03/08/2025
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"L’Europa non ce la fa, sul piano internazionale non riesce a pesare più di una Turchia o un Israele, benché costituita da ventisette paesi, alcune potenze, una storia che è stata per millenni il centro del mondo. L’Europa non determina nulla di rilevante sullo scacchiere mondiale, non sa fare né la guerra né la pace.
È un aggregato stanco dell’Occidente, una periferia al traino degli Stati Uniti. C’è voluto Trump con la sua brutale arroganza per ricordarcelo. (...)
Per cominciare, avrebbe dovuto riconoscere le sue radici che sono greche, romane e cristiane. Un’entità che non riconosce la sua identità, che non vuol ricordarsi da chi è nato e con quali elementi costitutivi, è già sulla strada sbagliata, gli errori che farà saranno l’esatta applicazione della sua incoscienza originaria. (...)
L’Europa geopoliticamente è una realtà sovrana, indipendente dall’Atlantico e può esistere solo se riscopre il suo ruolo distinto dagli Stati Uniti e dalla Russia, che sono i suoi primi, naturali dirimpettai. Così come l’Europa è il centro del Mediterraneo e ha la responsabilità di assumere un ruolo trainante rispetto all’inquilino di sotto, il Maghreb, il mondo arabo nord-africano, che resta altro dall’Europa ma su cui l’Europa dovrebbe esercitare un ruolo strategico fondamentale, anche di guida, freno e protezione. (...)
La nostra forza strategica, lo lascio dire a una filosofa ebrea, rivoluzionaria e spirituale, Simone Weil, è di essere una specie di media proporzionale tra l’America e l’Oriente, la Russia e non solo. Noi europei ci troviamo nel mezzo, siamo letteralmente mediterranei; siamo il perno, solo l’equilibrio annulla la forza e ci permette di avere un ruolo nonostante la minore forza. (...)
Insomma, si tratta di rifare l’Europa perché così non va da nessuna parte, è solo un asfissiante regolamento interno, la sua unione non può somigliare a una fusione bancaria. Direte che è troppo tardi, direte che non ci sono le condizioni, le forze e i soggetti per farlo, direte che manca la volontà e lo spirito per farlo. Avete ragione, su tutte le ruote. E qui c’è la nostra disperazione, e la divaricazione radicale tra l’essere e il dover essere, tra ciò che va fatto in via di principio e ciò che non può esser fatto in concreto. Così ci teniamo l’irrilevanza dell’Europa rispetto agli Usa, al Medio Oriente, alla Russia."
Marcello Veneziani, Il ciclone Trump, il triciclo Ursula, La Verità, 1 agosto 2025