30/10/2026
‼️Quando si affrontano temi delicati, come la lotta al e allo del lavoro, bisogna farlo con la massima serietà e non attraverso slogan facili.‼️
Partendo da un assunto: le leggi nel nostro Paese le fanno il Parlamento e il , e non le Associazioni di categoria.
Occorre poi ricordare che nella lotta al caporalato e allo sfruttamento non siamo all’anno zero. Nel nostro Ordinamento esiste un imponente sistema sanzionatorio in materia di legislazione sociale e del lavoro che, probabilmente, non ha pari a livello europeo e, forse, nemmeno extra europeo.
Servono altre sanzioni? Se sì quali e fin dove dobbiamo spingerci?
Una seria Organizzazione di rappresentanza di impresa questi temi deve porseli. E noi ce li poniamo.
Criticare il mezzo (le leggi, le direttive e i regolamenti) non equivale a criticare il fine (lotta al caporalato e allo sfruttamento), ma anzi significa battersi per perfezionare gli strumenti e renderli più efficaci.
Distinguere le casistiche è doveroso per un’associazione di categoria: un’azienda, in buona fede, può incorrere in una lieve mancanza. E questo è un caso ben diverso rispetto a chi sfrutta i lavoratori.
Come è doveroso sottolineare che attualmente la condizionalità sociale colpisce - attraverso la decurtazione dei premi della - non tanto chi sfrutta i lavoratori, quanto piuttosto chi si dimentica anche solo di apporre una semplice segnaletica o di fornire al lavoratore una delle innumerevoli informazioni, non tutte con lo stesso peso. E soprattutto colpisce in modo differenziato a livello europeo, visto che la legislazione sul lavoro varia da Paese a Paese.
🟢Queste cose bisogna avere il coraggio di dirle. E noi che rappresentiamo le imprese agricole da oltre cento anni, il coraggio lo abbiamo, nel massimo rispetto delle istituzioni e dei lavoratori, come sempre. Quando invece si pretende di rappresentare tutto e tutti si finisce per non rappresentare nessuno, o, peggio ancora, solo se stessi.🟢