21/04/2026
Nei porti italiani si stima che ogni anno transitino circa il 90% delle merci trafficate illegalmente ogni anno. È dunque chiaro il motivo per cui Libera Contro le Mafie ha deciso di pubblicare da tre anni il report «𝗗𝗶𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗯𝗼𝗿𝗱𝗼» (quest’anno dedicato al giornalista Michele Albanese, scomparso nei mesi scorsi e che ha dedicato la vita - tanto da vivere da anni sotto scorta - alle inchieste contro la ‘ndrangheta nella piana di Gioia Tauro e profondo conoscitore delle dinamiche mafiose dello snodo portuale calabrese), presentato stamattina a Firenze.
«Nei porti emergono intrecci che puntano a influenzare politica, economia e territori con le mafie che cercano di mettersi in relazione agli altri attori politici, economici e sociali - ha spiegato la co-presidente dell’associazione 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗮 𝗥𝗶𝘀𝗽𝗼𝗹𝗶 -. Per questo sono fondamentali trasparenza e prevenzione che passa dalle persone che ogni giorno vivono questi luoghi verso cui serve una formazione e una sensibilizzazione costante».
Come illustrato dal responsabile ricerca e università di Libera, Marco Antonelli, il trend è negativo: nel 2025 i casi di traffici legati a contesti criminali sono aumentati del 14% rispetto all’anno precedente, concentrati su diversi affari illegali tra cui i più significativi sono legati a stupefacenti (31,3%), prodotti contraffatti (27,3%) e contrabbando (21,1%) posti in essere da 113 clan appartenenti a 26 matrici criminali in 71 porti - di cui 36 di rilevanza nazionale - dove intrecciano una f***a rete di business legali e illegali. Sono rilevanti anche i fenomeni corruttivi ed estorsioni.
Nei porti italiani si stima che ogni anno transitino circa il 90% delle merci trafficate illegalmente ogni anno. È dunque chiaro il motivo per cui Libera ha deciso di pubblicare da tre anni il report «Diario di bordo» (quest’anno dedicato al giornalista Michele Albanese, scomparso nei mesi scor...