26/09/2026
Chiara Ghirardello ha sempre avuto lo sport al centro della propria vita. Per molti anni ha lavorato a Torino come istruttrice in piscina, poi si è trasferita in Valle di Susa, dove ha gestito per nove anni una scuderia al Mulino di Mattie. Con la maternità ha scelto di cambiare lavoro, restando però nel mondo che sente più suo e oggi è insegnante di educazione motoria.
L’hitball lo ha conosciuto ai tempi dell’università grazie a Silvio Benati e Stefania Cauda, giocando nei Kill Ball Vol. II e disputando un campionato al PalaHit. Ritrovarlo oggi nella sua vita, dopo tanti anni, rappresenta per lei un piacere e un’opportunità per farlo conoscere ai bambini e ai ragazzi della Valle.
Crede nell’hitball perché lo ha vissuto in prima persona e ne conosce la forza. È uno sport dinamico, divertente, inclusivo, capace di far sentire tutti parte della squadra. Un ruolo decisivo lo ha avuto anche l’incontro con Sinombre, una realtà in cui si è sentita subito affine per voglia di fare, competenza, disponibilità e concretezza. Collaborare con persone come Giacomo Catellani, Francesco Mongiovì, Federico D’Oria e Stefano Benedetto le ha dato energia e fiducia, trasformando idee in progetti concreti e condivisi.
La diffusione dell’hitball a Susa sta procedendo molto bene, oltre le sue aspettative. I corsi sono partiti e lo sport sta entrando nelle scuole. La cosa più bella è vedere i ragazzi parlarne, incuriosirsi, coinvolgere altri compagni. È in questo modo che una disciplina riesce a radicarsi davvero sul territorio.
Chiara è riuscita a far appassionare tanti giovanissimi perché per prima ci crede. I ragazzi percepiscono la passione di chi hanno davanti. Propone l’hitball attraverso il gioco e il divertimento, non come una semplice lezione. Quando un bambino, dopo averlo provato, le chiede “Quando giochiamo di nuovo?”, capisce che qualcosa è scattato.
Continua nel primo commento ⬇️⬇️⬇️