30/08/2026
𝗨𝗻 𝗣𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗹𝘂𝗻𝗴𝗼 𝗾𝘂𝗶𝗻𝗱𝗶𝗰𝗶 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶 𝗴𝗶𝘂𝗱𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶. 𝗦𝗶 𝗴𝗶𝘂𝗱𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗮𝗽𝗮𝗰𝗶𝘁𝗮' 𝗱𝗶 𝘀𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗽𝗶𝗲𝗱𝗶.
Durante la discussione sul Piano di riequilibrio finanziario, i nostri consiglieri comunali Domenico Bovalino e Mariagrazia Sergi sono intervenuti affrontando due aspetti diversi, ma strettamente collegati: la sostenibilità finanziaria del Piano e la responsabilità politica delle scelte che lo accompagnano.
𝗗𝗼𝗺𝗲𝗻𝗶𝗰𝗼 𝗕𝗼𝘃𝗮𝗹𝗶𝗻𝗼 𝘀𝗶 𝗲' 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝘁𝗼 𝘀𝗼𝗽𝗿𝗮𝘁𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝘀𝘂𝗶 𝗻𝘂𝗺𝗲𝗿𝗶 𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗲 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗻𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮' 𝗱𝗲𝗹 𝗿𝗶𝘀𝗮𝗻𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼.
Il punto centrale del suo intervento è stato molto semplice: 𝗮𝗰𝗰𝗲𝗿𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘀𝗼𝗺𝗺𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗿𝗶𝘂𝘀𝗰𝗶𝗿𝗲 𝗮 𝗶𝗻𝗰𝗮𝘀𝘀𝗮𝗿𝗹𝗲.
Ha richiamato i bassi livelli di riscossione registrati dal Comune, il forte ricorso all’anticipazione di tesoreria, la necessità di ricostituire la cassa vincolata e il peso dei debiti commerciali.
Da qui una domanda precisa rivolta alla maggioranza:
𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲 𝗰𝗿𝗲𝗱𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲, 𝗼𝗴𝗴𝗶, 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗮𝗽𝗮𝗰𝗶𝘁𝗮' 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗼𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗼 𝘀𝘂𝗽𝗲𝗿𝗶𝗼𝗿𝗲 𝗮 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗲𝗴𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗻𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗲𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶?
Bovalino ha inoltre chiesto perché non si sia scelto di valorizzare maggiormente le alienazioni patrimoniali, puntando anche su entrate concrete e misurabili, anziché affidare una parte importante del risanamento a previsioni di riscossione che dovranno ancora dimostrare la propria efficacia.
Nel botta e risposta conclusivo 𝗵𝗮 𝗽𝗼𝗶 𝗱𝗲𝗻𝘂𝗻𝗰𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗹’𝗮𝘀𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗲 𝗼𝗽𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝘂𝗿𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗶 𝗻𝗼𝘃𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗶 𝗱𝗶𝘀𝗽𝗼𝗻𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗲𝗱𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗶𝗮𝗻𝗼, arrivato al Consiglio solo nella fase finale del percorso.
Da qui anche una proposta concreta: fare in modo che l’attuazione del Piano venga periodicamente verificata e portata a conoscenza di tutti i consiglieri comunali attraverso dati aggiornati su incassi effettivi, residui, liquidità, anticipazione di tesoreria, debiti fuori bilancio e contenzioso.
Bovalino ha comunque riconosciuto alcuni aspetti positivi del Piano e la necessità di risanare il bilancio comunale. 𝗛𝗮 𝗶𝗻𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗿𝗶𝗻𝗴𝗿𝗮𝘇𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗳𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗿𝗶 𝗲 𝘂𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝘀𝘃𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗱𝗶𝘀𝗽𝗼𝗻𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮' 𝗳𝗼𝗿𝗻𝗶𝘁𝗮 𝗱𝘂𝗿𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗹’𝗲𝘀𝗮𝗺𝗲 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗮𝘁𝘁𝗶.
𝗜𝗹 𝘃𝗼𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗦𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗖𝗶𝘃𝗶𝗰𝗼 𝗖𝗶𝘁𝘁𝗮𝗻𝗼𝘃𝗮, 𝗻𝗼𝗻 𝗲' 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝘂𝗻 𝘃𝗼𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝘀𝗮𝗻𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼, ma un giudizio negativo sulla sostenibilità di alcune delle previsioni sulle quali quel risanamento è costruito.
𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮𝗴𝗿𝗮𝘇𝗶𝗮 𝗦𝗲𝗿𝗴𝗶 𝗵𝗮 𝗶𝗻𝘃𝗲𝗰𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮' 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗴𝘂𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗿𝗲𝘁𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗹 𝗣𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗽𝗼𝘁𝗿𝗮' 𝗮𝘃𝗲𝗿𝗲 𝘀𝘂𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶.
Ha posto all’Aula una questione di fondo: chi racconta oggi questo Piano e con quale credibilità politica?
