21/09/2026
Paese che vai, storia che scopri
♥️ UN MARTIRE DA RICORDARE♥️
|| 21 luglio 1945, a Pavullo nel Frignano (Modena), il parroco don Luigi Lenzini fu vilmente ucciso dai partigiani comunisti. La guerra era finita da quasi tre mesi in Italia. Don Luigi aveva 64 anni ed era parroco di Crocette, una frazione di Pavullo. Dopo la liberazione del 25 aprile, finita la guerra, nelle omelie aveva spesso criticato i partigiani per i "metodi estremisti di far fuori la gente". I partigiani della zona lo avevano già minacciato di farlo “morire con le scarpe ai piedi", minaccia cui lo stesso don Luigi aveva poi fatto esplicito riferimento durante la messa. Aveva anche detto: «Mi hanno imposto di tacere, mi vogliono uccidere, ma il mio dovere lo debbo fare anche a costo della vita!» Era questo il rischio di essere parroco nel cosiddetto triangolo della morte, un'area del modenese, dove, dall'aprile 1945 a fine 1946, gli omicidi politici furono migliaia, secondo le stime del prefetto Giovanni Battista Laura.
Quel tragico 21 luglio, don Luigi, trascinato in una vigna a mezzo chilometro dalla chiesa, fu brutalmente seviziato e poi finito con un colpo di pi***la alla nuca. II suo ca****re, sepolto sotto poche spanne di terra, con la testa affiorante, fu rinvenuto da alcuni contadini soltanto una settimana dopo, il 27 luglio. Nel 2020, e' stato riconosciuto "martire in odium fidei".
II 28 maggio 2022 don Lenzini è stato proclamato “Beato" in piazza Grande presso il duomo di Modena.
Le sue spoglie mortali vennero così spostate dal cimitero e collocate nella Sua chiesa ♥️
Descrizione della Chiesa posta su un cartello del sagrato:
La chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta fu eretta nel 1627 e rappresentò il momento di unificazione e identificazione della comunità, non solo dal punto di vista religioso ma anche sociale: furono, infatti, gli abitanti del comune a decidere le modalità e il preventivo per la costruzione della chiesa. Proprio per questi motivi, in seguito gli abitanti rivendicarono l'affrancamento dalla parrocchia di Iddiano, che ottennero nel 1629 assieme al diritto di elezione del proprio parroco.
L'edificio è orientato in senso liturgico e presenta una facciata slanciata a capanna, limitata da conci angolari alterni e chiusa da un cornicione a gola. II portale di ingresso è architravato ed è sormontato da una bifora a volta. Adiacente al fianco sud, si sviluppa la canonica, in sasso, costruita su due livelli. Sul retro si trova il campanile con cella campanaria aperta da monofore.