamo che la Diplomazia della Memoria sia una risposta concreta. Il nostro obiettivo è promuovere la pace attiva: una via che offre alle imprese dell'Appennino la possibilità di farsi conoscere all'estero, crescere e collaborare, portando valore aggiunto anche nelle altre nazioni.
Dedichiamo a questo progetto il nostro massimo impegno, convinti che la cooperazione culturale ed economica sia la strada giusta da percorrere. 🤝✨
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DIPLOMAZIA DELLA MEMORIAIn un momento storico in cui il dialogo tra i popoli rappresenta la strada fondamentale per il f...
12/10/2026

DIPLOMAZIA DELLA MEMORIA

In un momento storico in cui il dialogo tra i popoli rappresenta la strada fondamentale per il futuro, l’associazione ARCA Appennino Bolognese sta promuovendo un progetto di respiro internazionale legato alla diplomazia della memoria.

L’iniziativa nasce dalla valorizzazione del nostro patrimonio storico e territoriale per trasformarlo in un canale privilegiato di dialogo con ambasciate, delegazioni estere e rappresentanze internazionali.

L’obiettivo di questa iniziativa è triplice:
Aprire l’Appennino al mondo, facendone conoscere l'identità, la storia e le eccellenze.
Creare occasioni concrete di crescita e sviluppo economico per le aziende leader del territorio.
Costruire legami stabili di cooperazione, perché la cooperazione commerciale e culturale è la forma più concreta di "pace attiva" — un modo di operare in cui le comunità e le imprese collaborano, crescono insieme e generano benessere reciproco.

Perché sostenere e partecipare a questo progetto?
Aderire a questo network offre un valore tangibile che si sviluppa su tre livelli fondamentali:

1. Crescita e sviluppo per l’azienda
Accreditamento e canale privilegiato: Dialogare attraverso canali diplomatici e istituzionali attribuisce alle imprese un’autorevolezza e una visibilità che i normali canali commerciali o pubblicitari non possono garantire.
Internazionalizzazione e B2B: Consente di presentare prodotti, tecnologia e know-how direttamente a delegazioni estere e mercati internazionali con un posizionamento d’eccellenza.
Networking di alto livello: Inserimento in un circuito selezionato che interagisce con diplomatici, rappresentanti d’ambasciata e istituzioni nazionali ed estere.

2. Valorizzazione e beneficio per l’Appennino
Attrattività globale: Promuovere il tessuto produttivo e culturale locale significa attrarre interesse, turismo sostenibile e nuove opportunità per l’intero indotto appenninico.
Attrazione di investimenti e sinergie: Dimostrare che l’Appennino è un centro vivo di innovazione e tradizione industriale capace di competere e dialogare su scala globale.
Responsabilità sociale e d’impresa (ESG): Investire nel proprio territorio rafforza la coesione sociale e crea un impatto positivo diretto sulla comunità in cui l’azienda opera.

3. Valore umano, relazioni e "pace attiva"
La cooperazione come pace in azione: Più di una semplice dichiarazione d'intenti, la cooperazione economica e culturale reciproca è lo strumento più concreto per fare la pace, costruendo relazioni in cui tutti i soggetti coinvolti traggono valore e benessere.
Reputazione e valori condivisi: Associare il nome dell’azienda a valori universali di rispetto, memoria, dialogo e sviluppo condiviso tra le nazioni.
Relazioni umane durature: Creazione di legami sinceri di stima, amicizia e collaborazione tra imprenditori, diplomazia e comunità locali.

