LEAL Lega Antivivisezionista - Sezione Pescara e Teramo

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LEAL Lega Antivivisezionista - Sezione Pescara e Teramo La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali. (Mohandas Gandhi)

30/10/2026
E’ stata un’estate molto difficile, piena di recuperi e vittime.Sono letteralmente distrutta.Si fa tanta fatica a recupe...
28/10/2026

E’ stata un’estate molto difficile, piena di recuperi e vittime.
Sono letteralmente distrutta.
Si fa tanta fatica a recuperare forze dopo aver lottato impiegando tempo e risorse economiche e aver visto animali agonizzare e morire.
Se mi sento sopraffatta?
Si, spesso.
Ma cosa si può fare?
Rendermi utile mi sembra l’unica cosa buona prima di morire.
Almeno non sarà stato un passaggio vano su questa terra.
Alla gente che critica e pensa che dare da mangiare ad animali in difficoltà sia un atto che comporta sporcizia dico di fare attenzione perché i tempi che arrivano non saranno una passeggiata.
Quello che accade agli animali e alla natura accadrà anche a noi.
Compassione e empatia non si comprano al mercato, vanno coltivate e il sacrificio conta.
Dare quello che si ha in più non è generosità.
Piuttosto privarsi di qualcosa.
Aggiungere una ciotola d’acqua in giardino o in un quartiere e’ un atto reale di pietà non un oltraggio al decoro come senti spesso dire.
Le cucciolate di ottobre sono in grave difficoltà.
I ricci sono disidratati e non hanno grasso bruno per andare in letargo.
Lasciate cibo e acqua.
Gli ambienti sono fortemente antropizzati e gli animali arrivano in centro paese per campare.
C’è poco da cincischiare.
Abbiamo saccheggiato e violentato la terra.
Il verbo del decespugliatore detta legge.
La natura non deve assomigliare a un salotto di casa.
La natura si autoregola. Quelle che chiamiamo erbacce sono piante spontanee necessarie a ricreare vita. Sono il microbiota del pianeta. Generano insetti cruciali persino per la sopravvivenza di animali e alberi.
Per le api, per noi.
Chi vivrà vedrà.

Questi due mesi sono stati molto complessi.E’stata fatta una raccolta fondi con Gofoundme per operare Trilly, una cagnol...
24/10/2026

Questi due mesi sono stati molto complessi.
E’stata fatta una raccolta fondi con Gofoundme per operare Trilly, una cagnolina di un paese vicino Penne (Pe) che si suppone sia stata bastonata con violenza (il veterinario ha confermato la compatibilità del trauma e abbiamo testimonianze di persone che hanno sentito un anziano parlare del cane e del fatto che per un po’ non sarebbe tornato a defecare nel suo orto, elementi troppo deboli per denunciare).
Purtroppo l’operazione delicata ha richiesto i. Post operatorio complesso e non me la sono sentita di portare la c***a in una pensione.
Medicazioni, collare Elisabetta tenuto per più di due settimane, acclimatamento in un nuovo ambiente e via dicendo mi hanno portato a prendere una decisione che ha richiesto grandi sacrifici.
Come molti di voi sanno gestisco molti animali in zone molto lontane da dove vivo.
Animali che morirebbero di fame e sete.
Non ho tempo per me, nemmeno per cose elementari e l’arrivo di questa cagnolina non era previsto.
Ora sono convinta che rimandarla dove stava (e’ un cane di quartiere sterilizzato e rimesso sul territorio) non è il meglio per lei perché la famiglia che se ne occupava non è una cosa possibile perché e’ già stata abbandonata una volta, buttata in strada e costretta ad arrangiarsi. Vorrei una casa e una famiglia che si prenda cura di lei.
So che chiedo molto.
Contattatemi per info 3404050650

Siamo letali per chiunque
12/08/2026

Siamo letali per chiunque

Quando lo trovarono a Odessa, nel 2022, Taras era soltanto un cucciolo di leone di quattro mesi.

