SUONI DEL SUD LAMEZIA

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SUONI DEL SUD LAMEZIA Rock, progressive rock, jazz, blues, fusion, folk, ambient, elettronica, world, etnica, ecc. sono alcuni tra i generi che vengono trattati nella nostra pagina.

Associazione culturale a scopo prettamente musicale per coloro che amano la musica di qualità e vogliono essere informati su tutto quello che si muove di interessante attorno al panorama musicale mondiale. Il nostro obiettivo è di dare un input, valorizzare e far conoscere artisti con una ricerca continua di tutto ciò che la musica può offrire, con la voglia di scoprire l'arte, la bellezza e fermarsi ad ascoltare con attenzione, attitudine che è quasi scomparsa al tempo d'oggi..., proviamo a recuperarla. I nostri post, non seguono un particolare stile musicale, non hanno preconcetti e sono liberi da ogni vincolo, senza condizionamenti e affrontano ogni argomento, nella massima onestà, trasparenza e coerenza.

Per ricordare.Questo è un video di 4 minuti estratto dalla 5. Rassegna "Scene Musicali Contemporanee" tenutasi al "Chios...
27/09/2026

Per ricordare.
Questo è un video di 4 minuti estratto dalla 5. Rassegna "Scene Musicali Contemporanee" tenutasi al "Chiostro di S. Domenico a Lamezia Terme il 25 luglio 2014 della durata di 113m. ca. organizzata dall'Associazione "Suoni del Sud Lamezia". Vi mando anche un estratto del libricino che le persone partecipanti trovarono all'ingresso del Chiostro, una buona idea per fare conoscere dettagliatamente il contenuto dei video musicali dell'evento. “La prerogativa di questa rassegna e di quelle che verranno in futuro è di non fermarsi mai, di stare attenti soprattutto alla validità delle proposte, aggiornarsi continuamente e rinnovarsi, ricercare nuove musiche, nuovi talenti, esibizioni recenti. In questa 5ª Rassegna abbiamo: per il genere “funky fusion" gli americani "Fourplay" e "Spyro Gyra"; per il “progressive e world music", gli spagnoli "Kotebel", gli inglesi "Curved Air", i “Solstice" e la norvegese "Rebekka Bakken"; i “tributi e reunion" sono rappresentati dallo storico concerto del ritorno dei "Colosseum", da due omaggi: "ai King Crimson" del francese trombettista "Mederic Collignon", e quello “a Nick Drake" dai francesi di impostazione classica "Misja Fitzgerald Michel & Olivier Koundouno", mentre il "tribute concert" è per il grande pianista svedese scomparso all'età di 44 anni "Esbjorn Svensson". Continuando troviamo il "jazz" di "Romane", del pianista francese "Baptiste Trotignon" e quello dei veterani ancora in auge "Bob James, David Sanborn & Steve Gadd". A rappresentare il “progressive italiano" c’è una musica senza tempo dei romani "Murple", degli astigiani "Locanda delle Fate", dei torinesi "Arti & Mestieri", e dei genovesi “Hostsonaten” che stupiscono con una splendida rappresentazione teatrale/musicale. Come se non bastasse, possiamo gioire ancora con due perle dagli "Archivi di Suoni del Sud Lamezia", di concerti ripresi da noi nel 2013 a "Kaulonia e al Parco Nazionale della Sila", due momenti magici con qualità video full hd e audio a 24 bit di “Arild Andersen Trio" e “James Senese & Napoli Centrale"; infine per la prima volta viene creata la rubrica "Retrospettive" che riassume il meglio del passato con due proposte storiche: gli olandesi "Ekseption" del 1970 e i tedeschi "Frumpy" del 1971. Una Rassegna molto ampia ed aperta, tra musicisti veterani e di nuova generazione, che abbraccia gusti musicali, un pò per tutti”.

rock

https://youtu.be/92eCuq08QEg?feature=shared

Estratto dalla 5. Rassegna "Scene Musicali Contemporanee" tenutasi ...

Al concerto di Hiromi all’Orto Botanico “Santicelli” di Soverato, giovedi 18 luglio 2024, organizzato da “Armonie d’Arte...
20/07/2024

Al concerto di Hiromi all’Orto Botanico “Santicelli” di Soverato, giovedi 18 luglio 2024, organizzato da “Armonie d’Arte Festival”. Un concerto memorabile, il migliore della stagione concertistica calabrese, che si contenderà il primato con “Nick Mason’s Saucerful of Secrets” del prossimo mercoledi 24 luglio. Ho insistito i miei amici a farci fare una foto perchè è difficile capitare seduti tutti in fila insieme in un concerto, sia perchè di solito sono numerati e sia perchè siamo arrivati sul luogo, un’ora prima dell’inizio del concerto. È raro che possa capitare di nuovo. Abbiamo occupato due file, 6 persone nella prima, da sinistra verso destra: Domenico Palazzo, Antonio Pujia, Graziella Cantafio, Antonello Rocca, Luciano Rocca, Marcello Nicotera, 7 persone nella seconda, sempre da sinistra a destra: Marco Marco Ernesto Galimberti, Gianfranco Franconieri, Damiano Chirumbolo, Paolo Chirumbolo, Antonio Sirianni, Raffaele Di Lorenzo e Peppino Serratore, tutti di Lamezia Terme e soci della nostra Associazione Culturale “Suoni del Sud Lamezia”.