MONTE CATARALTO Grande partecipazione a Monte Catarelto nel segno di San Francesco e Dante: la via del perdono come forz...
05/10/2026

MONTE CATARALTO

Grande partecipazione a Monte Catarelto nel segno di San Francesco e Dante: la via del perdono come forza e speranza di pace
**CASTIGLIONE DEI PEPOLI** – Ha riscosso un grande successo e una sentita partecipazione di pubblico l’evento *“Nel Segno di San Francesco e di Dante: Ricordo e Perdono sul Monte della Riconciliazione”*, svoltosi nella giornata di domenica 4 ottobre a Monte Catarelto, promosso dall’associazione **A.R.C.A. Appennino Bolognese** e dal **Prof. Dario Mingarelli**.
L’iniziativa, organizzata nella data simbolica del 4 ottobre – festa di San Francesco d’Assisi, anniversario della conclusione della tragica battaglia di Monte Catarelto e giorno dell'inaugurazione della *Madonnina della Riconciliazione* –, ha rappresentato un momento di altissimo valore spirituale e civile, dimostrando quanto il tema della pace e della memoria pacificata sia profondamente avvertito e attuale. Proprio per la profonda carica di significato di questo luogo e di questa data, **l'evento verrà riproposto ogni anno il 4 ottobre**, diventando un appuntamento fisso per la comunità e per tutti gli operatori di pace.
La giornata, dal titolo *“Dalla Ferita della Storia all’Abbraccio del Perdono”*, si è aperta con il momento di riflessione *“Voci di Pace”* curato da **Fabio Righi** per A.R.C.A. Appennino Bolognese. Durante il suo intervento, Righi ha illustrato la profonda esperienza del progetto **"Diplomazia della Memoria"**, che vede l'associazione impegnata in un dialogo costante con diverse ambasciate e rappresentanze diplomatiche. È emerso come proprio dal ricordo e dal rispetto della storia condivisa possa nascere una nuova stagione di cooperazione commerciale e culturale, una via maestra per costruire benessere reciproco e mettere solide radici alla pace tra le nazioni.
Successivamente, **Davide Pazzaglia** (Centro Studi Guidotti - Museo dei Sudafricani) ha condotto una toccante commemorazione dei caduti di ogni schieramento, a 82 anni dal passaggio della Linea Gotica, ricordando il dovere di custodire la memoria senza divisioni.
I momenti centrali di approfondimento letterario e spirituale sono stati curati dal **Prof. Dario Mingarelli**, che ha espresso profonda commozione ed entusiasmo per l'intensa riuscita e la carica umana dell'iniziativa, sottolineando come percorrere la strada del perdono doni una forza straordinaria e rinnovata per affrontare il presente.
Il Prof. Mingarelli ha ricordato come **Dante Alighieri** e **San Francesco d’Assisi** rappresentino due tra i giganti più luminosi ed elevati della spiritualità, della cultura e del pensiero che l’umanità abbia mai avuto. Guidando i presenti nella lettura e nel commento del celebre passaggio di Dante (Purgatorio, Canto III) dedicato all'infinita misericordia, ha evidenziato la potenza del messaggio poetico:
> *«Orribil furon li peccati miei;*
> *ma la bontà infinita ha sì gran braccia,*
> *che prende ciò che si rivolge a lei.»*
>
L'approfondimento si è poi intrecciato con la grandezza francescana e il suo messaggio universale di pace e fratellanza, richiamato attraverso i versi del *Cantico delle Creature* dedicati al dono del perdono:
> *«Laudato si', mi' Signore, per quelli che perdonano per lo tuo amore,*
> *e sostengono infermitate e tribulatione.*
> *Beati quelli che 'l sosterranno in pace,*
> *ca da te, Altissimo, sirano incoronati.»*
>
A culminare la giornata è stato il toccante momento del *"Silenzio Sacro e Gesto di Riconciliazione"*, un raccoglimento profondo in suffragio di tutte le vittime dei conflitti. In questo clima di intensa partecipazione emotiva, l'alpino **Paolo Carboni** ha proposto spontaneamente a tutta la platea la recita di tre preghiere alla Madonna invocando il dono della pace nel mondo: un gesto semplice e profondo che ha unito tutti i presenti in un abbraccio corale, prima di concludere con l'agape di fraternità e serena condivisione.
