09/10/2026
Pubblicati dal Ministero dell’Interno i dati relativi agli sfratti del 2025.
A Roma e Provincia 6 famiglie al giorno perdono l’alloggio!
A Roma Capitale sono stati emessi 3.450 sfratti, con una diminuzione di circa l’8% rispetto all’anno precedente.
Prima di considerare questa come una buona notizia è necessario osservare che gli sfratti eseguiti nell’intera provincia sono 1.516, e che corrispondono all’inquietante fatto che 6 famiglie quotidianamente perdono l’alloggio in cui risiedevano.
La periodica lettura del dato sugli sfratti ci indigna ma in nessun modo può aiutarci né a comprendere, né tantomeno a risolvere le criticità contenute nella complessità abitativa di Roma.
Una lettura critica dei dati pubblicati dall’Agenzia delle entrate rispetto ai contratti di locazione che vengono annualmente stipulati in città, ci offre alcuni (e ribadiamo “alcuni”) elementi su cui riflettere.
Già dal 2020 il numero dei contratti di locazione registrati a tassazione agevolata rappresenta circa il 60% dei contratti stipulati.
Questi corrispondono mediamente a 55.000 ma, secondo una nostra rilevazione (che quindi potrebbe essere imprecisa), neanche la metà dispongono del certificato di attestazione di congruità dei contenuti economici e normativi che garantisce che il contratto ottempera ai requisiti di legge per ottenere l’agevolazione fiscale.
Ci sono quindi almeno 30.000 contratti il cui canone dovrebbe essere concordato, ma nessuno ha disposto la verifica necessaria per attestarlo, oltre la verifica che non contenga clausole vessatorie o contro legge.
Un altro dato significativo è che dalla pandemia ad oggi, il numero di contratti di lungo periodo, che rappresentavano il 61% del totale sono progressivamente scesi al 50%, in favore dei contratti transitori/studenti.
Infine, in merito ai valori dei canoni, l’analisi della situazione è più complessa perché dall’Agenzia delle Entrate non vengono forniti i valori per i contratti di locazione parziale e, molto spesso, i contratti transitori o per studenti sono proprio una sommatoria di locazioni parziali (cioè per un appartamento con tre stanze vengono stipulati tre contratti di locazione parziale), pertanto non è possibile fare statistica su questi, sui quali presumiamo sia predominante l’assenza dell’attestazione di rispondenza.
Attualmente il canone di locazione medio a Roma è di ca. € 1.100,00 al mese (che corrisponde a €/mq 13,50), mentre per i contratti agevolati il canone medio è pari a ca. € 970,00 al mese (che corrisponde a poco meno di €/mq 12,00), con una riduzione quindi di circa l’11,50%.
Tali valori arrivano ad incidere sul reddito familiare fino al 65%.
Risulta quindi evidente che, per rendere l’accesso alla casa un diritto esigibile per tutte e tutti e non una ulteriore causa di disuguaglianze, non è più sufficiente guardare dritto negli occhi un problema e metterci una toppa sopra, per quanto elegante sia.
Occorre che si guardi al diritto all’abitare nella sua interezza, che va dalla sostenibilità del canone, ai costi accessori e dei consumi, alla sostenibiltà ambientale, alla sicurezza dell’alloggio e del quartiere, ai servizi.
Per ricostruire una offerta abitativa che risponda a queste caratteristiche è necessario che il pubblico riprenda il ruolo centrale e pianifichi, con tutte le parti sociali coinvolte, un vero piano casa che renda la compartecipazione privata una risposta marginale.