20/10/2026
Ci sono serate capaci di lasciare una traccia profonda, capaci di spingerci a guardare oltre la superficie del quotidiano.
La conviviale di Club del 6 ottobre scorso ha regalato ai Soci e agli Amici presenti un viaggio straordinario dentro l’animo umano, guidati dai relatori -e amici- Pietro Bianchi e Luca Cavadini che hanno utilizzato l'arte della cinematografia per farci riflettere su un tema molto caro all'uomo, al tempo stesso un augurio e un cantiere sempre aperto: La ricerca della felicità.
A inizio della serata, il Club ha accolto a braccia aperte Deborah Riva, che è ufficialmente entrata a far parte della compagine sociale. L'ingresso di un nuovo socio rappresenta un momento di vitale importante per il Club e di grande responsabilità A Deborah grazie per essere diventata parte del nostro sodalizio e un augurio di buon lavoro!
Pietro Bianchi ci ha accompagnati dentro la storia del cinema, svelandoci il contesto, la genesi e i retroscena di otto capolavori e Luca Cavadini ha preso quelle immagini simboliche per portarle fuori dallo schermo, calandole nel lavoro, nelle relazioni familiari e nelle scelte etiche della nostra quotidianità.
Insieme abbiamo ripercorso otto storie straordinarie e otto spezzoni memorabili,
ciascuno portatore di una sfaccettatura della felicità: Billy Elliot (2000, Stephen Daldry), Will Hunting – Genio ribelle (1997, Gus Van Sant), La ricerca della felicità (2006, Gabriele Muccino), Erin Brockovich – Forte come la verità (2000, Steven Soderbergh), Ogni maledetta domenica (1999, Oliver Stone), Quasi amici (2011, Olivier Nakache ed Éric Toledano), La grande guerra (1959, Mario Monicelli) e Schindler’s List (1993, Steven Spielberg).
Luca e Pietro hanno messo a fuoco la natura mutevole della felicità. La felicità non è una meta statica o un luogo al quale si giunge una volta per tutte, bensì un percorso dinamico legato all’evoluzione della nostra vita: a vent’anni ha la forma di un sogno; a quaranta quella di un risultato concreto; con il passare del tempo diventa una persona, un legame ritrovato, il tempo restituito a sé stessi o la serena consapevolezza di aver compiuto qualcosa che meritava davvero di essere fatto.