L'evento di Monte Catarelto ha confermato che il dialogo, la memoria riconciliata e la forza del perdono rappresentano l'unica vera strada per trasformare le ferite della storia in un messaggio di speranza per il futuro.
# # # VERSION IN INGLESE / ENGLISH VERSION
# Great Success and Deep Emotion at Monte Catarelto in the Name of St. Francis and Dante: Forgiveness as a Pillar of Peace
**CASTIGLIONE DEI PEPOLI** – The event *“In the Name of Saint Francis and Dante: Remembrance and Forgiveness on the Mountain of Reconciliation”*, held on Sunday, October 4th at Monte Catarelto, met with resounding success and heartfelt participation from the public. The initiative was promoted by the **A.R.C.A. Appennino Bolognese** association and **Prof. Dario Mingarelli**.
The gathering took place on the highly symbolic date of October 4th—Feast Day of St. Francis of Assisi, anniversary of the end of the historic Battle of Monte Catarelto, and the day on which the *Madonnina della Riconciliazione* (Our Lady of Reconciliation) was inaugurated. Given the profound significance of this place and date, **the event will be held every year on October 4th**, establishing a permanent tradition for the community and all advocates for peace.
The event, titled *“From the Wounds of History to the Embrace of Forgiveness”*, opened with a reflection segment titled *“Voices of Peace”* led by **Fabio Righi** on behalf of A.R.C.A. Appennino Bolognese. In his speech, Righi presented the impactful experience of the **"Diplomacy of Memory"** project, through which the association engages in continuous dialogue with international embassies and diplomatic representatives. He highlighted how shared remembrance and respect for history can foster a new era of commercial and cultural cooperation, offering a true path toward mutual prosperity and lasting peace among nations.
Following this, **Davide Pazzaglia** (Guidotti Research Center - Museum of the South Africans) delivered a moving commemoration honoring the fallen of all sides, 82 years after the Gothic Line battles, emphasizing the vital duty of preserving memory without division.
The core literary and spiritual insights were delivered by **Prof. Dario Mingarelli**, who expressed deep gratitude and emotion for the remarkable turnout and human warmth of the event, emphasizing that walking the path of forgiveness provides extraordinary strength to face present-day challenges.
Prof. Mingarelli emphasized that **Dante Alighieri** and **Saint Francis of Assisi** stand among the most luminous and elevated giants of human thought, spirituality, and culture. Guiding attendees through the reading and commentary of Dante's famous lines from Canto III of *Purgatorio*, he underscored the power of divine mercy:
> *«Orribil furon li peccati miei;*
> *ma la bontà infinita ha sì gran braccia,*
> *che prende ciò che si rivolge a lei.»*
>
This literary journey merged seamlessly with the Franciscan message of universal peace and brotherhood, recited through the famous verses of the *Canticle of the Sun* (*Cantico delle Creature*):
> *«Laudato si', mi' Signore, per quelli che perdonano per lo tuo amore,*
> *e sostengono infermitate e tribulatione.*
> *Beati quelli che 'l sosterranno in pace,*
> *ca da te, Altissimo, sirano incoronati.»*
>
The highlight of the afternoon was the *“Sacred Silence and Gesture of Reconciliation”*, a moment of solemn recollection dedicated to all victims of war. In an atmosphere of deep spiritual togetherness, Alpino veteran **Paolo Carboni** spontaneously invited the audience to join in three prayers to the Virgin Mary for peace in the world—a humble yet powerful gesture that united all present in a shared embrace, followed by a moment of fraternal togetherness.
The Monte Catarelto gathering reaffirmed that dialogue, reconciled memory, and the power of forgiveness are the true foundation for transforming historical wounds into a message of hope for the future.