Tony Esposito Tribal Classic è un esperimento, probabilmente nato per la prima volta in questa occasione con il suggerim...
01/07/2024

Tony Esposito Tribal Classic è un esperimento, probabilmente nato per la prima volta in questa occasione con il suggerimento e la collaborazione dell'Orchestra Conservatorio Torrefranca di Vibo Valentia. Una strada da seguire e molto interessante quella di fondere ritmi tribali con composizioni di musica classica. È stata sicuramente una serata musicale a sorpresa, che non ti aspetti, del resto Tony Esposito è stato sempre un musicista innovativo che ha sperimentato varie soluzioni nella sua lunga carriera, fin dagli esordi, nel lontano 1975. È la quarta volta che vedo Tony Esposito in concerto, fortunatamente tutti spettacoli, compreso questo, di importanza artistica di rilievo. Sono un grande appassionato di musica e non ho mai smesso di seguirla, è come una compagna di vita, ho visto tantissimi concerti e sono sempre stato curioso sulle novità e mi sono sempre aggiornato, eppure posso affermare che uno dei più bei concerti della mia vita fu proprio quello di Toni Esposito (con la "i") a Lamezia Terme che ad inizio carriera nel 1975 si esibì su un palco situato accanto alla Chiesa Cattedrale in Corso Numistrano con una band di musicisti giovani che poi divennero negli anni seguenti tra i più importanti che abbiamo mai avuto in Italia. Erano anni di innovazione musicale, di ricerca e creatività. Ricordo che quando vidi il concerto, ancora non conoscevo nessun brano anche se avevo già ordinato il suo primo long playing, uscito in quei giorni, dai Magazzini "Nannucci" di Bologna e ancora non mi era arrivato. Era l'album d'esordio omonimo "Toni Esposito", anche se poi dagli anni a ve**re è conosciuto come "Rosso Napoletano" per la famosa suite che è contenuta nel disco. Toni si presentò con la batteria, percussioni e tutta una serie di bicchieri vuoti, riempiti a metà o per intero, varie padelle, cucchiai, forchette, coltelli e tanti altri oggetti di uso quotidiano con i quali riusciva ad estrapolare vari suoni per una miscela sonora, unica, inarrivabile per quei tempi, il tutto accompagnato da musicisti di grande talento, come ho già detto prima. Due romani: Stefano Sabatini alle tastiere, Giovanni Bruno alle chitarre e due napoletani: Gigi De Rienzo al basso, Robert (Bob) Fix al sax e naturalmente il napoletano Toni. La seconda volta che lo vidi fu incredibile perchè nell'unica storica tournee di Toni Esposito del 1983 insieme ad uno dei musicisti più importanti al mondo del jazz, del rock, del blues e del progressive, il tastierista inglese "Brian Auger", oggi ottantenne ancora in attività, si esibì proprio a Lamezia Terme in un tendone costruito e allestito per l'occasione, in Via del Progresso e fu un'altra esperienza indimenticabile. Era l'ultimo periodo del Toni Esposito più creativo. Arrivò il tempo del cambiamento, il suo nome divenne internazionale, da Toni si passò a "Tony" con la "y" e iniziò il periodo commerciale, musica facile all'ascolto, sempre con gli stessi ritmi e naturalmente successo economico, ed oggi è conosciutissimo per la sua "hit" di successo "Kalimba De Luna". Fu anche per la terza volta nella località "Bella" di Lamezia Terme, negli anni '90 ma non ci andai perchè la sua musica nuova non mi apparteneva più, fino a quando presentò in pieno periodo "lockdown", ad agosto del 2020 con la collaborazione del grande pianista "Antonio Faraò", uno spettacolo con nuovi arrangiamenti dei brani del primo periodo, quello dei suoi primi cinque album e fu di nuovo un'esperienza incredibile e bellissima. Fu la terza volta che lo vidi e la quarta invece, quella di pochi giorni fa, è nata con l'intento di andare a vederlo, convinti di assistere ad un concerto di quelli meno importanti, invece ci siamo subito ricreduti per l'interessante e inaspettato spettacolo che ci ha spiazzati positivamente. Un concerto quasi interamente strumentale, la fusione dei ritmi delle percussioni e la musica classica, due mondi musicali apparentemente diversi ma che Tony Esposito con l'Orchestra Conservatorio Torrefranca è riuscito a rendere stimolante, interessante e che, con l'esperienza e lo studio può raggiungere livelli inaspettati. Un concerto bello, coinvolgente, non sono mancati canzoni come "Sinuè" e "Kalimba De Luna" che per dire il vero, mai sentita in una versione così bella, curata nei dettagli, con sfumature e ritocchi che la rendevano interessante in ogni istante ed ha trascinato il pubblico e lo ha fatto vibrare per ben 15 minuti. Compiva proprio in questi giorni, 40 anni dalla sua uscita discografica. Non sono mancate 2 canzoni tributo a Pino Daniele: "Napul'è" e "Alleria" eseguite dal chitarrista e cantante "Sasà Flauto" che suonava anche "l'ukulele". 15 artisti sul palco compresa la "dancer" Marika, 6 percussioni, batteria, chitarre, ukulele, l'Orchestra (basso tuba, 2 trombe, c***o francese, trombone), le cantanti: Elisa Nacita (calabrese), Erina (cubana), Isa (percussioni). Le composizioni classiche con Vivaldi, Mozart, Bach e la "Canon D" di "Johann Pachelbel" del 1680 che abbiamo scelto per voi. Buon ascolto!

