Prima Legione del Matese

Prima Legione del Matese Noi siamo un'associazione Storico Culturale Garibaldina, partecipiamo a rievocazione storiche e commemorazioni, per conttati [email protected]

La Costituzione della Legione del matese

Le notizie che giungevano da Napoli descrivevano un regno in agonia e Beniamino Caso, nel suo palazzo di Piedimonte,
stava sulle spine. Preso dalle incombenze dell'incarico ufficiale di Sotto Intendente, ma specialmente impegnato nei preparativi di una ancora confusa insurrezione, aveva la percezione che i tempi erano propizi per passare ai fatti. Egli è i

l perno attorno a cui, nella primavera del 1860, si forma il Sotto Comitato di liberali che si adoperano per l'abbattimento del potere borbonico nella zona di Piedimonte. Tale Sotto Comitato è l'emanazione del Comitato Centrale dell'Unità Italiana e dell'Ordine che a Napoli ha riunito,
in uno sforzo di visione unitaria, i due partiti che aggiscono sulla pen*sola per l'unificazione dell'italia. Esso raccoglie gli uomini del Comitato dell'Ordine, formato a Torino dalla La Farina, che annovera la componente moderata risalente a Cavour, e quelli del comitato dell'Azione, formato a Genova da Agostino Bertani nello spirito mazziniano più avanzato ed operativo, e che più direttamente si riferisce a Garibaldi. I Liberali che si radunano attorno a Beniamino Caso si sono tutti formati idealmente sugli eventi politici del parlamento napoletano del 1848, ma le recenti vittorie franco-sarde del 1859 li hanno convinti a sacrificare l'antica fede mazziniana in favore delle più moderate posizioni di Cavour e, dunque, di un'idea dell'unità italiana sotto il regno di Vittorio Emanuele. Ma nonostante gli intenti unitari, le due anime del Comitato Centrale di Napoli, non si fondono. A Piedimonte il Sotto Comitato di Caso è una emanazione del Comitato dell'Ordine, ed al suo interno vive il contrasto, malcelato, con gli uomini che si rifanno al Comitato dell'Azione. Lo stesso Beniamino caso ci aiuta a comprendere le divergenze sorte tra lui ed Achille Del giudice: "Io ho sostenuto esser possibile di avere uomini capaci di combattere per la causa in questo distretto: egli ha opinato esser ciò impossibile. Grazie a Dio, il tempo mi ha dato ragione. Io ho Sostenuto la impossibilità di un'alleanza col Piemonte: egli l'ha data per ufficial. Io ho Tenuto in pregio grandissimo tutte le sue relazioni politiche: egli ha cercato di gettar nel fango le mie.(...) Se del Giudice è rinsavito, come voi mi fate sperare, dimentico tutto; e sarò lieto lietissimo della sua cooperazione. A lui tutta la gloria; ma si operi, ma si vada allo scopo". E' evidente, dunque, che le cautele di molti dei moderati del Comitato dell'Ordine, che pure Caso aveva sempre condiviso, sembrano ormai eccessive, specialmente alla luce del fatto che Garibaldi procede nella sua avanzata della della Sicilia, e presto arriverà nella capitale. Perchè aspettare con le mani in mano? Beniamino Caso comprende che bisogna organizzare una vera truppa militare, e già nel giugno di quell'anno a Piedimonte aveva formato un gruppo di volontari. Non hanno nome, ma a Torino qualcuno sta ricamando le parole Legione del Matese su una bandiera tricolore. Una innegabile spinta all'aggregazione militare viene dalla legge borbonica del 5 luglio, che decreta lo smantellamento della Guardia Urbana e la costituzione della Guardia Nazionale; in molti paesi, proprio dalle file di questo neonato corpo vengono gli uomini migliori delle forze insurrezionali. E' così anche a Piedimonte, dove il comandantedella Guardia Nazionale è don Francesco Caso, fratello di Beniamino. Costui intreccia