𝗦𝗲𝗿𝗴𝗶 𝗵𝗮 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗿𝗱𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗻𝗳𝗮𝘁𝘁𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮 𝗱𝗶𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗹𝗲 𝘀𝗶𝘁𝘂𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗳𝗶𝗻𝗮𝗻𝘇𝗶𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗲𝗿𝗮 𝘀𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗶𝘂𝘁𝗮. Era stata denunciata pubblicamente già negli anni precedenti proprio da alcuni degli esponenti che oggi amministrano Cittanova.
Da qui una domanda altrettanto netta:
𝘀𝗲 𝘀𝗮𝗽𝗲𝘃𝗮𝘁𝗲 𝗱𝗮 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝗶𝘁𝘂𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲𝗿𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮, 𝗱𝗼𝘃𝗲 𝘀𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝗹𝘂𝗻𝗴𝗶𝗺𝗶𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗻𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗿𝗿𝗶𝘃𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗹 𝗣𝗶𝗮𝗻𝗼 𝘀𝗼𝗹𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝗶𝗹 𝗥𝗲𝗻𝗱𝗶𝗰𝗼𝗻𝘁𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟱 𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗮𝗿𝗲𝗿𝗲 𝗻𝗲𝗴𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗥𝗲𝘃𝗶𝘀𝗼𝗿𝗲?
Sergi ha poi riportato la discussione dalle tabelle alla vita quotidiana, richiamando gli effetti che il risanamento potrà avere sulle famiglie e sulle attività economiche. In particolare, ha ricordato gli 𝗮𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗶𝘀𝘁𝗶 𝗱𝗮𝗹 𝟮𝟬𝟮𝟳 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗺𝗲𝗻𝘀𝗮 𝘀𝗰𝗼𝗹𝗮𝘀𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗖𝗮𝗻𝗼𝗻𝗲 𝘂𝗻𝗶𝗰𝗼 𝗽𝗮𝘁𝗿𝗶𝗺𝗼𝗻𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗹𝗲𝗴𝗮𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹’𝗼𝗰𝗰𝘂𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝘀𝘂𝗼𝗹𝗼 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗼.
Perché dietro percentuali, accantonamenti e previsioni finanziarie ci sono costi che, alla fine, possono ricadere concretamente sui cittadini.
Infine, Sergi ha posto una questione di coerenza politica.
𝗜𝗹 𝗴𝗿𝘂𝗽𝗽𝗼 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗼 "𝗮 𝘁𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗮𝗹𝘁𝗮" 𝗱𝗶 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗗’𝗔𝗴𝗼𝘀𝘁𝗶𝗻𝗼, che ha fatto parte di una determinata esperienza amministrativa, 𝗽𝘂𝗼' 𝗰𝗲𝗿𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗻𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗮𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗳𝗶𝗿𝗺𝗮𝘁𝗼 𝘂𝗻 𝘀𝗶𝗻𝗴𝗼𝗹𝗼 𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗼 𝗱𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗮𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗮𝘃𝘂𝘁𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗽𝗲𝗰𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗲𝗴𝗮 𝗺𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝘂𝗼' 𝗿𝗶𝘃𝗲𝗻𝗱𝗶𝗰𝗮𝗿𝗲 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗮 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘀𝗶 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗲 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘁𝗲 𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗿𝗶𝘀𝘂𝗹𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗽𝗼𝘀𝗶𝘁𝗶𝘃𝗶, 𝗽𝗲𝗿 𝗽𝗼𝗶 𝗱𝗶𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗮𝗿𝘀𝗲𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗲𝘀𝘁𝗿𝗮𝗻𝗲𝗼 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘀𝗶 𝗮𝗳𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗴𝘂𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗻𝗲𝗴𝗮𝘁𝗶𝘃𝗲 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗶' 𝗴𝗿𝗮𝘃𝗲 𝗰𝗿𝗶𝘀𝗶 𝗲𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗰𝗮, che non ha precedenti nella storia del nostro Comune.
Nel corso del confronto la maggioranza ha illustrato le misure previste per rafforzare la riscossione e ha fornito chiarimenti su alcune delle scelte tecniche contenute nel Piano.
Ma le questioni decisive restano aperte. E potranno essere risolte soltanto dai fatti:
𝗾𝘂𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗿𝗶𝘂𝘀𝗰𝗶𝗿𝗮' 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗮 𝗶𝗻𝗰𝗮𝘀𝘀𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗲? 𝗤𝘂𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶𝗺𝗶𝗻𝘂𝗶𝗿𝗮' 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗮𝗹𝗹’𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗶𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝘁𝗲𝘀𝗼𝗿𝗲𝗿𝗶𝗮? 𝗖𝗼𝗺𝗲 𝗲𝘃𝗼𝗹𝘃𝗲𝗿𝗮' 𝗹𝗮 𝗹𝗶𝗾𝘂𝗶𝗱𝗶𝘁𝗮' 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗘𝗻𝘁𝗲? 𝗘, 𝘀𝗼𝗽𝗿𝗮𝘁𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼, 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗲 𝘀𝗮𝗿𝗮' 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗲𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗿𝗶𝘀𝗮𝗻𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗲 𝗳𝗮𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲 𝗲 𝗹𝗲 𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮' 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗻𝗼𝘃𝗲𝘀𝗶?