Associazione Boristene

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05/10/2026

Il nostro prossimo progetto, come sempre, sarà straordinario grazie alle persone.

Nella prima settimana di novembre , a Milano presenteremo un evento molto speciale, con la presenza di alcuni dei protagonisti del progetto .

VARTA è una serie di cortometraggi documentari che raccontano la guerra in Ucraina attraverso le storie e le vite delle persone.

Al centro del progetto ci sono le persone che oggi difendono l’Ucraina: uomini e donne che combattono nei punti più difficili del fronte, ma che prima della guerra avevano vite, professioni, sogni e progetti completamente diversi.

Il progetto VARTA racconta la guerra dal loro punto di vista: attraverso i pensieri, i ricordi, le paure e le esperienze personali di chi la vive ogni giorno. Non soltanto la guerra sul campo di battaglia, ma anche le ferite invisibili che lascia nell’animo umano.

VARTA è soprattutto un racconto di persone: di chi ha dovuto lasciare la propria vita di prima per difendere la propria casa, la propria famiglia e il proprio Paese.

Il progetto VARTA è realizzato dal collettivo cinematografico ucraino NEUTRINO. Porta alla luce le storie profondamente personali dei militari impegnati in prima linea durante l’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia. Ogni episodio è dedicato a una diversa brigata e ai suoi protagonisti: dai piloti ai carristi, fino ai medici e alle squadre di soccorso.

Più che una cronaca di guerra, VARTA è l’epopea vivente di una nazione che resiste. Racconta l’Ucraina di oggi attraverso i volti e le voci di chi rischia tutto per la libertà.

Seguiteci. Presto comunicheremo la data esatta e il luogo.
project

Ieri abbiamo giocato una partita di beach volley con uno scopo molto importante: raccogliere fondi per l’evacuazione dei...
04/10/2026

Ieri abbiamo giocato una partita di beach volley con uno scopo molto importante: raccogliere fondi per l’evacuazione dei civili dalle zone di guerra in Ucraina.

Il nostro amico Andrea Alessiani, Andrea Alesiani volontario italiano, dall’inizio dell’invasione russa si reca regolarmente in Ucraina portando aiuti umanitari. Insieme ai suoi colleghi raggiunge anche le zone più pericolose, aiutando a evacuare civili e a portarli in salvo.

Questa volta la nostra raccolta fondi è dedicata proprio a loro: a chi continua ad andare dove c’è più bisogno, mettendo a rischio anche la propria sicurezza per salvare altre vite.

È stata una bellissima giornata tra amici, uniti dalla solidarietà. L’iniziativa è stata organizzata da Azione Provincia di Como in Azione e promossa insieme dalla nostra associazione BORISTENE e da Liberi Oltre Liberi, Oltre le Illusioni

Se ieri non avete potuto partecipare, trovate nelle nostre Stories il link per fare una donazione. Anche un piccolo contributo può fare la differenza.

È importante aiutare chi aiuta. 🇺🇦❤️🇮🇹
Grazie!

Già domani! 🇺🇦🏐🇮🇹Insieme ai nostri amici di Liberi Oltre le Illusioni Liberi, Oltre le Illusioni, ci vediamo al torneo d...
02/10/2026

Già domani! 🇺🇦🏐🇮🇹

Insieme ai nostri amici di Liberi Oltre le Illusioni Liberi, Oltre le Illusioni, ci vediamo al torneo di pallavolo organizzato da Azione Como Provincia di Como in Azione, un’iniziativa sportiva e solidale a sostegno dell’Ucraina. 🇺🇦🏐

Sarà con noi Andrea Alesiani Andrea Alesiani vicepresidente di Liberi Oltre le Illusioni, da anni impegnato concretamente al fianco dell’Ucraina con numerosi viaggi nel Paese e iniziative di sostegno e raccolta fondi.

Andrea aprirà il torneo con un breve intervento e presenterà la raccolta fondi destinata a sostenere la difesa e la resistenza dell’Ucraina.

