FIAP Toscana - Federazione Italiana Associazioni Partigiane

Indicazioni Sito Web Contatta l'organizzazione

FIAP Toscana - Federazione Italiana Associazioni Partigiane Pagina ufficiale per la Regione Toscana della FIAP, Federazione Italiana Associazioni Partigiane costituita il 9 gennaio 1949 sotto la guida di Ferruccio Parri

27/10/2026

𝐒𝐨𝐥𝐢𝐝𝐚𝐫𝐢𝐞𝐭𝐚̀ 𝐚 𝐌𝐢𝐜𝐡𝐞𝐥𝐚 𝐏𝐨𝐧𝐳𝐚𝐧𝐢. 𝐋𝐚 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚 𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐬𝐬𝐚
La FIAP - Federazione Italiana Associazioni Partigiane esprime piena solidarietà alla storica Michela Ponzani, contro la quale il Presidente del Senato della Repubblica, Ignazio La Russa, ha annunciato una querela per diffamazione a seguito delle dichiarazioni rese il 22 ottobre nella trasmissione "Otto e mezzo" su La7.

Commentando il nuovo decreto Sicurezza, Michela Ponzani ha richiamato i fatti del 12 aprile 1973 a Milano, il cosiddetto "giovedì nero": una manifestazione non autorizzata della destra radicale durante la quale l'agente di polizia Antonio Marino, di 22 anni, fu ucciso da una bomba a mano. Alla memoria di Antonio Marino, servitore dello Stato caduto in servizio, va il rispetto della FIAP. Il richiamo a quella vicenda si inseriva in una riflessione critica sulle politiche di sicurezza, sulla libertà di manifestazione e sugli spazi del dissenso democratico. È un giudizio che si può condividere o contestare, ma che appartiene pienamente al confronto pubblico e al lavoro di chi studia la storia del nostro Paese.

Prendiamo atto della posizione del Presidente La Russa, che ricorda come gli atti giudiziari escludano ogni sua responsabilità in quei fatti. Nessuno è chiamato a mettere in discussione quegli accertamenti. Ma la distinzione tra responsabilità penali, accertamenti giudiziari e interpretazione storica è proprio ciò che va preservato: le prime spettano ai tribunali, la seconda alla ricerca e al dibattito. Chiedere a una studiosa scuse pubbliche sotto la minaccia di un procedimento penale significa confondere questi piani.

Michela Ponzani è una studiosa seria e riconosciuta, che da anni lavora sulla storia della Resistenza, sulla memoria pubblica e sulle vicende dell'Italia repubblicana, temi che sono al centro dell'impegno della nostra Federazione.

Il ricorso alla querela nei confronti di studiose e studiosi rischia di produrre un effetto intimidatorio sulla libertà di ricerca e di espressione, tutelate dagli articoli 21 e 33 della Costituzione. Il rischio è tanto più serio quando l'iniziativa proviene dalla seconda carica dello Stato, cui spetta una responsabilità particolare nella garanzia del pluralismo e del libero confronto delle idee. Per questo la FIAP auspica che il Presidente del Senato voglia rinunciare all'azione giudiziaria e riportare la discussione nella sede che le è propria: quella del confronto pubblico.

𝐋𝐚 𝐅𝐈𝐀𝐏, 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐚 𝐅𝐞𝐫𝐫𝐮𝐜𝐜𝐢𝐨 𝐏𝐚𝐫𝐫𝐢, 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐝𝐞𝐫𝐚 𝐥𝐚 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐞𝐫𝐞𝐝𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐑𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐚 𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐞̀ 𝐧𝐚𝐭𝐚. 𝐂𝐡𝐢 𝐬𝐭𝐮𝐝𝐢𝐚 𝐢𝐥 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐭𝐨, 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐮𝐞 𝐩𝐚𝐠𝐢𝐧𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐝𝐨𝐥𝐨𝐫𝐨𝐬𝐞 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐯𝐞𝐫𝐬𝐞, 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐥𝐨 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐭𝐢𝐦𝐨𝐫𝐞. 𝐋𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐩𝐫𝐞𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐬𝐢 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐮𝐭𝐨𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐫𝐠𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢, 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐫𝐞𝐥𝐞.

