18/09/2026
Vent’anni di cooperazione, legalità e costruzione di opportunità sui terreni e altri beni sottratti alle mafie. È questo il lavoro svolto fin qui dall’associazione 𝗖𝗼𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗟𝗶𝗯𝗲𝗿𝗮 𝗧𝗲𝗿𝗿𝗮 - 𝗔𝗴𝗲𝗻𝘇𝗶𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗺𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗲 𝗹𝗮 𝗹𝗲𝗴𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀ che stamattina ospiti dell’Auditorium Granarolo di Bologna ha rilanciato la propria iniziativa associativa con l’evento pubblico 𝗖𝗼𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗯𝗲𝗻𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗶𝘀𝗰𝗮𝘁𝗶 𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗮𝗹 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗼 in un momento di confronto che riunirà rappresentanti delle istituzioni, del movimento cooperativo, della società civile e del mondo del lavoro per riflettere sulle prospettive del riuso sociale dei beni confiscati. «I grandi temi del momento - guerre, cambiamento climatico, transizione digitale - appaiono oggi più attuali del tema delle mafie, ma è necessario ricordare che giustizia sociale e legalità sono la condizione presupposta di ogni trasformazione. Abbiamo bisogno di una nuova leva di ragazze e di ragazzi che sostengano questo progetto. Abbiamo bisogno di essere pragmatici e visionari. Abbiamo bisogno del vostro impegno e del vostro entusiasmo», commenta la presidente Rita Ghedini che poi rafforza: «L’impegno dei nostri soci e del movimento cooperativo Legacoop nel suo complesso è stato fin qui ampio, fondamentale per far crescere le tante realtà che fanno del riuso sociale dei beni confiscati. Il lavoro da fare è ancora molto per arrivare a una piena applicazione della legge 109/96 e l’apporto delle competenze dei nostri soci è ancora necessario per rendere sostenibili questi percorsi imprenditoriali, che hanno l’ambizione di essere trasformativi in ambienti feriti dalla piaga mafiosa, che si estende lungo tutto il Paese».
I lavori, dopo l’assemblea dei soci, sono stati i saluti del Sindaco di Bologna 𝗠𝗮𝘁𝘁𝗲𝗼 𝗟𝗲𝗽𝗼𝗿𝗲, del presidente della Regione Emilia-Romagna 𝗠𝗶𝗰𝗵𝗲𝗹𝗲 𝗱𝗲 𝗣𝗮𝘀𝗰𝗮𝗹𝗲 e del presidente di Granarolo 𝗦𝘁𝗮𝗻𝗶𝘀𝗹𝗮𝗼 𝗙𝗮𝗯𝗯𝗿𝗶𝗻𝗼.
Al centro della mattinata la tavola rotonda “Legge 109, una conquista da rilanciare”, che ha visto confrontarsi 𝗖𝗮𝗿𝗺𝗲𝗹𝗼 𝗣𝗼𝗹𝗹𝗶𝗰𝗵𝗶𝗻𝗼, presidente del Consorzio Libera Terra Mediterraneo, 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗥𝗼𝘀𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗟𝗮𝗴𝗮𝗻𝗮̀, direttrice dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati, 𝗥𝗼𝘀𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗗𝗶 𝗟𝗲𝗴𝗮𝗺𝗶 Amministratore Giudiziario e 𝗔𝗹𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼 𝗙𝗲𝘀𝘁𝗶, responsabile nazionale Legalità e sicurezza della Cgil. Dal dibattito è emersa la necessità di rafforzare le risorse, gli strumenti e le politiche in grado di rendere sempre più efficace il riutilizzo a fini sociali dei beni confiscati, riconosciuto come uno degli strumenti più concreti di contrasto alle mafie e di promozione dello sviluppo dei territori.
Le riflessioni sono poi proseguite nell’incontro dedicato al futuro del riuso sociale dei beni confiscati tra cooperazione e società civile, con gli interventi del presidente nazionale Legacoop Simone Gamberini, di 𝗥𝗼𝗯𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗠𝗼𝗻𝘁𝗮̀, presidente di Avviso Pubblico e di 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗮 𝗥𝗶𝘀𝗽𝗼𝗹𝗶, co-presidente di Libera. Un confronto che ha evidenziato il valore delle alleanze tra istituzioni, organizzazioni sociali e cooperative per consolidare i percorsi di rigenerazione economica e civile nati sui beni sottratti alla criminalità organizzata.
"Oggi abbiamo le condizioni per mettere in campo – grazie agli strumenti di cui ci siamo dotati – un impegno rinnovato sul tema del riuso sociale dei beni confiscati con l’intento di allargare questa pratica: vogliamo mettere in campo mezzi concreti, finanziari, alleanze, che possano supportare il percorso di sviluppo dei beni confiscati e mettere in rete le cooperative per garantire loro un accompagnamento. Vogliamo farlo nella convinzione che sia una priorità" - 𝗦𝗶𝗺𝗼𝗻𝗲 𝗚𝗮𝗺𝗯𝗲𝗿𝗶𝗻𝗶, presidente di Legacoop.
A concludere la mattinata è stato 𝗱𝗼𝗻 𝗟𝘂𝗶𝗴𝗶 𝗖𝗶𝗼𝘁𝘁𝗶, fondatore e co-presidente di Libera, che, oltre a un sentito ricordo della prematura scomparsa di Denise Cosco, ha richiamato l'importanza di continuare a trasformare i beni confiscati in opportunità di lavoro, inclusione e cittadinanza, rafforzando l'impegno collettivo contro le mafie e per la giustizia sociale.