CURA E VALORIZZAZIONE DEL TERRIOTORIOAssieme alle associazioni dell'Appennino e con l'amico Mauro Tolomelli dell'associa...
01/10/2026

CURA E VALORIZZAZIONE DEL TERRIOTORIO
Assieme alle associazioni dell'Appennino e con l'amico Mauro Tolomelli dell'associazione Il Nostro Navile, abbiamo recentemente incontrato l'onorevole sottosegretario alla cultura, Lucia Borgonzoni e Matteo Di Benedetto capogruppo della Lega di Bologna. Ci siamo lasciati con la promessa di inviare un rapporto dettagliato sul patrimonio storico e naturalistico che rende unica Bologna e il nostro Appennino.
Oggi voglio condividere il prezioso contributo di Mauro, che ha redatto un documento fondamentale sulle necessità di cura e valorizzazione del Navile di Bologna. Quest’opera straordinaria non solo ha segnato la storia della città, contribuendo alla sua prosperità, ma rappresenta tutt’oggi uno degli ambienti naturalistici più ricchi e affascinanti, con una biodiversità che sorprende a pochi passi dal centro urbano. Un vero parco naturale che merita rispetto e attenzione per preservare il suo immenso valore.
Purtroppo, il Navile è stato duramente colpito dalle ultime alluvioni. Serve un’azione di cura in tempi rapidi o ragionevoli, per proteggere e recuperare questo importante sito, simbolo storico e naturalistico per Bologna.
RELAZIONE MINISTERO CULTURA LUCIA BORGONZONI
In queste note si vuole rapidamente descrivere l’importanza storico ambientale del Canale Navile bolognese nell’ottica di un legame comunicativo fra l’Appennino Tosco Emiliano e il mare Adriatico.
E' per questa ragione che abbiamo proposto alla cittadinanza un Manifesto per la costituzione di un Parco del Navile in cui vengano salvaguardate e valorizzate la storia e la natura di questi luoghi oltre alla sicurezza idraulica dell'intero corso del canale. Questo perché la fruizione di questi luoghi e la loro conoscenza ed importanza siano godibili dai cittadini di Bologna, Castel Maggiore, Bentivoglio e Malalbergo a cui si aggiungono i pellegrini, spesso stranieri, del Cammino di Sant’Antonio che porta da Padova alla Verna, cammino che include la trentina di chilometri del canale e ai tantissimi ciclisti che possono raggiungere l’Adriatico in bici. Risolverebbe anche il problema dell’overtourism che si presenta sempre più incombente sulla città, alterando la vita quotidiana stessa dei Bolognesi offrendo un'alternativa interessantissima ad un turismo troppo spesso frettoloso e superficiale.
Abbiamo scritto questo Manifesto-appello perché possa essere presentato alle Istituzioni, in particolare alla Città Metropolitana, al Comune di Bologna e alla Regione Emilia Romagna (oltre ai comuni di Castel Maggiore, Bentivoglio, San Giorgio di Piano e Malalbergo), perché si facciano promotori di una convinta iniziativa politica di raccordo e coordinamento dei diversi Enti responsabili del canale con il fine di arrivare a costituire il “PARCO del NAVILE”. Le condizioni gestionali e le responsabilità sono oggi complesse e stratificate; i diversi Enti ed Istituzioni responsabili del canale sono: il Demanio idrico regionale (responsabile dell’alveo, degli organi di manovra e del flusso dell’acqua), il Demanio dello Stato – ufficio del Genio civile (proprietario degli immobili e del sedime del canale), i diversi comuni rivieraschi (concessionari della restara) e infine il Consorzio dei Canali di Bologna responsabile dell’approvvigionamento idrico, Enti che spesso rimandano le problematiche l’uno all’altro.
Ciclicamente sono state formulate proposte e progetti che sono rimasti - in parte - lettera morta. A partire dagli anni ’80 del secolo scorso, architetti e urbanisti hanno presentato alla città e alle amministrazioni progetti di recupero e di rilancio realizzabili: è proprio da questi progetti che chiediamo di ripartire per fare del Navile:
• una infrastruttura che, nella sua peculiarità, permetta un rilancio economico e contribuisca a sviluppare una viabilità sostenibile;
• un luogo privilegiato di promozione e di salvaguardia ambientale per il benessere di tutti i cittadini bolognesi;