Roma, 26 ottobre 2026

Anche FIAP Toscana - Federazione Italiana Associazioni Partigiane sarà presente con la propria delegazione!
22/10/2026

Anche FIAP Toscana - Federazione Italiana Associazioni Partigiane sarà presente con la propria delegazione!

La memoria diventa Resistenza, Libertà e Giustizia e FIAP Toscana con le Madri di Plaza de MayoCinquant'anni dopo il gol...
05/10/2026

La memoria diventa Resistenza, Libertà e Giustizia e FIAP Toscana con le Madri di Plaza de Mayo

Cinquant'anni dopo il golpe argentino, il racconto sulle Madri di Plaza de Mayo di Daniela Padoan, presidente nazionale di "Libertà e Giustizia", ha trasformato una serata dedicata alla storia in una riflessione sulla memoria, sulla democrazia e sulla responsabilità di chi sceglie di non voltarsi dall'altra parte.
Prima dei saluti e degli interventi, nella sala è risuonata "Mothers of the Disappeared" degli U2 eseguita dalla band irlandese allo Stadio Nazionale di Santiago del Cile. Un momento di particolare intensità, con la musica che ha aiutato a creare lo spazio emotivo adatto per una storia tragica, ancora oggi difficile da comprendere e spiegare.
Sono ben conosciute, e purtroppo ancora attuali, le violenze che lasciano corpi, macerie, immagini e suoni impossibili da dimenticare. Ma esistono altre violenze che cercano, parimenti ad uccidere, di cancellare. Cancellare il corpo, il nome, la storia, perfino la possibilità che qualcuno possa continuare a domandare dove sia finita una persona.
La dittatura argentina fece della sparizione una delle proprie forme più terribili dell'abuso di potere. Il 24 marzo 1976 le forze armate rovesciarono il governo di Isabel Martínez de Perón e instaurarono il "Proceso de Reorganización Nacional".
Negli anni successivi migliaia di persone furono sequestrate, torturate e fatte sparire. La violenza veniva consumata lontano dagli occhi della società, nei luoghi clandestini della detenzione, mentre il linguaggio ufficiale provava a costruire intorno agli scomparsi una cortina di ambiguità, negazioni, eufemismi.
Non c'erano cadaveri nelle strade, ma aumentavano a dismisura le assenze, sempre più evidenti. Ed è proprio dentro quelle assenze che nacque una delle più straordinarie forme di resistenza civile del Novecento.
Le Madri di Plaza de Mayo cominciarono a cercare i propri figli nonostante lo Stato avesse deciso sistematicamente che ogni traccia di quei figli non dovesse più essere trovata. Il 30 aprile 1977 alcune di loro si riunirono per la prima volta nella Plaza de Mayo, davanti alla Casa Rosada. Da allora, ogni giovedì, avrebbero continuato con i loro fazzoletti bianchi in testa a camminare intorno alla piazza, per aggirare i divieti di polizia contro le manifestazioni, trasformando il dolore privato in una domanda pubblica: "dove sono i nostri figli?"
E' da questa storia che ha preso le mosse a Follonica l'incontro organizzato dal circolo di "Libertà e Giustizia Maremma Grossetana" insieme alla sezione soci Unicoop di Follonica e Castiglione della Pescaia.
Con Daniela Padoan sono intervenuti Luciano Gianluca Calì, giornalista radiotelevisivo e presidente regionale di FIAP Toscana ("www.fiaptoscana.it"), la Federazione Italiana delle Associazioni Partigiane fondata da Ferruccio Parri nel solco della tradizione laica, socialista ed azionista di Giustizia e Libertà e delle Brigate Matteotti, e Paolo Dolfi, da molti anni animatore delle iniziative culturali del circolo di "Libertà e Giustizia" che ha introdotto e moderato l'incontro. La partecipazione numerosa che ha affollato la sala Tirreno ha arricchito la serata di un significato ulteriore, perché quando una comunità si riunisce per parlare di una storia apparentemente lontana, probabilmente quella storia non è poi così lontana.
