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MOBILITAZIONE Diciamolo forte: a scuola nessunə è stranierə
18/10/2026

MOBILITAZIONE

Diciamolo forte: a scuola nessunə è stranierə

14/10/2026

Sono scesi in piazza in migliaia, oggi a Palermo, gli studenti e le studentesse delle scuole superiori di vari istituti della città.

Mentre all’interno dei Cantieri Culturali della Zisa si teneva l’evento “La Sicilia fa scuola: gli stati generali dell’istruzione”, alla presenza del ministro Valditara e delle più importanti istituzioni locali, i ragazzi hanno protestato contro l’evento, ritenuto una passerella, e un’idea di Scuola - quella del ministro - che definiscono “razzista e repressiva”.

Tanti i temi al centro della mobilitazione: tagli all’istruzione, scuole fatiscenti, disagio psicologico, educazione sessuo-affettiva.
Dopo ore di attesa una delegazione è stata ricevuta dal segretario del Ministro.

Dopo 46 anni si riapre l'inchiesta sulla strage di Ustica. La svolta arriva dalla Francia, che ha inviato alla Farnesina...
09/10/2026

Dopo 46 anni si riapre l'inchiesta sulla strage di Ustica. La svolta arriva dalla Francia, che ha inviato alla Farnesina la documentazione relativa alla notte del 27 giugno 1980. Con l'acquisizione degli atti di Parigi, la Procura di Roma ha deciso di ritirare la richiesta di archiviazione dei fascicoli. Dalle ipotizzate piste del missile e del depistaggio fino alle sentenze civili contro lo Stato, decenni di indagini non sono bastati per chiarire del tutto quanto accaduto.

La consegna di questa documentazione alla magistratura italiana consentirà di scrivere un epilogo diverso?

di Fabiana Rendina e

È ufficiale: l’aeroporto di Milano Malpensa è intitolato a Silvio Berlusconi.Il 25 settembre è stata scoperta la targa c...
28/09/2026

È ufficiale: l’aeroporto di Milano Malpensa è intitolato a Silvio Berlusconi.
Il 25 settembre è stata scoperta la targa che ufficializza l’intitolazione dello scalo all’ex presidente del Consiglio. Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il presidente del Senato Ignazio La Russa, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini e il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. La scelta era stata avviata nel 2023 e formalizzata da ENAC nel 2024, ma il Comune di Milano e altri enti locali avevano contestato l’intitolazione ricorrendo contro il provvedimento; il TAR della Lombardia ha poi respinto il ricorso. Per Marina Berlusconi, il nome del padre rappresenta invece un motivo di orgoglio e lo scalo, nelle sue parole, sarebbe un “ponte” attraverso il quale il nome di Berlusconi accoglierà chi arriva in Italia e accompagnerà chi parte verso il mondo.
Ma prima di abituarci a quel nome sui tabelloni delle partenze, ci teniamo a dare un piccolo promemoria.

Non quello che raccontano le celebrazioni.
Quello che raccontano le sentenze.
Nel 2014 la Corte di Cassazione ha confermato la condanna definitiva di Marcello Dell’Utri a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Nelle motivazioni della sentenza, la Corte ricostruisce un incontro avvenuto a Milano tra il 16 e il 29 maggio 1974, al quale parteciparono Marcello Dell’Utri, Silvio Berlusconi e i boss Gaetano Cinà, Stefano Bontate, Girolamo Teresi e Francesco Di Carlo.

E la Corte scrive che in quell’occasione venne concluso un “accordo di reciproco interesse” tra Cosa nostra e l’imprenditore, attraverso la mediazione di Dell’Utri. La stessa sentenza ricostruisce poi l’assunzione di Vittorio Mangano ad Arcore (l'unico “ponte” di cui ha senso parlare, per riprendere le parole di Borsellino sul suo ruolo di raccordo con le cosche al Nord), espressione dell’accordo raggiunto tra i mafiosi e Berlusconi e funzionale a garantire un presidio all’interno della villa dell’imprenditore. E ancora: a fronte della protezione accordata, Berlusconi aveva iniziato a corrispondere a Cosa nostra, sempre tramite Dell’Utri, “cospicue somme di denaro”, sino al 1992.

