03/10/2026
LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI On.Giorgia Meloni
Oggetto: Per una scuola che riconosca il merito, l’esperienza e il lavoro dei docenti precari – Attivare il doppio canale di reclutamento
Gentile Presidente Meloni,
ci rivolgiamo a Lei con una richiesta che riguarda migliaia di docenti che da anni garantiscono il funzionamento della scuola italiana: attivare un vero doppio canale di reclutamento, capace di affiancare al percorso concorsuale una procedura strutturata di stabilizzazione per chi ha maturato una significativa esperienza professionale nella scuola.
Non chiediamo scorciatoie.
Non chiediamo di sostituire i concorsi.
Chiediamo di riconoscere il valore di un’esperienza professionale che lo Stato ha utilizzato per anni per garantire il diritto all’istruzione.
Ci sono docenti che hanno superato selezioni, acquisito titoli, conseguito abilitazioni, affrontato procedure concorsuali e, soprattutto, hanno trascorso anni nelle aule, assumendosi quotidianamente la responsabilità educativa e didattica dei nostri ragazzi.
Anni di servizio non possono essere considerati semplicemente come una parentesi da azzerare ogni volta che si apre una nuova procedura concorsuale.
L’esperienza maturata sul campo è una competenza.
La continuità didattica è un valore.
Il lavoro svolto per anni nella scuola dello Stato deve avere un riconoscimento.
Il problema non riguarda soltanto il destino professionale dei singoli docenti. Riguarda la stessa capacità dello Stato di programmare il futuro della scuola.
L’Europa da anni richiama l’Italia sulla necessità di prevenire l’abuso dei contratti a tempo determinato. Nel maggio 2026 la Corte di giustizia dell’Unione europea ha accertato, con riferimento al personale ATA, l’assenza di misure sufficienti a prevenire il ricorso abusivo a contratti successivi a tempo determinato.
E anche sul fronte dei docenti la Commissione europea ha mantenuto aperte questioni relative alla tutela dei lavoratori a tempo determinato, compreso il riconoscimento del servizio ai fini della progressione economica.
L’Italia non può continuare a rincorrere il problema. Deve prevenirlo.
Continuare a ricorrere per anni al lavoro precario per coprire esigenze strutturali significa creare un sistema nel quale lo Stato beneficia dell’esperienza dei lavoratori senza offrire una prospettiva stabile.
È necessario cambiare approccio.
Per questo chiediamo al Governo di aprire una riflessione concreta sull’introduzione di un doppio canale di reclutamento, con criteri trasparenti, selettivi e verificabili, che consenta di valorizzare l’esperienza maturata attraverso il servizio e, contemporaneamente, garantisca il mantenimento del percorso concorsuale.
Una soluzione che potrebbe consentire di:
* valorizzare gli anni di servizio effettivamente prestati;
* riconoscere le competenze professionali maturate nelle scuole;
* ridurre progressivamente il ricorso al precariato;
* garantire maggiore continuità didattica agli studenti;
* utilizzare in modo più razionale le risorse già formate e selezionate dal sistema scolastico;
* prevenire il ripetersi di contenziosi e procedure europee legate alla reiterazione dei contratti a termine.
Non si tratta di scegliere tra concorsi ed esperienza.
Si tratta di costruire un sistema che sappia valorizzare entrambi.
Presidente, migliaia di docenti hanno continuato a credere nella scuola anche quando la scuola non ha potuto garantire loro la stabilità.
Hanno cambiato provincia, scuola, classe e spesso vita personale per accettare una supplenza.
Hanno formato generazioni di studenti mentre, anno dopo anno, si sono ritrovati nuovamente a dover dimostrare di meritare il posto che già svolgevano.
Oggi chiedono semplicemente che quella esperienza non venga cancellata.
Chiedono che lo Stato riconosca ciò che lo Stato stesso ha costruito: professionalità, competenze e anni di servizio.
Presidente Meloni, è il momento di trasformare il problema del precariato in una scelta politica di lungo periodo.
Una scuola stabile ha bisogno di docenti stabili.
E una Pubblica Amministrazione moderna non può considerare il precariato una soluzione permanente.
Attivare il doppio canale di reclutamento significa dare valore all’esperienza, rispettare il lavoro e costruire una scuola più stabile.
L’Italia non può essere fanalino di coda nella tutela del lavoro e non può continuare a sostenere i costi economici e sociali di un precariato strutturale.
Il tempo delle soluzioni temporanee è finito.
È il momento di dare una risposta definitiva a chi, nella scuola, ha già dimostrato sul campo il proprio valore.
Roberta Carrubba
Vice Presidente ANLI