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D-i-ritti alla città Bologna ha bisogno di una rete diffusa di spazi pubblici. Spazi per dare una casa a chi non ce l’ha,

24/09/2026

PER L’EX CASERMA SANI L’UNICO PROGETTO CONCRETO È QUELLO DI RESISTENZE SPAZIALI. UNA RISPOSTA AL SINDACO LEPORE

Dopo avere ascoltato l’intervista del Sindaco Matteo Lepore a Radio Città Fujiko (http://radiocittafujiko.it/il-futuro-delle-aree-dismesse-di-bologna-il-turismo-e-la-partecipazione-intervista-a-matteo-lepore/), interveniamo su uno dei temi affrontati: il destino delle ex aree militari e dell’ex Caserma Sani.

Il progetto di “rigenerazione” dell’ex Caserma Sani – approvato nel 2021 e, per fortuna, scaduto senza essere attuato – non è il frutto che la “cattiva” Cassa depositi e prestiti (proprietaria dell’area) avrebbe imposto a un Comune “buono”, privo di responsabilità al riguardo. Infatti, è stato proprio il Comune durante il mandato Merola (della cui giunta Lepore faceva parte) ad avere approvato un “Accordo di programma” che prevedeva la privatizzazione dell’area, l’abbattimento di quasi 400 alberi e un consistente intervento di edilizia privata. Ora il Sindaco afferma che su quest’area il progetto deve cambiare, ma per essere veramente credibile non può certo limitarsi alle affermazioni del tutto generiche e fumose disseminate nell’intervista, dietro alle quali non si intravede alcun pensiero progettuale.

Se Lepore crede davvero – come ha affermato – che in quell’area occorra fermare la speculazione finanziaria, allora dovrebbe essere coerente e bloccarla in tutte le ex aree militari. Al contrario, il Comune ha avallato la scelta dell’Agenzia del Demanio di vendere all’asta a soggetti privati una vasta porzione dell’ex Caserma Perotti (6 ettari) e l’intera ex Caserma Stamoto (13 ettari), operazioni rivendicate con orgoglio dall’assessore all’urbanistica Laudani. In queste due aree verranno realizzati grandi interventi che rientrano nella medesima logica speculativa che il Sindaco intenderebbe – a parole – bloccare all’ex Caserma Sani. Allora, dov’è la coerenza? Come pensa che la sua posizione possa essere credibile?

A proposito della salvaguardia ambientale delle aree militari dismesse, il Sindaco rivendica la scelta di mantenere il bosco urbano ai Prati di Caprara Est. Dimentica però di ricordare un aspetto cruciale: durante il mandato Merola (sempre lo stesso in cui Lepore era assessore), il Comune voleva radere al suolo l’intera area per lasciare il campo a un imponente progetto di speculazione edilizia. Così, quasi due ettari del bosco vennero abbattuti per fare spazio a una scuola che non verrà mai costruita. D’altra parte anche quello che il Sindaco dice a proposito dell’area Ovest dei Prati non è affatto rassicurante, perché in ogni caso sarebbero previste nuove edificazioni in una zona anch’essa rinaturalizzata. Sarebbe onesto da parte sua riconoscere che, se i Prati di Caprara rimarranno “un polmone verde tra i più grandi d’Europa”, come afferma nell’intervista, il merito non è del Comune ma del Comitato Rigenerazione No Speculazione, che si è battuto per anni per ottenere questo risultato. Fino ad oggi, in questo come in altri casi, è stata infatti la mobilitazione delle cittadine e dei cittadini ad impedire devastazioni ambientali di cui il Comune era promotore.

Anche all’ex Caserma Sani la progettualità viene dal basso. In occasione dell’affollatissima iniziativa organizzata dal 18 al 20 settembre - in cui centinaia e centinaia di persone hanno potuto vedere con i propri occhi la bellezza di questo luogo pubblico e del suo parco sottratti alla città - Resistenze spaziali ha presentato un progetto articolato, frutto di un anno di lavoro, dell’ascolto delle/degli abitanti del quartiere e del confronto con esperti. È un progetto che traduce sul piano pratico una precisa visione della città pubblica e dei beni comuni. Questo è ad oggi l’unico progetto concreto per un uso sociale e pubblico dell’ex Caserma. Nessun intervento attualmente in corso o ipotizzato in questo quadrante cittadino – dalla “rigenerazione” delle ex Officine Casaralta (che porterà in dote un albergo, un supermercato, uno studentato privato e due torri residenziali di 15-16 piani), alle affermazioni dell’amministrazione sul futuro dell’ex Caserma come spazio residenziale o cittadella universitaria “a servizio” del Tecnopolo, fino alle più recenti idee di realizzazione del nuovo stadio – mette infatti al centro della sua progettualità bisogni e desideri di cittadine e cittadini.

Il Sindaco è disposto a discutere a partire dal nostro piano? È disposto, insieme alla sua amministrazione, a confrontarsi pubblicamente con il nostro percorso che mette al centro un’inchiesta sociale volta a conoscere i bisogni di chi abita intorno all’ex Caserma Sani? Attendiamo risposte che non siano solo dichiarazioni fumose da campagna elettorale.

Resistenze spaziali - 24 settembre 2026

➡️ SIAMO DENTRO L’EX CASERMA SANINel tardo pomeriggio, il campeggio lanciato da Resistenze Spaziali davanti all’ex Caser...
24/09/2026

➡️ SIAMO DENTRO L’EX CASERMA SANI

Nel tardo pomeriggio, il campeggio lanciato da Resistenze Spaziali davanti all’ex Caserma Sani di Bologna si è spostato all’interno dell’area.

▼ 10 ettari di spazio pubblico abbandonati da anni, dove nel frattempo è cresciuto un vero e proprio bosco urbano.
Uno spazio di cui rivendichiamo un futuro come bene comune, contro il progetto di “rigenerazione urbana” a fini speculativi promosso dal Comune e da Cassa Depositi e Prestiti.

▼ Entrare nell’area ha permesso di mostrare concretamente a centinaia di persone cosa potrebbero diventare gli edifici storici della caserma.
Un breve atto di riappropriazione che ci ricorda una cosa semplice: gli spazi pubblici appartengono alla cittadinanza e il loro futuro va deciso insieme.

Tutte le attività del campeggio continuano all’interno della ex-Caserma Sani!

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