25/10/2026
Ieri, a Pesaro, siamo scesi in piazza per dare voce a un malessere sempre più diffuso: quello di chi ogni giorno deve fare i conti con il costo della vita, di chi è costretto a rinunciare anche all’essenziale e di chi vede diritti e dignità diventare sempre più difficili da tutelare.
Dai cartelloni agli striscioni, il messaggio era chiaro: non possiamo abituarci a una società in cui fare la spesa diventa un lusso, la dignità un privilegio e le risorse destinate all’istruzione sembrano avere meno spazio di quelle destinate alla guerra.