03/11/2026
NEL SILENZIOSO CHIOSTRO,
L'ULTIMO INCONTRO DI DUE FRANCESCANI
DELLA REGINA DELLA PACE
Era un mattino dell'ottava dei Defunti del 2000; uno di questi giorni di 26 anni fa; la nebbia saliva pigra dalla piana di Siroki Brijeg verso il Santuario dell'Assunta. Il silenzio della vallata era rotto dalle grida gioiose degli studenti dell'adiacente Ginnasio mentre Padre Slavko, con passo svelto e deciso, era impaziente di incontrarsi con il suo confratello Padre Jozo. Era da tempo, ormai, che i due Francescani avevano “desiderato ardentemente” di vedersi, di parlarsi, ma gli impegni con i pellegrini avevano avuto, fino a quel momento, il sopravvento. Fu, il loro, un abbraccio fraterno e caldo, privo di parole ma intenso, dallo sguardo rapido ma profondo, senza pacche sulle spalle, ma rinsaldato da una prolungata stretta di mani, a quattro mani e... basta. Ormai i ragazzi sono nelle aule e il silenzio del chiostro aumenta l'intensa gioia del rivedersi, del risentirsi e del riparlarsi. Quattro passi lenti in avanti e quattro passi, ancora più lenti, indietro e poi, seduti sul muretto fra una arco e l'altro del chiostro per far scoppiare la presenza di un'emozione che si fa confidente, reciproco racconto. Era soprattutto Padre Slavko a parlare, quasi a voler svuotare un sacco ruvido per condividerne il peso con l'unico confratello che potesse capire il suo stato d'animo e le sue sofferenze interiori. La voce di Fra Slavko era, come sempre, pacata, modulata su una bassa tonalità, ma allo stesso tempo calda ed incisiva. Si trovava di fronte al suo “fratello maggiore” di cinque anni più vecchio, entrambi nati nel mese di marzo, il mese dell'Annunciazione e di San Giuseppe. A chi, Padre Slavko avrebbe potuto raccontare, confidare di come doveva, da tempo ormai, sforzarsi di resistere alle persecuzioni, di come accettare le croci, gli insulti, i maltrattamenti di ogni genere, se non a Padre Jozo, così “esperto” nel resistere alle persecuzioni, nell'accettare le croci, gli insulti, i maltrattamenti di ogni genere? Si sono capiti al volo perché si volevano un gran bene, più di quanto gli altri potessero immaginare. Quando Padre Slavko terminò la sua confidenziale “confessione” dopo aver ricevuto parole di conforto e di incoraggiamento da Padre Jozo, entrambi, inconsapevoli che quello sarebbe stato il loro ultimo colloquio, Slavko chiese al suo confratello maggiore “Dimmi, Jozo, com'è la Vergine?”. Come nel suo stile imprevedibile, Padre Jozo rispose: “La Madonna è come la vedi tu nel tuo cuore. Io l'ho vista piangere, ma tu hai asciugato le sue lacrime”. I due, insieme, si alzarono dal muretto che conserva il segreto di questo incontro. Si diressero verso la porticina del chiostro che collega al Santuario. In ginocchio davanti ai 30 Martiri, loro confratelli, per un'ultima preghiera e un ultimo bacio che fra Slavko diede al Crocifisso pronunciando il suo eterno: “Tu sei il mio Dio, il mio Tutto!”. Un paio di settimane dopo, il 24 novembre, Padre Slavko, come ogni venerdì alle h 14,00 in punto, era ai piedi del Krizevac per iniziare la pia pratica della Via Crucis. Piovigginava, quel tanto che basta per rendere scivolosi i sassi ormai levigati dai piedi dei pellegrini. Alla prima Stazione, davanti a “Gesù condannato a morte”, Padre Slavko ripensava ad una delle sue meditazioni: “O Signore, io non conosco me stesso. Mostrami chi sono. Non so come cercarti. Vienimi incontro. Ho sete di te, ma tu hai ancora più sete di me” (Preghiera del cuore – Adoriamo a Medjugorje – ed. MIR)