Il merito dell'evento è stato anche quello di restituire alle Madri una dimensione che un racconto puramente storico avrebbe rischiato di smarrire. Non si trattava infatti di raccontare soltanto le madri dei desaparecidos, ma di raccontare come quelle donne, attraverso la ricerca dei propri figli, abbiano progressivamente scoperto di essere diventate altro, ovvero una coscienza collettiva, una presenza capace di costringere il mondo a guardare attraverso la "socializzazione della maternità" ciò che la dittatura avrebbe voluto mantenere nascosto.
Perché ad un certo punto le Madri smisero di portare in piazza solo la fotografia e il nome del proprio caro. Quei volti e quei nomi appartenevano ormai ad una storia più grande, ogni figlio scomparso era il figlio di tutte. Il dolore aveva trasformato la maternità, per sua natura individuale, in esperienza collettiva e solidarietà autentica, perché ogni perdita rappresentava la violenza e l'ingiustizia sofferta dall'intera comunità argentina.
Daniela Padoan e Luciano Calì, dopo aver ricordato l'utilizzo dell'habeas corpus che leva giudiziaria destinata a proteggere gli scomparsi da una detenzione illegittima finì per divenire la prima fonte di documentazione della repressione militare, hanno quindi portato la riflessione sulla progressiva compressione dei diritti civili e sociali evidente anche nel tempo presente, richiamando in particolare la condizione della stampa italiana bersagliata dal fenomeno delle querele bavaglio, vere e proprie azioni intimidatorie condotte nei confronti dei giornalisti e di chi svolge attività di informazione. Un fenomeno in crescita nonostante il varo della normativa europea contro le cosiddette SLAPP (Strategic Lawsuits Against Public Participation), al momento rimasta lettera morta a causa del mancato recepimento da parte dell'Italia, relegata ormai al cinquantaseiesimo posto nel World Press Freedom Index pubblicato da Reporter Senza Frontiere (RSF).
In questo percorso ha trovato opportuna collocazione anche la figura di Sandro Pertini ricordata da Luciano G. Calì per la significativa coincidenza tra la data dell'incontro di Follonica, avvenuto il 25 settembre, e il 130º anniversario della nascita di uno dei più amati inquilini del Quirinale, il presidente partigiano cantato da Toto Cutugno al Festival di Sanremo del 1983.
Il legame tra Pertini e la vicenda argentina rappresenta una delle pagine più significative e coraggiose della posizione italiana di fronte alla dittatura. Proprio nell'aprile 1983, dopo la pubblicazione del "Documento Final" da parte della Giunta militare, l'allora Presidente della Repubblica reagì con parole durissime, denunciando pubblicamente il cinismo con cui il regime pretendeva di derubricare la vicenda dei desaparecidos.
Due anni più tardi, l'11 marzo 1985, durante la sua visita ufficiale in Argentina, Sandro Pertini volle incontrare a Buenos Aires le Madri di Plaza de Mayo. Non si trattò di un semplice incontro di carattere istituzionale. Per un uomo che aveva conosciuto la persecuzione politica, il carcere fascista e la Resistenza, incontrare quelle donne rappresentò infatti il riconoscimento nella loro battaglia di una richiesta universale di libertà, di democrazia e di dignità davanti ai soprusi del potere e dei regimi totalitari, di ogni tempo e latitudine.