Tony Esposito Tribal Classic è un esperimento, probabilmente nato per la prima volta in questa occasione con il suggerimento e la collaborazione dell'Orchest...

Peter è sempre Peter! Torna con un grande disco, cosa dire? La sua cifra stilistica è sempre quella, è un discorso a par...
16/01/2024

Peter è sempre Peter! Torna con un grande disco, cosa dire? La sua cifra stilistica è sempre quella, è un discorso a parte, Peter è unico. Torna dopo 21 anni con canzoni nuove e la sua voce all'età di 73 anni è sempre uguale, matura, molto bella ed elegante. Era da tempo che non apprezzavo a questi livelli Peter, sappiamo benissimo che i fan sono divisi, c'è chi continua ad amarlo e chi invece non lo apprezza più, sinceramente "i/o" è molto omogeneo, coerente, sempre ispirato, anche nei momenti meno riusciti, è un disco che ti avvolge e ti porta a commuoverti... due canzoni in modo particolare: "Playing for time" e "So much". I musicisti che lo accompagnano, sono il meglio che si possa desiderare, una band rodata, da tanti anni insieme: Tony Levin al basso, David Rhodes alle chitarre e Manu Katchè alla batteria. Troviamo anche la figlia Melanie, Brian Eno e persino Paolo Fresu alla tromba nel brano "Live and let live". "i/o" è stato mixato in tre modi differenti: "bright side", dark side" e "in-side". "In-side" è in "dolby atmos" che rappresenta un'esperienza immersiva, unica, che necessita comunque di un super impianto a più diffusori (circa 12) e una stanza molto ampia per apprezzarlo al meglio. Io ho scelto "dark side", non chiedetemi il perchè, forse per il calore che trovo in più, ma è una mia sensazione. Voglio proporvi in questo post, come detto, la canzone "So much" che mi ha ricordato una delle mie preferite di Peter dal titolo "Wallflower" contenuta nel quarto album del 1982 che affronta il tema della libertà di pensiero, che gli fu ispirato dopo aver visto i prigionieri torturati in Cile e il suo incipit "6 by 6 from wall to wall" è sempre rimasto dentro di me, come adesso sta succedendo con quello di "So much" che fa così: "So much unfinished business". "So much" inizia con Peter al pianoforte, è solenne, è come una preghiera, quasi sussurrata, troviamo l'orchestra di archi e ottoni di John Metcalfe, i cori della figlia Melanie, e appena accennati, il basso di Tony Levin e la chitarra di David Rhodes. La voce di Peter è al centro di tutto, la canzone ci fa riflettere, affronta il tema del tempo che passa inesorabilmente, dice che c'è solo tanto da fare, c'è tanto per cui vivere, tutto il calore che abbiamo viene da coloro che amiamo, quando tutto va e viene c'è solo così tanto da fare, la vita ci pone dei limiti, diamo priorità all'amore e alle relazioni. È una canzone semplice nella sua struttura compositiva, ma che infonde un senso di speranza. Un piccolo gioiellino musicale che ci dà tante emozioni. "So much" (Così tanto) è stata composta nel 2015, sono passati 8 anni ed è l'unica canzone che non ha subito variazioni, è nata essenzialmente per pianoforte e voce ed è rimasta tale. Per chi ama da sempre Peter. Buon ascolto!

So Much is the seventh track to be taken from the album i/o. This is the Dark-Side Mix, by Tchad Blake.Listen: https://lnk.to/PG21 Written and produced by Pe...

14/06/2023

Next fall!!
“DirtyThirty” 30 years of Syndone Annivesary Album
Don’t miss it, stay tuned!!

Marcello Nicotera Gianmaria Zanier ProgMusic Empire Magazine Francesco Zago Alberto Temporelli Rebecca Onyeji Franco Vassia Tony De Gruttola Ciro Iavarone Drummer Gigi Rivetti Gianluca Cagnani Fonoprint Prog Sud Luisa De Santis Enrico Pietra Max Prog Polis Valentina Fornacca Ma.Ra.Cash records progressor.net Marta Caldara Riccardo Ruggeri Simone Rubinato - Ruby Fabrizio Argiolas The TRIP - Furio Chirico's Max Marchini Lino Vairetti Carlotta Poma Andrea Carbone Valerio Iaccio Eugenia Brini

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Lamézia
88046

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