26/08/2026
𝑽𝒊𝒕𝒆𝒓𝒃𝒐 𝒏𝒐𝒏 𝒆̀ 𝒖𝒏𝒂 𝒔𝒂𝒍𝒂 𝒅'𝒂𝒕𝒕𝒆𝒔𝒂 𝒂 𝒄𝒊𝒆𝒍𝒐 𝒂𝒑𝒆𝒓𝒕𝒐
Vivere la città, incontrarsi, sedersi nelle nostre piazze è un diritto. Trasformare i nostri monumenti storici, i luoghi simbolo della nostra identità in discariche per bottiglie di superalcolici e siringhe, non lo è.
I nostri monumenti vengono sistematicamente umiliati. Il Facchino in bronzo dell'artista Alessio Paternesi deturpato dalle bombolette spray. Il Monumento al Paracadutista al Sacrario degradato a ostello notturno. La questione come abbiamo letto dalla cronaca, purtroppo, non riguarda solo la zona sacrario.
Registriamo i primi, concreti interventi da parte del Comune per ripristinare il decoro. Bene! Il nostro pressing funziona. Questo è il metodo liberale. Nessuna sterile polemica da tastiera, ma pressione chirurgica e soluzioni immediate per i cittadini.
𝑴𝒂 𝒆̀ 𝒔𝒐𝒍𝒐 𝒍'𝒊𝒏𝒊𝒛𝒊𝒐!!!
Sgomberiamo il campo dal finto pietismo. 𝑳'𝒊𝒏𝒕𝒆𝒈𝒓𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒔𝒊 𝒄𝒐𝒔𝒕𝒓𝒖𝒊𝒔𝒄𝒆 𝒓𝒊𝒔𝒑𝒆𝒕𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒍𝒆 𝒓𝒆𝒈𝒐𝒍𝒆 𝒅𝒊 𝒄𝒉𝒊 𝒕𝒊 𝒐𝒔𝒑𝒊𝒕𝒂. L'accoglienza non deve mai sconfinare nell'anarchia urbana. La cittadinanza è un patto sociale, non un lasciapassare per devastare casa nostra. 𝑺𝒆𝒅𝒆𝒓𝒔𝒊 𝒂 𝒓𝒊𝒑𝒐𝒔𝒂𝒓𝒆 𝒖𝒏 𝒎𝒐𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐 𝒆̀ 𝒖𝒎𝒂𝒏𝒐, 𝒗𝒂𝒏𝒅𝒂𝒍𝒊𝒛𝒛𝒂𝒓𝒆 𝒆̀ 𝒊𝒏𝒂𝒄𝒄𝒆𝒕𝒕𝒂𝒃𝒊𝒍𝒆.
Qualcuno ora dirà: "𝑀𝑎 𝑣𝑜𝑖 𝑠𝑖𝑒𝑡𝑒 𝑎𝑙 𝑔𝑜𝑣𝑒𝑟𝑛𝑜, 𝑟𝑖𝑠𝑜𝑙𝑣𝑒𝑡𝑒𝑙𝑜”
Esatto. Ed è per questo che ci stiamo mettendo la faccia. Noi non voltiamo lo sguardo per paura di scontentare qualcuno, noi siamo chiamati ad amare la nostra Città.
𝐈𝐥𝐥𝐮𝐦𝐢𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐢𝐫𝐮𝐫𝐠𝐢𝐜𝐚, 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐝𝐞𝐨𝐬𝐨𝐫𝐯𝐞𝐠𝐥𝐢𝐚𝐧𝐳𝐚, 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐢 𝐟𝐢𝐬𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐟𝐨𝐫𝐳𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐞.
Nessun alibi. Noi agiamo, gli altri twittano. Riprendiamoci i nostri spazi, via per via, piazza per piazza.
Segnalaci le zone d'ombra del tuo quartiere nei commenti. L'intervento parte da qui.