Venerdì 25 Settembre: "Le pazze. Un incontro con le madri di Plaza de Mayo"A cinquant'anni dall'instaurazione in Argenti...
24/09/2026

Venerdì 25 Settembre: "Le pazze. Un incontro con le madri di Plaza de Mayo"

A cinquant'anni dall'instaurazione in Argentina della dittatura militare del generale Jorge Rafael Videla e della lotta per la verità delle madri delle decine di migliaia di "desaparecidos" spesso eliminati attraverso i "vuelos de la muerte", appuntamento alle ore 21 presso la sala Tirreno in via Bicocchi n°53 a Follonica con:

- Daniela Padoan, scrittrice e Presidente di Libertà e Giustizia
- Luciano G. Calì, giornalista e Presidente per la Toscana della FIAP - Federazione Italiana Associazioni Partigiane
- Paolo Dolfi, moderatore e coordinatore del circolo di Libertà e Giustizia Maremma Grossetana

, , , , , ,

Appuntamento condiviso con i

Il 24 marzo 1976 un colpo di Stato militare rovesciò in Argentina  il governo di Isabel Peron. Iniziò una delle dittature più violente del novecento. Per sette anni il Paese fu governato dal terrorismo di Stato: migliaia di persone furono […]

12/09/2026

📚 𝐃𝐨𝐧𝐧𝐞, 𝐚𝐧𝐭𝐢𝐟𝐚𝐬𝐜𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐞 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐧𝐞𝐥 𝐯𝐞𝐧𝐭𝐞𝐧𝐧𝐢𝐨 𝐟𝐚𝐬𝐜𝐢𝐬𝐭𝐚
Nel nuovo numero di Lettera ai Compagni, 𝐏𝐚𝐨𝐥𝐚 𝐒𝐢𝐠𝐧𝐨𝐫𝐢𝐧𝐨 recensisce 𝐹𝑒𝑛𝑖𝑐𝑜𝑡𝑡𝑒𝑟𝑖 𝑖𝑛 𝑣𝑜𝑙𝑜. 𝐷𝑜𝑛𝑛𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑖𝑠𝑡𝑒 𝑛𝑒𝑙 𝑣𝑒𝑛𝑡𝑒𝑛𝑛𝑖𝑜 𝑓𝑎𝑠𝑐𝑖𝑠𝑡𝑎 di Patrizia Gabrielli, ripubblicato nel 2024 con una nuova prefazione dell’autrice.

Attraverso lettere, scritture private, documenti di polizia e storie biografiche, il volume restituisce voce alle tante militanti comuniste rimaste ai margini della memoria pubblica, ricostruendone l’impegno politico ma anche le scelte, le rinunce, la solitudine e la conquista di nuovi spazi di autonomia.

Storie di donne che, tra clandestinità, carcere, confino ed esilio, contribuirono a mantenere vive le reti dell’antifascismo e lasciarono un’eredità preziosa alle generazioni del dopoguerra.

🔎 Leggi la recensione di Paola Signorino su 𝐋𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐚 𝐚𝐢 𝐂𝐨𝐦𝐩𝐚𝐠𝐧𝐢: https://www.letteraicompagnirivista.com/fenicotteri-in-volo-donne-comuniste-nel-ventennio-fascista/

12/09/2026

Ci ha lasciato 𝐄𝐦𝐦𝐚 𝐁𝐨𝐧𝐢𝐧𝐨.
Questa foto è del 𝟐𝟓 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟐. Il giorno della Liberazione, a due mesi dall'invasione russa dell'Ucraina, eravamo con lei all'Ambasciata ucraina a Roma, il presidente 𝐋𝐮𝐜𝐚 𝐀𝐧𝐢𝐚𝐬𝐢 e la vicepresidente 𝐁𝐢𝐚𝐧𝐜𝐚 𝐂𝐢𝐦𝐢𝐨𝐭𝐭𝐚 𝐋𝐚𝐦𝐢, per portare il sostegno e la solidarietà della FIAP - Federazione Italiana Associazioni Partigiane a un popolo che difendeva la propria libertà con le armi in pugno, come i partigiani settantasette anni prima.