Era stato abbandonato insieme alle sue sorelline Lesya e Stefania, mentre intorno infuriava la guerra. Secondo gli esperti che hanno seguito il caso, i giovani leoni sarebbero stati coinvolti nel commercio illegale di animali esotici e poi abbandonati durante il conflitto.
Ma qualcuno decise che la loro storia non sarebbe finita lì.

Grazie anche all'intervento di un veterinario americano che lavorava a Kiev, i cuccioli riuscirono prima a raggiungere la Polonia. Nel novembre 2022 Taras, le sue sorelle e un altro leone chiamato Prada affrontarono poi un viaggio attraverso l'Atlantico.
La loro nuova casa diventò il Wildcat Sanctuary di Sandstone, in Minnesota, grazie a un'operazione realizzata in collaborazione con l'International Fund for Animal Welfare (IFAW).

Taras è cresciuto. Oggi ha 4 anni ed è descritto come un leone curioso, vivace e molto legato alle sue sorelle.
Poi, lo scorso giugno, qualcosa è cambiato.

Taras ha iniziato a mostrarsi apatico e inappetente. Gli accertamenti, compreso un viaggio di circa 290 chilometri per sottoporlo a TAC e biopsia polmonare in una clinica specializzata di Minneapolis, hanno portato alla diagnosi: blastomicosi, una grave infezione fungina non contagiosa.

Il giovane leone ha così iniziato un'intensa terapia antifungina sotto il controllo dei veterinari esperti in grandi felini del santuario.
E le prime notizie fanno sperare: secondo quanto riferito dalla struttura, Taras sta rispondendo alle cure e i miglioramenti gli hanno permesso di tornare insieme al suo gruppo.

La sua storia, però, racconta qualcosa che va oltre il destino di un singolo animale.
Taras e le sue sorelle non potranno essere liberati in natura. Separati dalla madre da piccolissimi e cresciuti a contatto con gli esseri umani, non hanno potuto sviluppare tutto ciò che sarebbe necessario per sopravvivere autonomamente.

Ed è forse questa la conseguenza più crudele del commercio illegale di fauna selvatica: anche quando un animale viene salvato, ciò che gli è stato sottratto da cucciolo non sempre può essergli restituito.

Taras è sopravvissuto all'abbandono e alla guerra. Adesso sta affrontando un'altra battaglia.
Forza Taras, continua a combattere ❤️

10/08/2026

Segnalate immediatamente!

08/08/2026

Il gioco è di tutti ❤️

01/07/2026

Chi può aiutare?

Gli animali, sono davvero migliori di noi
30/06/2026

Gli animali, sono davvero migliori di noi

Sembrava destinata a non farcela. Poi è arrivata una persona che ha deciso di non arrendersi.

Quando la femmina di gufo co***to Gigi è stata soccorsa in Mississippi, le sue condizioni erano disperate. Era stata investita, riportava un grave trauma cranico, aveva il corpo infestato dai parassiti e una seria infezione ai polmoni. I veterinari non erano certi che sarebbe sopravvissuta.

Eppure, al rifugio Wild at Heart Rescue, qualcuno ha scelto di darle una possibilità. Doug Pojeky, presidente della struttura, conosciuto per la sua straordinaria capacità di instaurare un rapporto con gli uccelli rapaci, ha seguito ogni fase della sua riabilitazione con pazienza e dedizione.

Giorno dopo giorno, Gigi ha recuperato le forze fino a compiere quello che molti consideravano quasi un miracolo. Ma il momento che ha colpito tutti è arrivato dopo.

Doug si era assentato per alcuni giorni. Quando è tornato al rifugio, Gigi lo ha riconosciuto immediatamente. Gli si è avvicinata, ha appoggiato la testa sulla sua spalla e lo ha stretto in un gesto che ricordava un vero abbraccio. Una scena che sembrava raccontare, senza bisogno di parole, quanto quel legame fosse diventato profondo.

Missy Dubuisson, fondatrice del rifugio, ha raccontato di non aver mai assistito a un rapporto così intenso tra un essere umano e un rapace. Un'immagine che ha emozionato tutti coloro che l'hanno vista.