Vi aspettiamo domani, 3 ottobre, dalle 15:00 alle 18:00, all’Hello Beach di Ponte Lambro! 🏐

Paolo Rolla Ieri pomeriggio, dopo quasi due ore sotto la metropolitana per i continui attacchi russi su Kyiv, abbiamo de...
01/10/2026

Paolo Rolla Ieri pomeriggio, dopo quasi due ore sotto la metropolitana per i continui attacchi russi su Kyiv, abbiamo deciso di uscire.
Abbiamo aspettato perché non siamo abituati a questo stile di vita. Qui le persone vanno avanti comunque: hanno una famiglia, devono portare fuori figli e animali, andare al lavoro, tornare a casa. Gli allarmi ormai li vivono quasi come routine, mentre noi ogni volta ci fermiamo a capire cosa stia succedendo.
Nonostante l’allarme continuasse, siamo andati a Babyn Yar.
Il 29 e 30 settembre ricorreva l’85esimo anniversario del massacro. Qui, in due giorni, furono uccisi 33.771 ebrei. Le esecuzioni continuarono fino al 1943 e qui furono uccise decine di migliaia di altre persone, tra cui rom, prigionieri di guerra e civili.
Nel 1943 i nazisti tentarono anche di cancellare le prove, facendo riesumare e bruciare i corpi a circa 300 prigionieri. Alcuni riuscirono a fuggire e a testimoniare.
La storia del posto non finisce lì. In epoca sovietica il burrone fu in parte riempito con fanghi industriali e nel 1961 il cedimento della diga provocò la tragedia di Kurenivka. Anche la memoria si è costruita nel tempo, con monumenti e installazioni dedicate alle diverse vittime.
Intanto l’allarme andava avanti e ci colpiva il contrasto con quello che avevamo intorno: un enorme spazio verde e tranquillo, con amici che passeggiavano, mamme con i bambini, coppie con il cane.
Noi però continuavamo a controllare Telegram e dove fossero i droni. All’uscita abbiamo letto che tra i possibili obiettivi potevano esserci dei benzinai e, passando poco dopo vicino a uno, abbiamo accelerato verso la metro.
Forse l’immagine che mi è rimasta più impressa è questa: da una parte le lapidi, i monumenti, tutto quello che è successo lì, dall’altra la gente che passeggia, chiacchiera, porta fuori il cane, si siede su una panchina e intanto magari c’è un allarme in corso.
Come stiamo vedendo in Ucraina, a Gaza e altrove, dentro storie molto diverse, la storia probabilmente non insegna quasi niente da sola. Però per chi vuole coltivare un minimo di empatia, questi sono posti che vale la pena vedere e attraversare, anche solo fermandosi cinque minuti a capire dove s

Paolo Rolla “Ieri siamo stati a Irpin e Bucha con Олена Рожанська,una ragazza di Irpin di una gentilezza incredibile, ch...
29/09/2026

Paolo Rolla “Ieri siamo stati a Irpin e Bucha con Олена Рожанська,una ragazza di Irpin di una gentilezza incredibile, che ci ha accompagnato per diverse ore raccontandoci cose che conoscevamo già e altre che forse da fuori avevamo capito molto meno.

Nel 2022 i russi arrivarono alle porte di Kyiv, Irpin fu uno dei punti dove venne fermata l’avanzata e Bucha rimase occupata per quasi un mese. Dopo il ritiro vennero trovati civili uccisi per strada e nelle case, alcuni con le mani legate, fosse comuni.

Forse la parte che ci ha colpito di più riguarda quello che succede dopo, perché quasi cinque anni così ti rompono dentro. Olena ci raccontava di coppie che si separano, mariti al fronte, famiglie divise. È un roller coaster continuo tra quotidianità e guerra, magari sei al bar a bere un cappuccino e parte l’allarme per un drone, poi continui la giornata, mentre magari quel drone cade altrove e si porta via delle vite.

E intanto vai a Irpin e trovi una città splendida, piena di vita. Dei 3.860 edifici e strutture danneggiati, 3.111 sono già stati ripristinati, circa l’81%.

Qui abbiamo capito meglio una frase che dice spesso Paolo Coia, “Rivedremo presto i girasoli brillare sopra il cielo blu”. È quello che abbiamo visto a Irpin, persone che hanno perso familiari, amici, case, pezzi della propria vita e che, con tutto quello che si portano dietro, hanno ricostruito e ricominciato a vivere.

Proprio mentre eravamo lì ha pubblicato un articolo su Lavrov, che ha fatto distribuire all’ONU un documento in cui la Russia sostiene ancora che Bucha sia stata una messinscena ucraina, nonostante testimonianze e indagini internazionali.

Leggerlo mentre eravamo a Bucha è stato surreale e aiuta a capire perché quando in Italia sentiamo parlare con facilità di resa per chiudere la guerra, qui il discorso sia diverso. A Bucha e Irpin l’occupazione russa l’hanno già vissuta e ne hanno viste le conseguenze.