Emma non aveva dubbi su da che parte stare. Non li aveva avuti a Tuzla nel 1995, quando fu tra i primi in Europa a denunciare l'orrore di Srebrenica; non li aveva avuti a Kabul, a Varsavia, nelle piazze italiane dove ha combattuto per il divorzio, per l'aborto, per il fine vita, contro la pena di morte, per i diritti di tutti.

𝐂𝐨𝐧 𝐥𝐞𝐢 𝐬𝐞 𝐧𝐞 𝐯𝐚 𝐮𝐧 𝐩𝐞𝐳𝐳𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐜𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐚. 𝐑𝐞𝐬𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐥𝐞 𝐬𝐮𝐞 𝐛𝐚𝐭𝐭𝐚𝐠𝐥𝐢𝐞, 𝐞 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐚 𝐧𝐨𝐢: 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐢 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐚𝐜𝐪𝐮𝐢𝐬𝐢𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞, 𝐞 𝐥𝐚 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐭𝐚̀, 𝐥𝐨 𝐬𝐚𝐩𝐞𝐯𝐚 𝐛𝐞𝐧𝐞, 𝐬𝐢 𝐝𝐢𝐟𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨.

Alla sua famiglia, ai suoi compagni di strada, a +Europa e alla comunità radicale il cordoglio di tutta la Federazione Italiana Associazioni Partigiane.

𝐼𝑙 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑖𝑐𝑎𝑡𝑜 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑔𝑟𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑃𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒:

𝐄𝐦𝐦𝐚 𝐁𝐨𝐧𝐢𝐧𝐨: 𝐬𝐞 𝐧𝐞 𝐯𝐚 𝐮𝐧 𝐩𝐞𝐳𝐳𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐜𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐚, 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐥𝐞 𝐬𝐮𝐞 𝐛𝐚𝐭𝐭𝐚𝐠𝐥𝐢𝐞
La FIAP - Federazione Italiana Associazioni Partigiane esprime il proprio profondo cordoglio per la scomparsa di Emma Bonino e si stringe ai suoi familiari, ai compagni di una vita, a +Europa e alla comunità radicale.

Con Emma Bonino se ne va un pezzo della democrazia italiana. Per oltre cinquant'anni ha incarnato un'idea di politica come lotta nonviolenta e instancabile per l'allargamento dei diritti: il divorzio, l'aborto e la legge 194, l'obiezione di coscienza, il fine vita, la libertà di ricerca, la responsabilità civile dei magistrati, la lotta alla pena di morte fino alla moratoria universale, la battaglia contro le mutilazioni genitali femminili, la cittadinanza per chi nasce e cresce in Italia. Battaglie che hanno cambiato il Paese, e che ha condotto spesso da sola, dalle piazze e dai banchi del Parlamento, con il corpo prima ancora che con la parola, quando una parte dell'Italia le considerava scandalose e un'altra le preferiva rimandare.

Emma Bonino non ha mai separato i diritti degli italiani da quelli di tutti gli altri. Da Commissaria europea agli aiuti umanitari, nel luglio del 1995, fu tra le prime voci istituzionali d'Europa a denunciare, dal campo profughi di Tuzla, l'orrore di Srebrenica, mentre il mondo esitava a chiamare con il suo nome il più grande massacro compiuto sul suolo europeo dopo la Seconda guerra mondiale. Da quella denuncia nacque il suo impegno per un tribunale sui crimini commessi nella ex Jugoslavia e per la Corte penale internazionale, istituita a Roma nel 1998: perché non c'è pace senza giustizia, e perché l'indifferenza davanti al crimine è già complicità. Lo stesso spirito la portò a Kabul, nel 1997, per stare dalla parte delle donne sotto il regime talebano, e a Varsavia, dieci anni prima, per stare dalla parte di chi lottava contro la dittatura comunista.