• un’occasione di conservazione e valorizzazione del patrimonio storico ed idraulico che ha fatto grande la manifattura bolognese per secoli;
• una nuova opportunità turistica per il territorio Bolognese che fungerebbe anche da valvola di sfogo all’”overtourism” del centro storico e permetterebbe di valorizzare l’asse della pianura, ad oggi il meno promosso sotto l’aspetto turistico;
• un’occasione di formazione e di educazione per i bambini ed i ragazzi (di tutte le età).
L’importanza delle acque per la città di Bologna è ben nota: dei 60 km di canali che ancora scorrono sotto la città, oggi solo piccoli tratti sono visibili ai turisti e ai cittadini bolognesi.
Fin dall'anno 905, il re Berengario I comprende l’importanza dell’acqua come fonte di energia e via di comunicazione. Tutta l’acqua convogliata nella città per esigenze proto industriali dalle due chiuse risalenti a prima del 1200, la chiusa di Casalecchio e quella di S.Ruffillo, rispettivamente sui fiumi Reno e Savena usciva per mezzo del Canale Navile. I fiumi, il Reno soprattutto fin dai tempi degli Etruschi, come testimoniano le tracce della Via del Ferro etrusca erano la via di comunicazione verso il mare. Il canale Navile nasce nel 1221 con l’unione di tutte le acque che arrivano dai canali di Reno e Savena e dall’Aposa riuniti nel canale delle Moline e del Cavaticcio. Queste acque confluiscono alla Bova che fu - con alterne vicende - anche porto, inaugurato nel 1284 ma già nel 1293 cessa di funzionare come tale; la costruzione del porto dentro le mura comincerà solo a partire dalla metà del XVI secolo ma il porto del Maccagnano resta ancora occasionalmente attivo nell'arco del XV secolo e sarà proprio dal porto della Bova che papa Eugenio IV, nel 1438, partirà per andare a Ferrara ad aprire una sessione del Concilio. Alla fine, quando la gestione e trasformazione del Navile passa a Jacopo Barozzi, il Vignola, con la costruzione del Porto dentro le mura, il Maccagnano diventa un semplice Sostegno, il primo dei 10. La trasformazione avviene nel 1594 ad opera di Floriano Ambrosini. Oggi sono presenti alcune opere idrauliche superstiti e la Casa di Manovra, ancora abitata. Suggestivo vedere l’arrivo delle acque dei due canali che si uniscono, non certo un Tigri-Eufrate, anche se per Bologna un po’ lo ricorda in quanto culla di uno sviluppo economico e sociale della città grazie all'energia delle acque dei canali e del Navile che tutti li raccoglie.
Oggi quell’edificio è in stato di pressochè totale abbandono, con occupazioni occasionali e abusive che rendono difficile la vita della famiglia legittimamente residente. L’edificio è vicinissimo al centro ed è l’inizio anche della pista ciclabile che lungo il Navile si avvia verso l’Adriatico attraversando la Bassa. Qui si radunano spesso turisti che anche a piedi percorrono il lungo Navile assistendo ad uno spettacolo non degno della città di Bologna. Il percorso che da qui parte attraversa il Parco di Villa Angeletti, ben mantenuto e molto frequentato e arriva al secondo dei sostegni, il Battiferro - unico oggi funzionante - ben conservato e con compiti di controllo idraulico gestito dall’Agenzia Regionale. In questo luogo si trovano l’antica fornace Gallotti, oggi interessante Museo della civiltà industriale, la centrale idrotermoelettrica del 1901 danneggiata dal terremoto, che contiene ancora macchinari storici per la produzione di energia purtroppo esposti alle intemperie. Anche l’antica cartiera del 1500, poi diventata pila da riso e il limitrofo oratorio settecentesco della Madonnina delle Grazie sono ormai ridotti a ruderi. Tutto questo contrasta con la modernità degli edifici universitari e la sede del CNR. Qui il canale si sdoppia in Canalazzo, canale di compensazione e nel Fossetta, il canale navigabile sul quale sono le conche di navigazione fino al Ponte della Bionda dove i due canali si riuniscono in uno. Proseguendo si arriva al terzo sostegno, il Torreggiani. Il Sostegno del Torreggiani venne costruito intorno al 1560, contemporaneamente a quello del Landi e al rifacimento del Grassi e del