02/10/2026
Ecco il nostro turno Avo❤️
Concretamente, cosa succede durante un turno AVO?
Provo a portarvi con me in una mattinata qualsiasi.
Si arriva in ospedale e si attraversa l'accettazione centrale, come sempre gremita di persone. Qui ci sono già alcuni nostri volontari impegnati ad aiutare chi ne ha bisogno. Ci si scambia un saluto veloce perché come al solito, sono circondati da persone che chiedono indicazioni.
Poi si va in spogliatoio. Si lascia la giacca e, insieme alla giacca, si prova a lasciare fuori anche la fretta, i pensieri, gli impegni e tutto quello che appartiene alla nostra vita di tutti i giorni. Si indossa il camice, si mette il cartellino di riconoscimento e si è pronti per il proprio turno.
È un gesto semplice, ma per me ogni volta ha un significato preciso. Mi ricorda la responsabilità e l'impegno che ho scelto di assumermi e che devo cercare di svolgere al meglio.
Poi ognuno va dove deve andare.
Io, per esempio, vado all'accettazione di Oncologia, dove do informazioni pratiche e accompagno nei corridoi, che per chi non li conosce possono sembrare davvero un labirinto, le persone che si sono smarrite.
I colleghi che sono nei reparti, invece, passano di stanza in stanza. Si fermano a fare due chiacchiere, ad ascoltare, a sorridere. A volte serve per alleggerire un po' l'ansia, altre semplicemente per fare compagnia e far passare il tempo.
Poi arriva il momento di tornare in spogliatoio.
Ci si toglie il camice e, un po' come al mattino, si prova a lasciare lì dentro anche tutto quello che si è incontrato durante il turno. Le tante persone, le storie ascoltate, magari qualche momento difficile.
Ci si riveste e si torna a casa.
Stanchi, magari un po' frastornati, ma spesso anche orgogliosi e soddisfatti.
Perché sappiamo di aver regalato qualche ora del nostro tempo a qualcuno che, quel giorno, ne aveva bisogno.
E forse è proprio questo il bello del volontariato:
quando esci dall'ospedale hai dato qualcosa agli altri, ma ti porti a casa anche qualcosa tu ❤️