Una volta ristabilita, Gigi è stata liberata nei pressi del luogo in cui era stata trovata, tornando finalmente alla vita selvaggia. La sua storia, però, continua a ricordare che la cura, il tempo e la fiducia possono creare legami capaci di superare ogni barriera, persino quella tra specie diverse.

A volte il grazie più autentico non ha bisogno di parole. Basta uno sguardo, un gesto... o il battito silenzioso di due ali.

26/06/2026

Apriamo gli occhi

❤️
17/06/2026

❤️

Tutti passavano accanto al gatto cieco con il volto segnato da una cicatrice—finché non hanno scoperto l’incredibile cuore nascosto dietro quelle ferite.
Quando Phoenix arrivò al rifugio, quasi nessuno lo voleva.
Le persone si fermavano, lo guardavano per un istante e poi passavano oltre, scegliendo i gatti più giovani e in salute.
Alcuni provavano compassione.
Altri temevano che avesse bisogno di troppe cure.
Molti pensavano che i suoi giorni migliori fossero ormai alle spalle.
Tutto ciò che vedevano erano le ferite.
Non vedevano il sopravvissuto.
Non vedevano il combattente.
E sicuramente non vedevano l’anima affettuosa che aspettava solo qualcuno disposto a dargli una possibilità.
Prima di arrivare in salvo, Phoenix aveva sopportato più dolore di quanto un animale dovrebbe mai affrontare.
Dopo un incidente devastante, fu trovato mentre si aggrappava ancora alla vita.
Era spaventato, gravemente ferito e faceva fatica a respirare.
Il suo futuro sembrava senza speranza.
Ma un tassista compassionevole si rifiutò di lasciarlo indietro.
Invece di voltarsi dall’altra parte, si fermò ad aiutarlo.
Quel singolo gesto di gentilezza cambiò tutto.
I veterinari capirono subito quanto fosse grave la condizione di Phoenix.
La sua mascella era gravemente fratturata.
Il suo volto aveva subito danni estesi.
Gravi infezioni minacciavano la sua vita.
P***e l’olfatto.
E, cosa più straziante, non avrebbe mai più potuto vedere.
Le probabilità erano contro di lui fin dall’inizio.
Eppure Phoenix non smise mai di lottare.
Giorno dopo giorno affrontò cure, farmaci e recuperi dolorosi.
Alcuni giorni portavano progressi.
Altri portavano battute d’arresto.
Ma, per quanto difficile fosse il percorso, Phoenix continuava ad andare avanti.
Scelse il coraggio invece della paura.
La speranza invece della resa.
La vita invece dell’arrendersi.
Poi, dopo diversi interventi importanti, accadde qualcosa di straordinario.
Phoenix iniziò a guarire.
Il suo respiro migliorò.
La sua forza tornò.
E poco a poco, il gatto spaventato che aveva lottato per sopravvivere iniziò a riscoprire come si vive davvero.
Imparò a fidarsi di mani gentili.
Imparò a giocare con i giocattoli.
Imparò a cercare affetto e a godersi le semplici comodità di una casa sicura.
E, cosa più importante, imparò che era amato.
Col passare del tempo, le persone smisero di notare le sue cicatrici.
Notavano invece il suo spirito gentile.
Il suo coraggio.
La sua resilienza.
La sua capacità di continuare ad amare nonostante tutto ciò che aveva vissuto.
Oggi Phoenix è circondato da calore, comfort e persone che lo adorano esattamente per ciò che è.
Le sue cicatrici non raccontano più una storia di tragedia.
Raccontano una storia di forza.
Una storia di sopravvivenza.
La storia di un gatto che ha rifiutato di farsi definire dalle difficoltà.
Phoenix ci ricorda che la vera bellezza non si trova nella perfezione.
Si trova nel coraggio.
Si trova nella gentilezza.
E si trova nei cuori che continuano ad amare, anche dopo essere stati spezzati.
❤️ Se la storia di Phoenix ti ha toccato il cuore, iscriviti nei commenti qui sotto così insieme possiamo aiutare più gatti bisognosi a trovare sicurezza, guarigione e le case amorevoli che meritano.

Indirizzo

Pescara
65126

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