Battiferro, preesistenti. Venne restaurato nel 1700 dall’architetto Torreggiani, di cui prese il nome. Oggi è composto dalla casa di manovra, semidiroccata, cinturata e pericolante, dalla conca di navigazione e da alcuni edifici contigui. I portoni erano di tipologie diverse, sia porte vinciane che portoni basculanti a scomparsa, bascule che potevano essere manovrate da una sola persona perché fornite di un contrappeso che aiutava il sollevamento. Da segnalare che i portoni vinciani di ogni sostegno sono stati asportati alcuni decenni fa e di loro non si ha traccia. Se ripristinati sarebbero - almeno in alcuni sostegni - la dimostrazione del genio leonardesco che con questa idea ha reso in canale Navile navigabile nel tratto cittadino nonostante la pendenza e la forza dell’acqua. Qui si trova anche l’ultima, antica superstite delle trattorie e punti di ristoro: Sandro al Navile, oggi rinomato ristorante di cucina tradizionale bolognese. Proseguendo si arriva al quarto sostegno, il Landi. Sostegno del 1560 come il Torreggiani, la sua conca, a metà 1700 fu restaurata da G. Antonio Landi, architetto, da cui il nome. Ci sono due case. La più grande era la sede degli uffici amministrativi di tutti e dieci i sostegni del Navile, più in basso la casa del Sostegnarolo, disabitata da un anno ma ancora salva da vandalismi ed occupazioni abusive. La casa potrebbe essere affidata ad associazioni o privati col vincolo ad uso pubblico al fine di garantire un servizio igienico e una fonte di acqua e assistenza come richiesto più volte.
In riva destra, dopo il Parco, la RSA costruita sulle rovine della Cartiera del 1700. La cartiera inizialmente lavorava gli stracci, poi la carta di recupero. La sede degli uffici, abbandonata da qualche anno e più volte vandalizzata e occupata, è ancora recuperabile contrariamente agli altri immobili del lungo Navile.
Dopo solo 1 km ci troviamo al quinto sostegno, il Grassi, coevo al Battiferro. Qui ha sede l’associazione culturale Ponte della Bionda che in passato ha tentato l’acquisto, dato quasi per definito, così come un accordo fra Comune e Demanio. Purtroppo nulla di fatto e ormai il tetto è crollato ed è l’ennesimo rudere mentre avrebbe potuto essere un punto di accoglienza e ristoro per i numerosissimi turisti e pellegrini del Cammino di S.Antonio. A pochi passi i due canali, Canalazzo e Fossetta si riuniscono sotto un ponte della fine del ‘600, il ponte della Bionda appunto, restaurato dall’omonima associazione culturale col contributo della Fondazione del Monte ormai 20 anni fa. Più avanti un altro km circa ecco un altro punto di grande importanza storica e di sviluppo socio urbanistico, il Sostegno/Porto di Corticella. Fino alla realizzazione del Porto di Bologna entro le mura il sostegno di Corticella era porto commerciale in cui le barche con le merci, trainate dal cavallo, scaricavano per evitare all’animale la devastante fatica di trainare la barca controcorrente. Rimase attivo anche dopo la trasformazione con la costruzione della Fossetta e delle conche vinciane che consentivano una risalita più agevole fino entro le mura. Attorno al porto nasce la località di Corticella che grazie al Navile si sviluppa socialmente ed economicamente. Il sostegno è 200 metri a valle del Castello Pallotti, datato 1880, posto sulla riva destra.
Questo sostegno, come il Battiferro, conteneva organi di manovra per il controllo delle acque oggi non più attivi. Vedeva contemporaneamente presenti in costruzioni riunite la casa del Sostegnarolo, il manovratore delle porte vinciane, la casa della Gabella Grossa, l’allora Agenzia di riscossione dei pedaggi, e dal 1936 una centrale idroelettrica che alimentava il pastificio di Corticella. Oggi questa costruzione, acquistata da privati molti anni fa e restaurata, è minacciata dalle frequenti esondazioni. Le due costruzioni sopracitate nei primi anni 2000 sono state sede di attività culturali con spettacoli teatrali, di testimonianza storica da parte di volontari che hanno tenuto incontri e visite con i bambini delle scuole e non solo. Poi una tegola caduta, il permesso revocato