Quindi, mentre in Lombardia si sceglie di intitolare uno dei principali aeroporti italiani a Berlusconi, a Palermo c’è un aeroporto che dal 1995 porta il nome di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Due magistrati uccisi da quella Cosa nostra con cui qualcun altro trattava per soldi.
Due uomini che hanno pagato con la vita la dedizione al loro lavoro e la loro scelta di non arretrare davanti al potere mafioso.
E oggi, nello stesso Paese, un'infrastruttura aeroportuale porta il nome di un uomo la cui storia pubblica è intrecciata al disprezzo dell'etica pubblica, della trasparenza, della correttezza politica, dell'indipendenza della magistratura e della stampa.

È difficile considerarla una semplice questione di targhe.
Le intitolazioni pubbliche costruiscono memoria.
Decidono quali nomi pronunciamo ogni giorno.
Quali storie diventano familiari.
Ed è proprio per questo che riteniamo necessario ricordare anche ciò che spesso viene lasciato fuori dalle celebrazioni.

Raccontiamola tutta, la storia.
Perché se Malpensa deve diventare un luogo della memoria pubblica, allora quella memoria non può essere fatta soltanto di celebrazioni, discorsi e targhe.
Deve contenere anche le sentenze, deve contenere anche le vittime e deve contenere anche la storia della mafia e di chi l’ha combattuta. E deve ricordarci che, mentre a Palermo un aeroporto porta i nomi di Falcone e Borsellino, a Milano Malpensa da oggi campeggia quello di Silvio Berlusconi.

Noi questa scelta non la consideriamo neutra.
E soprattutto, non vogliamo che il tempo trasformi una celebrazione istituzionale in una memoria senza contraddittorio.

È ufficiale: l’aeroporto di Milano Malpensa è intitolato a Silvio Berlusconi.Il 25 settembre è stata scoperta la targa c...
28/09/2026

È ufficiale: l’aeroporto di Milano Malpensa è intitolato a Silvio Berlusconi.

Il 25 settembre è stata scoperta la targa che ufficializza l’intitolazione dello scalo all’ex presidente del Consiglio. Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il presidente del Senato Ignazio La Russa, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini e il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. La scelta era stata avviata nel 2023 e formalizzata da ENAC nel 2024, ma il Comune di Milano e altri enti locali avevano contestato l’intitolazione ricorrendo contro il provvedimento; il TAR della Lombardia ha poi respinto il ricorso. Per Marina Berlusconi, il nome del padre rappresenta invece un motivo di orgoglio e lo scalo, nelle sue parole, sarebbe un “ponte” attraverso il quale il nome di Berlusconi accoglierà chi arriva in Italia e accompagnerà chi parte verso il mondo.

Ma prima di abituarci a quel nome sui tabelloni delle partenze, ci teniamo a dare un piccolo promemoria.
Non quello che raccontano le celebrazioni.
Quello che raccontano le sentenze.

[CONTINUA NELLE SLIDE]
di hillaryblaber🫧

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, sotto mandato di arresto della Corte Penale Internazionale per le respo...
25/09/2026

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, sotto mandato di arresto della Corte Penale Internazionale per le responsabilità nel genocidio in corso a Gaza, è oggi approdato per alcune ore al Palazzo di Vetro a New York per parlare oggi alle 12 locali davanti all'81a assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Già mercoledì il quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth riportava che non sarebbe atterrato all'aeroporto JFK di New York, in quanto non sarebbe stato autorizzato dal sindaco Zohran Mamdani, bensì in un aeroporto militare nel New Jersey sotto esclusivo controllo del governo federale o all'aeroporto di Newark.
Nel viaggio in aereo, il premier ha attraversato anche lo spazio aereo del nostro paese, che però per l'ennesima volta non ha ottemperato agli obblighi dello Statuto di Roma, il patto fondativo della Corte che anche l'Italia ha sottoscritto, e l'ha lasciato andare.

Netanyahu era atteso da proteste organizzate da Jewish Voice for Peace in condanna della guerra genocidiaria di Israele nella Striscia di Gaza e gli attacchi nella Cisgiordania occupata. Molti dei manifestanti sono poi stati arrestati, fra cui l'attrice Susan Sarandon, la candidata del partito democratico al Congresso Darializa Avila Chevalier e il consigliere comunale Chi Ossé.

Al momento del suo ingresso decine di diplomatici di numerose delegazioni hanno abbandonato la sala in segno di protesta, lasciando l’aula mezza vuota tra cori pro-Palestina. Netanyahu ha chiamato tali delegazioni 'codardi morali': alla luce dei fatti suffragati da decine di organizzazioni internazionali e dai report della Relatrice Speciale per i Territori Palestinesi Occupati, un tale livello di vittimismo è ormai nauseabondo.

