30/10/2026
«FACCIAMO EQUIPAGGIO»: IL MARE TORNI A ESSERE UN LUOGO DI SPERANZA, DI INCONTRO E DI FUTURO
Cittadinanzattiva Campania ha patrocinato l’iniziativa “Facciamo equipaggio – Il Mare, fascino e disciplina”, svoltasi il 29 ottobre 2026 presso l’Istituto di Cultura Meridionale di Napoli, in via Chiatamone 63.
C’è un messaggio che, più di ogni altro, ha attraversato l’incontro: il mare non può essere soltanto il luogo delle partenze disperate, delle vite perdute e delle speranze affidate alle onde. Deve tornare a essere uno spazio di incontro, di unione, di conoscenza e di futuro.
Un messaggio che è arrivato anche da lontano, attraverso le testimonianze e le esperienze di ragazzi che il mare lo hanno attraversato, lasciandosi alle spalle luoghi, affetti e certezze, per cercare una nuova possibilità di vita. Per loro la navigazione non è stata soltanto un viaggio geografico, ma la scoperta di una realtà nuova, l’approdo a un mondo diverso, la possibilità di immaginare un futuro ancora da costruire.
È proprio da queste esperienze che nasce il significato più profondo di «Facciamo equipaggio»: nessuno deve affrontare il mare da solo. E nessuno dovrebbe essere lasciato solo nel viaggio della propria vita.
Il mare, che negli ultimi anni è diventato troppo spesso un raccoglitore di speranze spezzate e di vite perdute, può e deve ritrovare la sua vocazione originaria: essere un ponte tra culture, popoli e generazioni, un luogo capace di accogliere e non respingere, di unire e non dividere.
L’iniziativa, curata da Angela Procaccini
ha affrontato il tema del mare attraverso linguaggi e prospettive differenti: arte, scienza, storia, architettura, letteratura, solidarietà e musica. Un percorso multidisciplinare che ha restituito la complessità e la bellezza del Mediterraneo, patrimonio comune e crocevia di civiltà.
In esposizione il dipinto a tecnica mista «Mediterraneo. Mare che unisce», realizzato nel 2022 da Yehudith Maria Ferrara, autrice dell’opera e studentessa del Liceo Pontano di Napoli, che ha dato forma artistica al valore simbolico del Mediterraneo come spazio di connessione e dialogo.
Nel corso dell’incontro sono intervenuti, per i saluti istituzionali, l’avv. Gennaro Famiglietti, Console Generale della Bulgaria e coordinatore FENCO; Maura Striano, assessore all’Istruzione del Comune di Napoli; Giulio De Mitri, già professore ordinario nelle Accademie di Belle Arti; Carmine Esposito, presidente de La Compagnia dei Figliuoli, Fondazione Grimaldi.
Il programma ha visto inoltre la proiezione del video Azzurra, edito dal MUSPAC – Museo Sperimentale d’Arte Contemporanea dell’Aquila, di Giulio De Mitri, e gli interventi di Guido Villani (CNR), sul mondo sommerso delle lagune flegree; M. Antonietta Selvaggio, docente dell’Università di Salerno, sulla figura di Giulia Civita Franceschi e la Nave asilo Caracciolo; Giovanni Masia, vicepresidente di IntegrAzione, con il contributo «Un Mare di Bene»; Loris Colombo, docente della Federico II e architetto, sul mare nel paesaggio; Felice Meo, artista, sul riciclo e l’arte ispirata al mare; Angela Procaccini, scrittrice, con «Un sorso di Mare», edito da Giannini.
Spazio anche ai giovani e al loro sguardo sul Mediterraneo, con Marida Famiglietti, studentessa dell’Università LUISS, Michael Siniscalchi, dell’Istituto Nautico F. Caracciolo di Procida, e Yehudith Maria Ferrara, autrice del dipinto.
La manifestazione si è arricchita della performance musicale del Liceo Musicale Margherita di Savoia, con un quartetto d’archi, e di una mostra curata dalla prof.ssa Luisa Caccavale.
Per Cittadinanzattiva Campania, patrocinare questa iniziativa significa sostenere una cultura della partecipazione, dell’accoglienza e della responsabilità collettiva. Significa riconoscere che il mare riguarda tutti noi e che il modo in cui scegliamo di guardarlo racconta anche il tipo di società che vogliamo costruire.
«Facciamo equipaggio» non è soltanto una frase ma è un invito, una responsabilità e una visione.
Perché il mare non sia più ricordato soltanto per chi non è riuscito ad arrivare, ma anche per chi, attraversandolo, ha trovato una nuova possibilità. Perché ogni approdo possa diventare un nuovo inizio e ogni incontro un’occasione per costruire insieme.
Il mare ci divide soltanto se smettiamo di riconoscerci gli uni negli altri. Se invece impariamo a fare equipaggio, può diventare la rotta comune verso un futuro di speranza, solidarietà e pace.
«Si credere potes, omnia possibilia sunt credenti».
Se puoi credere, tutto è possibile per chi crede.