ed è iniziato il tracollo con il crollo del tetto, la riduzione del muro della sala di manovra. Lo stabile è di pertinenza dell’Agenzia regionale. Di quanto era attorno al Sostegno resta solo la Madonnina dell’olmo, risalente al 1680. Era un punto di devozione, una fonte di acqua cristallina per dissetare viaggiatori e animali e una conserva da riempire con la neve per gli alimenti deperibili. Oggi viene curata da volontari. L’acqua della centrale elettrica veniva convogliata in una canaletta che, unita ad un rio, l’Aposazza, andava ad alimentare il cinquecentesco mulino dei Poeti oggi casa di abitazione di fronte alla quale invece, restaurata e curata da privati, c’è La Grotta risalente al 1570, un’antica locanda e osteria scavata nella roccia che sottostà ad un’altra costruzione storica, la Casalunga, insediamento popolare del settecento. Lasciato il sostegno di Corticella dopo, soli 500 metri incontriamo il Borgo Sartoni, un ex vivaio, il primo di Bologna, che riforniva di fiori per le feste e piante per giardini e parchi fin dall’800. La famiglia Sartoni era fornitrice di piante ed erbe per la medicina erboristica del Conte Mattei alla Rocchetta di Riola di Vergato. Un legame ulteriore fra l’Appennino e la pianura…
1. Il viaggio nel territorio del Comune di Bologna finisce al Ponte del Vignola, il ponte che consentiva di superare il canale alla Strada di Galliera fin dal 1200, pur avendo preso il nome dall’architetto Barozzi, il trasformatore del Navile a metà del ‘500. Alla sua destra il Palazzo della Dogana, in cui erano i controllori degli ingressi in città attraverso il Navile nonché sede della Farmacia del Dr. Minelli, lo scopritore gestore delle Antiche Fonti Salutari di Corticella, uno stabilimento frequentato da tanti che arrivavano anche dalla Toscana, ovviamente attraversando l’Appennino.
Dopo quanto esposto sopra appare evidente la necessità del recupero degli edifici storici quali i sostegni, la centrale idroelettrica del Battiferro, le case di manovra e le infrastrutture idrauliche, le casse di espansione, le porte vinciane: questo restauro è irrinunciabile ed improcrastinabile per fare del progetto di recupero e valorizzazione del canale Navile un progetto lungimirante ed integrato, per fare del canale un grande museo en plein air della storia di Bologna ad integrazione del Museo delle Acque, del Museo del Patrimonio industriale al Battiferro e del Museo della Civiltà contadina di San Marino di Bentivoglio.
La vista del progressivo deterioramento e crollo dei manufatti storici che accompagnano i turisti lungo il percorso è inaccettabile culturalmente e contrasta con la politica di promozione e sviluppo turistico e di valorizzazione delle vie d’acqua e di corridoi ambientali per ciclisti e pedoni. Alcune di queste strutture sono irrimediabilmente danneggiate mentre altre possono ancora essere recuperate (per esempio il sostegno del Landi nella cui conca di navigazione sono ancora presenti gli ultimi portoni vinciani, recuperabili a scopo didattico), Va iniziato un percorso di recupero, ristrutturazione, restauro conservativo dei manufatti posti lungo la restara, cominciando da opere di stabilizzazione e messa in sicurezza. Chiediamo che almeno, per quanto riguarda gli edifici storici, vengano recuperati sollecitamente alla dignità e alla fruizione pubblica la Centrale idrotermoelettrica del Battiferro, il Sostegno/porto della Bova e l’importante Sostegno/porto di Corticella oggi in stato di crollo.
Noi crediamo fermamente che il canale Navile sia una grande, antica e promettente opportunità per Bologna e per tutto il territorio metropolitano e regionale: ci rivolgiamo pertanto alle istituzioni cittadine, metropolitane e regionali e al Ministero della Cultura perché il progetto di recupero e rilancio del canale, delle infrastrutture storiche e dell’ambiente che lo contiene diventino un progetto condiviso e una priorità sulla quale esercitare un rinnovato impegno politico e un aggiornato rilancio progettuale.
Mauro Tolomelli- Il Nostro Navile.

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