Ma è alla quarta Stazione, quando Gesù incontra la Madre che Padre Slavko sente la mano di Maria appoggiarsi sulla sua spalla, così come sta facendo con Gesù nella formella scolpita dall'amico Carmelo Puzzolo. Quella mano lo accompagnerà fino al Krizevac, si staccherà soltanto per aprirgli la porta del Paradiso. Padre Slavko è uno dei pochissimi proclamato Santo direttamente dal Cielo: “Gioisco con voi e desidero dirvi che il vostro fratello Slavko è nato al cielo e intercede per voi” (dal Messaggio della Regina della Pace del 25 nov. 2000). Il giorno del funerale, il 26 novembre, la domenica in cui si chiudeva l'Anno Liturgico dedicata a Cristo Re dell'Universo, fra i tanti discorsi troviamo quello di Jakov che saluta Fra Slavko a nome di tutti i veggenti. In queste parole troviamo la domanda che il nostro amico in cielo aveva rivolto a Padre Jozo - Com'è la Vergine? - “Caro fratello nostro Padre Slavko! Come dimenticare tutti gli anni che abbiamo trascorso insieme: tutte le nostre conversazioni, tutte le nostre preghiere insieme e tutto quello che abbiamo vissuto insieme? Come non ricordare tutti i tuoi sacrifici e le tue lotte per noi? Come non ricordare la tua bontà ed il tuo amore per noi? Spesso ci dicevi: “Lo sapete che vi voglio bene?!” Tante volte abbiamo sentito questo amore ed in così tanti modi. Ci ricordiamo queste tue parole. Spesso, dopo le apparizioni, ci chiedevi: ''Com’è la Vergine?'' Fratello, ora tu sei con Lei, tu che hai consacrato la tua vita a Lei, tu che hai fatto di tutto perché tutti conoscessero il suo amore e la sua bontà e questo amore e questa bontà erano proprio in te, come ha potuto sperimentare chiunque ti ha conosciuto. Ti ringraziamo, fratello caro, per l’appoggio di cui spesso avevamo bisogno e tu ce lo hai fornito in ogni momento. Ti ringraziamo per tutti i consigli che ci hai dato, proprio quando ne avevamo maggiormente bisogno. Grazie per averci guidato nella nostra vita spirituale e per averci aiutato nella preghiera nel nostro privato. Grazie per tutte le visite che ci hai fatto nelle nostre case, che hanno portato tanta benedizione e gioia nelle nostre famiglie. Grazie per tutti i giochi che hai fatto con i nostri bambini che vedevano in te un amico vero e sincero. Oggi caro fratello ti piangiamo, ma al tempo stesso ci rallegriamo perché tu sei insieme a colei che hai immensamente amato e per cui hai dato la vita: la Madonna. La tua opera, la tua bontà ed il tuo amore vivranno per sempre in noi e tu, fratello caro, prega e veglia sempre su di noi. Ora, caro fratello, ti diciamo quello che tu hai sempre detto a noi: Fratello, sai quanto ti vogliamo bene? I tuoi Jakov, Ivan, Mirjana, Ivanka, Vicka e Marija.
Mancavano pochi giorni, ormai, alla conclusione dell'Anno Santo della Misericordia. Durante il Giubileo della Vita Consacrata, il Santo Papa Giovanni Paolo II°, il 2 febbraio 2000, diceva: “Carissimi, in ogni momento della vostra vita vi sia accanto, come esempio e come sostegno, la Vergine Maria. A Lei Simeone svelò il mistero del Figlio e della spada che le avrebbe "trafitto l'anima" (Lc 2, 35). A Lei oggi affido voi qui presenti e tutte le persone di vita consacrata che celebrano il Giubileo:
Vergine Maria, Madre di Cristo e della Chiesa,
volgi lo sguardo sugli uomini e sulle donne
che il tuo Figlio ha chiamato a seguirlo
nella totale consacrazione al suo amore:
si lascino sempre guidare dallo Spirito,
siano instancabili nel dono di sé e nel servire il Signore,
così da essere fedeli testimoni
della gioia che sgorga dal Vangelo
e annunciatori della Verità
che guida l'uomo alle sorgenti della Vita immortale. Amen!”
virgilio