rapporti con i tanti liberali dei paesi vicini: ad Alvignano c'è Domenico Bencivenga, suo parente, Ercole Raimondi a S.Pietro Infine, Felice Stocchetti a S.Angelo d'Alife, Francesco Fevola a Teano, Paolo Zito a Grazzanise ed altri ancora. L'insieme di questi Sotto Comitati è coordinato da un uomo cui Caso si legherà per sempre, il capuano Salvatore Pizzi, che è il capo riconosciuto del movimento insurrezionale nell'intera Terra di Lavoro. Il 18 di agosto Beniamino Caso, insieme al locandiere di Piedimonte Pasquale Cassella, va a Napoli a ritirare le armi destinate all'insurrezione, sbarcate dalla fregata Piemontese Maria Adelaide e destinate al Comitato insurrezionale di Piedimonte. Le casse con armi e cartucce vengono dichiarate contenenti zucchero e, passato il dazio, sono caricate sul carro guidato dal cocchiere Luigi Riccio. Intanto Cassella va presso l'ambasciata sabauda, alla Riviera di Chiaia, e ritira il tricolore con lo stemma sabaudo e la scritta "Legione del Matese". Dunque la decisione di formare un corpo armato con quel nome era stato preso già da tempo, ed è sucuramente attribuibile a Caso il quale spese personalmente, per quell'impresa, non meno di cinquantamila ducati. La notte del 24 agosto Beniamino Caso e Giuseppe De Blasiis arrivarono a Piedimonte con le armi e la bandiera: il mattino seguente la Legione viene ufficialmente costituita. De Blasiis, che poi troveremo docente di storia moderna nell'Università di Napoli, è l'uomo del Comitato dell'Ordine inviato da Napoli per comandare la Legione col grado di maggiore. Intanto nel beneventano già da tempo sta operando Giuseppe De Marco, uno dei più attivi liberali della zona. Uomo impaziente, pronto alle armi, appartiene invece al Comitato d'Azione, e la sua sfera di influenza copre paesi della valle telesina e del Fortone, dove ha dato vita a 21 comitati insurrezionali, dai quali si è presto formato un vero corpo armato, analogo alla Legione del Matese, chiamato "Cacciatori Irpini". Proprio il 25 agosto Giuseppe De Marco informa gli uomini del Comitato di Piedimonte che da Avellino il colonnello Materazzo, capo delle forze armate insurrezionali di quella provincia, ha dato ordine di stare pronti a marciare lungo il fiume Calore, verso Benevento. Ma i piemontesi, che temono del Di Marco l'appartenenza al Comitato d'Azione, per conferma degli ordini ricevuti mandano ad Avellino Gioacchino Toma, intimo di Beniamino Caso. Sono momenti dei grande agitazione: pare che Garibaldi stia per sbarcare a Salerno ed è ormai chiaro che il Comitato Centrale di Napoli ha deciso di puntare su Benevento. che da sette secoli è rimasta un'isola del potere pontificio entro il Regno di Napoli. L'Azione militare sarà più efficace, pensano, se confortata anche dalla presenza della Legione del Matese, così da mostrare a Garibaldi la capacità operativa di questa neonati garibaldini in un'azione clamorosa quale può essere la liberazione della papalina Benevento. Alberto Bojano - La legione del matese e la Liberazione di Benevento pontificia
Tratto dal libro: Atti della Conferenza del 15 Marzo 2003 di Attilio Costarella e Aldo Cervo

01/09/2026
Tantissimi auguroni a tutti i Garibaldini di facebook e amici
12/21/2025

Tantissimi auguroni a tutti i Garibaldini di facebook e amici

08/04/2025

Address

Roma
Roma-Los Saenz, TX

Telephone

+393338595638

Website

Alerts

Be the first to know and let us send you an email when Prima Legione del Matese posts news and promotions. Your email address will not be used for any other purpose, and you can unsubscribe at any time.

Contact The Organization

Send a message to Prima Legione del Matese:

Share