31/08/2026
EDUCARE NON SIGNIFICA FAR PAURA.
Alla Donnino’s Family School c’è una cosa sulla quale non transigo: non voglio vedere insegnanti con righelli, bacchette o qualsiasi oggetto in mano che possa essere percepito da un bambino come una minaccia.
Perché un bambino non deve imparare attraverso la paura.
Oggi, durante una seduta di massaggio, abbiamo avuto davanti agli occhi qualcosa che fa male.
Sulla schiena di uno dei nostri bambini con disabilità c’erano i segni delle cinghiate ricevute a casa.
La sua colpa?
Essersi fatto la p**ì addosso.
Succede anche a scuola. A lui e ad altri bambini.
Quando accade, nessuno viene picchiato. Nessuno viene umiliato. Nessuno viene sgridato.
Li puliamo, li laviamo, li cambiamo. E tornano a casa asciutti, puliti e profumati.
Perché farsi la p**ì addosso non è una colpa. E una difficoltà legata alla disabilità non può diventare motivo di punizione.
Parliamo continuamente con le madri e con i padri. Cerchiamo di spiegare che il percorso educativo che costruiamo a scuola deve continuare anche dentro casa.
Ma qualche volta la distanza tra ciò che insegniamo e ciò che accade fuori dai cancelli della scuola è ancora enorme.
La nostra amica e psicoterapeuta infantile Nausica Cangini mi ripete spesso che la sfida più difficile non saranno i bambini, ma gli adulti.
Perché certi modelli educativi sbagliati attraversano famiglie, generazioni e continenti.
L’ignoranza non ha latitudine.
Ed è per questo che il nostro compito non può essere soltanto educare i bambini. Dobbiamo provare a educare anche noi adulti.
Un bambino che si fa la p**ì addosso non deve imparare ad avere paura.
Deve imparare che qualcuno si prenderà cura di lui.