28/10/2026
📢 𝑺𝑨𝑵𝑰𝑻𝑨̀ 𝑷𝑹𝑰𝑽𝑨𝑻𝑨 𝑬 𝑺𝑶𝑪𝑰𝑶𝑺𝑨𝑵𝑰𝑻𝑨𝑹𝑰𝑶: 𝑺𝑨𝑳𝑨𝑹𝑰 𝑫𝑰𝑮𝑵𝑰𝑻𝑶𝑺𝑰, 𝑶𝑹𝑮𝑨𝑵𝑰𝑪𝑰 𝑨𝑫𝑬𝑮𝑼𝑨𝑻𝑰 𝑬 𝑪𝑶𝑵𝑪𝑰𝑳𝑰𝑨𝒁𝑰𝑶𝑵𝑬 𝑻𝑹𝑨 𝑽𝑰𝑻𝑨 𝑬 𝑳𝑨𝑽𝑶𝑹𝑶
Per questi temi le Istituzioni e i gestori di servizi accreditati non possono più essere indifferenti.
🔵 𝑷𝒂𝒐𝒍𝒐 𝑷𝒂𝒍𝒎𝒂𝒓𝒊𝒏𝒊, UIL FP EMILIA-ROMAGNA: ❞𝑩𝑨𝑺𝑻𝑨 𝑬𝑴𝑬𝑹𝑮𝑬𝑵𝒁𝑬 𝑺𝑪𝑨𝑹𝑰𝑪𝑨𝑻𝑬 𝑺𝑼𝑳𝑳𝑬 𝑳𝑨𝑽𝑶𝑹𝑨𝑻𝑹𝑰𝑪𝑰 𝑬 𝑺𝑼𝑰 𝑳𝑨𝑽𝑶𝑹𝑨𝑻𝑶𝑹𝑰 𝑬 𝑵𝑶 𝑨 𝑹𝑰𝑺𝑶𝑹𝑺𝑬 𝑨 𝑪𝑯𝑰 𝑵𝑶𝑵 𝑹𝑰𝑵𝑵𝑶𝑽𝑨 𝑰 𝑪𝑶𝑵𝑻𝑹𝑨𝑻𝑻𝑰 𝑶 𝑨𝑷𝑷𝑳𝑰𝑪𝑨 𝑪𝑶𝑵𝑻𝑹𝑨𝑻𝑻𝑰 𝑭𝑰𝑹𝑴𝑨𝑻𝑰 𝑫𝑨 𝑪𝑯𝑰 𝑵𝑶𝑵 𝑹𝑨𝑷𝑷𝑹𝑬𝑺𝑬𝑵𝑻𝑨 𝑳𝑨 𝑴𝑨𝑮𝑮𝑰𝑶𝑹𝑨𝑵𝒁𝑨 𝑫𝑬𝑰 𝑳𝑨𝑽𝑶𝑹𝑨𝑻𝑶𝑹𝑰"
🏥 La qualità della sanità e dei servizi sociosanitari passa innanzitutto dal riconoscimento del valore delle persone che ogni giorno li garantiscono. Eppure, chi lavora nella sanità privata accreditata e nei servizi sociosanitari deve fare i conti con contratti scaduti da anni, retribuzioni insufficienti, contratti firmati da sindacati per nulla rappresentativi, carenze di personale e organizzazioni del lavoro sempre più difficili da sostenere.
🗣️ Riteniamo che non sia più accettabile chiedere alle lavoratrici e ai lavoratori di compensare con sacrifici personali le criticità organizzative del sistema e la disattenzione da parte di Istituzioni e datori di lavoro – afferma il Segretario Generale UIL FP Emilia Romagna Paolo Palmarini.
👩⚕️ La carenza di personale, infatti, non è soltanto un problema di organici, ma anche il risultato di condizioni lavorative ed economiche che rendono queste professioni sempre meno attrattive. In particolare, la professione di operatore sociosanitario (OSS), pur essendo fondamentale per l’assistenza alle persone fragili e non autosufficienti, deve fare i conti con retribuzioni spesso non adeguate alle responsabilità, carichi di lavoro impegnativi e condizioni organizzative difficili. Tutto questo - continua Palmarini - spinge alcune persone a rinunciare a intraprendere questo percorso professionale e altre a valutare di abbandonarlo.
⏰ La carenza di organico si traduce spesso in turni da coprire all’ultimo momento, richieste di disponibilità aggiuntive e difficoltà nel programmare la propria vita privata. In alcuni contesti si arriva a imporre cambiamenti nell’organizzazione dei turni che rendono sempre più complicata la conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro.