Per chi custodisce la memoria della Resistenza, Emma Bonino è stata l'esempio vivente di ciò che i partigiani avevano compreso a caro prezzo: che 𝐥𝐚 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐭𝐚̀ 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐞𝐫𝐞𝐝𝐢𝐭𝐚, 𝐬𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐪𝐮𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐞 𝐬𝐢 𝐝𝐢𝐟𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨. Non ha mai chiesto di essere ricordata per le sue posizioni, ma per il metodo con cui le ha sostenute: 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚𝐫𝐢𝐨, 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐟𝐢𝐮𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚, 𝐥𝐚 𝐟𝐞𝐝𝐞𝐥𝐭𝐚̀ 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐢𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐜𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐞 𝐚𝐥𝐥'𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐜𝐚𝐬𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢.

Il modo migliore per onorarla non è il rimpianto, ma continuare le sue battaglie. I diritti non sono acquisiti per sempre: possono essere erosi, svuotati, revocati, in Italia come ovunque.
Emma Bonino lo sapeva, e per questo non ha mai smesso di combattere. Tocca a noi non smettere.

Il Presidente della FIAP - Federazione Italiana Associazioni Partigiane
Luca Aniasi

27/08/2026
27/08/2026

𝟐𝟕 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨 𝟐𝟎𝟎𝟓 – 𝟐𝟕 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔.
𝐕𝐞𝐧𝐭𝐮𝐧 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐟𝐚 𝐜𝐢 𝐥𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚𝐯𝐚 𝐀𝐥𝐝𝐨 𝐀𝐧𝐢𝐚𝐬𝐢, “𝐈𝐬𝐨”.
Aveva ventidue anni quando, dopo l’8 settembre, salì in Valsesia con un gruppo di giovani lodigiani e codognesi: nacque così il distaccamento “Fanfulla” della XV Brigata d’assalto Garibaldi.

Nella primavera del 1944 passò in Val d’Ossola, dove assunse il comando della 2ª Divisione Garibaldi “Redi”. Medaglia d’argento al valor militare.

Il 25 aprile 1945 stava ancora combattendo. Nei sessant’anni successivi non mancò mai una celebrazione della Liberazione a Milano.

Poi la lunga stagione civile: consigliere comunale, assessore, sindaco di Milano dal 1967 al 1976 — negli anni di piazza Fontana e del terrorismo — deputato socialista per cinque legislature, due volte ministro, per nove anni vicepresidente della Camera.

Della FIAP fu presidente fino all’ultimo giorno.

𝐂𝐢 𝐡𝐚 𝐢𝐧𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐚 𝐑𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐨 𝐝𝐚 𝐜𝐮𝐬𝐭𝐨𝐝𝐢𝐫𝐞 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐯𝐞𝐭𝐫𝐨, 𝐦𝐚 𝐮𝐧 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐫𝐢𝐧𝐧𝐨𝐯𝐚 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨.

𝐆𝐫𝐚𝐳𝐢𝐞, 𝐜𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐈𝐬𝐨.

27/08/2026
La FIAP Toscana - Federazione Italiana Associazioni Partigiane, su invito del Comune di Lucca, ha partecipato nella gior...
30/07/2026

La FIAP Toscana - Federazione Italiana Associazioni Partigiane, su invito del Comune di Lucca, ha partecipato nella giornata di domenica 26 luglio all'intensa e doverosa cerimonia in ricordo della Strage dei Pioppetti, brutale eccidio nazifascista avvenuto in due distinti momenti della seconda guerra mondiale, costato la vita a decine di civili innocenti.
A guidare la delegazione presso il cimitero la chiesa di sant'Alessio, il dott. Paolo Canali, segretario del Circolo Culturale Fratelli Rosselli di Pietrasanta (LU).

, , , , , ,

Indirizzo

Via Michelangelo Buonarroti 13
Florence
50122

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando FIAP Toscana - Federazione Italiana Associazioni Partigiane pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'organizzazione

Invia un messaggio a FIAP Toscana - Federazione Italiana Associazioni Partigiane:

Scelte rapide

Condividi

Organizzazioni Senza Scopo Di Lucro nelle vicinanze