Nel frattempo il movimento internazionale di Boicottaggio Disinvestimento e Sanzioni (BDS) ha promosso una raccolta firme su Action Network per chiedere la sospensione di Israele da membro dell'ONU.

di Saverio Solimani

“Va affermato che la condotta dell’imputato integra gli estremi del reato contestato perché il sottosegretario [...] riv...
23/09/2026

“Va affermato che la condotta dell’imputato integra gli estremi del reato contestato perché il sottosegretario [...] rivelò informazioni riguardanti atti e fatti funzionalmente collegati all’attività istituzionale del suo ufficio che dovevano rimanere segreti [...], divulgandoli a chi non aveva diritto di riceverle”. È il succo delle motivazioni che la Corte d'Appello di Roma ha addotto per la condanna a 8 mesi inflitti ad Andrea , ex sottosegretario alla Giustizia con delega al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria e campione di indagini collezionate per reati contrari all'ufficio dal quale è stato tardivamente rimosso.

Il reato commesso secondo i giudici (i legali hanno annunciato il ricorso in Cassazione) è la rivelazione di segreto d'ufficio; per fini esclusivamente politici - attaccare in aula il PD per aver fatto visita in carcere all'anarchico Alfredo Cospito - ha rivelato a Giovanni Donzelli, compagno di partito in FdI, informazioni delicate sul rinnovo del regime di 41 bis a Cospito su decisione del ministro Nordio, che sono state divulgate da lui alla Camera.

Aver sfruttato così sconsideratamente il suo ruolo ministeriale e barattato dati sensibili per un dibattito politico sarebbe stato più che sufficiente per rimuoverlo dal posto che occupava ma abbiamo dovuto aspettare l'esito referendario e il terremoto in maggioranza che ne è seguito, con una ciliegina sulla torta: la rivelazione degli affari in una società proprietaria di un ristorante fondata formalmente da una 18enne, figlia di un prestanome della camorra romana. Parliamo di Mauro Caroccia, reale gestore, condannato in via definitiva a 4 anni per intestazione fittizia di beni con l'aggravante mafiosa data la vicinanza al boss Michele Senese. Precisiamo che la notizia del processo in corso con una condanna già pendente in giudizio era pubblicamente nota al momento dell'entrata in gioco di Delmastro come azionista della società.

Tutto questo è utile per capire ancora una volta come la situazione sia grave ma, vedendo i protagonisti - o ex tali - dell'attuale governo, non riesce a essere seria, data l'indefinibile incompatibilità con la vita pubblica di soggetti del genere.

In queste parole del giornalista napoletano   è racchiusa tutta la dedizione per il suo lavoro, non come uno scribacchin...
23/09/2026

In queste parole del giornalista napoletano è racchiusa tutta la dedizione per il suo lavoro, non come uno scribacchino al soldo di qualche potente, ma come un dovere nei confronti della società civile.

Inizia a scrivere presso “Il Mattino”, sottolineando la pervasività dei clan nella vita politica e sociale di Torre Annunziata, dove era corrispondente. Appalti affidati alla mafia da un sindaco discusso, la spartizione dei traffici illeciti, dalle si*****te alla droga: sono i temi trattati nelle sue inchieste.

Siamo negli anni '80: la di Raffaele , fra arresti e omicidi, è stata eliminata. La Nuova Famiglia, lo schieramento avversario, si è pure spaccata: emergono da una parte i fratelli Nuvoletta, col clan Gionta di Torre Annunziata, mentre dall'altra ci sono i clan Alfieri e Bardellino. Inizia presto un nuovo scontro armato sanguinoso; il 10 giugno '84 i Nuvoletta vengono assaliti nella loro masseria, perdendo sotto i colpi degli avversari un loro fratello, Ciro. È, però, il 26 agosto dello stesso anno che subiscono un colpo ancora più duro, con la strage di Torre Annunziata, ai danni dei Gionta. Si conteranno 8 morti e 7 feriti, fra i quali anche innocenti, ma Gionta sopravvivrà.

Non si tratta solo di rivalità in armi e questo Siani lo ha capito. L'8 giugno '85 Gionta viene arrestato: due giorni dopo Siani pubblicherà un articolo dove scriverà di un accordo segreto fatto dai Nuvoletta con Bardellino per raggiungere la pace, in cambio dell'arresto di Gionta, che quindi sarebbe stato “venduto” dai suoi stessi alleati allo Stato.
Per quest'articolo verrà ucciso: il 23 settembre dello stesso anno, a Napoli, muore sotto 10 colpi di pi***la, a soli 26 anni.
Ironia della sorte in un'Italia, oggi come allora, non abbastanza riconoscente verso i suoi migliori talenti, sarà il riconoscimento post mortem di Siani come giornalista professionista, poiché fino alla morte era rimasto un precario.