⚖️ Garantire la continuità assistenziale è fondamentale, ma non può diventare una giustificazione permanente per comprimere i diritti del personale. La conciliazione tra vita e lavoro non è un privilegio, ma una condizione essenziale per tutelare la salute, la dignità e la permanenza delle persone nella propria professione – continua Palmarini.
💬 Non si può domandarsi, come fatto molti gestori di servizi accreditati, dove trovare personale senza interrogarsi sulle ragioni per cui queste professioni faticano ad attrarre nuovi lavoratori. Se mancano prospettive economiche dignitose, riconoscimento professionale e condizioni organizzative sostenibili la difficoltà nel reperire personale diventerà cronica. Occorrono assunzioni, stabilità occupazionale, una migliore programmazione dei turni e condizioni contrattuali capaci di valorizzare chi si prende cura delle persone più fragili.
📄 Nel settore della sanità privata accreditata, ad esempio, i contratti nazionali AIOP e ARIS sono scaduti da otto anni e, nel caso delle strutture riabilitative, da quattordici anni. Una situazione che penalizza il potere d’acquisto e il riconoscimento professionale di migliaia di lavoratrici e lavoratori.
🔎 Nel sistema sociosanitario, la vicenda ANASTE aggiunge un’ulteriore criticità: il 12 ottobre 2026 è stata sottoscritta una pre-intesa per il rinnovo del CCNL 2026-2028 con organizzazioni sindacali diverse da quelle comparativamente più rappresentative del settore, mentre era già in corso un confronto con UIL FP, FP CGIL e CISL FP.
🏛️ È anche alla luce di queste criticità che UIL FP ha sostenuto la decisione della UIL di non sottoscrivere con la Regione Emilia Romagna uno specifico protocollo nel quale vengono riconosciute maggiori risorse pubbliche anche a strutture che applicano contratti non sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, come nel caso di ANASTE senza peraltro garantire risposte sufficienti ai problemi che rendono il lavoro assistenziale sempre meno attrattivo, a partire dalle retribuzioni, dai carichi di lavoro e dalla difficoltà di conciliare i turni con la vita privata.
📌 Per noi il principio deve essere chiaro – evidenzia Palmarini: l’accreditamento sanitario e sociosanitario deve essere legato all’applicazione di contratti sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente maggiormente rappresentative e al loro effettivo rinnovo.
👥 Senza contratti aggiornati, contratti sottoscritti da chi è realmente rappresentativo dei lavoratori, salari dignitosi e condizioni di lavoro sostenibili, sarà sempre più difficile convincere giovani e nuove professionalità a intraprendere questi percorsi e trattenere chi già li svolge.
🚫 E non è certo con le logiche dei bonus, peraltro limitati al solo personale dipendente che oggi si iscrive ai corsi di OSS, come quello previsto nel protocollo da noi non sottoscritto, che si può pensare di dare continuità e garantire stabilità degli organici, per la grave carenza di oggi servono provvedimenti strutturali.
💶 Prima di tutto occorre agevolare i rinnovi dei contratti garantendo aumenti contrattuali che devono tradursi in un miglioramento concreto del reddito disponibile e non essere vanificati dall’eccessivo prelievo fiscale. Rinnovare i contratti e aumentare gli stipendi è indispensabile, ma è altrettanto importante fare in modo che nelle tasche di lavoratrici e lavoratori rimangano più risorse.
✊ La nostra battaglia è chiara: no ai contratti firmati da chi non rappresenta la maggioranza dei lavoratori, contratti rinnovati, stipendi più dignitosi, meno tasse sul lavoro, organici adeguati e turni compatibili con la vita privata.
📣 Chiediamo alla Regione Emilia-Romagna di passare dalle dichiarazioni, che spesso rimangono sulla carta, agli impegni concreti, intervenendo sulle regole dell’accreditamento e aprendo un confronto che affronti insieme le questioni contrattuali, organizzative ed economiche.
❤️ La qualità dei servizi non può poggiare indefinitamente sui sacrifici del personale. Se vogliamo garantire assistenza alle persone fragili e continuità ai servizi, dobbiamo rendere queste professioni più attrattive, riconoscendo il valore economico e sociale di chi le svolge – conclude Palmarini.
🤝 La UIL FP Emilia-Romagna continuerà quindi la propria battaglia per sostenere le lavoratrici e i lavoratori: perché senza lavoro dignitoso non c’è assistenza di qualità, e senza condizioni adeguate non ci può essere futuro per le professioni sociosanitarie.
Uil Emilia Romagna