Ci portiamo dietro soprattutto quanto poco avessimo capito cosa significa vivere per anni tra una quotidianità quasi normale e qualcosa che può interromperla in qualsiasi momento, continuando a ricostruire e riprendersi la propria vita.”

Bambini e anziani costretti a percorrere oltre 10 km dentro un gasdotto.Le forze russe si ritirano e usano i civili come...
28/09/2026

Bambini e anziani costretti a percorrere oltre 10 km dentro un gasdotto.

Le forze russe si ritirano e usano i civili come scudi umani.

Il cinismo russo sembra non conoscere limiti. E il silenzio e l’inerzia di tante organizzazioni internazionali per i diritti umani continuano a lasciare sgomenti.

Il 27 settembre, nella regione di Kharkiv, i droni del 2° Corpo della Guardia Nazionale ucraina Khartiia КОРПУС ХАРТІЯ hanno documentato nove civili — tra cui bambini, anziani e una persona con le stampelle — condotti dalle forze russe da Kupiansk fino al gasdotto Shebelynka–Ostrogozhsk e costretti a entrare nella tubazione.

Secondo Khartiia, durante la ritirata le forze russe avrebbero utilizzato i civili come scudi umani. I militari ucraini dichiarano di non aver aperto il fuoco proprio per la loro presenza.

Le persone sarebbero state costrette a percorrere oltre 10 km all’interno del gasdotto.

L’episodio è stato documentato e il materiale sarà utilizzato nelle indagini su possibili crimini di guerra.

I bambini e gli anziani saranno costretti a percorrere oltre 10 chilometri all’interno del gasdotto. La tubazione sbocca in una zona boschiva, da dove, secondo Khartiia, i civili potrebbero poi essere trasferiti nei territori occupati dalla Russia.

Per tutto il tragitto, i militari russi hanno ripreso il gruppo con una videocamera. Khartiia ritiene che queste immagini potrebbero essere successivamente utilizzate dalla propaganda russa per presentare il trasferimento forzato dei civili come una presunta “evacuazione” o un’operazione di “salvataggio”.

Fonte: 2° Corpo della Guardia Nazionale ucraina Khariia, 28 settembre 2026.

Bambini e anziani costretti a percorrere oltre 10 km dentro un gasdotto.Le forze russe si ritirano e usano i civili come...
28/09/2026

Bambini e anziani costretti a percorrere oltre 10 km dentro un gasdotto.

Le forze russe si ritirano e usano i civili come scudi umani.

Il cinismo russo sembra non conoscere limiti. E il silenzio e l’inerzia di tante organizzazioni internazionali per i diritti umani continuano a lasciare sgomenti.

Il 27 settembre, nella regione di Kharkiv, i droni del 2° Corpo della Guardia Nazionale ucraina “Khartiia” hanno documentato nove civili — tra cui bambini, anziani e una persona con le stampelle — condotti dalle forze russe da Kupiansk fino al gasdotto Shebelynka–Ostrogozhsk e costretti a entrare nella tubazione.

Secondo “Khartiia”, durante la ritirata le forze russe avrebbero utilizzato i civili come scudi umani. I militari ucraini dichiarano di non aver aperto il fuoco proprio per la loro presenza.

Le persone sarebbero state costrette a percorrere oltre 10 km all’interno del gasdotto.

L’episodio è stato documentato e il materiale sarà utilizzato nelle indagini su possibili crimini di guerra.

Fonte: 2° Corpo della Guardia Nazionale ucraina “Khartiia”, 28 settembre 2026.

Abbiamo aspettato a lungo questo momento, e finalmente ci siamo!📚 Il 28 settembre vi aspettiamo al nostro Book Club, all...
24/09/2026

Abbiamo aspettato a lungo questo momento, e finalmente ci siamo!

📚 Il 28 settembre vi aspettiamo al nostro Book Club, alle ore 19.00, in Corso Vercelli 3 a Milano.

Sarà con noi, in collegamento Zoom, Yaroslav Trofimov Yaroslav Trofimov , giornalista, l’inviato di guerra di The Wall Street journal, scrittore, per una conversazione aperta, onesta.

Non sarà una semplice presentazione, ma un vero dialogo: parleremo di letteratura, attualità, con la possibilità per il pubblico di intervenire e fare domande.

Vi aspettiamo per una serata di libri, idee e conversazioni e l’aperitivo alla fine.

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