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31/08/2026

EDUCARE NON SIGNIFICA FAR PAURA.

Alla Donnino’s Family School c’è una cosa sulla quale non transigo: non voglio vedere insegnanti con righelli, bacchette o qualsiasi oggetto in mano che possa essere percepito da un bambino come una minaccia.

Perché un bambino non deve imparare attraverso la paura.

Oggi, durante una seduta di massaggio, abbiamo avuto davanti agli occhi qualcosa che fa male.

Sulla schiena di uno dei nostri bambini con disabilità c’erano i segni delle cinghiate ricevute a casa.

La sua colpa?

Essersi fatto la p**ì addosso.

Succede anche a scuola. A lui e ad altri bambini.

Quando accade, nessuno viene picchiato. Nessuno viene umiliato. Nessuno viene sgridato.

Li puliamo, li laviamo, li cambiamo. E tornano a casa asciutti, puliti e profumati.

Perché farsi la p**ì addosso non è una colpa. E una difficoltà legata alla disabilità non può diventare motivo di punizione.

Parliamo continuamente con le madri e con i padri. Cerchiamo di spiegare che il percorso educativo che costruiamo a scuola deve continuare anche dentro casa.

Ma qualche volta la distanza tra ciò che insegniamo e ciò che accade fuori dai cancelli della scuola è ancora enorme.

La nostra amica e psicoterapeuta infantile Nausica Cangini mi ripete spesso che la sfida più difficile non saranno i bambini, ma gli adulti.

Perché certi modelli educativi sbagliati attraversano famiglie, generazioni e continenti.

L’ignoranza non ha latitudine.

Ed è per questo che il nostro compito non può essere soltanto educare i bambini. Dobbiamo provare a educare anche noi adulti.

Un bambino che si fa la p**ì addosso non deve imparare ad avere paura.

Deve imparare che qualcuno si prenderà cura di lui.

30/08/2026

Ci sono giorni in cui pensi di essere andato in un posto per portare qualcosa.

E invece torni via con molto più di quanto hai dato.

Siamo stati allo ZASO Children’s Home insieme agli osteopati dell’Associazione Odissea Osteopatica.

Qui vivono 47 bambini e ragazzi rimasti orfani in famiglie segnate dall’HIV. Alcuni sono nati con il virus e, grazie alle terapie, oggi hanno raggiunto una carica virale non rilevabile.

In quella piccola stanza, però, è accaduto qualcosa che difficilmente dimenticheremo.

Un gruppo di bambine e ragazze ci ha accolto con una curiosità straordinaria. Una di loro, appena 11 anni, ha chiesto a Roberto Guglielmi:

«Qual è la vostra sfida quotidiana e come la affrontate?»

Roberto ha risposto che una delle sfide dell’osteopatia è essere accettata e riconosciuta nel mondo medico, pur aiutando le persone a stare meglio senza utilizzare farmaci.

Poi è successo qualcosa che nessuno aveva programmato.

Dopo aver ricevuto i trattamenti, le ragazze hanno voluto provare. Si sono sostituite agli osteopati e hanno iniziato a trattare proprio loro.

Concentrazione, mani, movimenti, attenzione. Una naturalezza che ci ha lasciati a bocca aperta.

Sembravano aver scoperto qualcosa che apparteneva già a loro.

Ed è lì che mi sono venuti i brividi.

Da anni cerchiamo di formare professionisti locali perché il lavoro dei terapisti che arrivano a Zanzibar possa continuare anche dopo la loro partenza.

Forse una parte della risposta era davanti ai nostri occhi.

Tra coloro che sono stati emarginati e stigmatizzati per una colpa che non hanno.

Forse un giorno saranno proprio loro a prendersi cura del corpo, della mente e della fragilità degli altri.

Quel giorno siamo entrati allo ZASO pensando di portare mani capaci di curare.

Siamo usciti chiedendoci se non avessimo appena trovato le mani del futuro.

27/08/2026

Siamo arrivati all’ottava missione di fisioterapia e osteopatia presso il Centro Duran di Makunduchi, insieme agli amici dell’Associazione Odissea Osteopatica e a Simona Spanò, fisioterapista.

Otto missioni significano tornare, ritrovare gli stessi bambini, seguirne i progressi, capire cosa è cambiato e continuare il lavoro iniziato insieme.

Perché una missione può fare molto.
Ma è la continuità che può fare la differenza.

E noi continuiamo a tornare. ❤️

25/08/2026

Abbiamo salutato così le nostre 4 super volontarie: Arianna, Giulia, Irene e Paola ❤️

Sono state con noi per quasi un mese, mettendo competenza, energia e cuore al servizio di tutti noi, ma soprattutto di ogni singolo bambino.

Hanno lavorato sulla logopedia, sull’educazione comportamentale e organizzativa e sulla didattica, lasciandoci strumenti concreti per migliorare, giorno dopo giorno, la vita quotidiana dei nostri bambini.

Un mese intenso, di lavoro vero, condivisione e crescita. E quando qualcuno parte lasciando qualcosa che continua a vivere anche dopo la sua partenza, significa che il suo tempo qui ha avuto davvero valore. ❤️

A prestissimo Arianna, Giulia, Irene e Paola. Grazie di cuore per essere state con noi! 🫶🏽

E un grazie speciale per la generosa partecipazione all’Associazione Vincenzo Vive e all’Associazione Odissea Osteopatica, che hanno contribuito a rendere possibile tutto questo. 🙏🏽

23/08/2026

Khilfat e Cristian fanno scarpetta 🤗

19/08/2026

Zanzibarhelp ha raddoppiato 🥳 grazie a tutti voi! 🫶🏽👏🏽

18/08/2026

Una mattina qualunque alla Donnino’s.
Che poi, tanto qualunque non è. ❤️

15/08/2026

La cura più potente? Un sorriso per Naushad.





14/08/2026

No comment. Solo tanto amore. ❤️✨

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