14/10/2026
Il 14 ottobre 1990 moriva il compositore e direttore d'orchestra statunitense LEONARD BERNSTEIN (1918–1990), una delle personalità più poliedriche del panorama musicale del Novecento. Nato a Lawrence, nel Massachusetts, da una famiglia di ebrei di origine ucraina, compì studi accademici ad Harvard, dove approfondì contrappunto e teoria con Walter Piston, perfezionandosi poi al Curtis Institute of Music di Filadelfia con Fritz Reiner per la direzione d’orchestra. Figure determinanti per la sua maturazione artistica furono Aaron Copland per la composizione e Serge Koussevitzky per la direzione, presso il Berkshire Music Center di Tanglewood.
La sua sfolgorante ascesa direttoriale ebbe inizio a soli 25 anni il 14 novembre 1943, quando fu chiamato all'ultimo momento a sostituire, senza alcuna prova preliminare, l'indisposto Bruno Walter alla guida della New York Philharmonic alla Carnegie Hall. Il concerto, trasmesso in diretta radiofonica nazionale dall'emittente CBS, si risolse in un trionfo immediato di critica e pubblico.
Della prestigiosa compagine newyorkese Bernstein divenne poi Direttore Musicale dal 1958 al 1969 (e in seguito insignito del titolo a vita di Laureate Conductor). Strinse inoltre legami artistici con la Wiener Staatsoper e i Wiener Philharmoniker. In Italia fu nominato Presidente Onorario dell'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma.
Fu tra i massimi interpreti di Gustav Mahler, giocando un ruolo determinante nella cosiddetta Mahler Renaissance fiorita a partire dai primi anni Sessanta del secolo scroso. Nell'aprile del 1963 prese parte come pianista, alla Carnegie Hall di New York, alla prima esecuzione assoluta (postuma) della magnifica Sonata per clarinetto e pianoforte di Francis Poulenc, con Benny Goodman al clarinetto.
OPERE E CATALOGO MUSICALE
Compositore eclettico di matrice neoromantica, Bernstein seppe abbattere le barriere tra musica colta e musica popolare, integrando nella scrittura sinfonica stilemi jazzistici, idiomi folklorici nordamericani e originali soluzioni teatrali.
Il suo capolavoro indiscusso è il musical West Side Story (1957), cui si affiancano titoli celebri del repertorio teatrale americano quali On the Town (1944), Wonderful Town (1953) e la brillante comic operetta Candide (1956, giunta alla versione definitiva nel 1989).
Da citare inoltre l'opera da camera Trouble in Tahiti (1952), il successivo sequel A Quiet Place (1983, nella cui revisione del 1984 Tahiti è integrata come flashback), i celebri balletti Fancy Free (1944) e Dybbuk (1974), oltre alla monumentale opera teatrale MASS (1971).
Il corpus sinfonico include la Sinfonia n. 1 "Jeremiah" (1942), la Sinfonia n. 2 "The Age of Anxiety" per pianoforte e orchestra (1949, da W. H. Auden) e la Sinfonia n. 3 "Kaddish" (1963), oltre ai celebri Chichester Psalms (1965) per coro misto, voce bianca solista (o controtenore) e orchestra.
Straordinario pedagogo e divulgatore, seppe avvicinare intere generazioni all'ascolto consapevole della grande tradizione sinfonica attraverso i celebri cinquantatré appuntamenti televisivi dei Young People's Concerts. Nel corso della sua carriera ottenne i più alti tributi internazionali, tra cui sedici Grammy Awards (compreso il prestigioso Lifetime Achievement Award), molteplici Emmy Awards e il conferimento dei Kennedy Center Honors nel 1981.
GLI ULTIMI ANNI, IL CONGEDO E LA MORTE
Negli ultimi anni della sua vita, minato nella salute ma animato da una incredibile energia vitale, Bernstein continuò a concepire la musica come supremo atto etico e civile. L'apice di questa visione si concretizzò a Natale del 1989 quando, all'indomani della caduta del Muro di Berlino, diresse musicisti provenienti da Germania Est, Ovest, insieme a strumentisti provenienti dai Paesi che avevano spartito e presidiato la città divisa, nella Nona Sinfonia di Beethoven, sostituendo nel coro di Schiller la parola Freude (gioia) in Freiheit (libertà).
Parallelamente, concentrò le sue residue energie nell'insegnamento intensificando l'impegno all'Accademia del Festival di Schleswig-Holstein e fondando con Michael Tilson Thomas il Pacific Music Festival di Sapporo, in Giappone.
La sua ultima presenza sul podio ebbe luogo il 19 agosto 1990 al Music Shed di Tanglewood, cinquant'anni dopo il suo primo incontro con Serge Koussevitzky. Visibilmente prostrato da un mesotelioma pleurico e da un enfisema progressivo, Bernstein salì sul podio della Boston Symphony Orchestra per dirigere i Four Sea Interludes da Peter Grimes di Benjamin Britten e la Settima Sinfonia di Beethoven. Durante l’esecuzione della sinfonia beethoveniana, condotta con un monumentale sforzo mentre si aggrappava al podio in preda ad affanno e tosse, offrì una lettura di sublime tensione spirituale. Rientrato nei camerini ammise con commovente lucidità: «Chi voglio prendere in giro? Non posso più farlo». Il 9 ottobre 1990, il suo entourage diffuse il comunicato ufficiale del suo ritiro definitivo dalla direzione d'orchestra.
Costretto su una sedia a rotelle nel suo appartamento al Dakota di New York, trascorse i suoi ultimi giorni confortato dai tre figli (Jamie, Alexander e Nina), dalla sorella Shirley, dal fratello Burton e dagli amici e collaboratori di una vita. Nel pomeriggio del 14 ottobre 1990, dopo aver canticchiato ascoltando in televisione la Sonata per violoncello di Rachmaninov ed aver recitato a memoria vecchi versi teatrali, alle 18:15 fu colto da un improvviso arresto cardiaco, spegnendosi all'età di 72 anni.
Dopo una cerimonia funebre strettamente privata dove un rabbino intonò i versetti delle Lamentazioni di Geremia tra i singhiozzi dei presenti (Bernstein aveva utilizzato proprio quei versetti per il finale della Symphony No. 1: Jeremiah), il feretro attraversò la città scortato da venti limousine nere verso Brooklyn. Quando il corteo si bloccò per il traffico nei pressi di un cantiere vicino all'East River, gli operai edili si tolsero i caschi di protezione e salutarono il maestro sventolando le braccia al grido «Goodbye, Lenny! Goodbye!».
Leonard Bernstein fu sepolto al Green-Wood Cemetery di Brooklyn accanto all'amata moglie Felicia Montealegre. Accanto alle sue spoglie, racchiusi nella bara, furono deposti un pezzo di ambra (amber, evocazione della radice del suo cognome), una moneta portafortuna, una bacchetta da direttore, una copia di Alice nel Paese delle Meraviglie e, aperta sul cuore, la partitura tascabile della Quinta Sinfonia di Gustav Mahler.
Luigi Maffeo
Fonte:
Leonard Bernstein: An American Musician di Allen Shawn, pubblicato da Yale University Press all'interno della collana Jewish Lives.
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