Doveva essere ieri il giorno dell’audizione di Giuseppe  , come teste nel processo che vede imputato, a Firenze, il suo ...
22/09/2026

Doveva essere ieri il giorno dell’audizione di Giuseppe , come teste nel processo che vede imputato, a Firenze, il suo storico fiancheggiatore per calunnia nei confronti del giornalista e dell’ex sindaco di Cesara Giancarlo Ricca.

Il 18 agosto scorso, l’opinione pubblica apprendeva della volontà del boss di Brancaccio, condannato per le stragi del '92-93, di parlare con i magistrati sui suoi rapporti con ’Utri e . “Le conoscenze in possesso di Graviano – ha scritto il suo legale in una lettera resa pubblica da - costituiscono un patrimonio informativo di indubbio rilievo pubblico, rispetto al quale il diritto di cronaca e il diritto dei cittadini a essere compiutamente informati su vicende che hanno segnato la storia del Paese non possono essere compressi né differiti oltre il tempo strettamente necessario”.

Il boss si sarebbe convinto a parlare dopo aver appreso della richiesta di archiviazione a Caltanissetta dell’indagine su Dell’Utri come mandante esterno delle stragi del 1992. Tuttavia la procura, guidata da Salvatore De Luca, ha riconfermato la propria volontà, opponendosi, negli scorsi giorni, all’audizione di “Madre natura”, ritenuto inattendibile. Scelta che ha trovato l’opposizione del legale di Salvatore Borsellino, Fabio Repici, il quale ha richiesto un incidente probatorio per sentire Graviano.

Il processo a Baiardo, invece, sta approfondendo i rapporti fra i Graviano e Berlusconi, partendo dalla presunta foto che il gelataio di Omegna avrebbe mostrato a Giletti.

Dovremo aspettare ancora, dunque, almeno fino al prossimo 2 ottobre. Gli avvocati di Baiardo hanno ottenuto il rinvio in quanto i verbali delle dichiarazioni rese da Graviano ai magistrati fiorentini non erano stati inseriti nel fascicolo dei pm.
Fermo restando che non si tratta di una collaborazione, che in passato, oltre che ad essere stato reticente, ha unito argomenti veri ad altri totalmente falsi e che si dice ancora estraneo alle stragi, la testimonianza a Firenze segnerà un momento chiave.

Staremo a vedere, ma continuiamo a tenere alta l’attenzione.

Tre colpi inferti sul finestrino di un'auto dal lato passeggero, l'arma si ritiene sia un oggetto contundente, forse un ...
18/09/2026

Tre colpi inferti sul finestrino di un'auto dal lato passeggero, l'arma si ritiene sia un oggetto contundente, forse un martello.

Ma non è un danneggiamento qualunque, se l'auto in questione si trovava nel cortile del Palazzo di Giustizia di Milano ed era assegnata alla scorta della PM Alessandra Cerreti, da tempo sotto protezione per le sue inchieste antimafia: l'ultima ha permesso di mettere in piedi un processo dalle dimensioni ‘monstre’ (attualmente è in corso il primo grado, con rito ordinario iniziato a marzo di quest'anno e quello abbreviato conclusosi a gennaio con 62 condanne) - “Hydra”, come le tre teste che formano la mafia all'ombra della Madonnina - che teorizza una regia criminale unica di pezzi di Camorra, Ndrangheta e Cosa Nostra dietro un'organizzazione ibrida, invischiata nel mondo illecito dei traffici di droga come in quello lecito dell'imprenditoria e dei contatti con la politica, anche nazionale. Alcuni collaboratori di giustizia stanno permettendo di inserire tassello dopo tassello insieme alle ricostruzioni degli inquirenti.

Sono ancora in corso accertamenti sulla natura dell'atto, che appare volutamente intimidatorio. D'altronde i precedenti parlano chiaro; la giudice ha già ricevuto minacce di morte, una delle quali fatta in aula da uno degli imputati con un segno della croce.
Non lasciamola sola, sosteniamola: queste indagini delicate sono un servizio pubblico enorme per i segreti che scoperchiano, spesso riguardanti collusioni e malapolitica a braccetto con i clan.

di Simone Basta e

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