03/10/2026
Torrente Farma, Petriolo e Canaloni.
Italia Nostra Toscana segnala l'overtourism, ma Regione cade dalle nuvole e fa orecchie da mercante.
Dopo il caso di overtourism del Lago dell'Accesa, Italia Nostra Toscana ha chiesto alla Regione se stesse monitorando il problema anche in altri siti che ricadono in aree Natura 2000.
In particolare, accogliendo la proposta di questa sezione, ha segnalato il caso del torrente Farma.
Dopo il caso delle recenti ordinanze sindacali a tutela delle bellezze naturali prese d'assato dal turismo selvaggio e balneare, ed in particolar modo quella coraggiosamente emessa dal Sindaco di Colle Val d'Elsa, ci siamo chiesti se questi fenomeni indotti dalla promozione poco attenta dei social siano da valutare d'ufficio, visto che le stesse azioni, se organizzate da proponenti privati (raduni, attività di campeggio, allestimenti di sponde fluviali per la balneazione, accesso delle auto, accensione di fuochi in estate, ecc...), sarebbero sottoposte a studio di incidenza e a VIncA.
In particolare, il Torrente Farma è oggetto di frequentazione invasiva e rischiosa in Loc. Petriolo, presso le terme, in Loc. Canaloni, vicino alla Riserva Statale del Belagaio, e presso la diga della Steccaia, ai piedi del paese di Torniella.
Ebbene, la Regione non ha dato una risposta, ma ha fatto una serie di considerazioni banalmente oggettive, come quella che il torrente divide le province di Siena e Grosseto.
Come sezione esprimiamo pertanto perplessità sulla risposta, che appare finalizzata a innalzare una cortina fumogena, per nascondere cosa, non sappiamo. Ogni ipotesi resta quindi legittima, perché una non-risposta è comunque una risposta che si lascia ad altri formulare.
L'ipotesi che ci siamo fatti è che la Regione non solo voglia nascondere di ignorare il problema perché non ha organizzato efficaci sistemi di controllo e monitoraggio, ma anche che nemmeno ha previsto nei suoi strumenti attuativi la possibilità di prendere provvedimenti a tutela delle aree quando i fenomeni umani problematici sono spontanei, piuttosto che organizzati.
Ecco allora che, al di là delle risposte elusive, come Sezione speriamo che almeno, con la nostra segnalazione, la Regione abbia almeno preso atto del problema e stia lavorando ad una soluzione.
Quello che proponiamo è che il Dirigente del settore ambientale emani un decreto che vieti di avvicinarsi a tali siti con le auto, istituendo opportuni divieti di transito e sosta, e che regoli la facoltà di accesso ai siti, vietando ai visitatori di stazionare in luoghi affollati oltre una certa soglia.